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giovedì 5 novembre 2026

L'attacco ai frigoriferi

Se ne parla tanto e tantissimo. Rimando all'articolo di Guerre di Rete: https://guerredirete.substack.com/p/quando-lattacco-cyber-diventa-una.

L'articolo è del 25 ottobre, poi gli attacchi sono continuati e hanno colpito anche l'Italia. Si tratta di impianti collegati a Internet, obsoleti e non aggiornati, spesso con la password di fabbrica.

Purtroppo leggo i soliti commenti del "che ci voleva a difendersi, soprattutto dagli attacchi di novembre, visto che gli allarmi erano di ottobre".

E chi li fa dimostra di non essersi mai confrontato veramente con certe aziende. Se no saprebbe che succedono tantissime cose, possibili cause del mancato aggiornamento: forse il produttore non era più attivo, forse gli impianti sono talmente tanti che per aggiornarli ci vuole tempo, forse per aggiornarli è necessario andare lì di persona (e i tecnici sono pochi con altre mille cose da fare, mentre gli impianti sono tanti e in tanti posti diversi), forse la password non si può cambiare (questa era la prassi fino a pochi anni fa), forse c'era un piano di rientro ma doveva essere approvato perché i costi sono altri, forse le persone che potevano sapere del problema non sono più in azienda.

Ma so tante altre cose: so che è difficile far aggiornare dispositivi (tranne alcuni PC), so che spesso le responsabilità per l'IT-non-ufficio sono in persone che di informatica e di sicurezza IT capiscono poco, so che chi fa l'IT-ufficio vuole integrare tutto ed esporlo su Internet così può raccogliere dati per farci cose, so che cambiare un frigorifero in casa mi costa di più di cambiare il pc (beh... il muletto), so che fino a ieri i produttori erano assolutamente impreparati alla sicurezza (e adesso devono farsi una cura da cavallo con il CRA), so che, almeno fino a marzo 2026, gli integratori erano impreparati alla sicurezza (ma si sono dovuti fare una cura da cavallo con i clienti NIS), so che il tecnico che avrebbe potuto aiutare potrebbe non essere stato coinvolto nelle prime analisi NIS, so che c'è un inventario con anche questi impianti ma che a malapena viene visto come di cose informatiche, so che in realtà un po' complesse è difficile trovare l'interlocutore giusto ed è difficile anche pensare di doverlo trovare quando succedono le cose (alla fine il nostro cervello segue le vie più battute e quindi cerca sempre le solite 2 o 3, fateci caso).

So che chi gestisce le macchine OT sono spesso operai, abituati a usarle come pezzi di ferro da tantissimi anni e che non parlano con le persone dell'IT-da-ufficio (perché gli operai pensano che siano inutili signorini, mentre quelli dell'IT non parlano con gli operai o perché sono troppo nerd o perché pensano siano degli ignoranti irrecuperabili). Cambiare la mentalità è difficilissimo, ci sono rapporti guastati da decine di anni.

Per intervenire bisogna parlare con queste persone, fare abbassare le loro resistenze (che si traducono anche in inconsapevole incapacità di capire). E tutto questo richiede tempo, tantissimo tempo. Ma non bisogna mai rinunciare.

 

«Se tu penserai, se giudicherai, da buon borghese,

li condannerai a cinquemila anni più le spese,

ma se capirai, se li cercherai fino in fondo,

se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo.»

domenica 27 settembre 2026

ENISA Threat Landscape 2026

Chiara Ponti degli Idraulici della privacy mi ha segnalato il ENISA Threat Landscape 2026: https://www.enisa.europa.eu/publications/enisa-threat-landscape-2026.

Tutti questi report mi lasciano sempre perplesso. Però mi sembrano interessanti alcune cose segnalate nel post su LinkedIn (https://www.linkedin.com/posts/european-union-agency-for-cybersecurity-enisa_enisa-activity-7508143062787993600-TVkk).

In particolare il fatto che gli attacchi sfruttano prevalemente tecniche di phishing e vulnerabilità note (non i perfidi zero-days!). Quindi si tratta ancora di vecchi problemi per i quali le risposte sono note da tempo.

lunedì 21 settembre 2026

Il caso Revolut

E' noto sui giornali il caso di Revolut: usando una PEC compromessa (pec.interno.it) e spacciandosi per forze dell'ordine, dei criminali hanno chiesto numerosi documenti a Revolut che glieli ha forniti.

