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mercoledì 13 maggio 2026

Sicurezza dei dispositivi periferici

Claudio Sartor mi ha segnalato questa pagina: "Rapporto di sintesi sulla cibersicurezza dei dispositivi periferici": https://it.ntc.swiss/news/2026-rapporto-periferiche.

In realtà, mi aveva segnalato la pagina di Paolo Attivissimo (https://attivissimo.me/podcast-rsi-tastiere-e-cuffie-come-grimaldelli-i-rischi-inattesi-delle-periferiche-wireless/).

Riassunto del riassunto: tastiere, cuffie e altri dispositivi possono diventare una porta d’accesso ai sistemi critici.

Io invece non li sopporto perché tendono a scaricarsi nei momenti meno opportuni (ed è per questo che sono restio a cambiare cellulare, visto che adesso tutti hanno tolto il jack).

giovedì 16 aprile 2026

Etilometri hackerati e la dipendenza tecnologica

Segnalo questo articolo dal titolo "Etilometri hackerati e migliaia di auto bloccate una settimana": https://www.libero.it/tecnologia/attacco-hacker-etilometri-alcolock-114369.  

Sembra che, negli USA, se ti fermano ubriaco alla guida, poi devi installare un aggeggio che ti rileva il fiato e blocca l'automobile se rileva un tasso di alcool troppo elevato.  

Il punto è che questo aggeggio è collegato a Internet, è stato compromesso e questo ha comportato il blocco delle automobili.  

Rilfessione (che copio dall'articolo): forse è eccessiva la presenza della tecnologia nella nostra vita.

Rapporto Clusit 2026

A marzo di ogni anno il Clusit pubblica il suo "Rapporto sulla Cybersecurity in Italia e nel mondo": https://clusit.it/rapporto-clusit/.  

Solitamente è poi aggiornato a ottobre ed è accompagnato da altri rapporti settoriali (nel 2025 hanno pubblicato rapporti sul settore dell'energia, della sanità e della PA).  

Non ne sono un grande estimatore. E' una lettura quasi ipnotica che mette insieme percentuali, settori, tipologie di attaccanti, tipologie di attacchi e aree geografiche, con grafici di ogni genere e tipo, analisi tecniche di attacchi e poi... nessuna indicazione per la difesa.  

Certamente qualche parola c'è, ma è tutto riconducibile al "state accorti". Con un pizzico di perfidia, segnalo consigli come "elevare le tecniche di difesa".  

Segnalo anche il sempre inquietante capitolo a cura della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica.  

Raccomando la lettura dell'articolo "L’intelligenza artificiale per sviluppare software aziendale: conoscerne i rischi", a cura di Roberto Piazzolla e Alessandro Vallega. L'argomento l'avevo già toccato un paio di mesi fa dopo aver visto un loro webinar; adesso c'è questo articolo che si conclude, con mia gioia, con "Alcuni suggerimenti".  

Alcuni dei successivi articoli, più settoriali, qua e là non presentano solo dati, ma anche riflessioni interessanti e spunti di lavoro. Ma però detto che sono annegati in 424 pagine e quindi sono difficili da intercettare.

martedì 10 marzo 2026

Attacchi ai data center Amazon in Dubai

Sandro Sanna mi ha segnalato che diversi data center di Amazon sono stati attaccati a Dubai come rappresaglia dell'Iran. Ho trovato questo articolo dal titolo "Amazon cloud unit's data centers in UAE, Bahrain damaged in drone strikes": https://www.reuters.com/world/middle-east/amazon-cloud-unit-flags-issues-bahrain-uae-data-centers-amid-iran-strikes-2026-03-02/.

E' logico ipotizzare che i data center dei giganti in Europa potrebbero essere a loro volta dei bersagli, anche se non lo auguro a nessuno. 

