lunedì 2 marzo 2026

I maschi possono fare tutto (marzo 2026)

Segnalo il libro di Riccardo Marco Scognamiglio e Simone Matteo Russo dal titolo "Adolescenti digitalmente modificati (ADM), del 2018 e per l'editore Mimesis.

 

E' interessante, nonostante i troppi paroloni e un orientamento verso gli operatori e non ai genitori (nonostante la copertina accattivante).

 

Prima caratteristica degli Adolescenti digitalmente modificati (ADM) è, ovviamente l'uso dei dispositivi informatici. Primo effetto: sono abituati a reagire sempre più rapidamente agli stimoli visivi. Effetto successivo: la motivazione è sempre più legata al piacere immediato.

 

Nella pratica, questo lo si vede perché i ragazzi cercano stimolazione, per esempio attraverso comportamenti di disturbo in classe.

 

Altro effetto della costante reattività è che non permette lo sviluppo di un pensiero prospettico. Quarto effetto: pensare al futuro mette angoscia. Quindi, ancora, l'angoscia viene riempita (come un gatto che si morde la coda) con il partecipare a chat e ambienti di confronto veloci, dove nulla è approfondito.

 

Seconda caratteristica, i ragazzi fanno sempre meno esperienza di rapporti in cui sforzarsi d'inventare modi per trascorrere creativamente del tempo insieme. Questo in parte per la ricerca di rapporti veloci e superficiali e in parte perché sono sempre più organizzati con scuola e corsi post-scolastici o attaccati a TV o dispositivi IT. Effetto sono le difficoltà sociali, visto che la socialità richiede pazienza e capacità di organizzazione (rimane un desiderio sociale ed è per questo che vanno a scuola). Effetto del rifiuto della fatica emotiva è il non riconoscimento dell'altro. Quindi sono disinibiti, non per coraggio, ma perché non riconoscono l'altro.

 

Il disinteresse per l'altro insieme alla ricerca del piacere immediato porta all'esibizionismo anche eccessivo (anche mettendo a disposizione foto intime) e il menefreghismo (l'importante è piacersi e avere prove di piacere, non il resto).

 

Quindi ancora si nota il mancato adattamento alle situazioni e al contesto (nota mia: infatti i bambini e i ragazzi non sembrano capire assolutamente che è necessario comportarsi in modo leggermente diverso con persone o in posti diversi).

 

Altro aspetto è l'appiattimento delle gerarchie, dove tutti si danno del tu, non dovuto alla digitalizzazione, ma sicuramente facilitato e amplificato dall'uso dei social e dei forum online. Effetto noto sono le contestazioni agli esperti. In famiglia, dall'altra parte, i genitori tendono a essere molto accomodanti e a fare gli amici (a mio parere, le ragioni sono anche altre) e questa mancanza di costrizioni non invita la separazione dai genitori.

 

Ritornando a prima, i ragazzi evitano le emozioni e le evitano con il menefreghismo, ma poi si presentano, per esempio con la bocciatura a scuola o "no" dei genitori e il risultato è un'esperienza traumatica.

 

L'uso di pc e tv ha altri effetti:

- toglie il piacere ricavato dallo sforzo di immaginazione;

- la capacità mnemonica si riduce poiché la possibilità di recuperare in ogni momento le informazioni non crea il bisogno di memorizzarle (nota mia: questa era anche la critica ai libri, tanti e tanti secoli or sono).

 

Cause della mancata regolazione sono anche le sregolatezze non digitali (mangiare cibo spazzatura, mangiare senza orari fissi, cambiamenti nei ritmi sonno-veglia soprattutto nel fine settimana, postura scorretta) ed effetti sono anche la ricerca del gioco e il consumo dell'alcool e di sostanze (nota mia: però queste cose c'erano anche negli anni Ottanta);

 

Cosa fare? Il libro ha una parte sul cosa fare, ma è destinata agli psicologi o psicoterapeuti. Però qualche cosina l'ho trovata:

- a fronte dei "no" e dei limiti, l'adulto deve considerare il ragazzo e le sue risposte e non deve essere impositivo senza spiegazioni (tra l'altro, alcune cose che imponiamo come genitori sono cose che a noi davano disagio da ragazzi, quindi è forse il caso di ripensarci);

- sicuramente l'approccio dei docenti che cercano di governare i ragazzi con ribassi o rialzi della richiesta didattica non è funzionale, visto che non sta arginando la demotivazione né sta facilitando la gestione dei comportamenti (nota mia: questo l'avevo capito anche io!);

- è compito degli adulti mettere dei limiti che, tra l'altro, portano il ragazzo al confronto, necessario per valutare le norme imposte; inoltre i limiti proteggono e permettono di valutare i loro vantaggi e svantaggi e poi fare scelte responsabili (infatti, dicono, la libertà non è direttamente proporzionale al senso di benessere, visto che il benessere è determinato dalla capacità di buon adattamento).

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