Maggiori dettagli qui: https://www.linkedin.com/posts/andrea-cristofanini-7623421_revolut-cybersecurity-dataprotection-share-7506314988030980096-T675/.

Questo è un classico caso di BEC (Business email compromise) e sappiamo come ci si deve difendere: chiedere riscontri con altri canali. Per esempio, telefonando ai recapiti istituzionali.

Oltre all'articolo citato, Christian Bernieri ha elencato un po' di usi che i criminali potrebbero fare dei dati raccolti, oltre a chiedere un riscatto (ma se ne terrebbero comunque una copia): https://garantepiracy.it/blog/nellamerda/.

Alla fine, sempre lì torniamo: più integriamo, più condividiamo e più mettiamo tutto insieme, più è facile che masse enormi di dati vengano compromesse.

giovedì 4 giugno 2026

Il furto di credenziali Instagram con Meta AI (e l'IA agentica)

Simone Ceccherini mi ha segnalato l'articolo "Meta AI usata per rubare gli account Instagram, il caso che coinvolge Obama e Sephora": https://www.wired.it/article/instagram-meta-ai-vulnerabilita-account-alto-profilo/.

Il suo commento: Trovo fondamentale riflettere sull'utilizzo di bot per queste operazioni delicate. Equivale quasi dare il controllo alle AI e a chiunque parli con loro...

L'IA sicuramente si evolverà e migliorerà. Nel frattempo credo proprio che dobbiamo stare molto attenti (però un cliente rifletteva che le operazioni di sicurezza IT dovranno sempre più basarsi sull'IA, perché ormai la velocità degli attacchi, con strumenti IA, è tale che possono essere contrastati solo da altre IA).

lunedì 25 maggio 2026

Hacking Apple Pay

Simone Ceccherini mi ha segnalato un hack ad Apple Pay. Si può leggere l'articolo "Thieves Can Drain Funds From A Locked iPhone With This Transit Trick: How To Protect Yourself": https://www.forbes.com/sites/davidphelan/2026/04/19/thieves-can-drain-funds-from-a-locked-iphone-with-this-trick-how-to-protect-yourself/.

L'articolo dice di non farsi prendere dal panico perché si tratta di un'operazione difficile. Ciò non toglie che anche i sistemi di pagamento, che dovrebbero essere super sicuri, hanno le loro falle e dobbiamo starci attenti.

A questo proposito (della serie "parlo della mia famiglia anche se non nella rubrica sugli uomini che possono fare tutto"): Intesa Sanpaolo permetterebbe di bloccare le carte dei miei figli dall'app, ma questo non succede (almeno non con uno degli almeno 2 metodi disponibili), ma almeno i limiti impostati sono rispettati. Ormai il livello di complessità di questi strumenti è decisamente elevato e l'errore è sempre dietro l'angolo. Da parte mia, preferisco ridurre al minimo la tecnologia da usare per ridurre al minimo la superficie d'attacco (e già so che se qualcuno mi prendesse di mira, sicuramente dei danni me ne farà).

domenica 24 maggio 2026

Verizon Data breach report 2026

Ecco qui il "2026 Data Breach Investigations Report" della Verizon: https://www.verizon.com/business/resources/reports/dbir/.

Non sono un grande fan di questi rapporti perché, come si capisce anche da come sono poste alcune domande, tendono a portare la discussione dove vogliono loro. Però i 4 punti chiave mi sembrano interessanti.

mercoledì 13 maggio 2026

Sicurezza dei dispositivi periferici

Claudio Sartor mi ha segnalato questa pagina: "Rapporto di sintesi sulla cibersicurezza dei dispositivi periferici": https://it.ntc.swiss/news/2026-rapporto-periferiche.

In realtà, mi aveva segnalato la pagina di Paolo Attivissimo (https://attivissimo.me/podcast-rsi-tastiere-e-cuffie-come-grimaldelli-i-rischi-inattesi-delle-periferiche-wireless/).

Riassunto del riassunto: tastiere, cuffie e altri dispositivi possono diventare una porta d’accesso ai sistemi critici.

Io invece non li sopporto perché tendono a scaricarsi nei momenti meno opportuni (ed è per questo che sono restio a cambiare cellulare, visto che adesso tutti hanno tolto il jack).

giovedì 16 aprile 2026

Etilometri hackerati e la dipendenza tecnologica

Segnalo questo articolo dal titolo "Etilometri hackerati e migliaia di auto bloccate una settimana": https://www.libero.it/tecnologia/attacco-hacker-etilometri-alcolock-114369.  

