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giovedì 4 giugno 2026

Nuova ISO 19011 sulla conduzione degli audit

E' stata pubblicata la nuova versione della ISO 19011:2026 "Guidelines for auditing management systems": https://www.iso.org/standard/19011.

I cambiamenti sono pochi e faccio prima a rimandarvi a un articolo di Monica Perego (che si basa sulla bozza finale, ma eventuali cambiamenti sarebbero solo editoriali): https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/iso-190112025-cosa-cambia-guida-alle-novita/.

Ringrazio Monica stessa e Paolo Sferlazza di Gerico per avermelo segnalato.

lunedì 11 marzo 2024

Auditing Practice Articles

Segnalo la pubblicazione dell'SC 27 Journal Volume 3, Issue 4 Oct 2023 – Auditing Practice Articles: https://committee.iso.org/sites/jtc1sc27/home/wg2.html.

Si tratta di un insieme di chiarimenti sulla ISO/IEC 27001 non ufficiali scritti dagli stessi esperti del gruppo che ha scritto la ISO/IEC 27001.

Vale la pena leggerli, anche perché troppo spesso opportunità di miglioramento (p.e. di integrazione del SOA o di irrobustimento dei controlli) sono interpretate da troppi auditor e consulenti e docenti come requisiti.

Su questo vale la pensa osservare come molte energie sono spese nella valutazione del rischio e poi nell’implementare i controlli “come nell’Annex A o nella ISO/IEC 27002” e questo sia in contraddizione: la valutazione del rischio deve guidare la scelta dei controlli e di come realizzarli, non il fatto che siano presenti nell’Annex A.

Non c’è solo questo negli articoli e invito a leggerli.

martedì 29 agosto 2023

Audit degli algoritmi (per Regolamento DSA)

Segnalo questo interessante articolo dal titolo "Audit degli algoritmi: la normativa UE lo prevede, ma non è ancora chiaro come farlo. Ecco perché": https://www.cybersecurity360.it/legal/audit-degli-algoritmi-la-normativa-ue-lo-prevede-ma-non-e-ancora-chiaro-come-farlo-ecco-perche/.

Riguarda le grandi piattaforme online e i grandi motori di ricerca, chiamati a identificare i rischi relativi all'uso degli algoritmi di raccomandazione e simili.

L'articolo fa riferimento a una bozza di Delegated regulation (https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13626-Digital-Services-Act-conducting-independent-audits_en). In essa trovo molto interessanti le parti relative agli approcci all'audit e al rischio di audit. Sono approcci che, nell'ambito della sicurezza delle informazioni e dei sistemi di gestione ISO sono rarissimamente utilizzati. Per esempio, viene richiesto di distinguere, come rischi di audit, tra rischi inerenti, rischi di controllo e rischi di rilevazione.

mercoledì 12 aprile 2023

ISO 9001 Auditing Practices Group

L'ISO 9001 Auditing Practices Group esiste da 20 anni e io non avevo proprio idea che potesse esistere. Il suo sito è: https://committee.iso.org/home/tc176/iso-9001-auditing-practices-group.html.

Si tratta di un gruppo informale ma ufficiale all'interno dell'ISO.

Sul sito si trovano interessanti linee guida su come condurre audit e su cosa verificare nell'ambito della ISO 9001.

venerdì 18 novembre 2022

Convegno Accredia sulle certificazioni di cybersecurity

Accredia il 14 novembre 2022 ha promosso il convegno "Come gestire il rischio informatico? Il contributo dell'accreditamento e della certificazione alla cybersecurity nazionale". Sono stati pubblicati i materiali presentati:  

- https://www.accredia.it/pubblicazione/come-gestire-il-rischio-informatico-il-contributo-dellaccreditamento-e-della-certificazione-alla-cybersecurity-nazionale/.

