Articolo segnalato da Crypto-Gram dal titolo " The $10 Million Deductible:
Why the cyberinsurance industry is a mess":
-
http://www.slate.com/articles/technology/future_tense/2014/06/target_breach_
cyberinsurance_is_a_mess.html
Continuo quindi la mia piccola campagna di sensibilizzazione: se neanche le
assicurazioni sanno quantificare i rischi, perché ostinarsi a voler
realizzare valutazioni del rischio quantitative? Per non parlare di quelle
semi-quantitative (un ossimoro)?
Sicurezza delle informazioni, IT service management e qualità da Cesare Gallotti
mercoledì 16 luglio 2014
Attacco a Code Spaces
Il 17 giugno è stato attaccato il servizio Code Spaces, che è rimasto
indisponibile per molti giorni (oggi, 16 giugno, il servizio è ancora
indisponibile). Code Spaces offre un servizio cloud di configuration
management per i codici sorgenti e si basa sull'infrastruttura (sempre
cloud) di Amazon.
Pare che un attaccante abbia iniziato con un DDoS e abbia anche sfruttato
delle credenziali di accesso alla rete interna di Code Spaces ottenute con
del phishing. Obiettivo: chiedere un riscatto per sospendere l'attacco.
Gli analisti hanno subito cominciato a dibattere sul fatto che l'accesso ai
pannelli di amministrazione del servizio Code Spaces poteva essere prevenuto
se si fosse basato su un'autenticazione a multi-fattori (o con
one-time-password; insomma, come quando bisogna usare una password
temporanea che viene inviata via SMS o e-mail).
Non solo questo, però, va considerato. Ma anche: la mancanza di un business
continuity plan, l'errore di un utente che ha risposto ad un'email
fraudolenta e non se ne è accorto neanche in un secondo momento (o forse non
ha avvisato nessuno), il fatto che questo utente (mia deduzione) abbia usato
una password con molti privilegi per un sito che può essere oggetto di
phishing. Tutte cose, tra l'altro, non applicabili al solo cloud.
La notizia l'ho ricevuta dal SANS NewsBites che a sua volta segnala questa
pagina web:
-
http://searchsecurity.techtarget.com/news/2240224102/Multifactor-authenticat
ion-key-to-cloud-security-success
indisponibile per molti giorni (oggi, 16 giugno, il servizio è ancora
indisponibile). Code Spaces offre un servizio cloud di configuration
management per i codici sorgenti e si basa sull'infrastruttura (sempre
cloud) di Amazon.
Pare che un attaccante abbia iniziato con un DDoS e abbia anche sfruttato
delle credenziali di accesso alla rete interna di Code Spaces ottenute con
del phishing. Obiettivo: chiedere un riscatto per sospendere l'attacco.
Gli analisti hanno subito cominciato a dibattere sul fatto che l'accesso ai
pannelli di amministrazione del servizio Code Spaces poteva essere prevenuto
se si fosse basato su un'autenticazione a multi-fattori (o con
one-time-password; insomma, come quando bisogna usare una password
temporanea che viene inviata via SMS o e-mail).
Non solo questo, però, va considerato. Ma anche: la mancanza di un business
continuity plan, l'errore di un utente che ha risposto ad un'email
fraudolenta e non se ne è accorto neanche in un secondo momento (o forse non
ha avvisato nessuno), il fatto che questo utente (mia deduzione) abbia usato
una password con molti privilegi per un sito che può essere oggetto di
phishing. Tutte cose, tra l'altro, non applicabili al solo cloud.
La notizia l'ho ricevuta dal SANS NewsBites che a sua volta segnala questa
pagina web:
-
http://searchsecurity.techtarget.com/news/2240224102/Multifactor-authenticat
ion-key-to-cloud-security-success
Pianificare data center
Interessante questo articolo di ZeroUno:
-
http://www.zerounoweb.it/osservatori/data-center-management/pianificare-il-d
ata-center-un-metodo-per-evitare-errori.html
Alcuni dei 9 errori di pianificazione di un data center sono:
1- sottovalutazione dei costi operativi (da aggiungere a quelli di
realizzazione iniziale);
2- stima imprecisa dei costi di realizzazione;
3- sovradimensionamento;
4- pianificazione prematura dello spazio;
5- non pensare ai possibili ampliamenti futuri;
6- progetti troppo complicati.
Viene da pensare che questi errori, con le dovute specificità, siano comuni
a tanti progetti, non necessariamente di data center.
