martedì 30 settembre 2025

NIST SP 800-88r2 Guidelines for Media Sanitization

Il NIST ha pubblicato la seconda versione delle Guidelines for Media Sanitization: https://csrc.nist.gov/pubs/sp/800/88/r2/final.

Nel 2015 scrissi qualcosa sulla prima versione: https://blog.cesaregallotti.it/2014/12/nist-sp-800-88-guidelines-for-media.html.

Per quello che riguarda le "normali" organizzazioni, mi sembra che la cifratura dei dischi sia più che sufficiente. Ma potrei sbagliarmi.

sabato 27 settembre 2025

Check list per il Codice di condotta privacy per il software gestionale

Qualche tempo fa avevo scritto della pubblicazione del "Codice di condotta per il trattamento dei dati personali effettuato dalle imprese di sviluppo e produzione di software gestionale": https://blog.cesaregallotti.it/2024/12/codice-di-condotta-privacy-per-le.html.

Ricordo che il Codice è stato approvato ai sensi dell'articolo 40 del GDPR.

Avevo scritto il mio apprezzamento in un post che avevo scritto malissimo e me ne scuso con i miei lettori.

Ne ho fatto una check list da utilizzare da chi sviluppa e mantiene il software e da chi lo acquisisce: https://www.cesaregallotti.it/Pubblicazioni.html.

venerdì 26 settembre 2025

La legge italiana sull'intelligenza artificiale

Approvata la Legge 132 del 2025, detta anche "legge italiana sulla intelligenza artificiale italiana". Ricordo che la normativa primaria è il AI Act (Regolamento UE 2024/1689).

Segnalo questo articolo dal titolo "Legge AI italiana: ecco che devono sapere le aziende": https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/legge-ai-italiana-ecco-che-devono-sapere-le-aziende (fa riferimento al DDL, ma quello è).

Riassunto del riassunto: sono ribaditi i principi generali del Regolamento europeo sull'IA, attribuisce i compiti alle autorità nazionali (soprattutto AgID e  ACN), dà deleghe al Governo per preparare alcuni decreti legislativi più specifici. 

Importante il principio per cui i decreti non devono introdurre obblighi ulteriori rispetto al Regolamento europeo (AI Act). 

Altro articolo molto chiaro è questo di Chiara Ponti (segnalatomi da Franco Vincenzo Ferrari) dal titolo "L'Italia ha la sua legge sull'AI, gli impatti privacy e cyber:  tutti i punti chiave": https://www.cybersecurity360.it/news/litalia-ha-la-sua-legge-sullai-gli-impatti-privacy-e-cyber-tutti-i-punti-chiave/. 

Nota: questo post accorpa 2 post precedenti che ho cancellato e li aggiorna con il numero di Legge.

sabato 20 settembre 2025

Jaguar Land Rover ferma da un mese per un incidente di sicurezza IT

Da SANS NewsBites segnalo la notizia decisamente significativa "Jaguar Land Rover Shutdown in Wake of Cyber Incident is Having Significant Economic Impact".

Per saperne un po' di più, segnalo questo articolo dal titolo "Jaguar Land Rover says cyberattack shutdown to last 'at least' another week": https://therecord.media/jaguar-land-rover-another-week-shutdown-cyberattack.

Mi pare uno degli incidenti più gravi in ambito industriale fin qui ed è per questo che lo segnalo, anche se non sappiamo quale attacco sia stato condotto e quali vulnerabilità siano state sfruttate.

 

venerdì 19 settembre 2025

CMMC 2.0 al via

Mi ha scritto Giancarlo Caroti di Neumus per ricordarmi che dal 10 novembre 2025 entrerà in vigore la prima fase del CMMC 2.0: le nuove offerte al DoD devono essere conformi al CMMC 2.0, con self-assessment di livello 1 o 2.

Sono poi previste altre 3 fasi, con partenza ogni anno a novembre (2026, 2027 e 2028).

Lascio il link alla pagina ufficiale: https://dodcio.defense.gov/cmmc/.

Stato standard ISO/IEC 270xx

A metà settembre 2025 si è tenuto l'incontro semestrale dell'ISO/IEC JTC 1 SC 27 che si occupa della redazione di molti standard importanti per la sicurezza delle informazioni. Io non ho partecipato perché era a Kunming, in China, e gli standard discussi non erano di mio particolare interesse.