Se non ci occupiamo noi di politica, la politica si occupa comunque di noi. Solo che io non saprei come evitare di diventare un altro Portorico e fare in modo che i Paesi europei (con l'Italia) si attivino per una vera sovranità digitale.

mercoledì 25 febbraio 2026

CERT-EU Cyber Threat Intelligence Framework

Segnalo questo post dal titolo "Il CERT-EU introduce un Cyber Threat Intelligence Framework":
https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7431656886808125440/.

Il CERT-EU Cyber Threat Intelligence Framework è qui:
https://www.cert.europa.eu/publications/threat-intelligence/cyber-threat-intelligence-framework/.

Si tratta di uno schema per la classificazione le minacce tecnologiche.

martedì 9 dicembre 2025

Secondo down di Cloudflare

Grazie alla newsletter di Project:IN Avvocati (https://www.linkedin.com/comm/pulse/492025-errare-humanum-perseverare-meglio-non-essere-novuf), segnalo questo articolo sul down di Cloudflare del 5 dicembre: https://www.linkedin.com/pulse/what-caused-global-cloudflare-outage-december-5-sxjae/.

Riassumendo, era stata individuata una vulnerabilità sui sistemi usati da Cloudflare, che ha quindi sviluppato una modifica per proteggere i clienti da attacchi che sfruttano questa vulnerabilità. Però la modifica ha comportato il degrado dei servizi di Cloudflare per 25 minuti. 

Mi piace copincollare il commento della newsletter di Project:IN Avvocati: "Forse dovremmo abituarci, pian piano, a servizi che possono anche non funzionare per un'ora, o una mattina, o una giornata. E questo con buona pace dei presidi di sicurezza - che ci sono, perché il lavoro degli admin (anche di Cloudflare) è incessante, anche se.. umano. L'architettura dei servizi del web, invece, cresce a ritmi non umani, e a farne le spese talvolta sono gli utenti (piccoli e grandi) di servizi che diamo per scontati. Non dovremmo".

Da qualche anno vorrei scrivere un romanzo ambientato in un futuro in cui Internet non funziona e non si riesce più a far ripartire a causa di un malware persistente. Vorrei scriverlo ambientato 10 o 20 anni dopo il grande incidente, raccontando di tentativi per farlo ripartire (per esempio in Islanda, in quanto piccolo) e dei ricordi di chi ha vissuto gli anni immediatamente successivi l'evento. Peccato che non abbia idea di che storia raccontare e non ho neanche provato a iniziare a scrivere le prime righe. Però la mia immaginazione non mi sembra lontana dalla possibilità che Internet possa non funzionare per qualche tempo.

Altra riflessione: il costante accentramento delle tecnologie, sempre più in mano a pochi produttori e fornitori di servizi, è facilitato anche dai nostri legislatori e governi; mi chiedo se ne sono consapevoli.

lunedì 1 dicembre 2025

Attacco orchestrato da IA

Marco Gemo mi ha segnalato la pagina "Disrupting the first reported AI-orchestrated cyber espionage campaign": https://www.anthropic.com/news/disrupting-AI-espionage.

Claude, sistema di IA, è stato usato per condurre attacchi a diverse organizzazioni. In questo caso, è stato usato come agente, ossia come macchina capace di prendere decisioni e operare in autonomia. La novità è che in passato i sistemi di IA venivano usati per supportare gli attacchi, non condurli in autonomia.

Non voglio fare né l’uccello del malaugurio né l’ottimista sul futuro della sicurezza informatica (finiremo a lavorare in parte off-line, come negli anni Ottanta? non una prospettiva così negativa, se pensiamo che una volta usciti dall’ufficio verremo lasciati in pace). Ci tocca aspettare e restare attenti.

lunedì 27 ottobre 2025

Indisponibilità AWS per 15 ore

Dalla newsletter di Project:IN Avvocati (https://www.linkedin.com/comm/pulse/432025-sarà-sfida-due-sui-browser-con-ai-i-nostri-ww4qf?) copio la notizia: Lunedì 20 ottobre c’è stato un grave blackout su Amazon Web Services (“AWS”), che ha interrotto per diverse ore i servizi cloud in tutto il mondo.  Moltissimi siti web e app ( tra cui Snapchat, Slack, Zoom e alcuni servizi bancari italiani) hanno registrato rallentamenti e blocchi. AWS ha spiegato che il problema tecnico è stato individuato e risolto, e che la piena operatività della piattaforma è stata ripristinata quanto prima. 