-
http://www.zerounoweb.it/osservatori/data-center-management/pianificare-il-d
ata-center-un-metodo-per-evitare-errori.html
Alcuni dei 9 errori di pianificazione di un data center sono:
1- sottovalutazione dei costi operativi (da aggiungere a quelli di
realizzazione iniziale);
2- stima imprecisa dei costi di realizzazione;
3- sovradimensionamento;
4- pianificazione prematura dello spazio;
5- non pensare ai possibili ampliamenti futuri;
6- progetti troppo complicati.
Viene da pensare che questi errori, con le dovute specificità, siano comuni
a tanti progetti, non necessariamente di data center.
Tribunale di Napoli ed efficacia probatoria dei log
Un'azienda ha provato che un suo dipendente accedeva abusivamente alle
caselle di e-mail dei colleghi. Il dipendente è ricorso è ha vinto.
La storia è interessante perché, una volta tanto, il ricorso non è stato
vinto a causa di informative inesistenti o scritte male o per regole di
sicurezza informatica carenti, ma perché non è stata provata l'efficacia
probatoria dei log.
Infatti è stato nominato un CTU (Consulente tecnico d'ufficio) che "ha
constatato come sia stato possibile recuperare solo una copia dei log senza
possibilità di verifica della conservazione sui sistemi di origine. I
sistemi aziendali prevedono, infatti, un sistema di sovrascrittura dei file
di log originari che sono andati così distrutti e l'implementazione di copia
dei file di log" e pertanto "i sopra citati dati non siano attendibili né
affidabili. L'azienda non ha adottato adeguate misure per attestare e
precostituirsi l'immodificabilità e attendibilità dei file di log". " Nel
momento in cui è stata effettuata la copia dei log che ricollegano al pc del
ricorrente l'indirizzo Ip utilizzato – il contenuto del file non è stato
sottoposto a nessun controllo di integrità al fine di sancire l'identità
assoluta con il dato nel suo contenuto originale, così come prodotto dal
sistema. Secondo il CTU, in assenza di tali garanzie, il dato dei file di
log è alterabile. I log sono stati infatti esportati su file di testo,
consultabili e alterabili con un normale strumento di edizione".
Si legge quindi che: "Osserva il CTU che, pur potendosi prospettare in
astratto varie modalità di conservazione dei dati che avrebbero
inconfutabilmente determinato la loro immodificabilità e attendibilità, le
stesse non sono state adottate dal datore di lavoro; il sistema avrebbe
dovuto produrre log firmati digitalmente e marcati temporalmente.
L'articolo di Altalex:
-
http://www.altalex.com/index.php?idu=264948&cmd5=021c46ab76df2fd7050bbc8c56e
d7fe1&idnot=67750
Di esso non condivido assolutamente le conclusioni (che gli adempimenti
privacy erano formalistici e non sostanziali, la necessità di adottare
sistemi di audit esterni certificati, la necessità di formazione per le
aziende (che ci stanno a fare gli avvocati e i consulenti?). Condivido
invece il richiamo al Provvedimento del Garante privacy del 1 marzo 2007.
caselle di e-mail dei colleghi. Il dipendente è ricorso è ha vinto.
La storia è interessante perché, una volta tanto, il ricorso non è stato
vinto a causa di informative inesistenti o scritte male o per regole di
sicurezza informatica carenti, ma perché non è stata provata l'efficacia
probatoria dei log.
Infatti è stato nominato un CTU (Consulente tecnico d'ufficio) che "ha
constatato come sia stato possibile recuperare solo una copia dei log senza
possibilità di verifica della conservazione sui sistemi di origine. I
sistemi aziendali prevedono, infatti, un sistema di sovrascrittura dei file
di log originari che sono andati così distrutti e l'implementazione di copia
dei file di log" e pertanto "i sopra citati dati non siano attendibili né
affidabili. L'azienda non ha adottato adeguate misure per attestare e
precostituirsi l'immodificabilità e attendibilità dei file di log". " Nel
momento in cui è stata effettuata la copia dei log che ricollegano al pc del
ricorrente l'indirizzo Ip utilizzato – il contenuto del file non è stato
sottoposto a nessun controllo di integrità al fine di sancire l'identità
assoluta con il dato nel suo contenuto originale, così come prodotto dal
sistema. Secondo il CTU, in assenza di tali garanzie, il dato dei file di
log è alterabile. I log sono stati infatti esportati su file di testo,
consultabili e alterabili con un normale strumento di edizione".
Si legge quindi che: "Osserva il CTU che, pur potendosi prospettare in
astratto varie modalità di conservazione dei dati che avrebbero
inconfutabilmente determinato la loro immodificabilità e attendibilità, le
stesse non sono state adottate dal datore di lavoro; il sistema avrebbe
dovuto produrre log firmati digitalmente e marcati temporalmente.
