Sicurezza delle informazioni, IT service management e qualità da Cesare Gallotti
venerdì 1 marzo 2013
Programmare in... sicurezza
Dal Clust Group di LinkedIn, ho trovato la segnalazione di un articolo dal titolo "Programmare in... sicurezza":
- http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&idItem=48588&goback=.gde_54878_member_215687034
L'ho trovato molto interessante e ho trovato ancora più interessante l'articolo in inglese "Safeguard your code: 17 security tips for developers":
- https://www.infoworld.com/d/application-development/safeguard-your-code-17-security-tips-developers-211339?page=0,0
Ecco i titoli, ma vale la pena leggere tutto:
- 1: Test inputs rigorously
- 2: Store what you need, and not one bit more
- 3: Avoid trusting passwords more than necessary
- 4: Negotiate requirements
- 5: Add delays to your code
- 6: Use encryption more often than you think you should
- 7: Build walls
- 8: Tested libraries -- use them
- 9: Use internal APIs
- 10: Bring in outside auditors to critique your code
- 11: Code analyzers are your friend (con segnalato uno strumento)
- 12: Limit privilege
- 13: Model your threat
- 14: Trust goes both ways
- 15: Keep apprised of the latest threats
- 16: Deep research can pay off
- 17: Educate yourself
Come si vede, si tratta di suggerimenti tecnologici ben noti, di trucchi del mestiere e di pratiche organizzative. Quanti programmatori non seguono neanche una mailing list, quanti responsabili di progetto non hanno il coraggio di negoziare i requisiti!
Attacco al sito web del Tribunale di Milano
Sandro Sanna mi ha segnalato il giorno dopo l'accaduto del web defacing del sito del Tribunale di Milano il 15 febbraio:
- http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/02/16/Attacco-hacker-sito-tribunale-Milano_8259442.html
Volevo trasmettere la notizia solo perché io sono di Milano. In realtà, casi del genere capitano molto spesso e riguardano i soli siti web delle vittime: il minimo previsto quando si sviluppa un'architettura informatica è separare molto bene il server del sito web da quelli degli altri servizi; apparentemente, anche il Tribunale di Milano ha fatto così, anche se non ho trovato approfondimenti successivi il 17 febbraio.
C'è chi manifesta legalmente in piazza o su Internet e c'è anche chi manifesta illegalmente. Questa volta, facendo danni molto limitati e ottenendo un certo ritorno di immagine.
martedì 19 febbraio 2013
Google e privacy
Enzo Ascione di Intesa Sanpaolo, mi ha inviato questo articolo dal titolo "Google, Garanti Privacy Ue pronti ad azione repressiva":
- http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/19711_google-garanti-privacy-ue-pronti-ad-azione-repressiva.htm
Io continuo a temere questi fornitori di servizi, come ho già avuto modo di dire:
- http://blog.cesaregallotti.it/2013/01/google-le-password-e-i-token.html
- http://blog.cesaregallotti.it/2013/01/accordi-con-i-servizi-esterni-cloud-e.html
Errori di configurazione del Cisco IOS
Sul Clusit Group di LinkedIn, Aldo Ceccarelli ha segnalato un link ad un articolo dal titolo "Top 10 Cisco IOS Configuration Mistakes":
- http://www.petri.co.il/cisco-ios-configuration-mistakes.htm <http://www.petri.co.il/cisco-ios-configuration-mistakes.htm>
Capisco che la configurazione di un firewall non è materia per principianti, ma mi chiedo come si possa immettere sul mercato (e vendere a caro prezzo) prodotti che hanno meccanismi che non richiedono la conferma della password, Telnet di default al posto di SSH, parametri di sicurezza SNMP minimali.
E dire che poco fa mi lamentavo della poca professionalità di troppi sviluppatori!
Voglio sperare che l'articolo si riferisca a prodotti ormai obsoleti.
Privacy e AdS applicativi - Parte 2
Dopo l'articolo dal titolo "Privacy e AdS applicativi" in cui si riportavano le parole (verbali) di un rappresentante dell'ufficio del Garante in merito alle utenze applicative con poteri di amministrazione, Massimo Cottafavi di Reply mi ha segnalato un problema di interpretazione.
Come sappiamo, il Provvedimento sugli amministratori di sistema era seguito da delle FAQ. La FAQ 22 dà ragione all'interpretazione riportata:
- D: È corretto affermare che l'accesso a livello applicativo non rientri nel perimetro degli adeguamenti, in quanto l'accesso a una applicazione informatica è regolato tramite profili autorizzativi che disciplinano per tutti gli utenti i trattamenti consentiti sui dati?
- R: Si. L'accesso applicativo non è compreso tra le caratteristiche tipiche dell'amministratore di sistema
Evidentemente, visto che si tratta di un allegato al provvedimento sugli amministratori di sistema, è lecito esplicitare ulteriormente così: "L'accesso applicativo, *anche di power user*, non è compreso tra le caratteristiche tipiche dell'amministratore di sistema".
Però Max fa notare che questo è smentito dalla FAQ 1: "l'amministratore di sistema è assunto quale figura professionale dedicata alla gestione e alla manutenzione di impianti di elaborazione con cui vengano effettuati trattamenti di dati personali, compresi [...] i sistemi software complessi quali i sistemi ERP (Enterprise resource planning) utilizzati in grandi aziende e organizzazioni".
Quando un'applicazione diventa complessa e quindi i suoi AdS sono da considerare AdS? Se un power user pasticcia con le utenze di un sistema Zucchetti per medie imprese non viene registrato, mentre quello del SAP sì?
I dubbi permangono, quindi.
L'articolo precedente:
- http://blog.cesaregallotti.it/2013/02/privacy-e-ads-applicativi.html
Innovazione digitale (un caso pratico)
A pochi interesserà sapere che sono stato nominato Presidente di un seggio per le elezioni del 24 e 25 febbraio (a qualcuno in più interesserà sapere quanto si guadagna; non lo so; so che nel 2011, per 3 consultazioni e un totale di 7,5 giornate di lavoro ho guadagnato 340 Euro).
Fino al 2011, il Presidente di seggo riceveva una copia delle "Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione" almeno una settimana prima dell'inizio dei lavori, in modo che potesse prepararsi e garantire la speditezza delle operazioni.
Quest'anno non mi è arrivato nulla; ho telefonato all'Ufficio elettorale e mi hanno risposto che ora le istruzioni non sono più distribuite con anticipo (immagino per risparmiare sui lavori dei messi comunali): posso scaricarle dal sito del Ministero degli Interni.
Credo di essere un caso che si trova a metà tra quelli che ci erano arrivati da soli (magari con Google) e quelli che si presenteranno ai seggi senza un minimo di preparazione (i Presidenti che non hanno mai fatto questo mestiere) o senza quel poco ma necessario ripasso (i Presidenti con esperienza) utili a garantire l'auspicata speditezza delle operazioni.
Tutto questo per dire che questa piccola storia mi ha permesso di ripassare una nota, ma spesso dimenticata, lezione: "prima di introdurre innovazioni, è necessario istruire gli utenti per tempo".
Un'altra lezione che ho ripassato: il termine "istruire" non implica presentazioni in Powerpoint o filmati o grossi manuali o chissà che altro; nel caso specifico bastavano due righe sottolineate sulla lettera di nomina ("Il Presidente può consultare le Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione disponibili sul sito xxx").
Backdoor (sui prodotti Barracuda)
La notizia è ormai vecchia di un mese, ma la riporto brevemente: diversi prodotti della Barracuda Network (firewall, VPN, filtri antispam) hanno una backdoor non documentata che permette l'accesso a degli apparati da remoto.
Questo è l'articolo segnalato da Crypto-Gram (ma ce ne sono molti altri):
- http://arstechnica.com/security/2013/01/secret-backdoors-found-in-firewall-vpn-gear-from-barracuda-networks/
Non sorprendiamoci troppo: basta andare in quasi qualunque reparto IT per vedere come la mentalità dell'artigiano (contrapposto, mi si perdoni, al "professionista") sia prevalente e come l'unica e sola guida sia il fatturato trimestrale.
giovedì 14 febbraio 2013
Furto di dati aziendali
Claudio Nasti di Chantecler mi ha segnalato questo interessante articolo dal titolo "Dati aziendali, sottrarli non è ritenuto sbagliato":
- http://www.lineaedp.it/articolo/0000095971/30/8/Dati_aziendali_sottrarli_non_e_ritenuto_sbagliato.html#.UR1ChvJdCSp
Ecco alcuni dati di un recente studio di Symantec: il 50% dei dipendenti che lasciano un'azienda si copiano i dati dell'azienda stessa e, nel 40% dei casi, prevede di riutilizzarli dal suo nuovo datore di lavoro; solo il 38% dei dipendenti afferma che il loro manager vede la protezione dei dati come una priorità di business.
Brevissimo articolo che vale la pena di leggere (a patto di ricordarsi che, in questo contesto, IP non è l'Internet protocol, ma la intellectual property; cosa che non ho fatto ad una prima lettura).
Confesso che non sono un innocente. Ma mi è anche accaduto (ormai millenni or sono) di trovare qualcuno che mi chiedesse se potevo passargli documenti di un mio precedente datore di lavoro o di un mio ex cliente. Come se ormai fossero documenti pubblici. Ovviamente mi sono rifiutato. Ma la cosa fa pensare.
Per chi volesse approfondire il tema da un punto di vista legale, suggerisco di partire da Legge 633/1941 sul Diritto d'autore, Dlgs 30/2005 sulla proprietà industriale e CCNL.
venerdì 8 febbraio 2013
Quaderno su vulnerability assessment e penetration test
Isaca Venice Chapter ha pubblicato il suo primo quaderno dal titolo "Vulnerability Assessment e Penetration Test - Linee guida per l'utente di verifiche di terze parti sulla sicurezza ICT":
- http://www.isaca.org/chapters5/Venice/NewsandAnnouncements/Pages/Page1.aspx
Ritengo sia un documento interessante perché ricorda una serie di argomenti che non sempre sono chiari ai responsabili di sicurezza informatica:
- differenza tra VA e PT
- normativa applicabile
- metodologie e tipi di PT
- requisiti per commissionare un PT
- schema di contratto
Una piccola e probabilmente inutile critica: troppa focalizzazione sui PT (i VA, ad un certo punto, sono quasi dimenticati).
