Stefano Ramacciotti mi ha segnalato (commentandola come non molto scientifica né approfondita, ma comunque interessante) la seguente presentazione relativa alle firme elettroniche nel mondo:
- https://www.esignlive.com/resource-center/electronic-signature-laws-around-the-world/.
Se non riuscite a sopportare il fatto che si tratta di una presentazione commerciale o se volete confrontarvi direttamente con le legislazioni nazionali, segnalo che la presentazione riporta il seguente sito:
- http://193.62.18.232/dbtw-wpd/textbase/esiglaws.htm.
Il problema di questo sito è che elenca sì la normativa nazionale pertinente per ogni Paese (anche se per l'Italia mancano tutti i provvedimenti tecnici), ma non dice come consultarla. Però faccio i complimenti al Institute of Advanced Legal Studies (IALS), School of Advanced Study, University of London, che ha avviato questo lavoro.
Per quanto riguarda la presentazione, Andrea Caccia mi ha segnalato che, quando tratta delle "certificate signature", sostiene erroneamente l'equivalenza tra una firma elettronica basata su certificato e la firma qualificata.
Sicurezza delle informazioni, IT service management e qualità da Cesare Gallotti
martedì 23 agosto 2016
Linee guida NIST sul BYOD
Il NIST ha pubblicato due documenti dedicato al BYOD e, in generale, al lavoro da remoto.
La prima è la SP 800-46 Revision 2, Guide to Enterprise Telework, Remote Access, and Bring Your Own Device (BYOD) Security. Il link diretto:
- http://nvlpubs.nist.gov/nistpubs/SpecialPublications/NIST.SP.800-46r2.pdf.
La seconda è la SP 800-114 Revision 1, User's Guide to Telework and Bring Your Own Device (BYOD) Security. Il link diretto:
- http://nvlpubs.nist.gov/nistpubs/SpecialPublications/NIST.SP.800-114r1.pdf.
La pagina web dove sono annunciate queste due pubblicazioni:
- http://csrc.nist.gov/news_events/#pub2and3.
La prima è rivolta alle aziende, la seconda ai "lavoratori remoti". Mi chiedo quali "lavoratori remoti" si possano leggere il malloppo tecnico di 44 pagine proposto dal NIST.
Io sono un estimatore delle SP del NIST: chiare ed esaustive. Purtroppo negli ultimi anni non posso aggiungere l'aggettivo "sintetiche".
Intendiamoci: sono ottime per chi non conosce l'argomento. Ma chi lo conosce già, e vorrebbe verificare la completezza delle proprie competenze, è costretto ad affrontare un testo molto didattico e poco sintetico (e anche i "riassumento" sono un po' troppo verbosi).
Comunque sia, chiunque si occupa di sicurezza delle informazioni dovrebbe leggerle.
La prima è la SP 800-46 Revision 2, Guide to Enterprise Telework, Remote Access, and Bring Your Own Device (BYOD) Security. Il link diretto:
- http://nvlpubs.nist.gov/nistpubs/SpecialPublications/NIST.SP.800-46r2.pdf.
La seconda è la SP 800-114 Revision 1, User's Guide to Telework and Bring Your Own Device (BYOD) Security. Il link diretto:
- http://nvlpubs.nist.gov/nistpubs/SpecialPublications/NIST.SP.800-114r1.pdf.
La pagina web dove sono annunciate queste due pubblicazioni:
- http://csrc.nist.gov/news_events/#pub2and3.
La prima è rivolta alle aziende, la seconda ai "lavoratori remoti". Mi chiedo quali "lavoratori remoti" si possano leggere il malloppo tecnico di 44 pagine proposto dal NIST.
Io sono un estimatore delle SP del NIST: chiare ed esaustive. Purtroppo negli ultimi anni non posso aggiungere l'aggettivo "sintetiche".
Intendiamoci: sono ottime per chi non conosce l'argomento. Ma chi lo conosce già, e vorrebbe verificare la completezza delle proprie competenze, è costretto ad affrontare un testo molto didattico e poco sintetico (e anche i "riassumento" sono un po' troppo verbosi).
Comunque sia, chiunque si occupa di sicurezza delle informazioni dovrebbe leggerle.
NIST e l'autenticazione via SMS
Da Crypto-gram di Bruce Schneier leggo che il NIST ora "depreca" l'uso degli SMS per l'autenticazione a due fattori nella bozza della nuova versione della SP 800-63:
- https://pages.nist.gov/800-63-3/sp800-63b.html.