L'articolo di Altalex:
-
http://www.altalex.com/index.php?idu=264948&cmd5=021c46ab76df2fd7050bbc8c56e
d7fe1&idnot=67750
Di esso non condivido assolutamente le conclusioni (che gli adempimenti
privacy erano formalistici e non sostanziali, la necessità di adottare
sistemi di audit esterni certificati, la necessità di formazione per le
aziende (che ci stanno a fare gli avvocati e i consulenti?). Condivido
invece il richiamo al Provvedimento del Garante privacy del 1 marzo 2007.
Eliminare da ITIL il processo di Configuration management
In questo articolo, segnalato dal gruppo ITIL & ISO20000 Service Management
+ ITSM di LinkedIn, è proposta l'eliminazione del processo di configuration
management da ITIL:
-
https://community.servicenow.com/community/learn/blog/2014/06/27/dear-itil-p
lease-kill-off-the-configuration-management-process
Il punto chiave è che troppe persone cercano di avere un database
omnicomprensivo e accuratissimo degli asset collegati all'informatica.
Solitamente, chi non adotta ITIL ma cerca di lavorare bene ha più "database"
(degli asset personali come pc e cellulari, dei sorgenti se sviluppano, dei
sistemi collegati alla rete, degli impianti, eccetera) e, quando possibile,
con automatismi che permettono di identificare le variazioni da un momento
all'altro.
Non credo, quindi, che il processo di configuration management vada
eliminato. Piuttosto va riconosciuto e promosso nel modo più corretto e più
funzionali alle reali esigenze di chi offre servizi e delle diverse funzioni
coinvolte (ciascuna con le sue diverse esigenze).
Da questo argomento ne viene fuori un altro: spesso, chi applica ITIL o
altri standard parla di "processo" unico, quando invece lo stesso processo
deve essere istanziato in più parti. Per esempio, il change management di un
mainframe non può essere lo stesso del change management di un sistema
Windows (per non parlare poi del fatto che il loro responsabile deve essere
diverso). Così il configuration management degli asset personali deve essere
gestito con strumenti e da persone diverse del configuration management
della rete o dei server.
+ ITSM di LinkedIn, è proposta l'eliminazione del processo di configuration
management da ITIL:
-
https://community.servicenow.com/community/learn/blog/2014/06/27/dear-itil-p
lease-kill-off-the-configuration-management-process
Il punto chiave è che troppe persone cercano di avere un database
omnicomprensivo e accuratissimo degli asset collegati all'informatica.
Solitamente, chi non adotta ITIL ma cerca di lavorare bene ha più "database"
(degli asset personali come pc e cellulari, dei sorgenti se sviluppano, dei
sistemi collegati alla rete, degli impianti, eccetera) e, quando possibile,
con automatismi che permettono di identificare le variazioni da un momento
all'altro.
Non credo, quindi, che il processo di configuration management vada
eliminato. Piuttosto va riconosciuto e promosso nel modo più corretto e più
funzionali alle reali esigenze di chi offre servizi e delle diverse funzioni
coinvolte (ciascuna con le sue diverse esigenze).
Da questo argomento ne viene fuori un altro: spesso, chi applica ITIL o
altri standard parla di "processo" unico, quando invece lo stesso processo
deve essere istanziato in più parti. Per esempio, il change management di un
mainframe non può essere lo stesso del change management di un sistema
Windows (per non parlare poi del fatto che il loro responsabile deve essere
diverso). Così il configuration management degli asset personali deve essere
gestito con strumenti e da persone diverse del configuration management
della rete o dei server.
lunedì 7 luglio 2014
Blackphone
Ormai in molti ne parlano: il cellulare a prova di privacy. Il blackphone si
basa su Android e utilizza un insieme di apps per la sicurezza, per navigare
senza essere tracciati, eccetera:
-
http://arstechnica.com/security/2014/06/exclusive-a-review-of-the-blackphone
-the-android-for-the-paranoid/
Al momento li hanno esauriti (cosa "solo" 630 Euro):
- https://store.blackphone.ch/
Tutto molto interessante, se solo non avete già dato tutti i vostri dati a
Google o Apple o Microsoft. Difficile...
basa su Android e utilizza un insieme di apps per la sicurezza, per navigare
senza essere tracciati, eccetera:
-
http://arstechnica.com/security/2014/06/exclusive-a-review-of-the-blackphone
-the-android-for-the-paranoid/
Al momento li hanno esauriti (cosa "solo" 630 Euro):
- https://store.blackphone.ch/
Tutto molto interessante, se solo non avete già dato tutti i vostri dati a
Google o Apple o Microsoft. Difficile...