Ringrazio Daniela Quetti di DFA per la segnalazione.
lunedì 4 febbraio 2013
Legge 4/2013 sulle "professioni non organizzate"
E' stata pubblicata la Legge 4/2013 dal titolo "Disposizioni in materia di professioni non organizzate".
Essa riguarda "l'attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale [...]" con l'esclusione delle professioni già regolamentate in ordini e collegi (avvocati, ingegneri, eccetera). Insomma, riguarda l'attività di consulenti, auditor e formatori in molte discipline.
La Legge prevede che "La professione e' esercitata in forma individuale, in forma associata, societaria, cooperativa o nella forma del lavoro dipendente".
All'articolo 2 sono regolamentate le associazioni professionali (codici deontologici, promozione della formazione permanente, sportello per fornire informazioni ai cittadini e utenti, eccetera). L'elenco delle associazioni che si auto-certificano come conformi alla Legge 4/2013 sarà disponibile sul sito del Ministero dello sviluppo economico.
Agli articoli 4 e 5 sono forniti ulteriori requisiti per le associazioni professionali, il primo delle quali riguarda la pubblicazione delle norme e regolamenti, inclusi, se pertinenti, quelli relativi al riconoscimento delle competenze dei propri associati, che le governano. E' anche consigliata, ma non obbligatoria, la certificazione ISO 9001 per le associazioni.
Ritengo che l'articolo 6 sia importante: "promuove l'autoregolamentazione volontaria" basata su norme tecniche "UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI". Sarà a questo punto importante (vedere anche l'articolo 9) quali saranno queste "norme tecniche UNI definite per ciascuna professione" per le quali un organismo di certificazione potrà rilasciare una certificazione: spero non si tratti della ISO 9001, visto che nei casi di singoli professionisti la sua applicazione sarebbe quanto meno discutibile.
Anche gli articoli 7 e 8 sono importanti perché specificano come un'associazione può rilasciare attestazioni relative alle competenze dei propri partecipanti.
Concludo dicendo che questa norma è importante. Forse qualche punto mi è ancora oscuro, ma sarà certamente chiarito con la sua applicazione.
Ho avuto notizia di questa Legge (ma senza il suo riferimento numerico!) dal CEPAS:
- http://www.cepas.it/legge_professioni.asp
Segnalo anche il link dal sito di Accredia:
- http://www.accredia.it/news_detail.jsp?ID_NEWS=1133&areaNews=95>emplate=default.jsp
La norma non è ancora disponibile su www.normattiva.it, ma è reperibile sulla Gazzetta Ufficiale 22 del 26 gennaio 2013 (http://www.gazzettaufficiale.it)
venerdì 1 febbraio 2013
Privacy e AdS applicativi
Con il mio lettore Matteo Bonfanti di Lutech ho scambiato qualche opinione sul come considerare gli utenti di un'applicazione con privilegi speciali, principalmente quelli di gestione delle utenze.
Nel dubbio, Matteo Bonfanti ha contattato l'Ufficio del Garante dal quale ha ricevuto la risposta: "il Provvedimento del 27 novembre 2008 non riguarda gli utenti applicativi anche se questi hanno privilegi speciali, a meno che non possano agire direttamente sullo schema del database".
Prendo atto e lo ringrazio molto
Occupandomi anche di sicurezza delle informazioni oltre alla privacy, rimango sempre nel dubbio che:
- elencare tali AdS non dovrebbe essere un problema,
- garantire la loro esperienza, capacità e affidabilità non dovrebbe essere un problema,
- l'applicazione dovrebbe registrare le azioni di tali AdS (anche se ci sono applicazioni che ahimé non lo fanno)
- i log non dovrebbero essere accessibili in scrittura agli AdS applicativi, ma solo a quelli sistemistici
Purtroppo ci sono applicazioni che non generano log e, ogni volta che le vedo, continuo a stupirmi.
lunedì 28 gennaio 2013
Google, le password e i token
La notizia sta circolando: Google sta studiando un metodo per sostituire il meccanismo di identificazione e autenticazione degli utenti basato sulla sola coppia userid e password.
Sandro Sanna mi ha segnalato un articolo che ho trovato chiaro e completo:
- http://bits.blogs.nytimes.com/2013/01/17/critical-infrastructure-systems-seen-as-vulnerable-to-attack/?src=rechp
Segnalo anche due articoli ripresi dalla newsletter SANS NewsBytes:
- https://www.computerworld.com/s/article/9235971/Google_sees_one_password_ring_to_rule_them_all?taxonomyId=17
- http://www.wired.com/wiredenterprise/2013/01/google-password/?cid=5394044
Da una parte, Google sta intraprendendo una bella iniziativa che potrà educare tutti gli utenti all'uso di meccanismi un po' più complessi ma più sicuri (da buon cittadino, trovo interessanti i film americani in cui gli abitanti di alcuni paesi non chiudono la porta a chiave, gesto per me consueto e banale).
Dall'altra parte, non posso fare a meno di notare che il meccanismo si baserebbe inizialmente su chiavi USB e Chrome, ricordandomi la guerra tra Google e Apple e il sospetto che ambedue vogliano tutti i nostri dati personali e che l'invio di un token a casa renderebbe ancora più sicura l'identificazione dell'utente e dell'autenticità dei suoi dati.
Ho il dubbio di star diventando paranoico...
Sistemi delle infrastrutture critiche
Le notizie sui sistemi IT delle infrastrutture critiche e non informatiche (soprattutto distributori d'acqua, elettricità, combustibile, energia) stanno aumentando. In parte perché questi mercati sono un obiettivo ancora non completamente presidiato da chi si occupa di sicurezza ("cherchez l'argent", mi viene da parafrasare), in parte perché le notizie di attacchi a questi sistemi (il più famoso è Stuxnet) hanno evidenziato le carenze presenti in questi sistemi.
Uno degli ultimi articoli l'ho trovato segnalato dalla newsletter SANS NewsBites e ha titolo "Critical Infrastructure Systems Seen as Vulnerable to Attack".
La notizia sconcertante è che il 91% degli attacchi inizia con una e-mail con allegato codice nocivo. Un esperimento condotto da una società di consulenza ha dimostrato che il 26% dei destinatari ha aperto l'allegato (su un campione di 70 persone, come viene onestamente dichiarato). Altro dato interessante: molti attacchi sono condotti dopo una breve ricerca su LinkedIn per creare e-mail fasulle il cui (falso) mittente è un contatto del destinatario.
Ho avuto modo di vedere aziende in cui i sistemi di controllo sono su una rete indipendente da quella utilizzata per lo scambio di e-mail e la navigazione sul web; ho visto aziende in cui i computer del personale sono bloccati rispetto a qualsiasi installazione di nuovo software; ho visto aziende in cui quasi tutti gli allegati alle e-mail sono sono bloccati così come le porte USB; ho visto aziende in cui il personale può ricevere e-mail solo su computer specifici. Ho visto cose che certi umani non possono immaginare, eppure dimostrano che non è tecnologicamente difficile fare sicurezza nei settori critici. Molti sono però frenati dal fatto che il personale potrebbe risentirsene. Forse, una maggiore consapevolezza del fatto che si lavora in settori critici potrebbe aiutare.
L'articolo:
- http://bits.blogs.nytimes.com/2013/01/17/critical-infrastructure-systems-seen-as-vulnerable-to-attack/?src=rechp
Governo e sicurezza informatica
Sandro Sanna mi ha segnalato questa comunicazione del Governo italiano: è stato firmato il decreto per dotarsi della prima definizione di un'architettura di sicurezza cibernetica nazionale e di protezione delle infrastrutture critiche. Si parla di "un'architettura istituzionale che assicuri coerenza d'azione per ridurre le vulnerabilità dello spazio cibernetico, accrescere le capacità d'individuazione della minaccia e di prevenzione dei rischi e aumentare quelle di risposta coordinata in situazioni di crisi":
- http://www.governo.it/Presidenza/Comunicati/dettaglio.asp?d=70337
Il Decreto sarà pubblicato prossimamente in Gazzetta Ufficiale.
Confesso che non ho capito se si tratta del CERT nazionale previsto dall'Agenda digitale europea e di cui avevo scritto a dicembre:
- http://blog.cesaregallotti.it/2012/12/cert-italia.html
Non rimane altro che osservare.
venerdì 18 gennaio 2013
Alla sicurezza non sfugge (quasi) niente
Enzo Ascione di Intesa Sanpaolo mi ha segnalato questa interessante notizia:
- http://www.corriere.it/tecnologia/13_gennaio_17/softwerista-assenteista-lavoro-marchetti_5ff3373e-60b1-11e2-bd7d-debf946ea0b6.shtml
In poche parole: un programmatore, dipendente di un'azienda e con contratto di telelavoro, aveva in realtà subappaltato la propria attività ad un'azienda cinese. Nel tempo libero si dedicava al proprio hobby.
Enzo, ironicamente, dice "Beh però almeno il lavoro veniva fatto, no?".
L'articolo non fornisce indicazioni utili per capire a quali dati il programmatore aveva dato accesso a dei fornitori non autorizzati.
giovedì 17 gennaio 2013
Accordi con i servizi esterni (cloud e social network)
Nella newsletter Crypto-Gram di Bruce Schneier del 15 gennaio 2013 c'è un interessante articolo sugli accordi (terms of service) stipulati con servizi cloud e social network:
- https://www.schneier.com/blog/archives/2012/12/terms_of_servic.html
Per capire meglio, vi segnalo questo articolo in italiano:
- http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/12/18/news/instagram_le_foto_diventano_pubblicit_la_mano_di_facebook_sulla_nuova_privacy-49014541/
Cosa è successo: Facebook ha acquistato a metà 2012 la società Instagram che fornisce dei servizi di archiviazione foto. A dicembre 2012 è stato emesso un nuovo accordo con gli utenti che, in definitiva, lascia alla società molti più diritti su quanto archiviato dagli utenti rispetto all'accordo inizialmente sottoscritto. Questo ha scatenato molte proteste.
