L'EDPB (ossia l'organismo di cooperazione dei garanti privacy europei) ha
pubblicato le FAQ sulla sentenza Schrems II, che pone molti limiti sui
trasferimenti di dati personali negli USA:
- https://edpb.europa.eu/our-work-tools/our-documents/other/frequently-asked-questions-judgment-court-justice-european-union_en.
Grazie a Chiara Ponti degli Idraulici della privacy per aver condiviso il
link.
Sicuramente i trasferimenti sotto Privacy shield non sono più validi. Anzi,
sono illegali sin dal 16 luglio 2020.
Come ho già scritto, potrebbero essere usate le SCC (Standard contractual
clauses o, in italiano, Clausole contrattuali tipo), ma anche quelle hanno
dei problemi perché se la legislazione del Paese importatore non offre le
garanzie legali presenti in Europa, un contratto tra privati non può
migliorare la situazione. Stessa questione per le BCR (Binding corporate
rules o, in italiano, norme vincolanti d'impresa).
Mi sembra che i capoversi fondamentali del documento dell'EDPB siano:
"The EDPB is currently analysing the Court's judgment to determine the kind
of supplementary measures that could be provided in addition to SCCs or
BCRs, whether legal, technical or organisational measures, to transfer data
to third countries where SCCs or BCRs will not provide the sufficient level
of guarantees on their own. The EDPB is looking further into what these supplementary measures could
consist of and will provide more guidance".
Traduco: se non sanno loro cosa fare per assicurare la validità delle SCC e
BCR anche in Paesi con legislazione che non assicura un adeguato livello di
protezione ai dati personali, io aspetto che lo sappiano e ce lo dicano.
Infine non mi pare dica niente sulle società di servizi informatici
statunitensi che però assicurano l'uso di data center in Europa. E'
sufficiente questa garanzia sull'uso di data center in Europa o no? Bisogna infatti dire che molti contratti con questi grandi fornitori di servizi IT
non assicurano il completo rispetto della locazione geografica, come
indicato dall'analisi di EDPS sui servizi Microsoft (che avevo già segnalato
a suo tempo):
-
https://edps.europa.eu/sites/edp/files/publication/20-07-02_edps_euis_microsoft_contract_investigation_en.html.
Sicurezza delle informazioni, IT service management e qualità da Cesare Gallotti
sabato 25 luglio 2020
giovedì 23 luglio 2020
Un piccolo libro sulla privacy, il GDPR e come attuarlo
Speravo di pubblicare un libro sulla privacy prima della fine di luglio in
modo da fornire una lettura per il mare ai più temerari. Purtroppo non ce
l'ho fatta.
Il libro non è mio, ma degli Idraulici della privacy, di cui faccio parte. E' partito da una mia idea e io ho l'onere di pubblicarlo materialmente (lo farò su Streetlib, come il mio "Sicurezza delle informazioni"), ma è un prodotto collettivo.
Quindi questo messaggio è una forma di provino, come si chiamavano un tempo.
Il librino non produrrà niente di troppo originale, ma vuole essere decisamente pratico e indicare una strada per applicare il GDPR almeno nei casi più comuni. Io mi sono divertito molto a partecipare perché ho avuto modo di imparare cose che avevo trascurato o, in alcuni casi, capito male.
Infine, e questa è la cosa più importante, il ricavato andrà tutto in beneficenza. Il libro è nato durante la clausura e questa esperienza ci ha fatto capire che, se possiamo, dobbiamo aiutare chi ne ha bisogno. Non abbiamo ancora deciso a chi, ma lo decideremo tutti insieme.
Quindi: spero di potervi invitare ad acquistare il libro, disponibile in tutti i negozi online, in formato epub e pdf (e forse cartaceo) dai primi di agosto.
Il libro non è mio, ma degli Idraulici della privacy, di cui faccio parte. E' partito da una mia idea e io ho l'onere di pubblicarlo materialmente (lo farò su Streetlib, come il mio "Sicurezza delle informazioni"), ma è un prodotto collettivo.
Quindi questo messaggio è una forma di provino, come si chiamavano un tempo.
Il librino non produrrà niente di troppo originale, ma vuole essere decisamente pratico e indicare una strada per applicare il GDPR almeno nei casi più comuni. Io mi sono divertito molto a partecipare perché ho avuto modo di imparare cose che avevo trascurato o, in alcuni casi, capito male.
Infine, e questa è la cosa più importante, il ricavato andrà tutto in beneficenza. Il libro è nato durante la clausura e questa esperienza ci ha fatto capire che, se possiamo, dobbiamo aiutare chi ne ha bisogno. Non abbiamo ancora deciso a chi, ma lo decideremo tutti insieme.
Quindi: spero di potervi invitare ad acquistare il libro, disponibile in tutti i negozi online, in formato epub e pdf (e forse cartaceo) dai primi di agosto.