Nella newsletter Bruce Schneier fornisce alcuni link ad alcuni articoli:
- https://techcrunch.com/2016/07/25/nist-declares-the-age-of-sms-based-2-factor-authentication-over/
- http://www.eweek.com/security/nist-says-sms-based-two-factor-authentication-isnt-secure.html;
- https://threatpost.com/nist-recommends-sms-two-factor-authentication-deprecation/119507/;
- http://fortune.com/2016/07/26/nist-sms-two-factor/.
Alcuni di questi articoli citano come alternative (ma dovrei capire meglio quanto sono ancora in fase di studio) il Code Generator di Facebook o il Google Authenticator o il Google Promt. Ovviamente ci sono anche il RSA SecurID (con token o meno), i dongle (un po' difficili da usare sui dispositivi mobili) e le caratteristiche biometriche (anch'esse difficili da usare su molti dispositivi).
Vedremo. Per intanto è brutto vedere che una misura di sicurezza che positivamente ma lentamente si stava diffondendo è già obsoleta.
- https://pages.nist.gov/800-63-3/sp800-63b.html.
Nella newsletter Bruce Schneier fornisce alcuni link ad alcuni articoli:
- https://techcrunch.com/2016/07/25/nist-declares-the-age-of-sms-based-2-factor-authentication-over/
- http://www.eweek.com/security/nist-says-sms-based-two-factor-authentication-isnt-secure.html;
- https://threatpost.com/nist-recommends-sms-two-factor-authentication-deprecation/119507/;
- http://fortune.com/2016/07/26/nist-sms-two-factor/.
Alcuni di questi articoli citano come alternative (ma dovrei capire meglio quanto sono ancora in fase di studio) il Code Generator di Facebook o il Google Authenticator o il Google Promt. Ovviamente ci sono anche il RSA SecurID (con token o meno), i dongle (un po' difficili da usare sui dispositivi mobili) e le caratteristiche biometriche (anch'esse difficili da usare su molti dispositivi).
Vedremo. Per intanto è brutto vedere che una misura di sicurezza che positivamente ma lentamente si stava diffondendo è già obsoleta.
Cambiare password è improduttivo
Avevo già segnalato un articolo contrario al troppo frequente cambio di password.
Ma in agosto Bruce Schneier ha asserito che è una cosa che dice da anni e segnala il seguente articolo:
http://arstechnica.com/security/2016/08/frequent-password-changes-are-the-enemy-of-security-ftc-technologist-says/.
Io lo dico solo da qualche mese, ma penso sia il caso di rifletterci.
Ovviamente, le password che non si cambiano devono essere accompagnate da meccanismi quali: blocco (o allarme che si possa distinguere dal phishing) dopo pochi tentativi sbagliati, lunghezza di almeno 16 caratteri, complessità elevata.
Ma in agosto Bruce Schneier ha asserito che è una cosa che dice da anni e segnala il seguente articolo:
http://arstechnica.com/security/2016/08/frequent-password-changes-are-the-enemy-of-security-ftc-technologist-says/.
Io lo dico solo da qualche mese, ma penso sia il caso di rifletterci.
Ovviamente, le password che non si cambiano devono essere accompagnate da meccanismi quali: blocco (o allarme che si possa distinguere dal phishing) dopo pochi tentativi sbagliati, lunghezza di almeno 16 caratteri, complessità elevata.
Schneier e IoT
Trovo sempre piacevole leggere Bruce Schneier. Questo è un suo articolo sui rischi dell'Internet of Things:
https://motherboard.vice.com/read/the-internet-of-things-will-cause-the-first-ever-large-scale-internet-disaster.
Credo dica cose originali e interessanti. Certamente ignorate dai produttori e utilizzatori di dispositivi (anche se non capisco perché entusiasmarsi per una lavatrice che posso governare a distanza).
PS: Pier Francesco Massida su LinkedIn mi ha fatto notare come i rischi dell'IoT siano al centro del nuovo romanzo giallo di Jeffrey Deaver "The steel kiss". Non apprezzo molto Deaver (indulge in troppi finti finali), ma apprezzo il fatto che abbia colto il problema.
https://motherboard.vice.com/read/the-internet-of-things-will-cause-the-first-ever-large-scale-internet-disaster.
Credo dica cose originali e interessanti. Certamente ignorate dai produttori e utilizzatori di dispositivi (anche se non capisco perché entusiasmarsi per una lavatrice che posso governare a distanza).
PS: Pier Francesco Massida su LinkedIn mi ha fatto notare come i rischi dell'IoT siano al centro del nuovo romanzo giallo di Jeffrey Deaver "The steel kiss". Non apprezzo molto Deaver (indulge in troppi finti finali), ma apprezzo il fatto che abbia colto il problema.