Copio anche la conclusione, che condivido: L’incidente ha evidenziato, però, la forte dipendenza globale da un numero ristretto di provider cloud, e ha riattivato la discussione sulla necessità di infrastrutture digitali europee più autonome.

Aggiungo anche che questo caso ci ricorda che il cloud anche dei grandi operatori può avere problemi di sicurezza.

Di mio segnalo un articolo più tecnico dal titolo "A single point of failure triggered the Amazon outage affecting millions": https://arstechnica.com/gadgets/2025/10/a-single-point-of-failure-triggered-the-amazon-outage-affecting-millions/.

sabato 18 ottobre 2025

Aggiornamento del software Jeep causa problemi

La notizia mi arriva dal SANS NewsBites, che fa riferimento all'articolo "Software update bricks some Jeep 4xe hybrids over the weekend": https://arstechnica.com/cars/2025/10/software-update-bricks-some-jeep-4xe-hybrids-over-the-weekend/.

Io sono un sostenitore del fatto che i processi di sicurezza, come quello di gestione dei cambiamenti, servono anche per evitare errori.

Qui molti hanno anche aggiunto il fatto che l'aggiornamento è stato messo a disposizione il venerdì pomeriggio e non è risultata la scelta migliore.

Io sono invece preoccupato dal fatto che, da questo incidente, sembra che abbiano messo insieme il sistema di intrattenimento con quello di controllo del veicolo. Capisco che costi separarli, però così si mettono insieme due sistemi di criticità estremamente diverse.

giovedì 16 ottobre 2025

Compromesso un sistema di prescrizioni sanitarie

La notizia iniziale è questa: Un attacco hacker ha colpito i server dell’azienda Murex, gestore del portale ‘Paziente Consapevole’ usato da medici e cittadini per le prescrizioni sanitarie.  Nulla di nuovo direi.

La seconda parte è più interessante: I pazienti hanno ricevuto mail con i propri dati sensibili in cui venivano richiesti pagamenti arretrati a nome di una finta azienda di recupero crediti di Monza.

L'interesse è dovuto al fatto che questo caso è particolarmente critico perché riguarda dati sanitari, ma anche compromissioni simili di dati soprattutto di contatto possono essere usati per truffe. Lo dico perché spesso i database con solo i dati di contatto sono ritenuti poco critici e in effetti i dati sono facilmente reperibili da molte fonti. E' però l'associazione tra organizzazione che ha il db e contatto presente nel db che può essere sfruttata per ulteriori attacchi.

La notizia l'ha diffusa Franco Vincenzo Ferrari con link del sito del Corriere della sera, con cookie wall. Quindi io segnalo questo alternativo: https://www.fanpage.it/milano/attacco-hacker-alla-piattaforma-per-le-prescrizioni-sanitarie-ai-pazienti-rubati-migliaia-di-dati-sensibili/.

Statistiche su attacchi e incidenti di sicurezza IT

Sono state pubblicati alcuni report con statistiche su attacchi e incidenti di sicurezza IT.

Uno è l'ENISA Threat Landscape del 2025: https://enisa.europa.eu/publications/enisa-threat-landscape-2025.