Invalidato il Privacy Shield - Parte 2
Sulla caduta del Privacy Shield avevo già scritto poco tempo fa.
Pierfrancesco Maistrello mi ha segnalato il sito di Schrems, ossia quello che ha provocato la caduta:
- https://noyb.eu/en/next-steps-eu-companies-faqs.
Qui si pongono molti problemi. Insomma, mentre alcuni dicono che è sufficiente usare le SCC o verificare se il fornitore assicura l'uso di server in Europa, perché, essendo società statunitensi, rientrano nel FISA 702 che è una della cause per cui il Privacy Shield è caduto.
Aggiungo che anche i servizi applicativi sono colpiti da questa sentenza: Salesforce, Hubspot, MailChimps, tutte le email su Google, Sharepoint e OneDrive, WeTransfer e così via. E penso che anche i servizi di Zoom, GoToMeeting e compagnia che ci hanno tenuto compagnia durante la clausura
siano colpiti.
Potrei sempre sbagliarmi.
Su Web Ius Law c'è un podcast con Alessandro Del Ninno:
- https://webradioiuslaw.it/speciale-adeguamento-privacy-tutto-quello-che-volevi-sapere-sulle-clausole-contrattuali-standard/.
Luca Bolognini e Giovanni Ziccardi hanno fatto un podcast di 90 minuti (grazie sempre a Pierfrancesco Maistrello per il link):
- https://zerodays.podbean.com/e/luca-bolognini-spiega-da-zero-il-caso-schrems-ii-e-il-trasferimento-dei-dati-allestero-nel-gdpr/.
Venerdì 24 alle 14 ci sarà un ulteriore podcast sempre con Luca Bolognini e Giovanni Ziccardi (non so come sarà accessibile dopo quella data):
- https://www.istitutoitalianoprivacy.it/2020/07/22/open-webinar-sugli-impatti-della-sentenza-della-corte-di-giustizia-ue-schrems-ii/.
Io purtroppo sono più un lettore che un ascoltatore e quindi non ho approfondito a sufficienza la questione. Spero che:
1- il Garante si esprima in merito per aiutare a capire e agire;
2- qualcuno scriva articoli significativi sulla questione (per il momento non ne ho visti, ma se qualcuno me li segnala gliene sarò grato).
Pierfrancesco Maistrello mi ha segnalato il sito di Schrems, ossia quello che ha provocato la caduta:
- https://noyb.eu/en/next-steps-eu-companies-faqs.
Qui si pongono molti problemi. Insomma, mentre alcuni dicono che è sufficiente usare le SCC o verificare se il fornitore assicura l'uso di server in Europa, perché, essendo società statunitensi, rientrano nel FISA 702 che è una della cause per cui il Privacy Shield è caduto.
Aggiungo che anche i servizi applicativi sono colpiti da questa sentenza: Salesforce, Hubspot, MailChimps, tutte le email su Google, Sharepoint e OneDrive, WeTransfer e così via. E penso che anche i servizi di Zoom, GoToMeeting e compagnia che ci hanno tenuto compagnia durante la clausura
siano colpiti.
Potrei sempre sbagliarmi.
Su Web Ius Law c'è un podcast con Alessandro Del Ninno:
- https://webradioiuslaw.it/speciale-adeguamento-privacy-tutto-quello-che-volevi-sapere-sulle-clausole-contrattuali-standard/.
Luca Bolognini e Giovanni Ziccardi hanno fatto un podcast di 90 minuti (grazie sempre a Pierfrancesco Maistrello per il link):
- https://zerodays.podbean.com/e/luca-bolognini-spiega-da-zero-il-caso-schrems-ii-e-il-trasferimento-dei-dati-allestero-nel-gdpr/.
Venerdì 24 alle 14 ci sarà un ulteriore podcast sempre con Luca Bolognini e Giovanni Ziccardi (non so come sarà accessibile dopo quella data):
- https://www.istitutoitalianoprivacy.it/2020/07/22/open-webinar-sugli-impatti-della-sentenza-della-corte-di-giustizia-ue-schrems-ii/.
Io purtroppo sono più un lettore che un ascoltatore e quindi non ho approfondito a sufficienza la questione. Spero che:
1- il Garante si esprima in merito per aiutare a capire e agire;
2- qualcuno scriva articoli significativi sulla questione (per il momento non ne ho visti, ma se qualcuno me li segnala gliene sarò grato).
mercoledì 22 luglio 2020
Privacy: organismi di monitoraggio dei codici di condotta
Sandro Sanna mi ha segnalato il fatto che il Garante ha stabilito i
requisiti di accreditamento degli organismi di monitoraggio dei codici di
condotta:
- https://gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9432569.