lunedì 30 giugno 2014
Cloud Service Level Agreement Standardisation Guidelines
La Commissione Europea ha pubblicato le "Cloud Service Level Agreement
Standardisation Guidelines" (ringrazio Giacomo Orlando della segnalazione):
- http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-743_en.htm
-
https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/news/cloud-service-level-agreement-st
andardisation-guidelines
Il documento è interessante. Ma continuo a pensare che ci siano troppe linee
guida per la gestione dei fornitori cloud, mentre per i fornitori di servizi
informatici non cloud non c'è quasi nulla, sebbene loro gestione lasci
spesso a desiderare. Tra l'altro, nel documento non ho trovato alcun
requisito non applicabile a fornitori di servizi IT non cloud.
Quindi mi piacerebbe vedere almeno una linea guida una sulla gestione in
generale dei fornitori dei servizi IT (per cui prevedere anche qualche
requisito in più di quelli che ci sono nel documento).
Standardisation Guidelines" (ringrazio Giacomo Orlando della segnalazione):
- http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-743_en.htm
-
https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/news/cloud-service-level-agreement-st
andardisation-guidelines
Il documento è interessante. Ma continuo a pensare che ci siano troppe linee
guida per la gestione dei fornitori cloud, mentre per i fornitori di servizi
informatici non cloud non c'è quasi nulla, sebbene loro gestione lasci
spesso a desiderare. Tra l'altro, nel documento non ho trovato alcun
requisito non applicabile a fornitori di servizi IT non cloud.
Quindi mi piacerebbe vedere almeno una linea guida una sulla gestione in
generale dei fornitori dei servizi IT (per cui prevedere anche qualche
requisito in più di quelli che ci sono nel documento).
sabato 28 giugno 2014
Registro dei certificati ITIL
E' attivo il registro delle persone certificate ITIL (da notizia del gruppo
EXIN Certified Professionals di LinkedIn:
-
http://www.itil-officialsite.com/candidate-register/candidate-register.aspx
EXIN Certified Professionals di LinkedIn:
-
http://www.itil-officialsite.com/candidate-register/candidate-register.aspx
Wind e Exchange
In giugno due notizie di interruzione di servizi si sono imposte. La prima è
il "blackout di Wind": l'operatore di telecomunicazioni ha avuto un problema
di "configurazione dei router" che ha bloccato la connettività dei suoi
utenti per diverse ore:
-
http://www.tomshw.it/cont/news/blackout-wind-sotto-la-lente-dell-agcom/57277
/1.html
- http://www.forexinfo.it/Wind-Infostrada-le-cause-del
L'altro caso riguarda il blocco di Office 365: il servizio cloud di
Micorosoft è rimasto fermo per 9 ore per un "problema hardware":
-
http://www.ictbusiness.it/cont/news/exchange-online-attivo-dopo-nove-ore-di-
blocco/32712/1.html
Le due notizie mi sembrano in qualche collegate, anche se non saprei dire
esattamente come: forse perché piccoli errori hanno messo in difficoltà
tantissime persone, forse perché si dimostra quanto siamo dipendenti da
servizi con SLA non perfettamente garantiti, forse perché le mitiche grandi
imprese fanno anche loro degli errori.
il "blackout di Wind": l'operatore di telecomunicazioni ha avuto un problema
di "configurazione dei router" che ha bloccato la connettività dei suoi
utenti per diverse ore:
-
http://www.tomshw.it/cont/news/blackout-wind-sotto-la-lente-dell-agcom/57277
/1.html
- http://www.forexinfo.it/Wind-Infostrada-le-cause-del
L'altro caso riguarda il blocco di Office 365: il servizio cloud di
Micorosoft è rimasto fermo per 9 ore per un "problema hardware":
-
http://www.ictbusiness.it/cont/news/exchange-online-attivo-dopo-nove-ore-di-
blocco/32712/1.html
Le due notizie mi sembrano in qualche collegate, anche se non saprei dire
esattamente come: forse perché piccoli errori hanno messo in difficoltà
tantissime persone, forse perché si dimostra quanto siamo dipendenti da
servizi con SLA non perfettamente garantiti, forse perché le mitiche grandi
imprese fanno anche loro degli errori.
UNI CEI ISO/IEC 27002:2014
Finalmente è uscita la versione italiana della ISO/IEC 27002:2013 ed ha
codice UNI CEI ISO/IEC 27002:2014. Purtroppo gli anni sono diversi e quindi
si dovrà citare la "ISO/IEC 27002:2013" o la "UNI CEI ISO/IEC 27002:2014".