Sembra che, negli USA, se ti fermano ubriaco alla guida, poi devi installare un aggeggio che ti rileva il fiato e blocca l'automobile se rileva un tasso di alcool troppo elevato.  

Il punto è che questo aggeggio è collegato a Internet, è stato compromesso e questo ha comportato il blocco delle automobili.  

Rilfessione (che copio dall'articolo): forse è eccessiva la presenza della tecnologia nella nostra vita.

Rapporto Clusit 2026

A marzo di ogni anno il Clusit pubblica il suo "Rapporto sulla Cybersecurity in Italia e nel mondo": https://clusit.it/rapporto-clusit/.  

Solitamente è poi aggiornato a ottobre ed è accompagnato da altri rapporti settoriali (nel 2025 hanno pubblicato rapporti sul settore dell'energia, della sanità e della PA).  

Non ne sono un grande estimatore. E' una lettura quasi ipnotica che mette insieme percentuali, settori, tipologie di attaccanti, tipologie di attacchi e aree geografiche, con grafici di ogni genere e tipo, analisi tecniche di attacchi e poi... nessuna indicazione per la difesa.  

Certamente qualche parola c'è, ma è tutto riconducibile al "state accorti". Con un pizzico di perfidia, segnalo consigli come "elevare le tecniche di difesa".  

Segnalo anche il sempre inquietante capitolo a cura della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica.  

Raccomando la lettura dell'articolo "L’intelligenza artificiale per sviluppare software aziendale: conoscerne i rischi", a cura di Roberto Piazzolla e Alessandro Vallega. L'argomento l'avevo già toccato un paio di mesi fa dopo aver visto un loro webinar; adesso c'è questo articolo che si conclude, con mia gioia, con "Alcuni suggerimenti".  

Alcuni dei successivi articoli, più settoriali, qua e là non presentano solo dati, ma anche riflessioni interessanti e spunti di lavoro. Ma però detto che sono annegati in 424 pagine e quindi sono difficili da intercettare.

martedì 10 marzo 2026

Attacchi ai data center Amazon in Dubai

Sandro Sanna mi ha segnalato che diversi data center di Amazon sono stati attaccati a Dubai come rappresaglia dell'Iran. Ho trovato questo articolo dal titolo "Amazon cloud unit's data centers in UAE, Bahrain damaged in drone strikes": https://www.reuters.com/world/middle-east/amazon-cloud-unit-flags-issues-bahrain-uae-data-centers-amid-iran-strikes-2026-03-02/.

E' logico ipotizzare che i data center dei giganti in Europa potrebbero essere a loro volta dei bersagli, anche se non lo auguro a nessuno. 

Se non ci occupiamo noi di politica, la politica si occupa comunque di noi. Solo che io non saprei come evitare di diventare un altro Portorico e fare in modo che i Paesi europei (con l'Italia) si attivino per una vera sovranità digitale.

mercoledì 25 febbraio 2026

CERT-EU Cyber Threat Intelligence Framework

Segnalo questo post dal titolo "Il CERT-EU introduce un Cyber Threat Intelligence Framework":
https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7431656886808125440/.

Il CERT-EU Cyber Threat Intelligence Framework è qui:
https://www.cert.europa.eu/publications/threat-intelligence/cyber-threat-intelligence-framework/.

Si tratta di uno schema per la classificazione le minacce tecnologiche.

martedì 9 dicembre 2025

Secondo down di Cloudflare

Grazie alla newsletter di Project:IN Avvocati (https://www.linkedin.com/comm/pulse/492025-errare-humanum-perseverare-meglio-non-essere-novuf), segnalo questo articolo sul down di Cloudflare del 5 dicembre: https://www.linkedin.com/pulse/what-caused-global-cloudflare-outage-december-5-sxjae/.

Riassumendo, era stata individuata una vulnerabilità sui sistemi usati da Cloudflare, che ha quindi sviluppato una modifica per proteggere i clienti da attacchi che sfruttano questa vulnerabilità. Però la modifica ha comportato il degrado dei servizi di Cloudflare per 25 minuti. 

Mi piace copincollare il commento della newsletter di Project:IN Avvocati: "Forse dovremmo abituarci, pian piano, a servizi che possono anche non funzionare per un'ora, o una mattina, o una giornata. E questo con buona pace dei presidi di sicurezza - che ci sono, perché il lavoro degli admin (anche di Cloudflare) è incessante, anche se.. umano. L'architettura dei servizi del web, invece, cresce a ritmi non umani, e a farne le spese talvolta sono gli utenti (piccoli e grandi) di servizi che diamo per scontati. Non dovremmo".