Sandro nutre il timore che questi codici di condotta potrebbero poi essere utilizzati malamente come certi certificati.
Io penso che il rigore con cui opereranno gli Odm dipenderà da come il Garante li controllerà. Se sono controllati con superficialità dagli OdM, allora questi codici di condotta saranno applicati malamente.
Il mio timore è che le regole non prevedono un controllo molto significativo degli OdM: mi pare soprattutto di tipo documentale e non c'è alcun impegno in merito alle verifiche che il Garante si propone di fare sul campo, solo possibilità generiche nel caso emergano elementi che richiedono dei controlli. Mi pare anche che manchino regole in merito alla gestione delle non conformità rilevate dal Garante.
Io sono abituato alle regole degli organismi di certificazione dei sistemi di gestione, quindi questo approccio mi lascia perplesso. Ma chissà che invece non sia più efficace.
- https://gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9432569.
Sandro nutre il timore che questi codici di condotta potrebbero poi essere utilizzati malamente come certi certificati.
Io penso che il rigore con cui opereranno gli Odm dipenderà da come il Garante li controllerà. Se sono controllati con superficialità dagli OdM, allora questi codici di condotta saranno applicati malamente.
Il mio timore è che le regole non prevedono un controllo molto significativo degli OdM: mi pare soprattutto di tipo documentale e non c'è alcun impegno in merito alle verifiche che il Garante si propone di fare sul campo, solo possibilità generiche nel caso emergano elementi che richiedono dei controlli. Mi pare anche che manchino regole in merito alla gestione delle non conformità rilevate dal Garante.
Io sono abituato alle regole degli organismi di certificazione dei sistemi di gestione, quindi questo approccio mi lascia perplesso. Ma chissà che invece non sia più efficace.
sabato 18 luglio 2020
Linee guida EDPS su titolare, responsabile e contitolare
Ricordavo la pubblicazione di Linee guida su titolare, responsabile e contitolare, ma non riuscivo più a trovarle. Poi ho scoperto il perché: pensavo fossero state pubblicate dall'EDPB o dal precedente WP 29, mentre erano state pubblicate dall'EDPS (ossia, per farla breve, dal DPO delle istituzioni europee).
Il documento ha titolo "EDPS Guidelines on the concepts of controller, processor and joint controllership" e si trova qui (in inglese, francese e tedesco):
- https://edps.europa.eu/data-protection/our-work/publications/guidelines/concepts-controller-processor-and-joint_en.
Inizialmente le avevo ignorate in quanto ovvie. Però poi ci si trova sempre davanti ai "casi particolari" e queste linee guida possono tornare utili.
Ringrazio Glauco Rampogna che le ha (ri)segnalate agli Idraulici della privacy.
Il documento ha titolo "EDPS Guidelines on the concepts of controller, processor and joint controllership" e si trova qui (in inglese, francese e tedesco):
- https://edps.europa.eu/data-protection/our-work/publications/guidelines/concepts-controller-processor-and-joint_en.
Inizialmente le avevo ignorate in quanto ovvie. Però poi ci si trova sempre davanti ai "casi particolari" e queste linee guida possono tornare utili.
Ringrazio Glauco Rampogna che le ha (ri)segnalate agli Idraulici della privacy.
Invalidato il Privacy Shield per i trasferimenti dei dati negli USA
Notizia importantissima, è l'invalidamento del Privacy Shield. Per trasferire i dati negli USA (principalmente per usare i grandi fornitori di servizi informatici o di supporto) era ritenuta adeguata l'adesione al Privacy Shield dell'organizzazione ricevente. Nel 2015 era già stato invalidato il protocollo Safe Harbour, predecessore del Privacy Shield.
La sentenza completa della Court of Justice of the European Union del 16 luglio 2020 è qui (grazie a Gianluca Dalla Riva degli Idraulici della privacy):
- https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:62018CJ0311.
Il comunicato dell'EDPS conferma l'appoggio alla posizione presa, ma non illumina su cosa fare:
- https://edps.europa.eu/press-publications/press-news/press-releases/2020/edps-statement-following-court-justice-ruling-case_en.
Per capire cosa fare, si possono leggere i comunicati stampa della Corte stessa:
- Italiano: https://curia.europa.eu/jcms/jcms/p1_3117876/en/;
- Inglese: https://curia.europa.eu/jcms/jcms/p1_3117870/en/.
In sostanza: usare le clausole contrattuali tipo.
Ci vorrà del tempo prima che i fornitori di servizi informatici stabiliti negli USA adeguino le proprie condizioni contrattuali alle clausole contrattuali tipo (qualcuno mi aiuterà, spero, a capire perchè abbiano fatto tutto il pasticcio del Privacy Shield piuttosto che usare le clausole contrattuali tipo). Fino a quel momento non si potranno usare servizi siti negli USA.