Il Quaderno presenta 128 pagine molto fitte, mentre la presentazione le riassume. Utile per capire cosa c'è e cosa ci potrà essere (anche se rimango perplesso sulla spinta a sviluppare schemi nazionali di certificazione).

lunedì 7 novembre 2022

ISO survey 2021

E' disponibile la ISO Survey 2021:
- https://www.iso.org/the-iso-survey.html.

Si tratta dei dati relativi alle certificazioni sui sistemi di gestione ISO (qualità, sicurezza delle informazioni, gestione dei servizi, gestione della continuità e altri).

giovedì 13 ottobre 2022

Privacy: Approvato il primo schema di certificazione europeo

Cado dalla sedia perché EDPB ha approvato il primo schema di certificazione (o, meglio, di sigillo europeo):
https://edpb.europa.eu/our-work-tools/our-documents/opinion-board-art-64/opinion-282022-europrivacy-criteria-certification_en.

Il sito di Europrivacy è questo:
https://europrivacy.com/.

Confermo però la mia idea che uno schema così importante dovrebbe essere gestito da entità "pubbliche" e non da entità private, per quanto competenti e corrette. E così pure le specifiche dovrebbero essere oggetto di standardizzazione almeno europea.

Comunque è importante osservare che l'iniziativa ha avuto fin qui successo e dovrà essere presa come punto di riferimento.

sabato 20 agosto 2022

La conformità non è un approccio efficace (secondo alcuni)

Il SANS NewsBites del 19 agosto riporta una notizia con il titolo "Compliance is Not an Effective Approach to Cybersecurity". Questa riprende un articolo dal titolo "The Defense Department's current "checklist" approach can't keep its networks safe":
- https://fcw.com/security/2022/08/experiment-showed-military-must-change-its-cybersecurity-approach/375947/.

Io penso che l'articolo originario sia semplicistico (e mi pare anche promozionale): è vero che la simulazione frequente e non programmata di attacchi permette di avere un elevato livello di sicurezza, ma è anche vero che le tante cose noiose e periodiche (aggiornare i sistemi, verificare i backup e i DR, eccetera) sono necessarie.

Io ho visto che, negli anni, l'obiettivo della conformità ha aumentato di parecchio il livello di sicurezza delle organizzazioni: la privacy, le richieste di Banca d'Italia e di altri organismi regolatori, le richieste della pubblica amministrazione, la 231 e altre (incluse iniziative che negli anni ho criticato perché potevano essere migliori, ma comunque ci sono stato) hanno attivato un meccanismo che, piano piano, ha elevato il livello di consapevolezza delle persone e di sicurezza di tante organizzazioni.

E' anche vero che l'approccio "da auditor" non è sufficiente e certi auditor lo rendono addirittura dannoso. Per esempio, ho visto auditor criticare in modo anche irritante iniziative di sicurezza lodevoli ma mal documentate (certamente una maggiore attenzione alla pianificazione e alla documentazione andava richiesta, ma senza che questo portasse a un giudizio negativo sul progetto nel suo complesso), ho visto auditor concentrarsi su dettagli minimi e poco significativi facendo perdere molto tempo e risorse alle organizzazioni per soddisfare richieste evitabili, vedo i numerosissimi e impegnativi questionari di sicurezza che sono richiesti ai fornitori palesemente progettati per creare carta e non vera sicurezza.

Secondo me è giusto richiamare l'attenzione ad approcci più pratici, ma senza buttare via quanto c'è di buono negli altri.

martedì 19 luglio 2022

Rapporti SOC 2 - un piccolo studio

Periodicamente mi arrivano richieste in merito ai rapporti SOC 2. Ho chiesto aiuto a Marco Ondoli di Grant Thornton e a Fabrizio Bulgarelli di PKF, che mi hanno fornito materiale e chiarimenti per capire la questione. Li ringrazio molto ed è bene precisare che quanto segue è una mia rielaborazione e gli eventuali errori sono tutti miei e non loro.