Però, con i rapporti prodotti, fornisco una sintesi delle decisioni più significative:

  • ISO/IEC 27000, di panoramica delle norme della famiglia ISO/IEC 27000: aggiornamento previsto per febbraio 2027; le definizioni saranno però riportate nelle singole norme;
  • ISO/IEC 27003, di guida alla ISO/IEC 27001: aggiornamento previsto per aprile 2027 (le bozze attuali hanno un testo migliore rispetto al precedente, ma senza nuove indicazioni tecniche particolarmente significative);
  • ISO/IEC 27004, di guida alle misurazioni per i sistemi di gestione per la sicurezza delle informazioni: aggiornamento previsto per ottobre 2027 (le bozze attuali prevedono qualche esempio ulteriore, su cui ho qualche perplessità, rispetto alla passata edizione);
  • ISO/IEC 27017, con controlli e linee guida per l'implementazione da aggiungere alla ISO/IEC 27002 per i fornitori di servizi cloud: aggiornamento previsto per luglio 2026 (l'importanza di questa norma è chiara perché è richiesta da ACN e in alcuni bandi);
  • ISO/IEC 27701, con i requisiti per i sistemi di gestione per la privacy: pubblicazione prevista per fine settembre 2025 (ne ho già parlato in precedenza e ho già esposto le mie critiche);
  • ISO/IEC 27706, con le regole per gli organismi di certificazione ISO/IEC 27701: pubblicazione prevista per fine settembre 2025;
  • ISO/IEC 29151, con controlli e linee guida per la privacy: pubblicazione prevista per luglio 2026 (questa norma è più di interesse didattico che pratico, almeno in Italia).

In vigore il Data Act

Dal 12 settembre è applicabile il Data Act, ossia il Regolamento UE 2023/2854.

La questione è complessa, anche perché la norma è di difficile lettura. Indicativamente permette di potenziare l’economia dei dati e favorire un mercato più competitivo, rendendo i dati più accessibili e utilizzabili. Sono stabilite quindi responsabilità e misure per lo scambio di dati, incluse quelle contrattuali per evitare abusi e la portabilità tra fornitori di servizi cloud.

Cito dalla newsletter di Project:IN Avvocati: "la sua integrazione con le altre norme, come GDPR e AI Act, è chiara a livello teorico - la Commissione ha un piano globale - ma complessa a livello pratico: vedremo come, nella realtà del business dei dati, questa norma avrà un impatto". 

Le FAQ della Commissione: https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/library/commission-publishes-frequently-asked-questions-about-data-act.

mercoledì 17 settembre 2025

Privacy: necessario cancellare le e-mail dopo la cessazione del rapporto

Franco Vincenzo Ferrari mi ha segnalato il Provvedimento del 10 luglio 2025 [10162267]: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10162267.

Il Provvedimento ricorda, in sostanza, le "Linee Guida del Garante per posta elettronica ed internet" (https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1387522) e quindi che è opportuno procedere alla disattivazione dell’account di email e alla notifica ai mittenti di tale disattivazione e di indirizzi email alternativi.

Il Provvedimento non dice espressamente che la casella doveva essere cancellata immediatamente, ma lo sottintende dicendo, in sostanza, che le motivazioni addotte per non farlo non sono fondate. Infatti è interessante osservare che il titolare aveva detto di voler conservare le caselle di email per la possibile necessità di recuperare informazioni perché i documenti vanno posti in appositi archivi mentre "i messaggi di posta elettronica scambiati tramite le caselle di posta elettronica assegnate ai dipendenti, come noto, sono invece considerati, a tutti gli effetti, corrispondenza costituzionalmente tutelata".

Questo dell'uso dell'email come archivio aziendale è, lo sappiamo, ormai assodato, ma non posso che concordare con il Garante. Lo dico per questioni organizzative, posto che lasciare dati importanti nelle caselle di email personali vuol dire non averne il controllo.

lunedì 15 settembre 2025

Gli uomini possono fare tutto - Settembre 2025

Ho trovato questa citazione da una lettera di Italo Calvino da "L'Italia dei libri. L’editoria in dieci storie" di Tommaso Munari: "Gli uomini devono sapersi fare da mangiare, rifarsi il letto, spazzare la casa, senza aspettare che sia la mamma o la moglie che glielo fa; che finché il maschio italiano non impara questo, ..., sarà magari proletario, sarà magari intellettuale rivoluzionario, ma resterà sempre un piccolo sfruttatore".

 

giovedì 11 settembre 2025

Linee guida del Ministero per l'istruzione per l'uso dell'intelligenza artificiale

Ho ricevuto molte volte la notizia "Pubblicate le Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche – Allegato al DM n. 166 del 09/08/2025": https://www.mim.gov.it/web/guest/-/pubblicate-le-linee-guida-per-l-introduzione-dell-intelligenza-artificiale-nelle-istituzioni-scolastiche-allegato-al-dm-n-166-del-09-08-2025.