Chi invece usa servizi gestiti dagli USA ma su server in Europa (ossia, se ha scelto l'opzione dei server in Europa per esempio per i servizi IaaS e PaaS di Google, AWS e Azure) dovrebbe essere già a posto, ma sono pronto a essere smentito.
La sentenza completa della Court of Justice of the European Union del 16 luglio 2020 è qui (grazie a Gianluca Dalla Riva degli Idraulici della privacy):
- https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:62018CJ0311.
Il comunicato dell'EDPS conferma l'appoggio alla posizione presa, ma non illumina su cosa fare:
- https://edps.europa.eu/press-publications/press-news/press-releases/2020/edps-statement-following-court-justice-ruling-case_en.
Per capire cosa fare, si possono leggere i comunicati stampa della Corte stessa:
- Italiano: https://curia.europa.eu/jcms/jcms/p1_3117876/en/;
- Inglese: https://curia.europa.eu/jcms/jcms/p1_3117870/en/.
In sostanza: usare le clausole contrattuali tipo.
Ci vorrà del tempo prima che i fornitori di servizi informatici stabiliti negli USA adeguino le proprie condizioni contrattuali alle clausole contrattuali tipo (qualcuno mi aiuterà, spero, a capire perchè abbiano fatto tutto il pasticcio del Privacy Shield piuttosto che usare le clausole contrattuali tipo). Fino a quel momento non si potranno usare servizi siti negli USA.
Chi invece usa servizi gestiti dagli USA ma su server in Europa (ossia, se ha scelto l'opzione dei server in Europa per esempio per i servizi IaaS e PaaS di Google, AWS e Azure) dovrebbe essere già a posto, ma sono pronto a essere smentito.
giovedì 16 luglio 2020
Rapporto EDPS sulle DPIA fatte nelle istituzioni europee
Segnalo questo articolo dal titolo "DPIA, ecco come la fanno le istituzioni europee: le best practice nel rapporto dell'EDPS":
- https://www.cybersecurity360.it/legal/privacy-dati-personali/dpia-ecco-come-si-fa-nei-paesi-europei-le-best-practice-nel-report-delledps/.
Il rapporto completo si trova sul sito dell'EDPS:
- https://edps.europa.eu/data-protection/our-work/publications/reports/edps-survey-data-protection-impact-assessments-under_en.
Trovo interessante il fatto che le DPIA siano lunghe mediamente 16 pagine. Mi sembrano poche e ne sono contento, dato che vedo spesso applicato il principio del "più pagine sono, meglio è".
EDPS ha poi analizzato come è recepito il proprio modello di DPIA. Io l'ho riguardato:
- https://edps.europa.eu/data-protection/our-work/publications/guidelines/accountability-ground-provisional-guidance_en.
Devo dire che questa guida è molto orientata all'analisi del rispetto dei principi del GDPR, più che all'analisi del rischio. Comunque da considerare.
- https://www.cybersecurity360.it/legal/privacy-dati-personali/dpia-ecco-come-si-fa-nei-paesi-europei-le-best-practice-nel-report-delledps/.
Il rapporto completo si trova sul sito dell'EDPS:
- https://edps.europa.eu/data-protection/our-work/publications/reports/edps-survey-data-protection-impact-assessments-under_en.
Trovo interessante il fatto che le DPIA siano lunghe mediamente 16 pagine. Mi sembrano poche e ne sono contento, dato che vedo spesso applicato il principio del "più pagine sono, meglio è".
EDPS ha poi analizzato come è recepito il proprio modello di DPIA. Io l'ho riguardato:
- https://edps.europa.eu/data-protection/our-work/publications/guidelines/accountability-ground-provisional-guidance_en.
Devo dire che questa guida è molto orientata all'analisi del rispetto dei principi del GDPR, più che all'analisi del rischio. Comunque da considerare.
lunedì 13 luglio 2020
Analisi EDPS sui prodotti e servizi Microsoft
L'EDPS (ossia, semplificando, il DPO delle istituzioni della UE) ha pubblicato un rapporto dal titolo "Outcome of own-initiative investigation into EU institutions' use of Microsoft products and services":
- https://edps.europa.eu/sites/edp/files/publication/20-07-02_edps_euis_microsoft_contract_investigation_en.html.
In fondo è possibile trovare il link al pdf.
In sostanza l'EDPS ha analizzato i contratti con Microsoft e ha trovato molte carenze per quanto riguarda l'applicazione del GDPR. Le cose più significative, a mio parere, sono:
- possibilità di Microsoft di aggiornare unilateralmente e senza preavviso i termini e le condizioni (addirittura Microsoft agisce come titolare);
- carenza di adeguate calusole sul diritto di audit.