Altri metodi denotano scarsa conoscenza della materia.
La ISO/IEC 27002 è una lettura consigliata per quanti vogliono occuparsi di
sistemi di gestione per la sicurezza delle informazioni, anche se ci sono
punti in cui è troppo generica o ripetitiva.
Faccio i complimenti a Fabio Guasconi, che ha coordinato il non semplice
lavoro di traduzione delle 86 pagine della norma.
La norma è acquistabile sul sito dell'UNI: http://store.uni.com (la versione
italiana della UNI CEI ISO/IEC 27002:2014 costa 98 Euro, mentre la versione
inglese costa 75 Euro; infine la ISO/IEC 27002:2013 costa 153 Euro; non
capisco che differenza ci possa essere tra queste ultime due).
Bisogna fare attenzione al metodo scelto da UNI per proteggere il diritto
d'autore: si può aprire il file solo sul proprio computer e quindi va
necessariamente stampato subito, per evitare che un crash ce lo faccia
perdere per sempre.
codice UNI CEI ISO/IEC 27002:2014. Purtroppo gli anni sono diversi e quindi
si dovrà citare la "ISO/IEC 27002:2013" o la "UNI CEI ISO/IEC 27002:2014".
Altri metodi denotano scarsa conoscenza della materia.
La ISO/IEC 27002 è una lettura consigliata per quanti vogliono occuparsi di
sistemi di gestione per la sicurezza delle informazioni, anche se ci sono
punti in cui è troppo generica o ripetitiva.
Faccio i complimenti a Fabio Guasconi, che ha coordinato il non semplice
lavoro di traduzione delle 86 pagine della norma.
La norma è acquistabile sul sito dell'UNI: http://store.uni.com (la versione
italiana della UNI CEI ISO/IEC 27002:2014 costa 98 Euro, mentre la versione
inglese costa 75 Euro; infine la ISO/IEC 27002:2013 costa 153 Euro; non
capisco che differenza ci possa essere tra queste ultime due).
Bisogna fare attenzione al metodo scelto da UNI per proteggere il diritto
d'autore: si può aprire il file solo sul proprio computer e quindi va
necessariamente stampato subito, per evitare che un crash ce lo faccia
perdere per sempre.
lunedì 23 giugno 2014
Garante e biometria
Massimo Cottafavi di Spike Reply mi ha segnalato lo schema di Provvedimento
del Garante in materia di biometria:
-
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3
132642
In particolare, mi ha segnalato le citazioni della ISO/IEC 27001. In poche
parole, il Garante prevede per le organizzazioni certificate ISO/IEC 27001
delle semplificazioni in materia di misure di sicurezza per gli strumenti
biometrici.
Non mi dilungo su alcune imprecisioni, la prima delle quali è che parla di
un'inesistente ISO/IEC 27001:2006 e che non prende in considerazione la
nuova norma del 2013 o la sua traduzione del 2014.
Il punto chiave è che sono esonerati dall'obbligo di istanza di verifica
preliminare le organizzazioni già certificate ISO/IEC 27001 che estendono il
proprio ambito di certificazione ai meccanismi crittografici. Per chi non è
certificato è disponibile un percorso diverso. Massimo Cottafavi riflette:
"se uno è certificato ma non intende ampliare l'ambito di certificazione
(per tanti motivi, il primo dei quali è il costo), apparentemente non può
neanche seguire la strada alternativa".
Penso che abbia ragione e spero che il Garante modifichi il Provvedimento
(ho mandato la riflessione seguendo la procedura).
del Garante in materia di biometria:
-
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3
132642
In particolare, mi ha segnalato le citazioni della ISO/IEC 27001. In poche
parole, il Garante prevede per le organizzazioni certificate ISO/IEC 27001
delle semplificazioni in materia di misure di sicurezza per gli strumenti
biometrici.
Non mi dilungo su alcune imprecisioni, la prima delle quali è che parla di
un'inesistente ISO/IEC 27001:2006 e che non prende in considerazione la
nuova norma del 2013 o la sua traduzione del 2014.
Il punto chiave è che sono esonerati dall'obbligo di istanza di verifica
preliminare le organizzazioni già certificate ISO/IEC 27001 che estendono il
proprio ambito di certificazione ai meccanismi crittografici. Per chi non è
certificato è disponibile un percorso diverso. Massimo Cottafavi riflette:
"se uno è certificato ma non intende ampliare l'ambito di certificazione
(per tanti motivi, il primo dei quali è il costo), apparentemente non può
neanche seguire la strada alternativa".