ISO/IEC 20000-6
Tony Coletta mi ha segnalato la prossima pubblicazione della ISO/IEC 20000-6 dal titolo "Requirements for bodies providing audit and certification of service management systems". In altre parole, si tratta delle regole per gli organismi di certificazione che offrono certificazioni ISO/IEC 20000-1. Ora lo standard si trova in stato di bozza finale:
- http://www.iso.org/iso/home/store/catalogue_tc/catalogue_detail.htm?csnumber=64681.
Lettura consigliata solo agli organismi di certificazione.
- http://www.iso.org/iso/home/store/catalogue_tc/catalogue_detail.htm?csnumber=64681.
Lettura consigliata solo agli organismi di certificazione.
mercoledì 27 luglio 2016
Perfezionisti e ottimalisti
Segnalo questo articolo di Anna Gallotti (sì... è mia sorella!):
- http://share-coach.com/ita/articoli.php?id=73&read=storia
Lo trovo interessante perché riguarda due aspetti fondamentali per chi si occupa di processi aziendali:
1- quando gli interlocutori sono perfezionisti rallentano l'attuazione di quanto necessario (ovviamente, qui non si sta parlando di "resistenza al cambiamento", che è altra materia); certamente è importante considerare le loro questioni, ma bisogna stare attenti a non bloccare tutto per essere perfetti;
2- i perfezionisti tendono a nascondere gli errori (e criticare quelli altrui), con l'ovvio risultato che poi non si migliora.
- http://share-coach.com/ita/articoli.php?id=73&read=storia
Lo trovo interessante perché riguarda due aspetti fondamentali per chi si occupa di processi aziendali:
1- quando gli interlocutori sono perfezionisti rallentano l'attuazione di quanto necessario (ovviamente, qui non si sta parlando di "resistenza al cambiamento", che è altra materia); certamente è importante considerare le loro questioni, ma bisogna stare attenti a non bloccare tutto per essere perfetti;
2- i perfezionisti tendono a nascondere gli errori (e criticare quelli altrui), con l'ovvio risultato che poi non si migliora.
venerdì 22 luglio 2016
ISO/IEC 33072 sui processi della sicurezza delle informazioni
Tony Coletta, delegato italiano al ISO/IEC SC 7 WG 10, mi ha informato della recente pubblicazione del nuovo standard ISO/IEC 33072 ddal titolo "Process capability assessment model for information security management":
- http://www.iso.org/iso/home/store/catalogue_tc/catalogue_detail.htm?csnumber=70803.
Si tratta, in poche parole, di una riscrittura della ISO/IEC 27001 descrivendone i processi e controlli come processi valutabili secondo la scala di capability, da 0 a 5, descritta nella ISO/IEC 33020. Per chi è abituato ad un'altra terminologia, ormai vecchia, traduco dicendo che si tratta di un modello per la valutazione della maturità del sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni.
Si tratta di una lettura non veloce (194 pagine!) e impegnativa. Dubito che un esercizio di questo genere sia veramente utile per migliorare la sicurezza delle informazioni, soprattutto considerando che in troppe organizzazioni vedo processi talmente mal gestiti che raggiungere un livello di capacità pari ad 1 sarebbe già un bel risultato.
- http://www.iso.org/iso/home/store/catalogue_tc/catalogue_detail.htm?csnumber=70803.
Si tratta, in poche parole, di una riscrittura della ISO/IEC 27001 descrivendone i processi e controlli come processi valutabili secondo la scala di capability, da 0 a 5, descritta nella ISO/IEC 33020. Per chi è abituato ad un'altra terminologia, ormai vecchia, traduco dicendo che si tratta di un modello per la valutazione della maturità del sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni.
Si tratta di una lettura non veloce (194 pagine!) e impegnativa. Dubito che un esercizio di questo genere sia veramente utile per migliorare la sicurezza delle informazioni, soprattutto considerando che in troppe organizzazioni vedo processi talmente mal gestiti che raggiungere un livello di capacità pari ad 1 sarebbe già un bel risultato.
venerdì 15 luglio 2016
Sulle misure minime
Pierfrancesco Maistrello di Vecomp mi ha scritto un'interessante riflessione sulle misure minime.
Intanto mi ricorda che le misure minime sono considerate obsolete da tempo, come dimostrano anche le due segnalazioni del garante:
- http://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3531329;
- http://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/4575782.
E questo mi sembra pacifico. Aggiungo che in alcuni casi erano obsolete anche nel 2003.
Pierfrancesco mi ricorda che l'articolo 36 del Codice Privacy riporta: "Il disciplinare tecnico di cui all'allegato B), relativo alle misure minime di cui al presente capo, è aggiornato periodicamente con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro per le innovazioni e le tecnologie e il Ministro per la semplificazione normativa, in relazione all'evoluzione tecnica e all'esperienza maturata nel settore".