C'è anche altro. Penso che, probabilmente, analisi sugli altri grandi fornitori di informatica (p.e. Amazon o Google) darebbero risultati altrettanto significativi. Rimane quindi da sperare che questo rapporto produrrà significativi miglioramenti in tutti i contratti per prodotti e servizi forniti da questi grandi attori.
Ringrazio Franco Vincenzo Ferrari di DNV GL per avermi segnalato il documento.
- https://edps.europa.eu/sites/edp/files/publication/20-07-02_edps_euis_microsoft_contract_investigation_en.html.
In fondo è possibile trovare il link al pdf.
In sostanza l'EDPS ha analizzato i contratti con Microsoft e ha trovato molte carenze per quanto riguarda l'applicazione del GDPR. Le cose più significative, a mio parere, sono:
- possibilità di Microsoft di aggiornare unilateralmente e senza preavviso i termini e le condizioni (addirittura Microsoft agisce come titolare);
- carenza di adeguate calusole sul diritto di audit.
C'è anche altro. Penso che, probabilmente, analisi sugli altri grandi fornitori di informatica (p.e. Amazon o Google) darebbero risultati altrettanto significativi. Rimane quindi da sperare che questo rapporto produrrà significativi miglioramenti in tutti i contratti per prodotti e servizi forniti da questi grandi attori.
Ringrazio Franco Vincenzo Ferrari di DNV GL per avermi segnalato il documento.
martedì 7 luglio 2020
Sugli SLA
Roberto Beneduci di CoreTech mi ha citato in un suo video in cui spiega gli SLA:
- https://www.linkedin.com/comm/feed/update/urn%3Ali%3Aactivity%3A6685576120831623168.
Mi rendo conto che siamo alla pubblicità reciproca (lui cita me, io cito lui; io gli gratto la schiena se lui la gratta a me o, per tirare fuori il latino, do ut des). Però mi piace molto questo approccio di presentazione di servizi e prodotti attraverso la diffusione di conoscenza, segno anche di curiosità personale e di un certo tipo di entusiasmo non comune.
Insomma: è anche pubblicità, ma di quella che a me piace e quindi spudoratamente, per questa volta, mi associo.
- https://www.linkedin.com/comm/feed/update/urn%3Ali%3Aactivity%3A6685576120831623168.
Mi rendo conto che siamo alla pubblicità reciproca (lui cita me, io cito lui; io gli gratto la schiena se lui la gratta a me o, per tirare fuori il latino, do ut des). Però mi piace molto questo approccio di presentazione di servizi e prodotti attraverso la diffusione di conoscenza, segno anche di curiosità personale e di un certo tipo di entusiasmo non comune.
Insomma: è anche pubblicità, ma di quella che a me piace e quindi spudoratamente, per questa volta, mi associo.
domenica 5 luglio 2020
Ancora sulle nuove regole per i servizi fiduciari
Poco tempo fa avevo segnalato un aggiornamento delle regole Accredia sulle certificazioni eIDAS, ossia quelle per i fornitori di servizi fiduciari regolamentati dal Regolamento eIDAS (per esempio di firme digitali e marche temporali).
Sempre a questo proposito segnalo un articolo dal titolo "Firma elettronica, le regole europee e nazionali per la conservazione dei dati", che approfondisce ulteriormente la questione:
- https://www.key4biz.it/firma-elettronica-le-regole-europee-e-nazionali-per-la-conservazione-dei-dati/312300/.
Sempre a questo proposito segnalo un articolo dal titolo "Firma elettronica, le regole europee e nazionali per la conservazione dei dati", che approfondisce ulteriormente la questione:
- https://www.key4biz.it/firma-elettronica-le-regole-europee-e-nazionali-per-la-conservazione-dei-dati/312300/.
Nuove Direttive per i consumatori in ambito digitale
Segnalo questo articolo dal titolo "New Deal For Consumers, come prepararsi alle nuove regole":
- https://www.key4biz.it/new-deal-for-consumers-come-prepararsi-alle-nuove-regole/311782/.
Imparo quindi che nel 2019 furono pubblicate due Direttive che a loro volta richiederanno, entro luglio 2021, delle modifiche al Codice del comumo (D. Lgs. 205/2006).
Copio e incollo: "Le direttive fanno parte del cosiddetto "New Deal for Consumers", un insieme di prescrizioni finalizzato a modernizzare le regole di protezione dei consumatori in vista e in funzione della vertiginosa espansione dell'evoluzione digitale, che attraversa l'automazione delle attività e dei processi di business, le catene di approvvigionamento e gli stessi prodotti e servizi".
Questo è un articolo molto di base. Spero di avere l'opportunità di trovare ulteriori articoli più approfonditi.
- https://www.key4biz.it/new-deal-for-consumers-come-prepararsi-alle-nuove-regole/311782/.