Penso che abbia ragione e spero che il Garante modifichi il Provvedimento
(ho mandato la riflessione seguendo la procedura).
sabato 14 giugno 2014
Libro "Sicurezza delle informazioni"
Finalmente ce l'ho fatta e ho pubblicato il mio libro "Sicurezza delle
informazioni". Si trova in formato pdf in alcune librerie on-line. Per il formato epub bisogna aspettare qualche giorno perché deve essere validato. Personalmente preferisco il formato pdf.
Nelle librerie che seguono c'è sicuramente, ma, quando il formato epub sarà validato, si troverà anche sui celeberrimi Amazon e Ibs:
- http://www.ultimabooks.it;
- http://libreriarizzoli.corriere.it
- http://www.bookrepublic.it
- http://www.deastore.com
- http://www.cubolibri.it
- http://www.hoepli.it
- http://www.libreriaebook.it
- http://www.biblonstore.it
- http://ebook.unita.it
La versione "giusta" è quella del 10 giugno e vi invito a guardare
l'anteprima per vedere gli argomenti trattati (analisi del rischio, ISO/IEC
27001 e non solo) e quindi decidere se vi interessa.
L'ho pubblicato come self-publisher tramite la piattaforma Narcissus.me. Un
nome un programma. Ed è stato molto divertente, anche se terribilmente faticoso.
informazioni". Si trova in formato pdf in alcune librerie on-line. Per il formato epub bisogna aspettare qualche giorno perché deve essere validato. Personalmente preferisco il formato pdf.
Nelle librerie che seguono c'è sicuramente, ma, quando il formato epub sarà validato, si troverà anche sui celeberrimi Amazon e Ibs:
- http://www.ultimabooks.it;
- http://libreriarizzoli.corriere.it
- http://www.bookrepublic.it
- http://www.deastore.com
- http://www.cubolibri.it
- http://www.hoepli.it
- http://www.libreriaebook.it
- http://www.biblonstore.it
- http://ebook.unita.it
La versione "giusta" è quella del 10 giugno e vi invito a guardare
l'anteprima per vedere gli argomenti trattati (analisi del rischio, ISO/IEC
27001 e non solo) e quindi decidere se vi interessa.
L'ho pubblicato come self-publisher tramite la piattaforma Narcissus.me. Un
nome un programma. Ed è stato molto divertente, anche se terribilmente faticoso.
venerdì 13 giugno 2014
Privacy e cookie
Il Garante privacy, con Provvedimento Generale dell'8 maggio 2014, ha
regolamentato l'uso dei cookie dei siti web:
-
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3
118884
Ne faccio un brevissimo riassunto:
- per i cookie tecnici è richiesta l'informativa con le modalità più idonee;
- per i cookie di profilazione è richiesta l'informativa e il consenso; si
può presentare all'utente solo un'informativa breve (banner), purché sia
comunque disponibile un'informativa lunga.
Non mi pare cambi molto rispetto a quanto già fatto da molti siti web.
regolamentato l'uso dei cookie dei siti web:
-
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3
118884
Ne faccio un brevissimo riassunto:
- per i cookie tecnici è richiesta l'informativa con le modalità più idonee;
- per i cookie di profilazione è richiesta l'informativa e il consenso; si
può presentare all'utente solo un'informativa breve (banner), purché sia
comunque disponibile un'informativa lunga.
Non mi pare cambi molto rispetto a quanto già fatto da molti siti web.
giovedì 12 giugno 2014
Draft ISO 9001:2015
La nuova ISO 9001 è allo stato DIS, ossia Draft. Secondo i miei calcoli, se
il consenso sarà sufficiente, a novembre sarà disponibile il final draft e a
inizio 2015 uscirà la nuova norma.
Devo dire che il lavoro mi sembra notevole, anche per i miglioramenti
introdotti all'HLS e all'esplicitazione di aspetti che nella ISO/IEC 27001
sono stati invece ritenuti "impliciti".
In molti hanno scritto sulle novità della norma, soprattutto sull'analisi
del rischio (a cui è anche dedicato un paragrafo nell'introduzione). Io vedo
anche sottolineati: l'attenzione al cliente, il controllo dei cambiamenti,
la conoscenza complessiva dell'organizzazione. Io sottolineo il fatto che
non si parla più di "risorse umane" ma di "persone" e lo trovo un bel
segnale.
Invito quanti vogliono condividere approfondimenti sulla nuova ISO 9001 a
segnalarmeli o inviarmeli.