Bruce Schneier ha esteso la sua analisi anche al servizio cloud Prezi.
Ovviamente, le riflessioni sono 2:
- qualcuno ha letto con attenzione l'accordo sottoscritto con il fornitore del servizio?
- questo accordo può essere tale per cui in futuro esso possa essere modificato unilateralmente e senza preavviso?
E poi mi si chiede perché non voglio sincronizzare il mio cellulare con i contatti e l'agenda Google...
mercoledì 16 gennaio 2013
Ottobre rosso
Credo che il prossimo attacco di cui si parlerà tanto tanto sarà "Ottobre rosso".
Dall'articolo non ho capito come è stato possibile infettare le macchine; si capisce come l'attaccante sia riuscito a propagare l'attacco, ma non come sia riuscito a trovare la prima vittima. Eppure, sarebbe molto interessante.
L'analisi del Kaspersky Lab:
- https://www.securelist.com/en/blog/785/The_Red_October_Campaign_An_Advanced_Cyber_Espionage_Network_Targeting_Diplomatic_and_Government_Agencies
martedì 15 gennaio 2013
Attacchi DDOS come "libera espressione"?
Sul gruppo "Clusit" su LinkedIn è stato pubblicato un post di Aldo Ceccarelli che segnala un articolo di Information Security News dal titolo "Anonymous chiede al governo Usa di riconoscere gli attacchi come libera espressione":
- http://www.informationsecuritynews.it/news/anonymous-chiede-al-governo-usa-di-riconoscere-gli-attacchi-come-libera-espressione
In sostanza, Anonymous dice che un attacco DDOS che blocca l'accesso a dei sistemi IT è equiparabile ad una manifestazione di piazza che blocca l'accesso agli edifici. Ma non è un reato anche quello?
VERA 3.1
Gianluca Stretti mi ha segnalato un errore nelle istruzioni del VERA 3.0 italiano. In particolare, nelle istruzioni si diceva di dare valore 3 ad un controllo debole e valore 1 ad un controllo robusto. Il calcolo, però, prevedeva l'inversione di tali valori.
Bizzarro: nessuno l'aveva mai segnalato, eppure so per certo che qualcuno lo usa. Evidentemente, lo strumento è più intuitivo di quanto pensassi.
Ringrazio comunque Gianluca (che non conosco) per la segnalazione.
ISO 22313:2012 - Business continuity management systems - Guidance
Franco Ferrari del DNV Italia mi ha segnalato la pubblicazione, al 15 dicembre 2012, della ISO 22313 "Societal security Business continuity management systems Guidance". Si tratta della linea guida che accompagna la ISO 22301 (non capisco perché non l'abbiano numerata come ISO 22302, ma forse non è importante).
Si tratta di un documento di 58 pagine e costa 154 CHF (circa 125 Euro). L'ho sfogliato molto rapidamente e mi sembra ci siano diversi spunti interessanti, in particolare nel capitolo in cui si tratta dei requisiti per le risorse (persone, informazioni e dati, sedi e infrastrutture associate, apparecchiature e strumentazione, sistemi ICT, trasporti, liquidità economica, fornitori) e per le procedure (gestione operativa e strategica degli incidenti, comunicazione, sicurezza delle persone, continuità, ripristino dei sistemi ICT, ripristino delle attività).
Continuo però a pensare che sia preferibile lo studio della NIST SP800-34: 149 pagine gratuite, pubblicate da un prestigioso ente statunitense e con l'efficace stile che contraddistingue i manuali pubblicati negli USA.
Commenti sulla revisione della ISO/IEC 27001
Fabrizio Monteleone del DNV Italia, oltre ad essere mio amico, ha una grande esperienza di audit ISO/IEC 27001. A fronte delle mie segnalazioni sulla futura ISO/IEC 27001 ha fatto qualche commento che riporto di seguito.
1- Riguardo la 27001 suggerirei, anche se ciò non è possibile, di promuovere la revisione dell'Annex A con i controlli a livello annuale o biennale al massimo: stiamo parlando di IT cioè di un mondo che evolve talmente in fretta, che i controlli da mettere in campo dovrebbero essere riesaminati per capire se in grado di accogliere quanto succede. Inoltre, anche la lista minacce e vulnerabilità dovrebbe essere sempre aggiornata dalle imprese; ma quanti la aggiornano? Se non spinti da uno standard, non lo farebbero mai.
2- Sull'analisi dei rischi, nel tempo ho visto si sono fatti strada alcuni metodi più o meno accettabilmente applicati (per lo meno, per il primo audit...). Dopo 7 anni siamo arrivati a che ci sia un livello di competenze accettabile. Ora, con il cambiamento delle carte, abbiamo dei rischi di confusione e di nuovi "esperti" che esperti non sono.
3- Per quanto riguarda l'impegno della direzione, purtroppo è vero che la Direzione è spesso latitante e non partecipa all'analisi e valutazione dei rischi.
4- Sul fatto che le linee guida siano linee e basta mi trovi in accordo. Dovrebbero essere in numero inferiore (quindi meno soldi) e solo tecniche (gli esempi sulle misure sono indecenti).
5- Per il resto, giustamente, se l'auditor fa l'auditor, i problemi sono dell'azienda o vogliamo che tra il valore aggiunto chiesto all'auditor ci sia quello di fare il consulente? La realtà è che le aziende se lo aspettano, visto che pagano...
giovedì 27 dicembre 2012
CERT Italia?
Dal blog di Over Security trovo un riferimento all'articolo "Cybersecurity, Italia pecora nera in Europa" del Corriere delle Comunicazioni.
L'articolo dice che "l'Italia farebbe figura di unico Paese Ue a non essersi dotato di un CERT nazionale", anche se "l'Agenda digitale europea esorta tutti i paesi membri a istituire i propri CERT".
Un CERT nazionale ha il ruolo di gruppo di risposta agli incidenti informatici a livello nazionale e dovrebbe anche identificare minacce e vulnerabilità e informarne gli addetti. Un CERT nazionale potrebbe anche diffondere statistiche su minacce e vulnerabilità (mi chiedo ancora chi possa pensare ad analisi quantitative dei rischi se non ha queste informazioni) e buone pratiche di configurazione e sviluppo dei sistemi e dei software.
La notizia si commenta da sola.
L'articolo del Corriere delle comunicazioni:
- http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/18802_cybersecurity-italia-pecora-nera-in-europa.htm
lunedì 24 dicembre 2012
Protezione smartphones
L'U.S. Federal Communications Commission, come ho appreso dalla newsletter SANS Newsbyte, ha pubblicato delle linee guida per la protezione degli smartphones:
- https://www.computerworld.com/s/article/9234928/FCC_offers_security_advice_to_smartphone_users?taxonomyId=17
Potete trovare le check list (con il solito stile basato su decaloghi) su:
- https://www.fcc.gov/smartphone-security
Queste linee guida mi sono piaciute perché in molti casi riportano link a tool per applicare alcune misure.
La sicurezza di questi oggetti è un problema per gli utenti e le imprese. In molti asseriscono che solo l'iPhone garantisce un buon livello di sicurezza, ma non ne sono convinto (sarà perché ho comprato il 3G, non più aggiornato dal 2010...).
Requisiti per le compagnie di sicurezza private
Max Cottafavi di Spike Reply mi ha segnalato la pubblicazione dello standard ANSI/ASIS PSC.1 per i "private security contractors".
Stiamo parlando di sicurezza fisica e più specificatamente delle forze armate private: tema estraneo a questo blog, ma non troppo.
Si tratta di uno standard di requisiti per un sistema di gestione, impostato secondo i nuovi e futuri standard ISO per i sistemi di gestione (vedere i commenti sulla futura ISO/IEC 27001). E' quindi richiesta una pianificazione basata sulla valutazione dei rischi, l'erogazione dei servizi in conformità con i risultati di questa valutazione, un monitoraggio e un approccio basato sul miglioramento continuo.
Cosa interessante: il ministero competente inglese (Foreign & Commonwealth Office) ha formalmente approvato ed avallato questo standard ASIS PSC.1.
Lo standard può essere reperito (costo di 165 USD) presso il sito dell'ANSI:
- http://webstore.ansi.org/RecordDetail.aspx?sku=ANSI%2fASIS+PSC.1-2012#.UNhWEaywWSo
venerdì 21 dicembre 2012
Firma elettronica e digitale - Sentenza
Dalla newsletter di Filodiritto, segnalo la "Tribunale di Catanzaro - Sezione Prima Civile, Ordinanza 30 aprile 2012, n. 68/2011".
Tale sentenza stabilisce che non posso essere sottoscritte con "un semplice clic", corrispondente alla firma elettronica, le clausole vessatorie di un contratto. Queste dovrebbero essere sottoscritte con firma digitale o autografa.
Per gli interessati, segnalo l'articolo di Gianni Penzo Doria:
- http://filodiritto.com/index.php?azione=visualizza&iddoc=2980
Ho trovato più comprensibile questo articolo:
- http://www.laleggepertutti.it/12644_contratti-sul-web-inefficaci-tutte-le-clausole-vessatorie
Dagli articoli trovati, comunque, non ho capito quale fosse la materia del contendere. Sembra che il potere di eBay di escludere dei sottoscrittori a seguito di loro condotte inadempienti sia una clausola vessatoria. Mi sembra quindi che la sentenza abbia effetti ambivalenti sulla tutela dei consumatori (da una parte li garantisce, dall'altra riduce i poteri di controllo del fornitore del servizio).
Invito chiunque abbia maggiori dettagli a condividerli.
martedì 18 dicembre 2012
Commenti sulla futura ISO/IEC 27001
Dopo i miei commenti del mese scorso sui cambiamenti previsti per la futura ISO/IEC 27001 ho ricevuto solo un commento scritto da parte di Andrea Veneziani di Data Management. Ho ricevuto anche alcuni commenti orali da altri, ma il risultato è sempre lo stesso.