Imparo quindi che nel 2019 furono pubblicate due Direttive che a loro volta richiederanno, entro luglio 2021, delle modifiche al Codice del comumo (D. Lgs. 205/2006).
Copio e incollo: "Le direttive fanno parte del cosiddetto "New Deal for Consumers", un insieme di prescrizioni finalizzato a modernizzare le regole di protezione dei consumatori in vista e in funzione della vertiginosa espansione dell'evoluzione digitale, che attraversa l'automazione delle attività e dei processi di business, le catene di approvvigionamento e gli stessi prodotti e servizi".
Questo è un articolo molto di base. Spero di avere l'opportunità di trovare ulteriori articoli più approfonditi.
sabato 27 giugno 2020
Guida ENISA sulla pseudoanonimizzazione
Pubblicata la guida ENISA sulla pseudoanonimizzazione, per chi ancora non la conoscesse. Versione in inglese, italiano e francese (grazie a Nicola Nuti degli Idraulici della privacy):
- https://www.enisa.europa.eu/publications/pseudonymisation-techniques-and-best-practices.
- https://www.enisa.europa.eu/publications/pseudonymisation-techniques-and-best-practices.
Registro dei Provvedimenti privacy presi in cooperazione tra autorità
Glauco Rampogna degli Idraulici della privacy ha segnalato la pubblicazione del registro contenente le decisioni prese dalle autorità nazionali di vigilanza con la procedura di cooperazione one-stop-shop (articolo 60 del GDPR):
- https://edpb.europa.eu/our-work-tools/consistency-findings/register-for-article-60-final-decisions_en.
Non è di facilissima consultazione perché le "istruzioni" non sono fornite (dopo un po' però si capisce che "LSA" è la leading supervisory authority", "CSA" sono le "concerned supervisory authority" e così via).
Non mi sembra però siano decisioni significative. Sicuramente è però importante vedere l'applicazione della procedura di cooperazione.
- https://edpb.europa.eu/our-work-tools/consistency-findings/register-for-article-60-final-decisions_en.
Non è di facilissima consultazione perché le "istruzioni" non sono fornite (dopo un po' però si capisce che "LSA" è la leading supervisory authority", "CSA" sono le "concerned supervisory authority" e così via).
Non mi sembra però siano decisioni significative. Sicuramente è però importante vedere l'applicazione della procedura di cooperazione.
lunedì 15 giugno 2020
Aggiornamento certificazioni eIDAS
Andrea Caccia, che ringrazio molto, mi ha segnalato la nuova Circolare tecnica DC N° 05/2020 di Accredia:
- https://www.accredia.it/documento/circolare-tecnica-dc-n-05-2020-circolare-per-laccreditamento-a-fronte-del-regolamento-europeo-910-2014-eidas/.
Essa estende la certificazione a tutti i servizi fiduciari previsti dal regolamento eIDAS e fornisce un aggiornamento di tutti i riferimenti agli standard ETSI pertinenti.
- https://www.accredia.it/documento/circolare-tecnica-dc-n-05-2020-circolare-per-laccreditamento-a-fronte-del-regolamento-europeo-910-2014-eidas/.
Essa estende la certificazione a tutti i servizi fiduciari previsti dal regolamento eIDAS e fornisce un aggiornamento di tutti i riferimenti agli standard ETSI pertinenti.
Privacy: assicurazioni (e non solo) sono titolari
Il Garante privacy ha risposto a un quesito relativo al ruolo soggettivo delle compagnie di assicurazione. La risposta è nel documento "Ruolo soggettivo dell'impresa assicurativa nell'ambito dei bandi di gara per l'affidamento dei servizi assicurativi":
- https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9169688.
In sostanza, se un'organizzazione stipula assicurazioni per il proprio personale, l'assicuratore è da considerare titolare del trattamento. Questo perché l'organizzazione non può creare assicurazioni e quindi questo trattamento non può essere considerato come esternalizzato.
Possiamo quindi dedurre che lo stesso discorso valga anche per le banche e per gli organismi di certificazione, visto che un'organizzazione (a meno gli ovvi casi in cui sia essa stessa una società di assicurazioni, una banca o un organismo di certificazione) non può autonomamente erogare questi servizi e quindi l'assicurazione, la banca, l'OdC non trattano i dati "per conto" (o in qualità di "delegato") del titolare.
Ovviamente questa risposta del Garante non permette di risolvere altri casi "complessi", come quelli relativi alle singole persone (p.e. medico del lavoro) o società particolari come i fornitori di connettività o le poste. Però è già un ottimo spunto.