Sul MIM sono molto severo e già ne scrissi a luglio. Infatti, ben lontano dal dire "ben altro è il problema", dico che "ci sono anche altri problemi" molto più antichi, ma ignorati. Per esempio l'assenza di linee guida sugli alunni DSA e il fatto che le linee guida sugli alunni adottati sono sotto "Relazioni con il pubblico".

C'è anche il problema che le linee guida non sono raccolte in un'agile bacheca, ma vanno cercati solo nelle notizie.

Evidentemente, il MIM segue l'attualità, non la sua missione.

Sul punto delle linee guida, mi sembra che non dicano niente di più dell'IA Act (che a sua volta impone anche troppi obblighi, ma questa è un'altra storia).

L'assurdo è pensare che ciascun istituto scolastico abbia le competenze per poter fare quanto richiesto, a differenza del MIM, che potrebbe investire soldi in consulenze qualificate.

Il MIM non ha quindi messo a disposizione una guida pratica, ma si è limitato a riassumere le cose richiesta dall'AI Act (chissà se e quanto ha pagato dei consulenti...).

domenica 7 settembre 2025

Guida alla lettura delle specifiche di base NIS di ACN

ACN ha pubblicato il documento "Linee Guida NIS. Specifiche di base. Guida alla lettura": https://www.acn.gov.it/portale/nis/modalita-specifiche-base.

Non si tratta di un documento che specifica meglio le misure di base, come se fosse una ISO/IEC 27002 per i controlli di sicurezza. Come dice il titolo, è una guida alla lettura soprattutto alle parole chiave del documento.

Io pensavo che "sistemi rilevanti" fosse una traduzione scorretta di "relevant systems" e quindi andava interpretata come "sistemi pertinenti". Invece si tratta dei "sistemi più critici", se così posso dire.

Questo per dire che ognuno troverà qualche spunto per interpretare meglio, ma non certamente un manuale per capire meglio le misure (e io continuo a non capire quella che chiede di stabilire i livelli di servizio per valutare gli incidenti). Meglio così, visto che ogni tanto queste iniziative aggiungono requisiti e creano più confusione.

sabato 30 agosto 2025

Insicurezza dei browser e delle passkey

Marco Fabbrini mi ha segnalato questo articolo dal titolo "Forse le passkey non sono così sicure come sembrano": https://www.ilsoftware.it/forse-le-passkey-non-sono-cosi-sicure-come-sembrano/.

Il commento di Marco: "In effetti sono cose che sapevamo già....".

Come dargli torto? I browser sono molto insicuri e i meccanismi di sicurezza che si basano su di essi possono avere anch'essi problemi.

Un'IA ha cancellato per sbaglio un intero database aziendale

Segnalo questo articolo dal titolo "Un'IA ha cancellato per sbaglio un intero database aziendale": https://www.tomshw.it/hardware/piattaforma-ai-cancella-database-aziendale-per-errore-2025-07-21.

Ringrazio Carlo Venditto degli Idraulici della privacy per la segnalazione.

Se continuo così, sembra che sia un luddista dell'IA. Non è così: come tutti gli strumenti va usato con estrema prudenza e per quello che è giusto che faccia. E io mi occupo soprattutto di rischi e di questi scrivo.

venerdì 29 agosto 2025

Usare l'IA per la vita personale

Stefania Algerio degli Idraulici della privacy ha segnalato un articolo su La Repubblica dal titolo "Un uomo con problemi di pressione alta si rivolge a ChatGpt per chiedere consigli alimentari: ricoverato in ospedale per intossicazione da bromuro".  Non ho ritrovato il link all'articolo, ma ho trovato questo: https://tech.icrewplay.com/seguire-i-consigli-alimentari-di-chatgpt-psicosi/.

Che l'IA possa sbagliare è un dato di fatto. Preoccupa vedere che le persone si affidano più a un sistema generalista che a un professionista. Ho trovato anche articoli per me inquietanti:

Anche i professionisti possono sbagliare, ma si spera che lo facciano un po' meno, essendosi specializzati in una certa materia.

Sul perché le persone sono sempre più sospettose dei professionisti hanno scritto altri (in sintesi: l'eccesso di competenze crea timore e gli specialisti tendono a commiserare le persone che non hanno le loro competenze).

A maggio o giugno sul Corriere della Sera avevo letto un articolo di Gramellini su un caso di una ragazza che aveva chiesto aiuto a ChatGPT perché aveva un fidanzato violento e alla fine il problema non solo non fu risolto, ma la ragazza fu uccisa. Ho trovato questo articolo simile: https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/ma-questo-e-amore-tossico-ragazza-di-13-anni-chiedeva-aiuto-a-chatgpt-ora-lex-e-accusato-del-suo-omicidio/.