Pierfrancesco non ironizza, come tutti, sul fatto che l'aggiornamento dal 2003 al 2016 non c'è mai stato. Ma dice: "Sembra quasi una garanzia di immutabilità, dato che il ministro per le innovazioni e le tecnologie non si chiama neanche più così!".
Poi Pierfrancesco mi cita la relazione 2015 del Garante da poco pubblicata: "permangono numerose le violazioni delle misure minime di sicurezza; ciò, nonostante si tratti di adempimenti di non particolare complessità, in vigore da più di dieci anni, che dovrebbero essere stati oramai "metabolizzati" sia dalle imprese che dagli enti pubblici. Deve essere nuovamente segnalata la ormai indifferibile esigenza di aggiornare il Disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza, All. B al Codice in vigore dal 2003, le cui prescrizioni appaiono in buona parte non più adeguate allo stato dell'evoluzione tecnica, anche alla luce della ormai consistente esperienza maturata dall'Autorità in sede di controllo. Tale revisione dovrebbe essere ispirata a criteri di semplificazione, rispetto ad adempimenti di natura prettamente burocratica oggi previsti dalle disposizioni, e di maggiore effettività delle misure, prevedendo adeguati accorgimenti tecnici che intervengano in modo progressivo in funzione della quantità e della qualità dei dati, nonché della complessità della struttura tecnologica utilizzata e del numero di incaricati che vi hanno accesso".
Conclude quindi dicendomi "credo che l'abrogazione delle misure minime vigenti sia quantomeno auspicabile".
A me non resta che sottoscrivere e ringraziarlo per questa analisi approfondita.
Intanto mi ricorda che le misure minime sono considerate obsolete da tempo, come dimostrano anche le due segnalazioni del garante:
- http://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3531329;
- http://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/4575782.
E questo mi sembra pacifico. Aggiungo che in alcuni casi erano obsolete anche nel 2003.
Pierfrancesco mi ricorda che l'articolo 36 del Codice Privacy riporta: "Il disciplinare tecnico di cui all'allegato B), relativo alle misure minime di cui al presente capo, è aggiornato periodicamente con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro per le innovazioni e le tecnologie e il Ministro per la semplificazione normativa, in relazione all'evoluzione tecnica e all'esperienza maturata nel settore".
Pierfrancesco non ironizza, come tutti, sul fatto che l'aggiornamento dal 2003 al 2016 non c'è mai stato. Ma dice: "Sembra quasi una garanzia di immutabilità, dato che il ministro per le innovazioni e le tecnologie non si chiama neanche più così!".
Poi Pierfrancesco mi cita la relazione 2015 del Garante da poco pubblicata: "permangono numerose le violazioni delle misure minime di sicurezza; ciò, nonostante si tratti di adempimenti di non particolare complessità, in vigore da più di dieci anni, che dovrebbero essere stati oramai "metabolizzati" sia dalle imprese che dagli enti pubblici. Deve essere nuovamente segnalata la ormai indifferibile esigenza di aggiornare il Disciplinare tecnico in materia di misure minime di sicurezza, All. B al Codice in vigore dal 2003, le cui prescrizioni appaiono in buona parte non più adeguate allo stato dell'evoluzione tecnica, anche alla luce della ormai consistente esperienza maturata dall'Autorità in sede di controllo. Tale revisione dovrebbe essere ispirata a criteri di semplificazione, rispetto ad adempimenti di natura prettamente burocratica oggi previsti dalle disposizioni, e di maggiore effettività delle misure, prevedendo adeguati accorgimenti tecnici che intervengano in modo progressivo in funzione della quantità e della qualità dei dati, nonché della complessità della struttura tecnologica utilizzata e del numero di incaricati che vi hanno accesso".
Conclude quindi dicendomi "credo che l'abrogazione delle misure minime vigenti sia quantomeno auspicabile".
A me non resta che sottoscrivere e ringraziarlo per questa analisi approfondita.
mercoledì 13 luglio 2016
Standard ETSI per eIDAS
Segnalo questo articolo di Daniele Tumietto che elenca gli standard ETSI necessari all'attuazione di quanto previsto dal Regolamento eIDAS sull'identificazione elettronica e i servizi digitali fiduciari:
- https://www.linkedin.com/pulse/etsi-publishes-european-standards-support-eidas-eseals-tumietto.
Link Diretto alla lista di ETSI:
- https://portal.etsi.org//TBSiteMap/ESI/ESIActivities.aspx.
- https://www.linkedin.com/pulse/etsi-publishes-european-standards-support-eidas-eseals-tumietto.
Link Diretto alla lista di ETSI:
- https://portal.etsi.org//TBSiteMap/ESI/ESIActivities.aspx.