Si osserva anche che il caso delle assicurazioni (che io ho esteso a banche e OdC) riguarda un mercato molto regolamentato e vigilato. Pertanto anche le misure di sicurezza sono regolamentate e vigilate. La stessa cosa non si può dire per gli altri settori, dove non c'è regolamentazione stringente e relativa vigilanza, e io ribadisco la mia convinzione: anche nel caso di trasferimento ad altro titolare, il titolare mittente deve avere garanzie precise in merito al livello di sicurezza fornito dal destinatario e non può limitarsi a dire che il destinatario è titolare e quindi sono fatti suoi, visto che può scegliere tra diverse opzioni.
Ringrazio Diego Padovan per aver segnalato questa notizia agli Idraulici della privacy.
- https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9169688.
In sostanza, se un'organizzazione stipula assicurazioni per il proprio personale, l'assicuratore è da considerare titolare del trattamento. Questo perché l'organizzazione non può creare assicurazioni e quindi questo trattamento non può essere considerato come esternalizzato.
Possiamo quindi dedurre che lo stesso discorso valga anche per le banche e per gli organismi di certificazione, visto che un'organizzazione (a meno gli ovvi casi in cui sia essa stessa una società di assicurazioni, una banca o un organismo di certificazione) non può autonomamente erogare questi servizi e quindi l'assicurazione, la banca, l'OdC non trattano i dati "per conto" (o in qualità di "delegato") del titolare.
Ovviamente questa risposta del Garante non permette di risolvere altri casi "complessi", come quelli relativi alle singole persone (p.e. medico del lavoro) o società particolari come i fornitori di connettività o le poste. Però è già un ottimo spunto.
Si osserva anche che il caso delle assicurazioni (che io ho esteso a banche e OdC) riguarda un mercato molto regolamentato e vigilato. Pertanto anche le misure di sicurezza sono regolamentate e vigilate. La stessa cosa non si può dire per gli altri settori, dove non c'è regolamentazione stringente e relativa vigilanza, e io ribadisco la mia convinzione: anche nel caso di trasferimento ad altro titolare, il titolare mittente deve avere garanzie precise in merito al livello di sicurezza fornito dal destinatario e non può limitarsi a dire che il destinatario è titolare e quindi sono fatti suoi, visto che può scegliere tra diverse opzioni.
Ringrazio Diego Padovan per aver segnalato questa notizia agli Idraulici della privacy.
DPIA per Immuni
Il Garante della privacy ha pubblicato un documento dal titolo "Valutazione d'impatto sulla protezione dei dati personali presentata dal Ministero della Salute relativa ai trattamenti effettuati nell'ambito del sistema di allerta Covid-19 denominato "Immuni" - Nota sugli aspetti tecnologici":
- https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9357972.
Al di là dell'argomento ormai trito e ritrito, penso che sia utile osservare i punti toccati per avere un'idea di come sono affrontati gli aspetti più criti da parte del Garante.
Il documento non riporta dettagli sulla DPIA, né su come è stata fatta e questo è un peccato perché sarebbe stato interessante.
Ringrazio Stefania Algerio per la segnalazione agli Idraulici della privacy.
- https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9357972.
Al di là dell'argomento ormai trito e ritrito, penso che sia utile osservare i punti toccati per avere un'idea di come sono affrontati gli aspetti più criti da parte del Garante.
Il documento non riporta dettagli sulla DPIA, né su come è stata fatta e questo è un peccato perché sarebbe stato interessante.
Ringrazio Stefania Algerio per la segnalazione agli Idraulici della privacy.
GDPR developer's guide del CNIL
Il CNIL (ossia il Garante privacy francese) ha pubblicato una GDPR developer's guide:
- https://www.cnil.fr/en/gdpr-developers-guide.
Ci sono cose molto interessanti e molto puntuali, inclusi link a piattaforme, a presentazioni più dettagliate, a documenti di approfondimento.
Al momento gli approfondimenti sono disomogenei e quindi, per esempio, sono presentati gli strumenti di gestione della configurazione del software e le linee guida di codifica sicura per C e C++, ma sono accennati ma non elencati strumenti di controllo automatico del codice prima della messa in produzione.
Però il CNIL permette di contribuire e quindi credo che in qualche futura versione questi aspetti saranno ben approfonditi.
Sicuramente quello che c'è merita già un approfondimento (io ho trovato molti punti) ed è sicuramente molto di più di quanto vedo in giro.
Ringrazio Glauco Rampogna per aver segnalato questa iniziativa agli Idraulici della privacy.
- https://www.cnil.fr/en/gdpr-developers-guide.
Ci sono cose molto interessanti e molto puntuali, inclusi link a piattaforme, a presentazioni più dettagliate, a documenti di approfondimento.
Al momento gli approfondimenti sono disomogenei e quindi, per esempio, sono presentati gli strumenti di gestione della configurazione del software e le linee guida di codifica sicura per C e C++, ma sono accennati ma non elencati strumenti di controllo automatico del codice prima della messa in produzione.