Intanto mi ha aiutato la "SOC 2 User Guide" di ISACA (non la trovo più disponibile online). Da qui ho capito che:
- i rapporti SOC servono per dimostrare alle organizzazioni l'efficacia dei propri controlli operativi;
- fino al 2011, la pubblicazione di riferimento era la SAS 70 della AICPA ed era relativa ai rapporti per le organizzazioni che volevano dimostrare l'efficacia della progettazione e dell'esercizio dei controlli con impatto sui rapporti contabili;
- dal 2011 sono entrati in vigore i 3 tipi di rapporti SOC 1, SOC 2 e SOC 3 (SOC sta per Service organization control);
- i rapporti SOC 1 sono relativi ai controlli interni sui rapporti contabili (ICFR, internal control over financial reporting) e sono descritti dalla SSAE 18 e dalla ISAE 3402; in precedenza erano descritti dalla SSAE 16);
- i rapporti SOC 2 e SOC 3 sono descritti dalla SSAE AT Section 101 e servono alle organizzazioni che forniscono servizi informatici (service provider) a clienti (user entitiy) a descrivere i controlli relativi a sicurezza, disponibilità, integrità delle elaborazioni, riservatezza e privacy (questi sono i 5 principi);
- i rapporti SOC 2 descrivono i sistemi IT oggetto del rapporto, i controlli progettati e i test condotti e riportano un parere degli auditor in merito all'efficacia dei controlli; la loro distribuzione dovrebbe essere ristretta;
- i rapporti SOC 2 di tipo 1 descrivono i controlli progettati in un certo momento specifico;
- i rapporti SOC 2 di tipo 2 descrivono anche l'efficacia dei controlli in esercizio lungo un certo periodo di tempo;
- i rapporti SOC 3 riportano solo la descrizione dei sistemi IT oggetto del rapporto e il parere degli auditor in merito all'efficacia dei controlli.

I rapporti SOC 2 devono riportare le seguenti sezioni:
- Description of the service organization's system, che deve essere abbastanza approfondita per poter identificare i rischi pertinenti e far capire al cliente se i sistemi che lo riguardano sono inclusi;
- A written assertion by management of the service organization;
- Design and operating effectiveness testing results, dove sono descritti con maggiore dettaglio e valutati i controlli;
- The service auditor's expressed opinion.

A questo punto ci si può chiedere come valutare i controlli. Ossia se esiste una sorta di check list. La risposta è no, perché la check list può essere ricavata da altri documenti. ISACA, ovviamente, suggerisce di usare COBIT.

Per i servizi cloud è invece possibile usare la CCM della cloud security alliance. E' stato prodotto un rapporto di esempio:
- https://us.aicpa.org/content/dam/aicpa/interestareas/frc/assuranceadvisoryservices/downloadabledocuments/soc2_csa_ccm_report.pdf.

E' disponibile online il rapporto SOC 3 di Dropbox, che non sembra seguire uno schema preciso:
- https://aem.dropbox.com/cms/content/dam/dropbox/www/en-us/business/trust/soc/dropbox-soc-3.pdf.

Non sono previsti corsi su questi rapporti. E' come se facessero parte della "normale" formazione degli auditor tecnici delle società di revisione contabile. Anche leggendo il rapporto di Dropbox si capisce che (come mi scrive Fabrizio Bulgarelli) "dietro a questo documento ci sta tutto il lavoro in dettaglio che non viene reso pubblico, come nelle certificazioni ISO. Ogni società di revisione, ogni team di revisione, usa un suo metodo di attestazione".

Infine sembra che i rapporti SOC possano essere emessi solo da società di revisione contabile.

giovedì 29 luglio 2021

FAQ sulle certificazioni privacy

Il Garante e Accredia hanno pubblicato le FAQ sulle certificazioni privacy:
- https://www.gpdp.it/regolamentoue/certificazione-e-accreditamento.

Non dicono nulla che i miei lettori già non sanno.

Io non le avrei neanche segnalate, ma mi ha convinto Nicola Nuti dicendomi che secondo lui "sono da prendere in considerazione perché perseguono l'obiettivo di far crescere le PMI nel rispetto delle cogenze "privacy", non sono teoriche ma specifiche".