Molti temono che la riduzione dei requisiti sull'analisi dei rischi possa comportare dei problemi e, in definitiva, lo schema attuale sarebbe preferibile. Tutti riconoscono comunque un aspetto: alcuni auditor e consulenti insistono a proporre schemi formali specifici che poi un'azienda non fa altro che lasciarli su carta.
Io penso che si dovrebbe fare una riflessione sulle linee guida della famiglia ISO/IEC 27000: ad oggi alcune sono troppo teoriche, mentre altre sono troppo direttive, non lasciando spazio ad alternative. Se le linee guida della famiglia ISO/IEC 27001 fossero più pratiche, i dubbi sui requisiti della ISO/IEC 27001 forse scomparirebbero.
Non sono originale: è la stessa proposta che ha fatto UNI per la futura ISO 9001.
mercoledì 12 dicembre 2012
Foto del principe William con password
Questa mi è piaciuta molto: il principe William è stato fotografato in una base della RAF e, per un po' di marketing, le foto sono state pubblicate sul web.
Problema: sullo sfondo si trova un foglio con scritte user-id e password di un qualche sistema chiamato MilFlip.
A essere pedanti, si trovano un'infinità di problemi di sicurezza. L'articolo di questo post (segnalato dalla newsletter di DFA) assicura che la password è anche banale:
- http://nakedsecurity.sophos.com/2012/11/21/prince-william-photos-password/
domenica 9 dicembre 2012
Attacco Eurograbber
Questo lo ritengo interessante (da SANS Newsbyte): alcune banche usano il sistema di autenticazione forte basato su normale user-id e password e su un codice casuale inviato via SMS quando l'utente si connette o effettua qualche disposizione.
Si sono inventati un attacco facile facile da capire, ma difficile da realizzare: la vittima riceve una mail di phising e installa il malware Zitmo Trojan sul suo pc; questo rimane silenzioso e si attiva quando la vittima si connette al sito della sua banca (sono colpite anche banche italiane) e gli segnala di aggiornare anche il software sul cellulare, ovviamente con altro software dannoso.
Il primo software, quindi, intercetta le credenziali per accedere al sito di web banking, il secondo software sul cellulare intercetta il codice temporaneo. Con questi elementi, il malintenzionato può fare bonifici dal conto della vittima ad un suo proprio conto.
Sembra troppo complesso, ma Check Point dice che le vittime, finora, sono state 30.000 e hanno perso 47 milioni di dollari.
Un articolo: https://www.informationweek.com/security/attacks/zeus-botnet-eurograbber-steals-47-millio/240143837
Il report di Check Point: http://www.checkpoint.com/products/downloads/whitepapers/Eurograbber_White_Paper.pdf
giovedì 6 dicembre 2012
ISO/IEC 27032
Il 15 luglio è stata pubblicata la ISO/IEC 27032 dal titolo "Guidelines for cybersecurity".
Innanzitutto, ho trovato interessante la distinzione tra "Internet" e "Cyberspace", dove Internet è usato per indicare la parte fisica della rete, mentre il Cyberspace comprende anche i servizi disponibili. Insomma, normalmente il termine Internet è usato per le due accezioni, ma effettivamente bisognerebbe distinguere.
Lo standard è indirizzato agli utenti di servizi Internet (ops... servizi del ciberspazio) e ai loro fornitori.
Per i fornitori, sappiamo bene quante misure di sicurezza sono già presenti sulla 27001. Oltre a quelle, ne sono specificate alcune di relazione con i clienti, dedicate soprattutto alla loro sensibilizzazione sulla sicurezza. Un breve elenco di cose che mi sono segnato: fornire un canale di comunicazione per segnalare eventi e incidenti, fornire il software validato da certificati digitali, fornire manuali agli utenti, inviare agli utenti periodici messaggi di educazione sulla sicurezza, fornire ai clienti una guida per la configurazione del proprio pc, specificare i requisiti legali applicabili, mantenere un protocollo per garantire una mutua autenticazione del cliente e del fornitore, stabilire i contatti autorizzati per le comunicazioni. Infine, viene suggerito di ricordare ai clienti che non verranno mai chieste informazioni personali e credenziali di ogni tipo, né verranno inviati link via mail e che per collegarsi al servizio bisognerà farlo solo dal browser.
Utile, nell'Allegato B, un elenco di siti web dedicati alla sensibilizzazione degli utenti dei servizi del ciberspazio.
Lo standard è di 50 pagine, troppe sono dedicate a riflessioni teoriche, di modo che le indicazioni pratiche occupano in realtà poche pagine. Se consideriamo che il prezzo dello standard è proporzionale al numero di pagine, qualche riflessione critica viene spontanea.
lunedì 19 novembre 2012
Così vuoi fare l'auditor?
Simone Tomirotti mi ha segnalato questo articolo dal titolo "So You Want to Be an IT Auditor?":
- http://www.theiia.org/intAuditor/itaudit/2012-articles/so-you-want-to-be-an-it-auditor
E segnala la conclusione: la buona notizia per chi fa lo sforzo di studiare da auditor IT è che la richiesta di tali professionisti sta crescendo rapidamente. Secondo CNN Money, la contabilità e l'audit IT sono tra le professioni che stanno crescendo più rapidamente, con una crescita dal 2008 al 2012 stimata tra il 22% e il 30%. Le organizzazioni stanno cercando auditor IT professionisti per valutare e raccomandare metodi per mitigare gli impatti dei rischi tecnologici. Dimostrare il proprio desiderio di imparare e allargare le proprie capacità è la strada migliore per coloro che intendono intraprendere una carriere da IT auditor.
Da parte mia, condivido il fatto che "il desiderio di imparare e allargare le proprie capacità è la strada migliore". Questo vale per tutte le professioni.
Ma ho una domanda: perché devono essere gli auditor IT a trovare i rischi e indicare le strade per ridurli? perché devono essere gli auditor IT a individuare le vulnerabilità o cattive pratiche? non dovrebbero essere i project manager e gli analisti o, in alternativa, un dipartimento di sicurezza che offre i propri servizi di consulenza?
Vorrei dire che è uno strano mondo quello in cui si chiede ai verificatori di dare indicazioni (come chiedere ai giudici di fare le leggi... ma non vorrei che la mia newsletter e il mio blog si occupino di politica).
giovedì 15 novembre 2012
L'audit non aggiunge valore
Finalmente qualcuno che scrive che l'audit ISO 9001 non fornisce valore aggiunto. Io sono un vile e mi limito a dirlo a pochi intimi:
- http://www.irca.org/en-gb/resources/INform/archive/Issue37/opinion/?utm_source=Email&utm_medium=Inform&utm_campaign=Nov_12
Cosa dice, in sostanza, l'autore David Hutchins:
- l'audit è condotto verificando che processi e attività siano condotti secondo quanto prescritto; trovare errori in questo senso non vuol dire "aggiungere valore"
- il significato attribuito a "valore aggiunto" dall'auditor può non coincidere con lo stesso significato attribuito dagli altri stakeholder
- è ridicolo pensare che, nei ridotti tempi di audit e con competenze spesso inadeguate, l'auditor abbia la pretesa di dare valore aggiunto.
Ormai, perso ogni freno inibitore, lo dico: sono d'accordo!
Privacy e comunicazioni elettroniche: imprese ancora tutelate
Daniela Quetti mi ha segnalato il Provvedimento 262 del 20 settembre 2012 del Garante Privacy che afferma che, nonostante il Codice Privacy sia ora applicabile alle sole persone fisiche, il capo 1 del titolo X del Codice rimane applicabile anche alle persone giuridiche.
I requisiti del Capo 1 del Titolo X del Codice riguardano gli operatori di TLC e i loro abbonati (meglio: contraenti). In particolare, sono normati: la riservatezza dei dati dell'utente e gli apparati utilizzati, l'uso dei dati di traffico; la fatturazione di dettaglio; la visibilità o invisibilità del numero chiamante; - i dati relativi all'ubicazione; il contrasto alle chiamate di disturbo; gli elenchi di abbonati.
Un ultimo aspetto è regolato da quel Capo: il registro delle opposizioni. Quindi, tale registro è valido anche per le imprese.
Per leggere il comunicato del Garante e il Provvedimento:
- http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/2094796
- http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/2094932
Verso la ISO 9001:2015. La posizione italiana
Franco Ferrari mi ha girato questo articolo sulla posizione italiana sulla futura ISO 9001, per la quale i lavori sono partiti a giugno 2012:
- http://www.uni.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1686:verso-la-iso-90012015-la-posizione-italiana&catid=111:generale&Itemid=546
La posizione dell'UNI è, in sintesi, la seguente:
- il SGQ dovrebbe considerare l'intero sistema di esigenze ed aspettative, includendo temi relativi all'ambiente, alla sicurezza, alla responsabilità sociale, alla gestione dell'energia, alla privacy, eccetera; per questo dovrebbe essere più flessibile
- introdurre elementi di gestione del rischio;
- introdurre un approccio socialmente responsabile: aggiungere, oltre alla soddisfazione dei clienti, anche quella di altri stakeholder (la comunità, i dipendenti dell'impresa ).
Per una migliore applicabilità della norma, l'UNI propone le seguenti linee guida:
- riferimento nella politica per la qualità al contesto di riferimento e all'approccio generale alla qualità come parte degli orientamenti adottati nei confronti delle aspettative espresse dalle specifiche parti interessate;
- migliorare la semplicità e chiarezza
- introdurre un'appendice informativa che spieghi il significato e i motivi di ogni requisito
Ho riassunto parecchio e forse ho lasciato qualche spunto interessante. Ho comunque idea che molti degli argomenti ci siano già, tranne la considerazione di altri stakeholder e dei rischi. Questi temi dovrebbero essere introdotti grazie all'uso dell'Annex SL delle Direttive ISO per i sistemi di gestione.
Trovo che le riflessioni dell'UNI siano comunque interessanti. Purtroppo, come dice lo stesso documento dell'UNI in modo meno diretto, l'uso dello standard a mero scopo certificativo ha spinto le imprese ad adottarlo in modo rigido con esiti, in alcuni casi, dannosi. La colpa? Di tutti (imprese, consulenti, auditor), ovviamaente.