Privacy shield approvato
Il 12 luglio, più o meno, entra in vigore il Privacy shield, ossia il nuovo accordo USA-EU che sostituisce Safe Harbour, invalidato qualche tempo fa.
Questo accordo permette il trasferimento di dati personali da EU a USA, evitando una serie di adempimenti da parte delle aziende europee. Le aziende USA che vogliono importare dati personali (pensate per esempio ai tanti fornitori di servizi IT, in particolare quelli di hosting e cloud), dal 1 agosto potranno aderire ad un protocollo del U.S. Department of Commerce, in modo simile a quanto avveniva con Safe Harbour.
Al momento non sono riuscito a capire cosa dice il protocollo né in quale sito poter vedere quali aziende aderiscono.
Quindi segnalo qualche link esplicativo (grazie a tweet di @Leilyllia, @roberta_zappala). Segnalo che le traduzioni automatiche in italiano sono piuttosto divertenti:
- http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-2461_en.htm;
- http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-16-2443_en.htm;
- http://www.dimt.it/2016/07/12/via-libera-al-privacy-shield-per-la-protezione-dei-dati-trasferiti-tra-ue-e-usa/.
Non mancano le critiche. Joe McNamee, Executive Director of European Digital Rights , ha detto chee questo accordo sarà presto giudicato illegale. Ma non è il solo (grazie a tweet di @edri, @alexsib17, @madmaus:
- https://edri.org/privacy-shield-privacy-sham/;
- http://arstechnica.co.uk/tech-policy/2016/07/privacy-shield-to-be-dragged-across-finish-line-sources/;
- http://www.infosecurity-magazine.com/news/privacy-shield-approved-expected.
Nota: alcuni di questi articoli sono precedenti al 12 luglio, quando l'accordo è diventato operativo.
Anche questa volta mi congedo con un tweet di @DailyPratchett. Terry Pratchett era un genio della letteratura (a mio immodesto avviso) e forse pensava a questo Privacy shield: "The innocent would have nothing to fear, d'you think? I wouldn't bet tuppence".
Questo accordo permette il trasferimento di dati personali da EU a USA, evitando una serie di adempimenti da parte delle aziende europee. Le aziende USA che vogliono importare dati personali (pensate per esempio ai tanti fornitori di servizi IT, in particolare quelli di hosting e cloud), dal 1 agosto potranno aderire ad un protocollo del U.S. Department of Commerce, in modo simile a quanto avveniva con Safe Harbour.
Al momento non sono riuscito a capire cosa dice il protocollo né in quale sito poter vedere quali aziende aderiscono.
Quindi segnalo qualche link esplicativo (grazie a tweet di @Leilyllia, @roberta_zappala). Segnalo che le traduzioni automatiche in italiano sono piuttosto divertenti:
- http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-2461_en.htm;
- http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-16-2443_en.htm;
- http://www.dimt.it/2016/07/12/via-libera-al-privacy-shield-per-la-protezione-dei-dati-trasferiti-tra-ue-e-usa/.
Non mancano le critiche. Joe McNamee, Executive Director of European Digital Rights , ha detto chee questo accordo sarà presto giudicato illegale. Ma non è il solo (grazie a tweet di @edri, @alexsib17, @madmaus:
- https://edri.org/privacy-shield-privacy-sham/;
- http://arstechnica.co.uk/tech-policy/2016/07/privacy-shield-to-be-dragged-across-finish-line-sources/;
- http://www.infosecurity-magazine.com/news/privacy-shield-approved-expected.
Nota: alcuni di questi articoli sono precedenti al 12 luglio, quando l'accordo è diventato operativo.
Anche questa volta mi congedo con un tweet di @DailyPratchett. Terry Pratchett era un genio della letteratura (a mio immodesto avviso) e forse pensava a questo Privacy shield: "The innocent would have nothing to fear, d'you think? I wouldn't bet tuppence".
App per smartphone rischiose
Trovo interessante il caso di Pokemon GO, un gioco per smartphone Android molto popolare e scaricato più di WhatsApp e Snapchat. Il fatto è che l'applicazione chiede permessi quasi totali per accedere ai dati presenti sullo smartphone. E, ovviamente, gli utenti li danno!
I creatori di Pokemon GO hanno scaricato questi dati e pensano di farci qualcosa? Oppure si tratta veramente di un errore di programmazione?
Il problema è che troppi utenti danno piene autorizzazioni alle app per cellulare, senza preoccuparsi delle conseguenze. Anche quando usano cellulari aziendali!