A mio parere, queste FAQ hanno il difetto di non sottolineare il fatto che ad oggi non sono ancora stati approvati schemi di certificazione ai sensi del GDPR.

venerdì 19 marzo 2021

Come sminuire il valore delle certificazioni

In questi giorni mi sono arrivate due segnalazioni sulle certificazioni. Allora provo a scrivere due righe in merito (temo di aver inserito qualche inesattezza, ma la sostanza è questa).

La prima me l'ha girata Fabio Guasconi di BlackSwan riguarda la certificazione ISO/IEC 27037:
- https://www.csqa.it/Sicurezza-ICT/News/Digital-Evidence-ISO-IEC-27037,-CSQA-rilascia-il-p.

In realtà ci sono anche molti altri casi e il problema non è CSQA, che, conoscendoli, hanno sicuramente fatto il loro lavoro con scrupolo e correttezza, ma di Accredia, che deciso di inventarsi delle "certificazioni estese" rispetto alla ISO/IEC 27001. Alcune di queste estensioni sono previste da standard come le ISO/IEC 27017 e ISO/IEC 27018, che hanno una parte di controlli scritti apposta per integrare una Dichiarazione di applicabilità già prevista dalla ISO/IEC 27001. Purtroppo hanno deciso di estendere questo meccanismo per tutti gli standard della famiglia ISO/IEC 27000, anche se non scritti con quell'intenzione e quindi usati e interpretati male.

Accredia ha fatto questo perché alcuni fantasisti avevano chiesto, in bandi di gara, certificazioni inesistenti come sulla ISO/IEC 27035. Però, così facendo, Accredia non ha fatto un buon lavoro di regolamentazione del mercato, visto che avalla un uso scorretto delle linee guida che, appunto, sono state scritte con uno spirito diverso da quello previsto per uno standard di requisiti.

Se si ritiene necessario uno standard di requisiti per i laboratori di analisi forense, allora sarebbe opportuno fare in modo che venga preparato ed elaborato (magari inizialmente con il supporto di UNI e UNINFO per poi essere presentato a livello internazionale), non inventarsi ciofeche che sembrano confermare il mito degli italiani fantasiosi (anche a sproposito).

Ma Accredia non è nuova a certi colpi di fantasia, come abbiamo visto con il regolamento sulla ISO/IEC 27701 (che verrà cambiato presto, con l'uscita della ISO/IEC 27006-2) e altri requisiti bizzarri quando richiede competenze ITIL a auditor di sicurezza (che è sempre bene avere, ma non obbligatoriamente).

La seconda me l'ha girata Paolo Sferlazza di Gerico e riguarda le certificazioni personali:
- https://www.skillfront.com/ISO-IEC-27001-Information-Security-Lead-Auditor.

Questi almeno sono svizzeri. Si sono inventati i certificati auditor e lead auditor ISO/IEC 27001 "veloci": con 70 Euro ti danno un libretto di 63 pagine (non l'ho visto, sarà anche fatto benissimo) e un audio libro di 58 minuti e poi ti puoi fare comodamente a casa l'esame con 40 domande a scelta multipla.

Io sono convinto che sia un fastidio per alcuni farsi un corso di 5 giornate su una materia che, magari, già conoscono. Io mi sono trovato in condizioni simili con la ISO 22301 (in questo caso ho fatto l'esame del The BCI). Però ridursi a un questionario di 40 domande (con rimborso se non si passa!) squalifica prima di tutto il professionista che accetta questa offerta.

Chi chiede i "certificati LA ISO/IEC 27001" dovrebbe innanzi tutto chiedersi se sono utili quando si cerca un consulente. Poi dovrebbe richiederli emessi da organismi accreditati dagli enti previsti dal Regolamento europeo 765 del 2008 (a questo proposito, il sito di SkillFront dice che sono accreditati, ma non si capisce da chi e, anzi, confonde un po' le cose mettendo la parola "accreditamento" vicino a un "accreditamento" svizzero che però è equivalente alla nostra registrazione di un'azienda alla  Camera di commercio).