Da qualche anno vorrei scrivere un romanzo ambientato in un futuro in cui Internet non funziona e non si riesce più a far ripartire a causa di un malware persistente. Vorrei scriverlo ambientato 10 o 20 anni dopo il grande incidente, raccontando di tentativi per farlo ripartire (per esempio in Islanda, in quanto piccolo) e dei ricordi di chi ha vissuto gli anni immediatamente successivi l'evento. Peccato che non abbia idea di che storia raccontare e non ho neanche provato a iniziare a scrivere le prime righe. Però la mia immaginazione non mi sembra lontana dalla possibilità che Internet possa non funzionare per qualche tempo.

Altra riflessione: il costante accentramento delle tecnologie, sempre più in mano a pochi produttori e fornitori di servizi, è facilitato anche dai nostri legislatori e governi; mi chiedo se ne sono consapevoli.

lunedì 1 dicembre 2025

Attacco orchestrato da IA

Marco Gemo mi ha segnalato la pagina "Disrupting the first reported AI-orchestrated cyber espionage campaign": https://www.anthropic.com/news/disrupting-AI-espionage.

Claude, sistema di IA, è stato usato per condurre attacchi a diverse organizzazioni. In questo caso, è stato usato come agente, ossia come macchina capace di prendere decisioni e operare in autonomia. La novità è che in passato i sistemi di IA venivano usati per supportare gli attacchi, non condurli in autonomia.

Non voglio fare né l’uccello del malaugurio né l’ottimista sul futuro della sicurezza informatica (finiremo a lavorare in parte off-line, come negli anni Ottanta? non una prospettiva così negativa, se pensiamo che una volta usciti dall’ufficio verremo lasciati in pace). Ci tocca aspettare e restare attenti.

lunedì 27 ottobre 2025

Indisponibilità AWS per 15 ore

Dalla newsletter di Project:IN Avvocati (https://www.linkedin.com/comm/pulse/432025-sarà-sfida-due-sui-browser-con-ai-i-nostri-ww4qf?) copio la notizia: Lunedì 20 ottobre c’è stato un grave blackout su Amazon Web Services (“AWS”), che ha interrotto per diverse ore i servizi cloud in tutto il mondo.  Moltissimi siti web e app ( tra cui Snapchat, Slack, Zoom e alcuni servizi bancari italiani) hanno registrato rallentamenti e blocchi. AWS ha spiegato che il problema tecnico è stato individuato e risolto, e che la piena operatività della piattaforma è stata ripristinata quanto prima. 

Copio anche la conclusione, che condivido: L’incidente ha evidenziato, però, la forte dipendenza globale da un numero ristretto di provider cloud, e ha riattivato la discussione sulla necessità di infrastrutture digitali europee più autonome.

Aggiungo anche che questo caso ci ricorda che il cloud anche dei grandi operatori può avere problemi di sicurezza.

Di mio segnalo un articolo più tecnico dal titolo "A single point of failure triggered the Amazon outage affecting millions": https://arstechnica.com/gadgets/2025/10/a-single-point-of-failure-triggered-the-amazon-outage-affecting-millions/.

sabato 18 ottobre 2025

Aggiornamento del software Jeep causa problemi

La notizia mi arriva dal SANS NewsBites, che fa riferimento all'articolo "Software update bricks some Jeep 4xe hybrids over the weekend": https://arstechnica.com/cars/2025/10/software-update-bricks-some-jeep-4xe-hybrids-over-the-weekend/.

Io sono un sostenitore del fatto che i processi di sicurezza, come quello di gestione dei cambiamenti, servono anche per evitare errori.

Qui molti hanno anche aggiunto il fatto che l'aggiornamento è stato messo a disposizione il venerdì pomeriggio e non è risultata la scelta migliore.

Io sono invece preoccupato dal fatto che, da questo incidente, sembra che abbiano messo insieme il sistema di intrattenimento con quello di controllo del veicolo. Capisco che costi separarli, però così si mettono insieme due sistemi di criticità estremamente diverse.

giovedì 16 ottobre 2025

Compromesso un sistema di prescrizioni sanitarie

La notizia iniziale è questa: Un attacco hacker ha colpito i server dell’azienda Murex, gestore del portale ‘Paziente Consapevole’ usato da medici e cittadini per le prescrizioni sanitarie.  Nulla di nuovo direi.