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mercoledì 7 novembre 2012
NIST SP 800-30 rev1 "Guide for conducting risk assessments"
Il NIST ha annunciato a fine settembre la pubblicazione della revisione 1 della NIST SP 800-30 dal titolo "Guide for conducting risk assessments".
La guida è molto interessante soprattutto perché stabilisce i diversi livelli a cui si possono condurre i risk assessment: strategico, tattico e operativo. Purtroppo l'ho letta dopo il meeting di Roma sulla ISO/IEC 27001, forse avrei avuto idee più chiare sul dibattito "Risk assessment nel planning o nelle operations?". Credo infatti che si confonda il ciclo PDCA con il modello di un'azienda a 3 livelli.
La guida, inoltre, promuove l'analisi dei rischi basata su minacce e vulnerabilità, mentre si prevede che la ISO/IEC 27001 ne farà a meno. Forse questa guida segnala che quest'ultima non sta prendendo la direzione giusta.
Mi piace molto anche il fatto che si consiglia di valutare la verosimiglianza delle minacce a partire dai loro agenti e dalle loro caratteristiche di interesse, capacità e obiettivi.
Ho segnato anche il punto sul riconoscimento dell'incertezza dell'analisi, da considerare e valutare opportunamente. Viene anche segnalato come la soggettività è sempre presente in questo campo e il fatto che la ripetibilità delle analisi qualitative può essere garantita dalla esplicitazione e documentazione delle ragioni per cui sono stati attribuiti certi valori (concetto che ho espresso in più occasioni io stesso; credo di averlo inconsciamente mutuato dagli stessi documenti a cui si è ispirato il NIST).
Al paragrafo 2.3.3, la guida descrive 3 possibili approcci: basati sulle minacce, sugli asset e gli impatti, sulle vulnerabilità. E' interessante, soprattutto perché le metodologie che vedo solitamente utilizzate sono del primo tipo.
lunedì 5 novembre 2012
DL 179/2012 per la crescita
Il 18 ottobre è stato approvato il DL 179/2012 "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese" e si può scaricare da www.normattiva.it. Come tutti i Decreti Legge dovrà essere esaminato dalle Camere per la sua adozione definitiva e ciò potrà introdurre dei cambiamenti al testo attuale.
Tra gli aspetti più interessanti, a mio avviso, sono delle modifiche al Dlgs 82/2005 (il CAD o Codice dell'Amministrazione Digitale):
- il domicilio digitale del cittadino: "è facoltà di ogni cittadino indicare alla pubblica amministrazione un proprio indirizzo di posta elettronica certificata, quale suo domicilio digitale."
- l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di accettare pagamenti via comunicazioni telematiche
Ci sono poi tanti altri temi, tra cui "Attuazione dell'Agenda digitale italiana", "Trasmissione telematica delle certificazioni di malattia nel settore pubblico", promozione per il trasporto pubblico dei sistemi di bigliettazione elettronica interoperabili a livello nazionale, "Fascicolo sanitario elettronico e sistemi di sorveglianza nel settore sanitario", "Giustizia digitale".
domenica 4 novembre 2012
Sulla futura ISO/IEC 27002
Durante il meeting di Roma del WG1 dell'SC27, sono continuati i lavori sulla nuova ISO/IEC 27001, che dovrebbe uscire a ottobre 2013. La bozza attuale è meno criticata della bozza della 27001, ma i miei commenti non devono intendersi come definitivi, visto che neanche la norma lo è.
Premetto che non ho seguito i lavori perché impegnato sulla 27001. Le riflessioni che seguono riguardano solo lo stato di alcuni controlli:
- alcuni molto tecnici sono stati elminati (per esempio, quello sulla limitazione della connessione, visto che incorporato in altri sulla sicurezza della rete)
- molti controlli sono stati spostati di capitolo (per esempio, quello sul riesame indipendente di terze parti è stato accorpato con gli altri controlli sugli audit attualmente al A.15.2; il controllo sul ritiro degli asset è stato spostato nel capitolo sulla strumentazione e tolto dalla gestione delle risorse umane); non tutte le scelte mi sembrano convincenti (per esempio, il capitolo sulle comunicazioni è incastrato tra capitoli relativi a controlli informatici, quando le comunicazioni non sono necessariamente IT), ma in definitiva mi sembra che alcune cose siano migliorate (la separazione dei compiti è ora nell'organizzazione)
- si sono migliorate alcune dizioni (per esempio, non si parla più di mobile computing, ma di Mobile device policy)
- nuovi controlli con impatto sostanziale sono: Information security in project management, Restrictions on software installation, Secure development policy, System security testing (che sostituisce un controllo precedentemente meno orientato alla sicurezza), ICT Supply chain, Redundancies
- i capitoli sono dal 5 al 18 (la versione attuale va dal 5 al 12), ma solo in virtù di una diversa collocazione dei controlli
- non ho fatto il conto dei controlli previsti, rispetto ai 133 della versione del 2005.
Fabio Guasconi, Presidente SC27 di Uninfo, che ha seguito un po' i lavori, anche compatibilmente con il suo ruolo di ospite, visto che l'incontro si è svolto a Roma, ha fatto i seguenti commenti:
- tantissimi commenti sono stati scartati (e nonostante ciò ci sono voluti 2 meeting per indirizzarli tutti);
- ci sono molti controlli nuovi e tanti con contenuti rivisti e aggiornati.
In definitiva, mi pare che verrà richiesto un certo sforzo nel rinumerare e rinominare i controlli degli attuali SOA, ma poco altro. Chi finora ha fatto un lavoro "furbo" (e spero l'abbia fatto, visto che l'esperienza di transizione dalla versione del 2000 a quella del 2005 dovrebbe essere servita) non dovrà dedicarci troppo tempo.
Sulla futura ISO/IEC 27001
Durante il meeting di Roma del WG1 dell'SC27, sono continuati i lavori sulla nuova ISO/IEC 27001, che dovrebbe uscire a ottobre 2013. Si osservi però che la versione attualmente in bozza è oggetta di parecchie critiche (personalmente, ne condivido solo una parte) e non è detto che la nuova norma verrà pubblicata.
La Polonia si è lamentata, tra le altre cose, che nella discussione nessuno ha fatto riferimento al proprio mercato di riferimento e alle sue richieste. Ciò mi ha fatto riflettere e ho pensato a quale possano essere le richieste del mercato italiano (accetto contributi):
- semplificazione dei requisiti del metodo di risk assessment perché la sua elaborazione, secondo lo schema del 2005, richiede troppe risorse togliendole ad altri progetti e non fornisce risultati sempre utili perché troppo di dettaglio
- irrobustimento delle garanzie per i clienti delle aziende che si certificano ISO/IEC 27001
- migliore leggibilità per garantire corrette relazioni tra organizzazioni certificate e auditor
Procedo quindi nel dare notizia delle novità più rilevanti.
Scopo dell'ISMS Rimane il requisito generale di descrivere lo scopo dell'ISMS (da non confondere con la frasetta sul certificato), senza ulteriori specificazioni (ad esempio, "includendo le caratteristiche del business, dell'organizzazione, della localizzazione, dei beni e delle tecnologie") perché ritenute implicite; rimane il requisito di descrivere i confini dell'ISMS e le sue relazioni con entità esterne. Il Giappone (e anche l'Italia) sono stati molto contrariati da questa scelta; personalmente, mi chiedo perché non voler esplicitare qualcosa di implicito, se questo può migliorare la leggibilità dello standard e ridurre incomprensioni tra imprese e auditor. Anche in altre situazioni, l'Italia ha promosso l'aggiunta di testo esplicativo per migliorare la leggibilità dello standard e ridurre incomprensioni tra imprese e auditor. Purtroppo è prevalsa la linea della "eleganza": dove il requisito è implicito, non si aggiunge testo.
Direzione Molto dibattere si è fatto sulle responsabilità della Direzione. In particolare, l'Australia ha voluto ridurle. Questo aspetto mi è risultato incomprensibile perché, a mio avviso, la norma attuale prevede (sintetizzo) che la Direzione garantisca la realizzazione dell'ISMS e comunichi l'importanza della sicurezza delle informazioni. Non mi sembrano compiti gravosi.
E' vero che molte Direzioni si disinteressano della sicurezza delle informazioni tranne quando c'è l'audit (e neanche questo caso si verifica sempre), ma fornire loro una giustificazione per farlo mi sembra scorretto. Tra l'altro, è ben noto che, se la Direzione si disinteressa della sicurezza delle informazioni, il resto dell'impresa farà altrettanto, con ovvi risultati.
Un'ultima riflessione: ogni articolo o conferenza ribadisce il concetto dell'importanza della Direzione: mi piacerebbe vedere ben sviluppati gli argomenti di chi è contrario, sempre che ciò sia possibile.
Processi e attività di business Il testo "comune" alla future norme sui sistemi di gestione prevedeva frasi come "attività di business" o "processi di business". Su proposta dell'Italia è stata tolta la dizione "di business", in parte perché bisognerebbe capire quali sono le attività "non di business" e in parte perché, quali esse siano, la sicurezza delle informazioni si applicherebbe anche a loro.
Metodo di risk assessment L'attuale ISO/IEC 27001 sviluppa una metodologia di risk assessment: individuare gli asset, le minacce e le vulnerabilità; valutare la verosimiglianza delle minacce e i loro potenziali impatti sugli asset. Tutto questo è stato eliminato: non si fa più riferimento agli asset, alle minacce o alle vulnerabilità. Si fa riferimento ai rischi che riguardano le informazioni. Non mi pare sia un male: seppure implicitamente, si richiede di individuare le informazioni e i rischi che incombono su di esse, senza imporre metodologie che nella pratica sono troppo onerose e non utili. Sarà poi agli "esperti" sviluppare un metodo che garantisca di aver individuato (al giusto livello di granularità) tutti i rischi. Agli auditor, esattamente come oggi, viene solo richiesto di verificare la coerenza (o la "validità", come si è deciso) del metodo di risk assessment e dei suoi risultati. Il Giappone si è dichiarato contrario a questa impostazione. Personalmente, mi pare una buona soluzione, ma devo ancora rifletterci: probabilmente qualche indicazione in più potrebbe essere utile (per la cronaca: Fabio Guasconi, Presidente dell'SC 27 di Uninfo è solidale con il Giappone).