Due articoli, uno in italiano e uno in inglese (grazie ai tweet di @NowSecureMobile e di @roberta_zappala):
- https://www.nowsecure.com/blog/2016/07/12/pokemon-go-security-risks-what-cisos-and-security-pros-need-to-know/;
- [ITA] http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/software_app/2016/07/12/pokemon-go-primi-grattacapi-sicurezza_f8fb97f7-13ca-459e-8899-f5e45d065076.html.
Ma anche altre app sono assai rischiose. Segnalo questo articolo di Paolo Perego su Flash Keyboard:
- https://codiceinsicuro.it//blog/quando-la-spia-e-la-tastiera-del-tuo-smartphone-il-caso-flash-keyboard/.
I creatori di Pokemon GO hanno scaricato questi dati e pensano di farci qualcosa? Oppure si tratta veramente di un errore di programmazione?
Il problema è che troppi utenti danno piene autorizzazioni alle app per cellulare, senza preoccuparsi delle conseguenze. Anche quando usano cellulari aziendali!
Due articoli, uno in italiano e uno in inglese (grazie ai tweet di @NowSecureMobile e di @roberta_zappala):
- https://www.nowsecure.com/blog/2016/07/12/pokemon-go-security-risks-what-cisos-and-security-pros-need-to-know/;
- [ITA] http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/software_app/2016/07/12/pokemon-go-primi-grattacapi-sicurezza_f8fb97f7-13ca-459e-8899-f5e45d065076.html.
Ma anche altre app sono assai rischiose. Segnalo questo articolo di Paolo Perego su Flash Keyboard:
- https://codiceinsicuro.it//blog/quando-la-spia-e-la-tastiera-del-tuo-smartphone-il-caso-flash-keyboard/.
Videosorveglianza: dove va posta l'informativa
Notizia da tweet di @a_oliveri dal titolo "Privacy - Cassazione Civile: l'informativa in materia di videosorveglianza va sempre posta prima del raggio d'azione della telecamera":
- http://www.filodiritto.com/news/2016/privacy-cassazione-civile-linformativa-in-materia-di-videosorveglianza-va-sempre-posta-prima-del-raggio-dazione-della.html.
Penso che il titolo dica già tutto.
- http://www.filodiritto.com/news/2016/privacy-cassazione-civile-linformativa-in-materia-di-videosorveglianza-va-sempre-posta-prima-del-raggio-dazione-della.html.
Penso che il titolo dica già tutto.
Licenziato chi sta troppo tempo su Facebook
Notizia da tweet di @a_oliveri dal titolo "Licenziato chi sta troppo tempo su Facebook":
- http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2016-07-08/licenziato-chi-sta-troppo-tempo-facebook-163506.shtml.
Penso che l'articolo dica già tutto in estrema sintesi e credo sia molto interessante per capire come sono interpretate alcune attività di indagine, per quanto artigianali e condotte senza strumenti sofisticati.
Penso che rimanga da vedere se verrà presentato ricorso in appello e poi, forse, in Cassazione e, quindi, i risultati di questi ricorsi.
- http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2016-07-08/licenziato-chi-sta-troppo-tempo-facebook-163506.shtml.
Penso che l'articolo dica già tutto in estrema sintesi e credo sia molto interessante per capire come sono interpretate alcune attività di indagine, per quanto artigianali e condotte senza strumenti sofisticati.
Penso che rimanga da vedere se verrà presentato ricorso in appello e poi, forse, in Cassazione e, quindi, i risultati di questi ricorsi.
martedì 12 luglio 2016
ISO 27799:2016: sicurezza nella sanità
Franco Ferrari di DNV GL mi ha segnalato la pubblicazione della nuova versione del 2016 dell ISO 27799 dal titolo "Health informatics -- Information security management in health using ISO/IEC 27002":
- http://www.iso.org/iso/home/store/catalogue_tc/catalogue_detail.htm?csnumber=62777.
La lettura (confesso che ho sfogliato rapidamente) ha degli alti e dei bassi. Gli alti sono rappresentati da considerazioni in merito alle specificità del settore della sanità (per esempio la gestione delle emergenze), un elenco di minacce da considerare e una guida per l'attuazione della sicurezza delle informazioni.
La mia critica principale riguarda proprio questa guida per l'attuazione, che trovo un po' rigida e "vecchia maniera" e quindi difficile da seguire da quelle strutture che oggi non hanno un approccio ben strutturato alla sicurezza delle informazioni.
- http://www.iso.org/iso/home/store/catalogue_tc/catalogue_detail.htm?csnumber=62777.
La lettura (confesso che ho sfogliato rapidamente) ha degli alti e dei bassi. Gli alti sono rappresentati da considerazioni in merito alle specificità del settore della sanità (per esempio la gestione delle emergenze), un elenco di minacce da considerare e una guida per l'attuazione della sicurezza delle informazioni.