La seconda parte è più interessante: I pazienti hanno ricevuto mail con i propri dati sensibili in cui venivano richiesti pagamenti arretrati a nome di una finta azienda di recupero crediti di Monza.

L'interesse è dovuto al fatto che questo caso è particolarmente critico perché riguarda dati sanitari, ma anche compromissioni simili di dati soprattutto di contatto possono essere usati per truffe. Lo dico perché spesso i database con solo i dati di contatto sono ritenuti poco critici e in effetti i dati sono facilmente reperibili da molte fonti. E' però l'associazione tra organizzazione che ha il db e contatto presente nel db che può essere sfruttata per ulteriori attacchi.

La notizia l'ha diffusa Franco Vincenzo Ferrari con link del sito del Corriere della sera, con cookie wall. Quindi io segnalo questo alternativo: https://www.fanpage.it/milano/attacco-hacker-alla-piattaforma-per-le-prescrizioni-sanitarie-ai-pazienti-rubati-migliaia-di-dati-sensibili/.

Statistiche su attacchi e incidenti di sicurezza IT

Sono state pubblicati alcuni report con statistiche su attacchi e incidenti di sicurezza IT.

Uno è l'ENISA Threat Landscape del 2025: https://enisa.europa.eu/publications/enisa-threat-landscape-2025.

Davide Giribaldi su LinkedIn ne fa una sintesi (https://www.linkedin.com/posts/davidegiribaldi_cyber-enisa-theriskhunter-activity-7383367687499952128-_GPD). Io allora faccio la sintesi della sintesi:

  • confermato l'elevato numero di incidenti dovuti a ransomware, attacchi DDoS legati a campagne ideologiche, phishing, sfruttamento di vulnerabilità rese disponibili da poco;
  • aumentano gli attacchi a fornitori e repository open source (ma io penso, senza togliere importanza alla questione, che il numero sia aumentato anche per la diversa attenzione posta a questo argomento);
  • aumentano gli attacchi ai dispositivi mobili;
  • il settore più esposto è la pubblica amministrazione;
  • il documento include raccomandazioni pratiche.

Un altro è il CrowdStrike 2025 Threat Hunting Report: https://www.crowdstrike.com/en-us/resources/reports/threat-hunting-report/.

Questo è decisamente più tecnico e non c'è nessun Davide Giribaldi che mi ha fatto il riassunto.

Dico che sono segnalazioni interessanti, che fanno capire la necessità di lavorare per la sicurezza delle informazioni. Faccio però fatica a trovare elementi che posso usare (o far usare) direttamente.

sabato 20 settembre 2025

Jaguar Land Rover ferma da un mese per un incidente di sicurezza IT

Da SANS NewsBites segnalo la notizia decisamente significativa "Jaguar Land Rover Shutdown in Wake of Cyber Incident is Having Significant Economic Impact".

Per saperne un po' di più, segnalo questo articolo dal titolo "Jaguar Land Rover says cyberattack shutdown to last 'at least' another week": https://therecord.media/jaguar-land-rover-another-week-shutdown-cyberattack.

Mi pare uno degli incidenti più gravi in ambito industriale fin qui ed è per questo che lo segnalo, anche se non sappiamo quale attacco sia stato condotto e quali vulnerabilità siano state sfruttate.

 

sabato 30 agosto 2025

Insicurezza dei browser e delle passkey

Marco Fabbrini mi ha segnalato questo articolo dal titolo "Forse le passkey non sono così sicure come sembrano": https://www.ilsoftware.it/forse-le-passkey-non-sono-cosi-sicure-come-sembrano/.

Il commento di Marco: "In effetti sono cose che sapevamo già....".

Come dargli torto? I browser sono molto insicuri e i meccanismi di sicurezza che si basano su di essi possono avere anch'essi problemi.

Un'IA ha cancellato per sbaglio un intero database aziendale

Segnalo questo articolo dal titolo "Un'IA ha cancellato per sbaglio un intero database aziendale": https://www.tomshw.it/hardware/piattaforma-ai-cancella-database-aziendale-per-errore-2025-07-21.

Ringrazio Carlo Venditto degli Idraulici della privacy per la segnalazione.

Se continuo così, sembra che sia un luddista dell'IA. Non è così: come tutti gli strumenti va usato con estrema prudenza e per quello che è giusto che faccia. E io mi occupo soprattutto di rischi e di questi scrivo.