Misurazione dei controlli Con mia grande gioia (anche perché la proposta era mia), è stato eliminato il concetto di misurazione dei controlli. Rimane il fatto che l'organizzazione deve valutare l'efficacia del proprio ISMS grazie ad attività di monitoraggio o misurazione, secondo quanto necessario.
Questo includerà sicuramente la misurazione dell'efficacia di alcuni controlli, ma se qualcuno vorrà misurare cose inutili, almeno non avrà la scusa dello standard.
Riesame della Direzione Su proposta dell'Italia, è passato senza quasi discussione il fatto che la Direzione, nel riesame periodico, deve anche riesaminare i risultati del risk assessment e lo stato del piano di trattamento del rischio. Interessante che ciò sia successo dopo che si era detto che la stessa Direzione non poteva svolgere troppi compiti.
Statement of Applicability e Annex A E' stato confermato il requisito che richiede l'elaborazione di un SOA collegato all'Annex A della norma. Come Italia siamo lievemente a favore della sua eliminazione. Personalmente, credo che sia un bene che rimanga il SOA collegato all'Annex A, perché impone al mercato l'adozione di una terminologia e di uno schema unico (insomma, impone l'adozione di uno standard!).
Risk assessment: nella pianificazione o nelle operation?
Ho lasciato per ultimo l'argomento più difficile.
Si è molto dibattuto su: i requisiti sul risk assessment vanno nel capitolo "planning" o nel capitolo "operation"?
L'Italia (con la maggioranza) ha votato per la prima ipotesi perché il risk assessment fornisce i risultati necessari alla scelta dei controlli di sicurezza e alla loro pianificazione.
Altri dicono che il capitolo planning riguarda il solo sistema di gestione che ha altri rischi rispetto alla sicurezza delle informazioni.
Personalmente, vedo come molto pericolosa questa seconda impostazione perché prevede che il "sistema di gestione" sia una cosa e la sicurezza delle informazioni sia un'altra cosa, buttando all'aria tanta letteratura e pratica sul fatto che la sicurezza delle informazioni debba essere vista come un insieme integrato di tecnologia e processi. La norma, comunque, riguarda il "sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni" (e non un generico "sistema di gestione") di cui i controlli di sicurezza sono parte integrante. Pertanto, pianificare il sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni implica necessariamente la scelta dei controlli di sicurezza, da fare con il risk assessment. Altra mia obiezione è: quale rischio al "sistema di gestione" vedete che non è applicabile al "sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni"? La risposta è sempre stata una sola: "indisponibilità della Direzione" e mi pare un po' pochino. Il problema è che il common text presenta alcuni requisiti che creano confusione: nella pianificazione si richiede di considerare rischi e "issues" (in italiano, "questioni"), e qui c'è chi distingue tra rischi strategici e operativi (ma questo ragionamento non toglie nulla alla necessità di avere il risk assessment dell'ISMS nel planning); nelle operation si fa comunque riferimento alla pianificazione delle attività, ma qui si dovrebbe fare riferimento ai piani di dettaglio o ai piani di produzione (per esempio, il piano di verifica dei backup, secondo le politiche stabilite in fase di scelta del controllo di sicurezza).
Mi piacerebbe ricevere pareri in merito (anche a favore!), sul blog o via email.
Stato delle norme ISO/IEC 270xx -- ottobre 2012
Dal 22 al 26 ottobre, si è tenuto a Roma il plenary meeting del WG1 dell'SC27, ossia del gruppo responsabile delle norme ISO/IEC 270xx. Io vi ho partecipato come delegato per l'Italia.
Questi i risultati:
- ISO/IEC 27000: sarà pubblicata a breve la nuova versione; si è comunque stabilito di riaprire i lavori per una nuova versione (early revision) anche a seguito di quanto uscirà dai lavori sulla ISO/IEC 27001 e 27002
- ISO/IEC 27001: è stata proposta per il passaggio a DIS, procedendo quindi nel cammino che dovrebbe concludersi a ottobre 2013 con la pubblicazione della nuova sua versione; ulteriori dettagli in un altro post
- ISO/IEC 27002: è stata proposta per il passaggio a DIS, procedendo quindi nel cammino che dovrebbe concludersi a ottobre 2013 con la pubblicazione della nuova sua versione; gli editor dovrebbero preparare un documento con indicate le modifiche principali; ulteriori dettagli in un altro post
- ISO/IEC 27003 sull'implementazione di un ISMS: si è stabilito di riesaminare la norma anche in funzione delle future versioni di ISO/IEC 27001 e 27002
- ISO/IEC 27004 sulle misurazioni: si è stabilito di avviare dei lavori preliminari alla sua revisione; in particolare, si è stabilito di effettuare delle indagini preliminari sulle misurazioni necessarie per la valutazione di efficacia dei controlli e/o dell'ISMS
- ISO/IEC 27006: sono proseguiti i lavori; gli elementi di maggior interesse, per lo meno dal mio punto di vista, hanno riguardato la pubblicazione sul certificato della versione del SOA (l'Italia è stata contraria a questa opzione, e se ne discuterà ancora) e una nuova tabella per le giornate di audit necessarie per la certificazione, ricertificazione e sorveglianza di un sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni
- ISO/IEC 27015 sui financial services dovrebbe essere pubblicata a breve
- ISO/IEC 27016 su "Organizational economics" è stata proposta per il passaggio a PDTR (equivalente allo stato di DIS)
- ISO/IEC 27017 e 27018 sul cloud computing: sono proseguiti i lavori
- ISO/IEC 27019 "Information Security within Smart Grid Environments": dovrebbe essere approvato a breve sulla base di una norma tedesca e verrà poi sottoposto ad early revision - sono partiti i lavori per un nuovo standard dal titolo "Use of ISO/IEC 27001 for Sector-Service Specific Third Party Accredited Certifications"
- sono state discusse norme e iniziative sui modelli di maturità di un ISMS, sui sistemi di gestione per la privacy e PIMS, sulla certificazione delle persone sulla sicurezza delle informazioni
PS: Ringrazio Fabio Guasconi, Presidente SC27 dell'Uninfo per la segnalazione di alcune integrazioni.
venerdì 2 novembre 2012
COIT, BYOD, strumenti mobili: rapporti di ENISA e FBI
Dalla newsletter del Clusit, leggo la notizia che ENISA ha pubblicato il report "Consumerization of IT: Top Risks and Opportunities".
Da questo ho imparato che la "Consumerization of IT (COIT)" o "IT aziendale guidato dal consumatore" riguarda l'uso per attività aziendali di strumenti hardware e software personali e che il BYOD (bring your own device) ne è una parte, perché riguarda solo l'uso di hardware personale. Dal BYOD sono esclusi, per esempio, gli account personali Facebook, LinkedIn o Dropbox utilizzati per raccolta o trasmissione di informazioni aziendali o per conto dell'azienda.
ENISA ha quindi elencato i rischi maggiori del COIT (riassumo):
- danneggiamento dell'immagine aziendale per uso non controllato di servizi IT
- aumento dei costi di manutenzione degli strumenti IT a causa della loro disomogeneità
- perdita degli strumenti
- potenziali cause con il personale a causa della non chiara distinzione tra dati aziendali e dati dell'utente
- perdita di riservatezza delle informazioni a causa di errori degli utenti nell'uso di applicazioni di sharing
- perdita di riservatezza delle informazioni a causa di accesso non autorizzato di malintenzionati
Per chi volesse approfondire:
- https://www.enisa.europa.eu/media/press-releases/workplace-it-enisa-sees-opportunities-and-risks-in-201cbring-your-own-device201d-trend
Su Nòva 24Ore è anche apparsa la notizia che l'FBI ha emesso delle linee guida per la protezione dei dispositivi mobili.
Trovate l'articolo del 24 Ore e un riassunto delle linee guida dell'FBI a questo indirizzo:
- http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-10-27/quei-virus-compagni-viaggio-172025.shtml?uuid=AbHpjSxG
La pagina web dell'FBI con la notizia dovrebbe essere questa:
- https://www.fbi.gov/sandiego/press-releases/2012/smartphone-users-should-be-aware-of-malware-targeting-mobile-devices-and-the-safety-measures-to-help-avoid-compromise
giovedì 18 ottobre 2012
Vulnerabilità alla IEEE
Questa notizia me l'ha data Sandro Sanna:
- http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-09-26/falla-sistema-sicurezza-ieee-192130.shtml?uuid=AbSioBkG
In breve: su un ftp server erano conservati dei log con anche delle user-id e password non cifrate.
Purtroppo, il solito mix di incompetenza, disattenzione e superficialità.
Il fatto che sia coinvolta la IEEE dà solo più colore alla notizia. Il cui significato finale rimane quello di dover sensibilizzare l'IT.
mercoledì 17 ottobre 2012
Firme digitali: SHA-3
Il "nuovo" algoritmo per le firme digitali, che sostituirà lo SHA-2, è nato e si chiama in modo poco originale SHA-3:
- http://csrc.nist.gov/groups/ST/hash/policy.html
Il punto di riferimento è lo statunitense NIST. Ha dato l'annuncio della scelta dell'algoritmo di hashing (Keccak) a inizio ottobre:
- http://csrc.nist.gov/groups/ST/hash/sha-3/winner_sha-3.html
Come si vede dalle pagine del NIST, non c'è ancora la necessità di migrare al nuovo algoritmo.
La notizia l'ho avuta dalla newsletter Crypto-Gram, in cui Bruce Schneier fa anche notare come l'attuale SHA-512 sia ancora da considerare sicuro:
- https://www.schneier.com/blog/archives/2012/09/sha-3_will_be_a.html
Certificazioni e avvalimenti
Un avvalimento, detto in poche parole, permette ad un'azienda che partecipa ad una gara di non avere tutti i requisiti richiesti, perché può indicare altre aziende "amiche" che li hanno al posto loro.