Davide Giribaldi su LinkedIn ne fa una sintesi (https://www.linkedin.com/posts/davidegiribaldi_cyber-enisa-theriskhunter-activity-7383367687499952128-_GPD). Io allora faccio la sintesi della sintesi:

  • confermato l'elevato numero di incidenti dovuti a ransomware, attacchi DDoS legati a campagne ideologiche, phishing, sfruttamento di vulnerabilità rese disponibili da poco;
  • aumentano gli attacchi a fornitori e repository open source (ma io penso, senza togliere importanza alla questione, che il numero sia aumentato anche per la diversa attenzione posta a questo argomento);
  • aumentano gli attacchi ai dispositivi mobili;
  • il settore più esposto è la pubblica amministrazione;
  • il documento include raccomandazioni pratiche.

Un altro è il CrowdStrike 2025 Threat Hunting Report: https://www.crowdstrike.com/en-us/resources/reports/threat-hunting-report/.

Questo è decisamente più tecnico e non c'è nessun Davide Giribaldi che mi ha fatto il riassunto.

Dico che sono segnalazioni interessanti, che fanno capire la necessità di lavorare per la sicurezza delle informazioni. Faccio però fatica a trovare elementi che posso usare (o far usare) direttamente.

sabato 20 settembre 2025

Jaguar Land Rover ferma da un mese per un incidente di sicurezza IT

Da SANS NewsBites segnalo la notizia decisamente significativa "Jaguar Land Rover Shutdown in Wake of Cyber Incident is Having Significant Economic Impact".

Per saperne un po' di più, segnalo questo articolo dal titolo "Jaguar Land Rover says cyberattack shutdown to last 'at least' another week": https://therecord.media/jaguar-land-rover-another-week-shutdown-cyberattack.

Mi pare uno degli incidenti più gravi in ambito industriale fin qui ed è per questo che lo segnalo, anche se non sappiamo quale attacco sia stato condotto e quali vulnerabilità siano state sfruttate.

 

sabato 30 agosto 2025

Insicurezza dei browser e delle passkey

Marco Fabbrini mi ha segnalato questo articolo dal titolo "Forse le passkey non sono così sicure come sembrano": https://www.ilsoftware.it/forse-le-passkey-non-sono-cosi-sicure-come-sembrano/.

Il commento di Marco: "In effetti sono cose che sapevamo già....".

Come dargli torto? I browser sono molto insicuri e i meccanismi di sicurezza che si basano su di essi possono avere anch'essi problemi.

Un'IA ha cancellato per sbaglio un intero database aziendale

Segnalo questo articolo dal titolo "Un'IA ha cancellato per sbaglio un intero database aziendale": https://www.tomshw.it/hardware/piattaforma-ai-cancella-database-aziendale-per-errore-2025-07-21.

Ringrazio Carlo Venditto degli Idraulici della privacy per la segnalazione.

Se continuo così, sembra che sia un luddista dell'IA. Non è così: come tutti gli strumenti va usato con estrema prudenza e per quello che è giusto che faccia. E io mi occupo soprattutto di rischi e di questi scrivo.

venerdì 29 agosto 2025

Usare l'IA per la vita personale

Stefania Algerio degli Idraulici della privacy ha segnalato un articolo su La Repubblica dal titolo "Un uomo con problemi di pressione alta si rivolge a ChatGpt per chiedere consigli alimentari: ricoverato in ospedale per intossicazione da bromuro".  Non ho ritrovato il link all'articolo, ma ho trovato questo: https://tech.icrewplay.com/seguire-i-consigli-alimentari-di-chatgpt-psicosi/.

Che l'IA possa sbagliare è un dato di fatto. Preoccupa vedere che le persone si affidano più a un sistema generalista che a un professionista. Ho trovato anche articoli per me inquietanti:

Anche i professionisti possono sbagliare, ma si spera che lo facciano un po' meno, essendosi specializzati in una certa materia.

Sul perché le persone sono sempre più sospettose dei professionisti hanno scritto altri (in sintesi: l'eccesso di competenze crea timore e gli specialisti tendono a commiserare le persone che non hanno le loro competenze).