La mia critica principale riguarda proprio questa guida per l'attuazione, che trovo un po' rigida e "vecchia maniera" e quindi difficile da seguire da quelle strutture che oggi non hanno un approccio ben strutturato alla sicurezza delle informazioni.
domenica 10 luglio 2016
Abrogazione misure minime privacy?
In questi giorni leggo e sento che saranno abrogate le misure minime per la privacy, a causa dell'entrata in vigore del Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.
In realtà, quanto riportato dal Codice privacy italiano (D. Lgs. 196 del 2003) rimane in vigore, purché non in conflitto con il Regolamento. È vero che le misure minime non sono richieste dal Regolamento europeo, ma la loro obbligatorietà, prevista dall'ordinamento italiano, non è in conflitto con esso.
Ovviamente il Parlamento dovrebbe emendare il Codice privacy per evitare confusione e armonizzare completamente la normativa italiana con quella europea (problema che oggi abbiamo con il Codice dell'amministrazione digitale, che non è ancora stato modificato considerando quanto previsto dal Regolamento eIDAS). Probabilmente le misure minime saranno cancellate, ma fino ad allora sono ancora in vigore.
Ho chiesto aiuto a Pierluigi Perri, della Facoltà di Giurisprudenza Università degli Studi di Milano, che ringrazio. Mi ha confermato quanto da me capito. E, anzi, aggiunge: "Il Regolamento espressamente demanda agli Stati membri la definizione delle sanzioni penali (cfr. Considerando n. 149) per cui, visto che allo stato attuale delle cose la violazione delle misure minime è punita penalmente, nulla vieta che vengano riproposte dal nostro Legislatore, in quanto non contrastano con le previsioni di cui all'art. 32 del Regolamento".
In realtà, quanto riportato dal Codice privacy italiano (D. Lgs. 196 del 2003) rimane in vigore, purché non in conflitto con il Regolamento. È vero che le misure minime non sono richieste dal Regolamento europeo, ma la loro obbligatorietà, prevista dall'ordinamento italiano, non è in conflitto con esso.
Ovviamente il Parlamento dovrebbe emendare il Codice privacy per evitare confusione e armonizzare completamente la normativa italiana con quella europea (problema che oggi abbiamo con il Codice dell'amministrazione digitale, che non è ancora stato modificato considerando quanto previsto dal Regolamento eIDAS). Probabilmente le misure minime saranno cancellate, ma fino ad allora sono ancora in vigore.
Ho chiesto aiuto a Pierluigi Perri, della Facoltà di Giurisprudenza Università degli Studi di Milano, che ringrazio. Mi ha confermato quanto da me capito. E, anzi, aggiunge: "Il Regolamento espressamente demanda agli Stati membri la definizione delle sanzioni penali (cfr. Considerando n. 149) per cui, visto che allo stato attuale delle cose la violazione delle misure minime è punita penalmente, nulla vieta che vengano riproposte dal nostro Legislatore, in quanto non contrastano con le previsioni di cui all'art. 32 del Regolamento".
giovedì 7 luglio 2016
Come rubare un profilo Facebook senza essere esperti informatici
Questo articolo mi interessa perché dimostra ancora una volta come certe "misure di sicurezza" siano in realtà delle bufale:
- http://attivissimo.blogspot.it/2016/07/come-rubare-un-profilo-facebook-senza.html.
Un malintenzionato ha convinto facilmente Facebook di dargli le credenziali di un altro utente. È bastato inviare una scansione di un documento di identità (falso, in questo caso; ma è facile ottenere una scansione della carta di identità di qualcuno, visto che tutti la richiedono).
Certamente non è facile pensare a meccanismi più sicuri, ma dovremmo farlo.
- http://attivissimo.blogspot.it/2016/07/come-rubare-un-profilo-facebook-senza.html.
Un malintenzionato ha convinto facilmente Facebook di dargli le credenziali di un altro utente. È bastato inviare una scansione di un documento di identità (falso, in questo caso; ma è facile ottenere una scansione della carta di identità di qualcuno, visto che tutti la richiedono).
Certamente non è facile pensare a meccanismi più sicuri, ma dovremmo farlo.
mercoledì 6 luglio 2016
Direttiva NIS
È stata approvata la Directive on Security of Network and Information Systems (NIS Directive).
Segnalo dei link (grazie ad una segnalazione di Pierfrancesco Maistrello di Vecomp e ad un tweet di @francescotozzi9):
- http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-16-2422_en.htm;
- http://www.europarl.europa.eu/news/en/news-room/20160701STO34371/Cyber-security-new-rules-to-protect-Europe's-infrastructure.