Però il CNIL permette di contribuire e quindi credo che in qualche futura versione questi aspetti saranno ben approfonditi.
Sicuramente quello che c'è merita già un approfondimento (io ho trovato molti punti) ed è sicuramente molto di più di quanto vedo in giro.
Ringrazio Glauco Rampogna per aver segnalato questa iniziativa agli Idraulici della privacy.
giovedì 11 giugno 2020
Privacy e piano cessazione dei servizi
Un argomento spesso non trattato è il piano cessazione dei servizi informatici (e non solo). Un piano in cui prevedere alcune azioni di comunicazione ai clienti e utenti, di passaggio o meno delle consegne ad altro fornitore, di cancellazione o restituzione dei dati.
Un settore in cui questo piano è necessario è quello dei servizi fiduciari eIDAS (firma digitale e compagnia, per intenderci) e anche quello di conservazione dei documenti. Per questo, ENISA nel 2017 aveva pubblicato delle linee guida dal titolo "Guidelines on Termination of Qualified Trust Services":
- https://www.enisa.europa.eu/publications/tsp-termination.
AgID aveva pubblicato una bozza per discussione delle linee guida per il piano di cessazione del servizio di conservazione:
- https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/11/22/consultazione-linee-guida-il-piano-cessazione-del-servizio-conservazione.
Il Garante privacy ha segnalato alcune carenze:
- https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9347287.
Ripeto: sono questioni da considerare per tutti i servizi e quindi vale la pena approfondirle.
Un settore in cui questo piano è necessario è quello dei servizi fiduciari eIDAS (firma digitale e compagnia, per intenderci) e anche quello di conservazione dei documenti. Per questo, ENISA nel 2017 aveva pubblicato delle linee guida dal titolo "Guidelines on Termination of Qualified Trust Services":
- https://www.enisa.europa.eu/publications/tsp-termination.
AgID aveva pubblicato una bozza per discussione delle linee guida per il piano di cessazione del servizio di conservazione:
- https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/11/22/consultazione-linee-guida-il-piano-cessazione-del-servizio-conservazione.
Il Garante privacy ha segnalato alcune carenze:
- https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9347287.
Ripeto: sono questioni da considerare per tutti i servizi e quindi vale la pena approfondirle.
Chiuso il sito del Gutenberg Project
Segnalo questo articolo dal titolo "La Procura di Roma ha bloccato l'accesso a Project Gutenberg, la più grande biblioteca di internet":
- https://thesubmarine.it/2020/05/25/procura-roma-bloccato-accesso-project-gutenberg/.
A parte il mio fastidio personale perché l'ho usato per leggere alcuni capolavori (e anche cose noiose, per la verità), penso che la notizia metta in luce alcuni problemi di Internet e, potenzialmente, di sicurezza delle informazioni e continuità (senza voler estendere oltre queste riflessioni): la scelta di un unico giudice può comportare l'inaccessibilità di un sito di pubblica utilità. Oggi è toccato ad un sito utile, ma non critico; domani chissà.
- https://thesubmarine.it/2020/05/25/procura-roma-bloccato-accesso-project-gutenberg/.
A parte il mio fastidio personale perché l'ho usato per leggere alcuni capolavori (e anche cose noiose, per la verità), penso che la notizia metta in luce alcuni problemi di Internet e, potenzialmente, di sicurezza delle informazioni e continuità (senza voler estendere oltre queste riflessioni): la scelta di un unico giudice può comportare l'inaccessibilità di un sito di pubblica utilità. Oggi è toccato ad un sito utile, ma non critico; domani chissà.
Attaccato l'ospedale San Raffaele... forse
Interessante questa notizia: Lulzsec e Anonymous dicono di aver bucato la rete del San Raffaele di Milano a metà marzo. Il San Raffaele nega. Vedremo come andrà a finire. Lancio una mia ipotesi: la data mi suggerisce che tutti (inclusi i referenti dell'IT) al San Raffaele fossero troppo occupati sul COVID-19 e la segnalazione è stata dimenticata. Forse non è andata veramente così, ma forse questo sarà quello che diranno.
Solitamente non fornisco notizie di attacchi perché non forniscono informazioni veramente utili. Qui invece penso che sia un caso interessante da monitorare.
Segnalo quindi l'articolo "Cosa sappiamo del data breach all'ospedale San Raffaele di Milano":
- https://www.wired.it/internet/web/2020/05/22/san-raffaele-lulzsec-anoymous/.
Solitamente non fornisco notizie di attacchi perché non forniscono informazioni veramente utili. Qui invece penso che sia un caso interessante da monitorare.
Segnalo quindi l'articolo "Cosa sappiamo del data breach all'ospedale San Raffaele di Milano":
- https://www.wired.it/internet/web/2020/05/22/san-raffaele-lulzsec-anoymous/.
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