Consiglio però di aspettare il final draft prima di trarre conclusioni
sull'attuazione della ISO 9001. Potrebbe infatti essere ampiamente
modificata, anche se in molti lo ritengono improbabile.
il consenso sarà sufficiente, a novembre sarà disponibile il final draft e a
inizio 2015 uscirà la nuova norma.
Devo dire che il lavoro mi sembra notevole, anche per i miglioramenti
introdotti all'HLS e all'esplicitazione di aspetti che nella ISO/IEC 27001
sono stati invece ritenuti "impliciti".
In molti hanno scritto sulle novità della norma, soprattutto sull'analisi
del rischio (a cui è anche dedicato un paragrafo nell'introduzione). Io vedo
anche sottolineati: l'attenzione al cliente, il controllo dei cambiamenti,
la conoscenza complessiva dell'organizzazione. Io sottolineo il fatto che
non si parla più di "risorse umane" ma di "persone" e lo trovo un bel
segnale.
Invito quanti vogliono condividere approfondimenti sulla nuova ISO 9001 a
segnalarmeli o inviarmeli.
Consiglio però di aspettare il final draft prima di trarre conclusioni
sull'attuazione della ISO 9001. Potrebbe infatti essere ampiamente
modificata, anche se in molti lo ritengono improbabile.
Social privacy
Franco Ferrari di DNV GL mi ha segnalato l'aggiornamento della pubblicazione
del Garante della privacy dal titolo " Social privacy. Come tutelarsi
nell'era dei social network":
-
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3
140082
La pubblicazione è indirizzata ai "ragazzi", ma ci sono molti consigli utili
ed è sicuramente utile anche agli adulti (alcuni miei contatti
"professionali" su Facebook dovrebbero forse ricordarsi che non hanno
chiesto l'amicizia solo ai veri amici...).
del Garante della privacy dal titolo " Social privacy. Come tutelarsi
nell'era dei social network":
-
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3
140082
La pubblicazione è indirizzata ai "ragazzi", ma ci sono molti consigli utili
ed è sicuramente utile anche agli adulti (alcuni miei contatti
"professionali" su Facebook dovrebbero forse ricordarsi che non hanno
chiesto l'amicizia solo ai veri amici...).
martedì 10 giugno 2014
DFA Open Day 2014 - Materiale
Vi segnalo il materiale del DFA Open Day 2014:
- http://www.perfezionisti.it/proposte-formative/dfa-open-day-2014/
E' stato un evento molto bello, con circa 100 persone e molti spunti
interessanti.
- http://www.perfezionisti.it/proposte-formative/dfa-open-day-2014/
E' stato un evento molto bello, con circa 100 persone e molti spunti
interessanti.
Presentazione sul rischio informatico
Enrico Luigi Toso di DB Consorzio mi ha inviato una interessante
presentazione dal titolo "Circolare Banca d'Italia 263 Cap. 8 – Il Rischio
informatico: Un inquadramento metodologico per favorire l'integrazione del
rischio informatico nella gestione del rischio operativo".
Lettura quanto meno impegnativa ma molto interessante e che consiglio perché
ci sono cose molto interessanti sulla valutazione del rischio, applicabili
anche in ambiente non bancario.
Qualche esempio: riflessione sul rapporto tra rendimento e rischio e sul
rapporto tra adeguamento normativo e rischio, suggerimento di analizzare il
rischio per processi e non per asset (anche se poi questi si ripresentano).
Non c'è solo questo, ovviamente.
Il materiale si troverà sul sito (sono richieste credenziali di accesso
fornite dopo registrazione):
- http://www.abieventi.it/eventi/2044/banche-e-sicurezza-2014/
presentazione dal titolo "Circolare Banca d'Italia 263 Cap. 8 – Il Rischio
informatico: Un inquadramento metodologico per favorire l'integrazione del
rischio informatico nella gestione del rischio operativo".
Lettura quanto meno impegnativa ma molto interessante e che consiglio perché
ci sono cose molto interessanti sulla valutazione del rischio, applicabili
anche in ambiente non bancario.
Qualche esempio: riflessione sul rapporto tra rendimento e rischio e sul
rapporto tra adeguamento normativo e rischio, suggerimento di analizzare il
rischio per processi e non per asset (anche se poi questi si ripresentano).
Non c'è solo questo, ovviamente.