Tutto ciò dà da pensare. Io sono specializzato in ambito aziendale, ma penso che certe tendenze ci debbano interessare. Ho già sentito di esperienze di procedure e documenti fatti con l'IA. Bisogna pensare anche all'altra parte della medaglia.

Garante e non solo, ruolo, visibilità e rischi per l'innovazione

Giuseppe Alverone degli Idraulici della privacy ha segnalato questo post su LinkedIn di Giuseppe Corasaniti: https://www.linkedin.com/posts/giuseppe-corasaniti-95832515b_autoritaeqindipendenti-regolazione-innovazione-activity-7363435070356971522-rSjz.

In poche parole, critica l'eccesso di protagonismo mediatico del Garante e i rischi per l'innovazione.

E in effetti la situazione richiede una riflessione approfondita. Innanzi tutto, ripeto che a me, tutta questa regolamentazione, fa bene agli affari. Però qui si corre il rischio di curare troppo il paziente e perderlo.

Dovrei averlo già scritto: le entità legislative vogliono regolamentare e spesso esagerano (basti pensare all'AI Act, che introduce notevoli complessità in parte non necessarie, il Data act introduce altre cose relative alla privacy ma a parte; si pensi anche al pasticcio italiano su NIS2 e PSNC), le autorità di controllo in parte regolamentano (il Provvedimento sugli amministratori di sistema è l'esempio più chiaro di ciò possa essere fatto male; ma nei miei molti post ho dato evidenza delle critiche al Garante privacy e ad ACN) e in parte sanzionano (gli assurdi di questa estate del Garante, oltre che quelli relativi ai mitici metadati sono una dimostrazione di quanto ciò possa essere fatto in modo difficile da seguire), gli organismi di standardizzazione continuano a pubblicare standard (l'ultimo di cui ho avuto notizia è la ISO 56001 sull'innovazione, quasi un ossimoro), auditor e formatori e consulenti di tutti i tipi impongono loro modelli, ogni tanto non adeguati all'organizzazione e ogni tanto obsoleti (ho già scritto sui modelli di valutazione del rischio e su quelli di selezione dei fornitori, ma avrei innumerevoli esempi).

Tutto questo fa sì che le organizzazioni devono rincorrere la cosiddetta "compliance", in italiano "conformità", ma propriamente "condiscendenza" o "remissività", come dice la Treccani: https://www.treccani.it/vocabolario/compliance/. 

E infatti, remissivamente, molte spendono soldi ed energie per adeguarsi, spesso con l'approccio "non si sa mai", ossia facendo anche più di quanto richiesto perché tanti hanno paura di un'autorità inquisitoria (basti vedere quanti rallentano a 50 km/h quando sono presenti autovelox impostati a 70).

Capisco che l'Europa voglia regolamentare. Lo fa per impostazione filosofica, che tende a proteggere i cittadini, e di questo ne sono grato e non cambierei mai con gli Stati Uniti, tanto generosi nei media, tanto spietati nella realtà. Lo fa come strategia di mercato, sperando in qualche modo di rallentare l'invasione straniera.

Ma in tutto questo, almeno dal punto di vista informatico, nessuno ha sviluppato sistemi alternativi a quelli made in USA. L'ha fatto la Cina (non so più citare un articolo sul Corriere della Sera di fine luglio) e infatti si contrappone fieramente alle provocazioni di Trump, non l'ha fatto l'Europa che ha promosso l'industria 4.0, l'informatizzazione delle scuole (e lasciamo perdere le garanzie dove sono finite, con i giganti USA che ci sguazzano, oltre al modello educativo non ponderato) e... cosa? Alcuni Paesi hanno attuato facilitazioni per l'ingresso dei giganti USA. Ma queste sono strategie miopi.

Non lo dico perché voglio l'Europa (o l'Italia) ancora grandi perché penso alla superiorità dell'uomo europeo (che discende anche dal Neanderthal e quindi non avrebbe senso), ma perché il destino di un Paese colonizzato è quello di essere sfruttato e di deperire e non è quello che voglio per i miei figli.

Allora cosa fare? Non ne ho idea, ovviamente. So solo che, come minimo, su queste cose bisogna essere consapevoli.

Ecco, finalmente ho scritto più o meno quello che ha frullato in testa in questi mesi estivi.