Detta così non sembra una procedura condivisibile, soprattutto se si parla di certificazioni di sistemi di gestione. E infatti, l'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ha chiarito la sua posizione in questo senso.
La Determinazione dell'Autorità:
- http://www.avcp.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5146
Il riassunto di Accredia:
- http://www.accredia.it/news_detail.jsp?ID_NEWS=986>emplate=default.jsp&ID_AREA=10
Ringrazio l'organismo di certificazione NQA per la notizia.
mercoledì 10 ottobre 2012
Standardizzazione: approvata la ISO/IEC 27037 su digital forensics
Segnalo che è stata approvata, con voto concluso il 23 settembre, la norma ISO/IEC 27037 dal titolo "Guidelines for identification, collection, acquisition, and preservation of digital evidence".
Questa norma sarà poi seguita da altre norme ISO sulla digital forensics.
Da una presentazione di Alessandro Guarino del novembre 2011, segnalo che questa norma riguarda le fasi di identificazione, raccolta (collection), acquisizione e conservazione (preservation); non riguarda quindi le fasi di analisi, presentazione, eliminazione (disposal).
giovedì 4 ottobre 2012
Certificati digitali invalidati? - 2a puntata
Il 14 febbraio avevo postato la notizia sulla possibile non validità delle firme digitali rilasciate da quasi tutte le autorità di certificazione. Questo perché non avevano dei dispositivi di generazione delle chiavi certificati opportunamente:
- http://blog.cesaregallotti.it/2012/02/certificati-digitali-invalidati.html
Dal sito dell'Agenzia per l'Italia Digitale, ho avuto notizia del DPCM del 19 luglio 2012 con un'ulteriore deroga alle deroghe precedenti (una del 14 ottobre del 2011, che a sua volta prorogava la deroga data il 10 febbraio 2010, che poi a sua volta prorogava una misura del 1999).
Un mio anonimizzato lettore ha fatto i seguenti commenti:
- ho sempre visto le deroghe come una diminuzione "almeno momentanea" della sicurezza e pertanto non mi piacciono. Poi si sa che in Italia niente è più definitivo di ciò che è momentaneo;
- il decreto, è scritto veramente male
Io aggiungo che tutto ciò mi ricorda le brutte deroghe per il DPS.
Infine, ho chiesto sempre al mio anonimizzato lettore alcuni chiarimenti sui tempi di certificazione di un prodotto rispetto ai Common Criteria (ISO/IEC 15408):
- normalmente, la valutazione di un Security targhet (cioè la fase denominata ASE) la si fa in 30/40 giorni;
- se per "adeguatezza" si intende "una veloce lettura del ST per vedere se il TOE è adeguato per essere sottoposto ad una valutazione" che è la prima azione che fa per Legge un direttore di un CEVA prima ancora di accettare il contratto per evitare di perdere tempo e soldi del contribuente che paga il certificatore, allora ci vuole una settimana lavorativa;
- per la valutazione del TOE (cioè del suo Security target, dei deliverable e del TOE stesso), per un EAL1 si va da 7/8 mesi a n-anni (con n=2 per un SO EAL4);
- il nostro schema nazionale non prevede, purtroppo, delle durate limite delle certificazioni, che invece sono previste in altri Paesi (dove, per esempio, per un EAL4 devono essere impiegati un massimo di 18 mesi).
Avvertenza: io e il mio lettore abbiamo utilizzato la terminologia inglese, anche perché le traduzioni italiane sono orrende.
Potete scaricare il nuovo DPCM del 19 luglio 2012 da
- www.digitpa.gov.it/sites/default/files/normativa/DPCM_19_luglio_2012.pdf
La pagina di DigitPA:
- http://www.digitpa.gov.it/notizie/firmato-decreto-ministro-profumo
Un commento sul sito dell'ANORC:
- http://www.anorc.it/notizia/354_Approvato_il_Decreto__Salva_-_HSM___ecco_le_novit_.html
Privacy e cookies
Enzo Ascione di Intesa Sanpaolo mi ha segnalato questa interessante serie di brevi articoli sull'interpretazione da dare al nuovo articolo 122 del Codice Privacy, così come modificato dal Dlgs 69 del 2012.
L'articolo, soprattutto nella terza parte, tratta delle modalità di gestione dei cookies dei siti web distinguendone le diverse funzionalità (user-input cookies, authentication cookies, multimedia player session cookies, social plug-in content sharing cookies)
- https://associazionecindi.wordpress.com/2012/06/29/cookies-privacy-d-lgs-69/
venerdì 28 settembre 2012
Quaderno UNINFO: sicurezza delle informazioni e privacy
Segnalo che è stato pubblicato il Quaderno UNINFO dal titolo "La gestione della sicurezza delle informazioni e della privacy nelle PMI".
Ho collaborato alla sua redazione con alcuni membri del Gruppo di Lavoro UNINFO sulla serie di norme ISO/IEC 27000. Si tratta infatti di una riflessione sui collegamenti tra ISO/IEC 27001 e normativa privacy. La seconda parte del quaderno presenta una tabella con i collegamenti tra i requisiti dello standard e quelli della normativa italiana.
Devo dire che è stato un lavoro molto interessante, che mi ha dato la possibilità di avere un bel confronto con professionisti preparati.
La home page di UNINFO:
- http://www.uninfo.polito.it/
La pagina delle pubblicazioni di UNINFO:
- http://www.uninfo.polito.it/Pubblicazioni.htm
Il link diretto al Quaderno:
- http://www.uninfo.polito.it/SC27/SC27public/Quaderno%20UNINFO_La_gestione_dellaSicurezza_delleInformazioni_e_della_Privacy_v1_0.pdf
giovedì 27 settembre 2012
IRCA Briefing note: Annex SL
L'IRCA ha pubblicato una piccola guida sull'Annex SL.
Si sta parlando dell'Allegato SL al "ISO/IEC Directives, Part 1: Consolidated ISO Supplement Procedures specific to ISO". Precedentemente, questo Allegato aveva il nome di ISO Guide 83.
L'Annex SL stabilisce lo schema comune che dovranno avere tutte le norme di requisiti per i sistemi di gestione. In altre parole, stabilisce lo schema che dovranno avere le future edizioni di ISO 9001, ISO 14001, ISO/IEC 20000-1, ISO/IEC 27001 e non solo. Questo schema è già stato adottato, anche se in una versione precedente, dalla ISO 22301 sulla business continuity.
Il testo si può trovare all'appendice 3 dell'allegato SL del supplemento consolidato dell'ISO della parte 1 delle direttive ISO/IEC. In poche parole: da pagina 143 a pagina 152 del documento che si può scaricare da qui:
- http://isotc.iso.org/livelink/livelink?func=ll&objId=4230452&objAction=browse&sort=subtype
La guida dell'IRCA illustra i punti più significativi delle modifiche che saranno introdotte negli standard dei sistemi di gestione:
- http://www.irca.org/en-gb/resources/Guidance-notes/Annex-SL-previously-ISO-Guide-83/
Di Internet e delle pene
Paolo Gasperi di Loogut mi ha segnalato il libro "Di Internet e delle pene" che ha scritto con Silvano Marchi.
L'ho trovato interessante perché spiega in modo chiaro 5 sentenze corrispondenti ad altrettanti reati:
- diffamazione su social network
- cyberstalking
- pubblicazione di un numero telefonico su social network
- scambio video con protagonisti non consenzienti
- uso di e-mail intestata ad altro
Il libro, gratuito e di sole 47 pagine, è scaricabile da:
- http://www.ladige.it/articoli/2012/02/06/sicurezza-line-questione-cultura
lunedì 24 settembre 2012
Call Center e privacy - Decreto crescita
Max Cottafavi di Spike Reply mi ha segnalato un aggiornamento privacy con impatto sui call center.
Il DL 83/2012, convertito dalla Legge 134/2012, ha visto l'aggiunta in fase di conversione dell'articolo 24, dal titolo "Misure a sostegno della tutela dei dati personali, della sicurezza nazionale, della concorrenza e dell'occupazione nelle attività svolte da call center".
Per quanto riguarda la privacy, l'articolo richiede (sintetizzo): Quando un cittadino effettua o riceve una chiamata a/da un call center deve essere informato preliminarmente, e se il caso, sul Paese estero in cui l'operatore con cui parla è fisicamente collocato.
Il DL è facilmente reperibile con la funzione di ricerca di www.normattiva.it.
Segnalo, su indicazione dello stesso Max Cottafavi, questo articolo dell'Istituto Italiano per la Privacy, con riflessioni critiche:
- http://www.istitutoitalianoprivacy.it/it/decreto-sviluppo-istituto-privacy-in-parlamento-norma-sbagliata-sui-call-center/
NISTIR 7874: "Guidelines for Access Control System Evaluation Metrics"
Il NIST, a settembre 2012, ha pubblicato il report "Guidelines for Access Control System Evaluation Metrics".
Lo segnalo per due motivi: uno tecnico e uno terminologico.
Il motivo tecnico è presto detto: il rapporto presenta un elenco di requisiti che dovrebbe avere un sistema di controllo accessi. E' evidentemente rivolta agli sviluppatori e richiede un buon livello di preparazione tecnica.
Il motivo terminologico riguarda l'uso del termine "metrica". Il documento presenta come "metriche" quasi unicamente domande le cui risposte possibili sono "sì" o "no". Qui si pone un primo problema: si può parlare di "metriche", e quindi di "misurazione" come da ISO/IEC 27004, se la scala è composta da due valori discreti? A rigore, ovviamente, la risposta è sì. Tutto ciò, nel mondo non scientifico, porta al rischio di vedere inclusi nelle metriche anche valori soggettivi ("è adeguato?"; "sì"), fino a perdere di vista la differenza tra "metriche", "valutazioni su parametri oggettivi" e "valutazioni su parametri soggettivi".
Tutto ciò può portare (e sta già portando) a errori potenzialmente dannosi, come l'idea che si possa fare un'analisi dei rischi quantitativa o che il livello di sicurezza sia misurabile sulla base di valori oggettivi.
