Se ne parla tanto e tantissimo. Rimando all'articolo di Guerre di Rete: https://guerredirete.substack.com/p/quando-lattacco-cyber-diventa-una.
L'articolo è del 25 ottobre, poi gli attacchi sono continuati e hanno colpito anche l'Italia. Si tratta di impianti collegati a Internet, obsoleti e non aggiornati, spesso con la password di fabbrica.
Purtroppo leggo i soliti commenti del "che ci voleva a difendersi, soprattutto dagli attacchi di novembre, visto che gli allarmi erano di ottobre".
E chi li fa dimostra di non essersi mai confrontato veramente con certe aziende. Se no saprebbe che succedono tantissime cose, possibili cause del mancato aggiornamento: forse il produttore non era più attivo, forse gli impianti sono talmente tanti che per aggiornarli ci vuole tempo, forse per aggiornarli è necessario andare lì di persona (e i tecnici sono pochi con altre mille cose da fare, mentre gli impianti sono tanti e in tanti posti diversi), forse la password non si può cambiare (questa era la prassi fino a pochi anni fa), forse c'era un piano di rientro ma doveva essere approvato perché i costi sono altri, forse le persone che potevano sapere del problema non sono più in azienda.
Ma so tante altre cose: so che è difficile far aggiornare dispositivi (tranne alcuni PC), so che spesso le responsabilità per l'IT-non-ufficio sono in persone che di informatica e di sicurezza IT capiscono poco, so che chi fa l'IT-ufficio vuole integrare tutto ed esporlo su Internet così può raccogliere dati per farci cose, so che cambiare un frigorifero in casa mi costa di più di cambiare il pc (beh... il muletto), so che fino a ieri i produttori erano assolutamente impreparati alla sicurezza (e adesso devono farsi una cura da cavallo con il CRA), so che, almeno fino a marzo 2026, gli integratori erano impreparati alla sicurezza (ma si sono dovuti fare una cura da cavallo con i clienti NIS), so che il tecnico che avrebbe potuto aiutare potrebbe non essere stato coinvolto nelle prime analisi NIS, so che c'è un inventario con anche questi impianti ma che a malapena viene visto come di cose informatiche, so che in realtà un po' complesse è difficile trovare l'interlocutore giusto ed è difficile anche pensare di doverlo trovare quando succedono le cose (alla fine il nostro cervello segue le vie più battute e quindi cerca sempre le solite 2 o 3, fateci caso).
So che chi gestisce le macchine OT sono spesso operai, abituati a usarle come pezzi di ferro da tantissimi anni e che non parlano con le persone dell'IT-da-ufficio (perché gli operai pensano che siano inutili signorini, mentre quelli dell'IT non parlano con gli operai o perché sono troppo nerd o perché pensano siano degli ignoranti irrecuperabili). Cambiare la mentalità è difficilissimo, ci sono rapporti guastati da decine di anni.
Per intervenire bisogna parlare con queste persone, fare abbassare le loro resistenze (che si traducono anche in inconsapevole incapacità di capire). E tutto questo richiede tempo, tantissimo tempo. Ma non bisogna mai rinunciare.
«Se tu penserai, se giudicherai, da buon borghese,
li condannerai a cinquemila anni più le spese,
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo,
se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo.»