A maggio o giugno sul Corriere della Sera avevo letto un articolo di Gramellini su un caso di una ragazza che aveva chiesto aiuto a ChatGPT perché aveva un fidanzato violento e alla fine il problema non solo non fu risolto, ma la ragazza fu uccisa. Ho trovato questo articolo simile: https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/ma-questo-e-amore-tossico-ragazza-di-13-anni-chiedeva-aiuto-a-chatgpt-ora-lex-e-accusato-del-suo-omicidio/.

Tutto ciò dà da pensare. Io sono specializzato in ambito aziendale, ma penso che certe tendenze ci debbano interessare. Ho già sentito di esperienze di procedure e documenti fatti con l'IA. Bisogna pensare anche all'altra parte della medaglia.

Garante e non solo, ruolo, visibilità e rischi per l'innovazione

Giuseppe Alverone degli Idraulici della privacy ha segnalato questo post su LinkedIn di Giuseppe Corasaniti: https://www.linkedin.com/posts/giuseppe-corasaniti-95832515b_autoritaeqindipendenti-regolazione-innovazione-activity-7363435070356971522-rSjz.

In poche parole, critica l'eccesso di protagonismo mediatico del Garante e i rischi per l'innovazione.

E in effetti la situazione richiede una riflessione approfondita. Innanzi tutto, ripeto che a me, tutta questa regolamentazione, fa bene agli affari. Però qui si corre il rischio di curare troppo il paziente e perderlo.

Dovrei averlo già scritto: le entità legislative vogliono regolamentare e spesso esagerano (basti pensare all'AI Act, che introduce notevoli complessità in parte non necessarie, il Data act introduce altre cose relative alla privacy ma a parte; si pensi anche al pasticcio italiano su NIS2 e PSNC), le autorità di controllo in parte regolamentano (il Provvedimento sugli amministratori di sistema è l'esempio più chiaro di ciò possa essere fatto male; ma nei miei molti post ho dato evidenza delle critiche al Garante privacy e ad ACN) e in parte sanzionano (gli assurdi di questa estate del Garante, oltre che quelli relativi ai mitici metadati sono una dimostrazione di quanto ciò possa essere fatto in modo difficile da seguire), gli organismi di standardizzazione continuano a pubblicare standard (l'ultimo di cui ho avuto notizia è la ISO 56001 sull'innovazione, quasi un ossimoro), auditor e formatori e consulenti di tutti i tipi impongono loro modelli, ogni tanto non adeguati all'organizzazione e ogni tanto obsoleti (ho già scritto sui modelli di valutazione del rischio e su quelli di selezione dei fornitori, ma avrei innumerevoli esempi).

Tutto questo fa sì che le organizzazioni devono rincorrere la cosiddetta "compliance", in italiano "conformità", ma propriamente "condiscendenza" o "remissività", come dice la Treccani: https://www.treccani.it/vocabolario/compliance/

E infatti, remissivamente, molte spendono soldi ed energie per adeguarsi, spesso con l'approccio "non si sa mai", ossia facendo anche più di quanto richiesto perché tanti hanno paura di un'autorità inquisitoria (basti vedere quanti rallentano a 50 km/h quando sono presenti autovelox impostati a 70).

Capisco che l'Europa voglia regolamentare. Lo fa per impostazione filosofica, che tende a proteggere i cittadini, e di questo ne sono grato e non cambierei mai con gli Stati Uniti, tanto generosi nei media, tanto spietati nella realtà. Lo fa come strategia di mercato, sperando in qualche modo di rallentare l'invasione straniera.

Ma in tutto questo, almeno dal punto di vista informatico, nessuno ha sviluppato sistemi alternativi a quelli made in USA. L'ha fatto la Cina (non so più citare un articolo sul Corriere della Sera di fine luglio) e infatti si contrappone fieramente alle provocazioni di Trump, non l'ha fatto l'Europa che ha promosso l'industria 4.0, l'informatizzazione delle scuole (e lasciamo perdere le garanzie dove sono finite, con i giganti USA che ci sguazzano, oltre al modello educativo non ponderato) e... cosa? Alcuni Paesi hanno attuato facilitazioni per l'ingresso dei giganti USA. Ma queste sono strategie miopi.