Il materiale si troverà sul sito (sono richieste credenziali di accesso
fornite dopo registrazione):
- http://www.abieventi.it/eventi/2044/banche-e-sicurezza-2014/
domenica 8 giugno 2014
Google e diritto all'oblio
La notizia si è molto diffusa ed è questa: la Corte di Giustizia UE ha
stabilito che un motore di ricerca è un titolare di trattamenti di dati
personali e pertanto devono far sparire dalle ricerche le tracce della
persona che vuole essere "dimenticata":
-
http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/05/13/news/causa_contro_google_cort
e_ue_motore_di_ricerca_responsabile_dati-85985943/
Mi sto chiedendo se questo sia un bene (se penso a persone accusate
ingiustamente di cui rimane traccia per sempre senza alcun collegamento a
notizie aggiornate) o un male.
Ad ogni modo, questa è la sentenza:
-
http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:62012CJ0131&qi
d=1401432812901&from=EN
e questo è un commento critico alla sentenza:
-
http://www.filodiritto.com/note-critiche-alla-presunta-salvaguardia-del-diri
tto-alloblio-in-capo-a-chi-non-dovrebbe-e-non-potrebbe-il-motore-di-ricerca/
stabilito che un motore di ricerca è un titolare di trattamenti di dati
personali e pertanto devono far sparire dalle ricerche le tracce della
persona che vuole essere "dimenticata":
-
http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/05/13/news/causa_contro_google_cort
e_ue_motore_di_ricerca_responsabile_dati-85985943/
Mi sto chiedendo se questo sia un bene (se penso a persone accusate
ingiustamente di cui rimane traccia per sempre senza alcun collegamento a
notizie aggiornate) o un male.
Ad ogni modo, questa è la sentenza:
-
http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:62012CJ0131&qi
d=1401432812901&from=EN
e questo è un commento critico alla sentenza:
-
http://www.filodiritto.com/note-critiche-alla-presunta-salvaguardia-del-diri
tto-alloblio-in-capo-a-chi-non-dovrebbe-e-non-potrebbe-il-motore-di-ricerca/
Password codificate e password di default
Dal SANS Newbyte trovo questa deliziosa notizia: il Department of Homeland
Security (DHS) statunitense ha avvisato gli operatori dei pannelli stradali
Daktronics Vanguard che questi possono essere attaccati a causa delle
password codificate in essi.
Risposta della Daktronics Vanguard: "non si tratta di password codificate,
ma di password di default non modificate".
Due cattive pratiche al prezzo di una:
-
http://www.nextgov.com/cybersecurity/2014/06/flaw-lets-hackers-control-elect
ronic-highway-billboards/85849/
Security (DHS) statunitense ha avvisato gli operatori dei pannelli stradali
Daktronics Vanguard che questi possono essere attaccati a causa delle
password codificate in essi.
Risposta della Daktronics Vanguard: "non si tratta di password codificate,
ma di password di default non modificate".
Due cattive pratiche al prezzo di una:
-
http://www.nextgov.com/cybersecurity/2014/06/flaw-lets-hackers-control-elect
ronic-highway-billboards/85849/
OpenSSL - Ancora!
In tanti hanno scritto delle nuove vulnerabilità riscontrate su OpenSSL. Io
scelgo un link presentato dal SANS Newsbyte:
- http://www.theregister.co.uk/2014/06/05/openssl_bug_batch/
Sembra che, una volta trovato un nuovo giocattolo, tutti vogliano
divertirsi.
Un editor del SANS (Northcutt) dice: "se stai usando OpenSSL, non agitarti
perché i suoi sviluppatori ci stanno lavorando; se non stai usando OpenSSL,
ci si può chiedere se il tuo prodotto è sicuro".
Aggiungo quanto scritto da Stefano Ramacciotti in una discussione sul gruppo Sikurezza.org di LinkedIn: "Il problema non è la crittografia, ma la sua implementazione; il protocollo SSL è a posto; se dovessimo scrivere un nuovo programma per SSL, non solo si rischierebbe di sbagliare ancora nello sviluppo, ma anche nell'implementazione del protocollo stesso".
scelgo un link presentato dal SANS Newsbyte:
- http://www.theregister.co.uk/2014/06/05/openssl_bug_batch/
Sembra che, una volta trovato un nuovo giocattolo, tutti vogliano
divertirsi.
Un editor del SANS (Northcutt) dice: "se stai usando OpenSSL, non agitarti
perché i suoi sviluppatori ci stanno lavorando; se non stai usando OpenSSL,
ci si può chiedere se il tuo prodotto è sicuro".
Aggiungo quanto scritto da Stefano Ramacciotti in una discussione sul gruppo Sikurezza.org di LinkedIn: "Il problema non è la crittografia, ma la sua implementazione; il protocollo SSL è a posto; se dovessimo scrivere un nuovo programma per SSL, non solo si rischierebbe di sbagliare ancora nello sviluppo, ma anche nell'implementazione del protocollo stesso".
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