Concludo, anche se salto logico potrebbe apparire eccessivamente ampio: è un errore cercare di riportare la sicurezza a schemi rigorosamente logico-analitici: c'è anche la psicologia, di cui tenere conto. Oltre al fatto che un approccio troppo rigoroso dovrebbe tenere conto di un elevatissimo livello di complessità che mal si sposa con il fatto che la sicurezza deve essere applicata da organizzazioni fatte di persone. Quindi, promuovo il ritorno a termini meno ambiziosi di "metriche": "criteri di valutazione" andrebbe benissimo.
giovedì 20 settembre 2012
Modifiche al CAD (commento)
A settembre 2012 avevo scritto un articolo sulle modifiche al Codice dell'Amministrazione Digitale:
- http://blog.cesaregallotti.it/2012/07/modifiche-al-codice-dellamministrazione.html
Io avevo scritto che "la Pubblica Amministrazione è invitata ad acquisire software freeware e non solo open source". Andrea Rui mi ha scritto la precisazione che segue e lo ringrazio.
Il CAD vuole specificare meglio, rispetto alla precedente edizione, che è d'obbligo (a meno di motivatissime ragioni) l'utilizzo di software che viene tecnicamente (non nel testo) identificato come FLOSS (Free/Libre Open Source Software).
Faccio questa precisazione perché il termine 'open source' non sempre implica gratuità, ed in generale il freeware è software a codice chiuso, ma disponibile gratuitamente.
Agenzia per l'Italia Digitale
Il Decreto Legge 83 del 22 giugno 2012 ("Misure urgenti per la crescita del Paese") ha sancito la chiusura di DigitPA per passarne le funzioni alle neonata Agenzia per l'Italia Digitale. Il Decreto Legge è stato convertito con modificazioni dalla Legge 134 del 7 agosto 2012.
Ricordo che DigitPA era nata a dicembre 2009 come erede del CNIPA, a sua volta erede dell'AIPA. Chissà se la catena si fermerà per un po' di tempo.
L'operazione è ovviamente lodevole, visto che promuove l'accentramento delle funzioni della Pubblica Amministrazione sull'informatizzazione.
L'articolo 20 del DL afferma che l'Agenzia prenderà le funzioni di DigitPA, eccetto "ogni altra funzione prevista da leggi e regolamenti già attribuita al CNIPA, nell'ambito delle direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato". Mi chiedo allora chi svolgerà quelle funzioni.
Ho notato con dispiacere che il sito di DigitPA non dà la notiza (cita le attività dell'Agenzia per l'Italia Digitale, ma nulla più) e non ho ancora capito se esite un sito web dell'Agenzia per l'Italia Digitale. Capisco che non ci sia, visto che è appena nata; se qualcuno avrà notizie, prego di fornirle.
Comunque, l'Agenzia ha già iniziato a lavorare sui servizi di Disaster Recovery nelle Pubbliche Amministrazioni (la pubblicazione è sul sito di DigitPA): http://www.digitpa.gov.it/sites/default/files/Raccomandazioni_PROFILI%20MINIMI%20SERVIZI%20DI%20DR_v_2_4_0.pdf
Assicurazioni e sicurezza informatica (commenti)
A settembre ho scritto un articolo sul mercato delle assicurazioni nell'ambito della sicurezza informatica:
- http://blog.cesaregallotti.it/2012/08/assicurazioni-e-sicurezza-informatica.html
Ho ricevuto questo commento da Fabrizio Monteleone del DNV Italia: "ci sono articoli del codici civile che trattano i rischi nelle assicurazioni; in particolare il 1897 "Diminuzione del rischio". Esso afferma che se il contraente comunica all'assicuratore mutamenti che producono una diminuzione del rischio (perchè ha fatto l'analisi dei rischi, si è certificato.....), l'assicuratore deve abbassare il premio corrispondente.
Quante aziende certificate ISO/IEC 27001 o BS 25999 lo usano coi loro broker assicurativi? Come potremmo aiutarli?"
Le mie risposte sono facili:
- non so quante aziende certificate ISO/IEC 27001 o BS 25999 usano questo articolo coi loro broker assicurativi. Ho delle supposizioni, ma preferirei avere prima dei dati (se i miei lettori vorranno contribuire, ne sarò ben lieto)
- potremmo aiutarli dicendo loro questa cosa
Per leggere l'articolo del CC: http://www.studiocataldi.it/codicecivile/assicurazione.asp
Stefano Ramacciotti ha trovato interessante il fatto che qualcuno orienti le assicurazioni a riconoscere la bontà del prodotto se sottoposto a 2700x e/o Common Criteria. Infine ragiona: "Forse... dove non poté la politica, poté il dio denaro".
European Cyber Security Month
Mi segnala Simone Tomirotti che "una volta c'era il mese della prevenzione dentale; oggi c'è l'European Cyber Security Month!"
Si tratta di ottobre 2012. Il materiale è in inglese, francese, tedesco e spagnolo. Manca l'italiano e ho un sospetto del perché non ne ho ancora sentito parlare.
Ad ogni modo, il materiale (poster, video, illustrazioni) è interessante anche per chi vuole cominciare una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza informatica nella propria azienda.
Il sito: http://www.enisa.europa.eu/activities/cert/security-month
Standardizzazione: le regole del gioco
La UNI ha pubblicato il libro "Le regole del gioco", in cui sono spiegati in modo chiaro e scorrevole i processi che portano alla definizione degli standard nazionali e internazionali. Sono descritti quasi tutti i termini gergali e gli acronimi che non sempre sono facili da capire.
L'ho letto con piacere e con gusto. Ho trovato spiegate le relazioni tra UNI, UNINFO, EN, CEI e ISO; la definizione di PAS, TS e IS; la storia della normazione internazionale. Non sono neanche nascoste le difficoltà che ogni tanto emergono e le limitazioni della normazione.
La pagina ufficiale al libro "Le regole del gioco", scaricabile in pdf:http://www.uni.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1555
Le mie critiche ai processi di normazione:http://blog.cesaregallotti.it/2012/05/chi-partecipa-ai-comitati-iso_10.html
Architetti e ingegneri
Nel contesto dell'organizzazione aziendale, negli anni '80 e '90 del XX secolo andava di moda l'ingegneria. Schiere di consulenti promuovevano la "reingegnerizzazione" dei processi (business process reengineering; BPR); ma tantissimi progetti fallirono o ebbero grossi problemi: troppe analisi, troppa complessità nella definizione delle soluzioni, troppe difficoltà nel realizzarle, troppi soldi per i consulenti. Per tutto l'inizio degli anni 2000, non si è quasi più sentito parlare di questa materia.
In questi ultimi anni stanno prendendo la scena gli architetti e si sente parlare assai di "Enterprise architecture" (EA), soprattutto in ambito IT. I loro riferimenti sono principalmente il TOGAF e ArchiMate, ambedue mantenuti (e venduti) dal The Open Group (già dal nome, fanno capire che nel marketing sono bravi).
Ho guardato velocemente Wikipedia e quanto disponibile liberamente sul web. Mi pare che questi architetti non siano diversi dai precedenti ingegneri: tanti modelli, tanta astrazione, tanti nomi difficili, tanto approccio top-down (ossia: scrivere le procedure senza sapere cosa fa attualmente chi le dovrà applicare e, quindi, le difficoltà che avrà nell'adottarle). Immagino che ciò voglia anche dire tanti soldi per i consulenti. Consulenti che amano scrivere documenti, parlare con i dirigenti e non affaticarsi a capire cosa succede veramente tra gli operatori.
Io sono un matematico e già ho una naturale diffidenza per ingegneri e architetti. Ho anche avuto modo di imparare a fare consulenza scrivendo pochi e sintetici documenti, parlando e discutendo con gli operatori e cercando di capire visivamente i processi aziendali prima di proporre modifiche. Ho scoperto in un secondo tempo che si potrebbe apporre l'etichetta "Kaizen" a questo approccio (sarebbe comunque limitativo; il Kaizen è materia molto complessa). E ho scoperto che i miei progetti durano poco tempo, lasciano dietro di sé qualcosa (non tutto) che dura qualche annetto, mi fanno fare delle amicizie che ancora durano.
Non è pubblicità a me stesso: ci sono anche altri che la pensano come me, da cui ho imparato molto e lavorano quasi sicuramente meglio di me. Chiamateci artigiani, se volete.
Perché scrivo tutto ciò? Per dire perché studio superficialmente i modelli BPR e EA e ne diffido. Forse sbaglio, forse molti non condividono il mio punto di vista. Meno male.
- Il TOGAF: http://pubs.opengroup.org/architecture/togaf9-doc/arch/index.html
- ArchiMate: http://www.opengroup.org/archimate/
- Il DoDAF, il modello EA del DoD USA: http://dodcio.defense.gov/dodaf20.aspx
Infine, segnalo l'articolo che mi ha spinto a scrivere questo, segnalato sul itSMF Italia Group di LinkedIn:
- http://www.twitlonger.com/show/j63qc9?goback=.gde_43531_member_159589784
lunedì 17 settembre 2012
CERT-EU
Non sapevo che esistesse, ma la notizia sul SANS Newsbyte dice che dopo un anno di sperimentazione il CERT europeo è stato confermato in modo permanente.
Il sito mi sembra molto ricco di informazioni, forse fin troppe.
Per chi fosse interessato: http://cert.europa.eu
mercoledì 12 settembre 2012
10 steps to cyber security: la guida del UK GCHQ
Dalla newsletter del SANS, si ha la notizia che il UK Government Communications Headquarters ha attivato il programma "Cyber security guidance for business". Nella pagina dedicata si trovano alcune guide certamente interessanti. Nulla di nuovo, ma il promotore è degno di nota:
- http://www.bis.gov.uk/policies/business-sectors/cyber-security/downloads
martedì 11 settembre 2012
Garante privacy: regole per le scuole
Il Garante Privacy ha pubblicato un opuscolo con le regole applicabili alle scuole.
La maggior parte sembrano regole di buon senso.
Ringrazio Daniela Quetti della DFA per la segnalazione:
- la pagina del Garante: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1922676
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