Dal memo della Commissione europea sintetizzo ulteriormente:
- ogni Stato dovrà redigere una strategia sulla sicurezza informatica, dovrà istituire un'autorità relativa, designare uno o più Computer Security Incident Response Teams (CSIRTs);
- gli Stati dovranno collaborare e stabilire un programma di lavoro, condividere informazioni in merito alle minacce;
- la Direttiva riguarda aziende dei settori energia, trasporto, bancario, infrastrutture finanziarie, sanità, fornitura acqua, infrastrutture digitali.
Comunque la Direttiva (a differenza di un Regolamento), per essere completamente applicabile in Italia, deve essere tradotta in Decreto legislativo entro maggio 2018. E quindi è bene studiarla, ma consapevoli che il D. Lgs. potrà avere delle peculiarità a cui stare attenti.
PS: altro link, in italiano, lo segnalo da un tweet di @a_oliveri:
- http://www.europarl.europa.eu/news/it/news-room/20160701IPR34481/Sicurezza-online-il-PE-approva-nuove-norme-contro-gli-attacchi-informatici
Segnalo dei link (grazie ad una segnalazione di Pierfrancesco Maistrello di Vecomp e ad un tweet di @francescotozzi9):
- http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-16-2422_en.htm;
- http://www.europarl.europa.eu/news/en/news-room/20160701STO34371/Cyber-security-new-rules-to-protect-Europe's-infrastructure.
Dal memo della Commissione europea sintetizzo ulteriormente:
- ogni Stato dovrà redigere una strategia sulla sicurezza informatica, dovrà istituire un'autorità relativa, designare uno o più Computer Security Incident Response Teams (CSIRTs);
- gli Stati dovranno collaborare e stabilire un programma di lavoro, condividere informazioni in merito alle minacce;
- la Direttiva riguarda aziende dei settori energia, trasporto, bancario, infrastrutture finanziarie, sanità, fornitura acqua, infrastrutture digitali.
Comunque la Direttiva (a differenza di un Regolamento), per essere completamente applicabile in Italia, deve essere tradotta in Decreto legislativo entro maggio 2018. E quindi è bene studiarla, ma consapevoli che il D. Lgs. potrà avere delle peculiarità a cui stare attenti.
PS: altro link, in italiano, lo segnalo da un tweet di @a_oliveri:
- http://www.europarl.europa.eu/news/it/news-room/20160701IPR34481/Sicurezza-online-il-PE-approva-nuove-norme-contro-gli-attacchi-informatici
martedì 5 luglio 2016
Privacy: elenco BCR
La normativa sulla privacy permette il trasferimento dei dati extra-UE in vari casi. Uno di questi riguarda le multinazionali, che possono fornire adeguate garanzie di sicurezza attraverso regole aziendali (Binding corporate rules, BCR) approvate da un'autorità garante europea.
Ivo Trotti di TNS Italia mi ha segnalato il link ufficiale dove sono elencate le imprese con BCR approvate:
- http://ec.europa.eu/justice/data-protection/international-transfers/binding-corporate-rules/bcr_cooperation/index_en.htm.
Ivo Trotti di TNS Italia mi ha segnalato il link ufficiale dove sono elencate le imprese con BCR approvate:
- http://ec.europa.eu/justice/data-protection/international-transfers/binding-corporate-rules/bcr_cooperation/index_en.htm.
lunedì 4 luglio 2016
eIDAS è entrato in vigore
Il 1 luglio 2016 è entrato in vigore il Regolamento europeo eIDAS, su firme elettroniche e altro. Segnalo quindi qualche articolo.
Le domande e risposte della Commissione europea su eIDAS:
- https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/questions-answers-trust-services-under-eidas.
Un articolo di Daniele Tumietto che spiega cosa è eIDAS, i suoi benefici e le sue relazioni con il CAD:
- https://www.linkedin.com/pulse/eidas-rappresenta-uno-nuovo-strumento-per-nuovi-modelli-tumietto.
Un articolo in inglese che spiega anch'esso cosa è eIDAS:
- https://ec.europa.eu/commission/2014-2019/ansip/blog/building-online-trust-and-confidence-role-eidas-and-digital-identity_en.
Le domande e risposte della Commissione europea su eIDAS:
- https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/questions-answers-trust-services-under-eidas.
Un articolo di Daniele Tumietto che spiega cosa è eIDAS, i suoi benefici e le sue relazioni con il CAD:
- https://www.linkedin.com/pulse/eidas-rappresenta-uno-nuovo-strumento-per-nuovi-modelli-tumietto.
Un articolo in inglese che spiega anch'esso cosa è eIDAS:
- https://ec.europa.eu/commission/2014-2019/ansip/blog/building-online-trust-and-confidence-role-eidas-and-digital-identity_en.
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