Io continuo a pensare che dobbiamo chiedere il rispetto delle regole e ad Accredia di svolgere gli opportuni controlli (visto che anche io pago Accredia, essendo iscritto a due registri di persone certificate e accreditati proprio da Accredia), però dobbiamo anche pensare che non vale la pena competere con questi soggetti. Fatte le dovute proporzioni, è come se la Ferrari volesse competere con la Tata. Io non posso equipararmi alla Ferrari e non voglio offendere la Tata, però spero di aver reso l'idea.

martedì 31 marzo 2020

Pubblicata una correzione alla ISO/IEC 27006

Pubblicato l'Amendment 1 della ISO/IEC 27006:2015 ("Requirements for bodies providing audit and certification of information security management systems":
- https://www.iso.org/standard/77722.html.

Poca roba, di (scarso) interesse anche per gli organismi di certificazione. Piccole puntualizzazioni su cose marginali.

Ricordo che la ISO/IEC 27006 è la norma che devono applicare gli organismi di certificazione, non le organizzazioni che intendono certificarsi.

lunedì 2 marzo 2020

Articolo sull'accreditamento dei laboratori di VA

Appena pubblicato il mio articolo sull'accreditamento, Paolo Sferlazza di Gerico mi ha segnalato un suo articolo dal titolo "L'accreditamento dei laboratori che effettuano Vulnerabily Assessment":
- https://www.ictsecuritymagazine.com/articoli/laccreditamento-dei-laboratori-che-effettuano-vulnerabily-assessment/.

Mi pare un ottimo approfondimento su questo tipo di accreditamento.

Mio articolo sull'accreditamento

E' stato pubblicato questo mio articolo dal titolo "Accreditamento e certificazioni: regole, metodologie e norme di riferimento":
- https://www.cybersecurity360.it/legal/accreditamento-e-certificazioni-regole-metodologie-e-norme-di-riferimento/.

Mi ha chiesto un po' di lavoro di studio, visto che volevo essere sicuro dei tipi di accreditamento di cui volevo scrivere.

Mi spiace che nei ringraziamenti non appaia Stefano Ramacciotti insieme a Franco Ferrari e Alice Ravizza. Purtroppo per colpa mia e per la mia fretta di inviare l'articolo (anche se quelli di Cybersecurity 360 potrebbero correggerlo senza fatica).

lunedì 24 febbraio 2020

Nuova versione della ISO/IEC 27002 sugli audit agli ISMS

Franco Vincenzo Ferrari di DNV GL Business Assuranche mi ha segnalato la pubblicazione della ISO/IEC 27007:2020 dal titolo "Guidelines for information security management systems auditing":
- https://www.iso.org/standard/77802.html.

Non grandi cambiamenti rispetto alla precedente versione, a parte l'allineamento alla ISO 19011:2018, di cui scrissi a suo tempo:
- http://blog.cesaregallotti.it/2018/07/nuova-iso-190112018-guida-per-laudit.html.

domenica 19 gennaio 2020

Ispezioni GDPR della GdF (un resoconto)

Alberto Bonato mi ha reso partecipe di alcune ispezioni relative al GDPR condotte dalla Guardia di finanza..

Intanto è riuscito a prendere appunti sulla check list usata, che riporto:
1) struttura ed organizzazione della società;
2) titolarità dei trattamenti;
3) distribuzione delle funzioni;
4) tipologia e natura dei dati (inclusi videosorveglianza e dati biometrici);
5) modalità di acquisizione dei consensi;
6) numero degli interessati;
7) registro dei trattamenti;
8) responsabili (esterni);
9) DPO;
10) lista dei soggetti autorizzati, istruzioni fornite e loro formazione, con messa a disposizione delle eventuali nomine ad incaricati);
11) periodo di conservazione dei dati personali (oppure i criteri);
12) procedure per i diritti degli interessati;
13) comunicazione di dati a terzi, presupposti di legittimità, categorie dei soggetti destinatari e finalità del trattamento dei destinatari;
14) modalità con cui è fornita l'informativa;
15) misure tecniche e organizzative;
16) eventuali certificazioni.