Non lo dico perché voglio l'Europa (o l'Italia) ancora grandi perché penso alla superiorità dell'uomo europeo (che discende anche dal Neanderthal e quindi non avrebbe senso), ma perché il destino di un Paese colonizzato è quello di essere sfruttato e di deperire e non è quello che voglio per i miei figli.

Allora cosa fare? Non ne ho idea, ovviamente. So solo che, come minimo, su queste cose bisogna essere consapevoli.

Ecco, finalmente ho scritto più o meno quello che ha frullato in testa in questi mesi estivi.

mercoledì 27 agosto 2025

Alberghi, documenti di identità e l'approccio del "non si sa mai"

Dalla newsletter Project:IN Avvocati dell'11 agosto 2025 trovo una notizia interessante: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7360536866254729216/.

La notizia è ripresa da Wired e ha titolo "Hotel italiani, nel dark web in vendita migliaia di documenti di identità trafugati": https://www.wired.it/article/dark-web-documenti-identita-trafugati-hotel-italiani/.

Io che sono pigro, copio e incollo il commento della newsletter: "nei giorni scorsi sono emersi sul dark web (grazie al lavoro di CERT-AgID, come riporta Wired) database contenenti copie di documenti d’identità di tre hotel italiani. Al di là del breach, evidente e delicatissimo: ma perché queste strutture avevano e hanno in memoria i documenti, quando la normativa non lo impone e anzi lo vieta?".

Ho chiesto chiarimenti e Francesco Di Maio (uno degli avvocati dietro alla newsletter) mi ha risposto che "L'art. 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, più volte novellato, impone a tutti gli esercenti di strutture ricettive di comunicare giornalmente le generalità delle persone alloggiate, da effettuare oggi in via esclusiva attraverso un'applicazione telematica messa a disposizione dal Dipartimento della P.S., che non richiede né prevede alcun caricamento di immagine di documenti, ma solo dati ricavabili da essi, che devono essere inseriti a cura della struttura ricettiva. Va da sé che l'acquisizione di copie di documenti costituisce un trattamento eccedente e, come tale, deve essere valutato poiché non sorretto da alcuna base giuridica. Il manuale utente dell'applicazione è esplicativo https://alloggitiweb.poliziadistato.it/PortaleAlloggiati/SupManuali.aspx". 

Allora io ho generalizzato la questione pensando che questo dimostra l'approccio del "non si sa mai". Nel caso specifico, le strutture ricettive tenevano copie dei documenti per timore che le forze dell'ordine potessero chiedere prove delle comunicazioni effettuate.

Purtroppo l'atteggiamento "non si sa mai" è troppo diffuso. Lo vedo negli audit e lo vedo nell'applicazione della normativa e questo è un problema perché l'applicazione dei requisiti viene appesantita (quando già il requisito non è troppo pesante di suo). Relativamente agli standard, vedo che la loro adozione viene quindi percepita come un onere fastidioso e solo un lavoro paziente di alcuni consulenti e auditor guida le organizzazioni verso un'adozione pragmatica ed efficace degli standard. Dico "alcuni" e intendo "molti", purtroppo non "tutti".

Lo stesso approccio, ahinoi, riguarda anche la normativa e qui la situazione è più delicata, perché fare ricorso ha costi anche significativi e molti preferiscono fare anche cose inutili che correre il rischio di sanzioni. Qui dovremmo quindi ragionare sul ruolo delle autorità di vigilanza, che dovrebbero sì vigilare e, se il caso, anche sanzionare, ma anche accompagnare. Il ragionamento dovrebbe quindi essere esteso al bilanciamento tra regolamentazione e innovazione. Lo faccio in un altro post. 

martedì 26 agosto 2025

Microsoft usava programmatori cinesi per i sistemi della Difesa USA

Rimando a questo post di Bruce Schneier dal titolo "Another Supply Chain Vulnerability": https://www.schneier.com/blog/archives/2025/07/another-supply-chain-vulnerability.html.