Sono un po' perplesso sul 10, ma si tratta di una check list, non di un requisito.

Il 15, a sua volta, si suddivide in:
- eventuale pseudo-anonimizzazione e cifratura;
- capacità di assicurare riservatezza, integrità e disponibilità;
- capacità di ripristino in caso di incidente fisico o tecnico;
- procedura per testare, verificare e valutare regolarmente le misure;
- principali applicazioni;
- controllo accessi (userid e password; strong authentication);
- audit interni e presso responsabili;
- eventuali alert sui sistemi;
- eventuale backup.

Si noti come siano importanti backup e controllo accessi.

In merito al punto 12 sui diritti degli interessati, la GdF ha approfondito le procedure per dare modo all’interessato di esercitare i propri diritti, chiedendo anche se fossero stati predisposti moduli automatizzati o cartacei che l'interessato potesse compilare. Ma, come dice Alberto, "si è trattato di un confronto tutto verbalizzato e che poi seguirà risposta dal Garante".

Da osservare che hanno chiesto una relazione sul sistema informatico e hanno anche chiesto di accedere ai database per verificare la corrispondenza con il registro ai trattamenti.


In merito ad aziende con trattamento di dati sanitari, si sono soffermati sulla figura del DPO, chiedendo come il titolare fosse in grado di provare la effettiva attività del DPO. Hanno anche chiesto se esistesse una procedura "per tenere traccia dei problemi inerenti il trattamento di dati personali", ossia sulla gestione del registro delle violazioni.

I controlli hanno avuto durata tra i 3 e 4 giorni, con inizio verso le 9 del mattino e chiusura verbali intorno alle 22/23 di notte.

Ho chiesto ad Alberto come si fossero comportati gli ispettori e mi ha detto che si sono dimostrati gentili, corretti e professionali. Ho pensato che invece alcuni auditor ISO si comportano in modo ben diverso e sono contento di sapere che le nostre forze dell'ordine si siano dimostrate inappuntabili.

mercoledì 12 giugno 2019

Mio articolo sulla ISO/IEC 27552 sui sistemi di gestione privacy

Segnalo la pubblicazione del mio articolo "Gestione dei dati personali, ecco le novità della norma ISO/IEC 27552":
- https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/privacy/gestione-dei-dati-personali-ecco-le-novita-della-norma-iso-iec-27552/.

Devo dire che, rileggendolo, non mi sembra scritto bene. Spero che almeno sia chiaro.

mercoledì 27 febbraio 2019

Violenza privata impedire all'internal audit di svolgere le proprie mansioni

Luca de Grazia mi ha segnalato questo articolo de Il quotidiano giuridico, dal titolo "È violenza privata impedire all'internal audit di entrare in azienda e svolgere le proprie mansioni", relativo ad un'interessante sentenza della Cassazione penale:
- http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/02/25/e-violenza-privata-impedire-all-internal-audit-di-entrare-in-azienda-e-svolgere-le-proprie-mansioni#.

La sentenza l'ho trovata sul sito http://www.italgiure.giustizia.it/sncass/,
inserendo nel campo di ricerca 4779/2019.

lunedì 28 gennaio 2019

Pubblicata la nuova ISO/IEC 27008

E' stata pubblicata a gennaio 2019 la nuova versione della ISO/IEC 27008 dal titolo "Guidelines for the assessment of information security controls":
- https://www.iso.org/standard/67397.html.

La precedente versione era la ISO/IEC 27008:2011. Questa è stata indicata come "revisione maggiore", anche perché ora si basa sui controlli della ISO/IEC 27002:2013.

Questo standard non mi piace perché in alcuni punti coglie l'occasione per "migliorare" la ISO/IEC 27002.