In poche parole, Microsoft usava programmatori cinesi per i sistemi della Difesa USA. La Cina, ricordiamolo, per gli USA è un'avversaria potente nell'ambito dell'informatica. Allora Microsoft aveva previsto dei controlli da parte di personale USA, che però erano ex militari pagati al minimo e senza vere competenze di programmazione.

Ahinoi, per vincere una gara si fa quasi di tutto e per accettare il prezzo minimo si accetta quasi di tutto.

Ricordo ancora il mio amico che in campeggio ricordava ad alcuni: "hai voluto pagare poco la tenda, eh?".

domenica 13 luglio 2025

28 giugno: Guasto ai radar del Nord Italia

Il 28 giugno, dicono, c'è stato un sovraccarico delle linee di comunicazione negli aeroporti del nord e che ha bloccato il loro sistema radar. Il risultato: tantissimi voli non decollati deviati in altri aeroporti (Firenze e Pisa, principalmente).

Christian Bernieri ha scritto il suo pezzo su come un'emergenza così è stata mal gestita: https://garantepiracy.it/blog/emergenza/.

C'ero anch'io e non ci siamo incontrati all'aeroporto Pisa per puro caso. 

Le mie riflessioni sono diverse rispetto a quella di Christian. Io penso all'incidente, di cui ho trovato qui una descrizione: https://tg24.sky.it/cronaca/2025/06/28/traffico-aereo-sospeso-italia.

ENAV attribuisce la responsabilità a TIM, ma vengono in mente almeno due questioni. La prima è che la linea principale e quella di backup fossero sempre di TIM (una terza, quella che poi aveva funzionato, seppur in modo limitato era invece con un altro operatore). Solitamente si consiglia di usare sempre operatori diversi, anche se poi in Italia quasi tutti usano l'infrastruttura TIM. 

La seconda è che sembra che la linea di backup fosse in stand-by. Questa non è una soluzione ottimale, soprattutto se consideriamo la criticità del servizio. Infatti in casi come questi sarebbe opportuno avere due linee sempre attive in load balancing. Per questa riflessione ringrazio un mio cliente.

Un'ultima riflessione riguarda la valutazione del rischio, sicuramente fatta da ENAV. Io, senza troppa fantasia, avrei selezionato solo 5 scenari: mancanza di sede, mancanza dei sistemi IT, mancanza di connettività, mancanza di personale, mancanza di fornitori. Questo approccio semplicistico avrebbe permesso di identificare il rischio, alla faccia di chi propone modelli più complessi (poi, lo ammetto, avrei accettato come valida la soluzione active-standby).

Queste riflessioni sono fatte in mancanza di dettagli certi, ma solo su "sentito dire". C'è un'indagine in corso da parte di ENAC. Penso che sia sempre opportuno riflettere su questi incidenti, purché sia fatto rispettando gli attori coinvolti sia perché le informazioni sono incerte sia perché non sono sicuro che sarei stato capace di fare meglio.

mercoledì 4 giugno 2025

Virus nei driver di una stampante

Claudio Sartor, che ringrazio, mi ha segnalato questo podcast (anche in formato scritto) dal titolo "Il cripto-ladro è nella stampante e ruba un milione di dollari": https://attivissimo.me/2025/05/26/podcast-rsi-il-cripto-ladro-e-nella-stampante-e-ruba-1-milione-di-dollari/.

Il testo è scritto in modo molto piacevole (e già questo è inconsueto, ahinoi, nel nostro mondo), oltre che interessante.

In brevissimo: un gruppo di ladri di criptovalute è riuscito ad infettare i driver di una stampante. Questo ci insegna a stare sempre attenti, per quanto improbabile possa sembrare l'attacco.