Guida EDPB sui rischi degli LLM

Grazie a un post su LinkedIn di Giovanni Ciano (che conosco e ringrazio), segnalo che l'EDPB ha pubblicato un documento dal titolo "AI Privacy Risks & Mitigations Large Language Models (LLMs)": https://www.edpb.europa.eu/our-work-tools/our-documents/support-pool-experts-projects/ai-privacy-risks-mitigations-large_en.

Con le sue 102 pagine è un po' lungo e stavo temendo una vuota verbosità. Invece descrive sinteticamente cosa sono gli LLM e, per chi vuole correre, nelle pagine 29-32, 35-37 e 39-42 riporta i rischi e le azioni per provider (sviluppatori) e deployer (utilizzatori). Ci sono poi 3 esempi molto significativi.

Non l'ho letto per bene, ma dovrò farlo.

Specifiche per i VA-PT secondo DORA

Da un post su LinkedIn di Severiano Maria Moiso (che non conosco, ma ringrazio), inoltrato da Sergio Insalaco (che ugualmente non conosco, ma ugualmente ringrazio), segnalo che è stato pubblicato il Regolamento Delegato (UE) 2025/1190 sulle regole per i VA-PT secondo quanto previsto dal Regolamento DORA: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32025R1190.

Intanto una cosa interessante è che il Regolamento non usa il termine di "PT", ma "test di penetrazione guidati da minacce (threat-led penetration testing)" e usa la sigla "TLPT". La definizione si trova nel DORA: "un quadro che imita le tattiche, le tecniche e le procedure di attori reali della minaccia che sono percepiti come minaccia informatica autentica, che consente di eseguire un test dei sistemi di produzione attivi e critici dell’entità finanziaria in maniera controllata, mirata e basata sull’analisi della minaccia (red team)".

Il link al post di Sergio Insalaco: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7341571875870773248/.

A mio parere è interessante leggere le regole stabilite per la selezione del fornitore di PT, sulla composizione dei tester, sui rischi da valutare, per il processo.

mercoledì 27 agosto 2025

Alberghi, documenti di identità e l'approccio del "non si sa mai"

Dalla newsletter Project:IN Avvocati dell'11 agosto 2025 trovo una notizia interessante: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7360536866254729216/.

La notizia è ripresa da Wired e ha titolo "Hotel italiani, nel dark web in vendita migliaia di documenti di identità trafugati": https://www.wired.it/article/dark-web-documenti-identita-trafugati-hotel-italiani/.

Io che sono pigro, copio e incollo il commento della newsletter: "nei giorni scorsi sono emersi sul dark web (grazie al lavoro di CERT-AgID, come riporta Wired) database contenenti copie di documenti d’identità di tre hotel italiani. Al di là del breach, evidente e delicatissimo: ma perché queste strutture avevano e hanno in memoria i documenti, quando la normativa non lo impone e anzi lo vieta?".

Ho chiesto chiarimenti e Francesco Di Maio (uno degli avvocati dietro alla newsletter) mi ha risposto che "L'art. 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, più volte novellato, impone a tutti gli esercenti di strutture ricettive di comunicare giornalmente le generalità delle persone alloggiate, da effettuare oggi in via esclusiva attraverso un'applicazione telematica messa a disposizione dal Dipartimento della P.S., che non richiede né prevede alcun caricamento di immagine di documenti, ma solo dati ricavabili da essi, che devono essere inseriti a cura della struttura ricettiva. Va da sé che l'acquisizione di copie di documenti costituisce un trattamento eccedente e, come tale, deve essere valutato poiché non sorretto da alcuna base giuridica. Il manuale utente dell'applicazione è esplicativo https://alloggitiweb.poliziadistato.it/PortaleAlloggiati/SupManuali.aspx". 

Allora io ho generalizzato la questione pensando che questo dimostra l'approccio del "non si sa mai". Nel caso specifico, le strutture ricettive tenevano copie dei documenti per timore che le forze dell'ordine potessero chiedere prove delle comunicazioni effettuate.

Purtroppo l'atteggiamento "non si sa mai" è troppo diffuso. Lo vedo negli audit e lo vedo nell'applicazione della normativa e questo è un problema perché l'applicazione dei requisiti viene appesantita (quando già il requisito non è troppo pesante di suo). Relativamente agli standard, vedo che la loro adozione viene quindi percepita come un onere fastidioso e solo un lavoro paziente di alcuni consulenti e auditor guida le organizzazioni verso un'adozione pragmatica ed efficace degli standard. Dico "alcuni" e intendo "molti", purtroppo non "tutti".

Lo stesso approccio, ahinoi, riguarda anche la normativa e qui la situazione è più delicata, perché fare ricorso ha costi anche significativi e molti preferiscono fare anche cose inutili che correre il rischio di sanzioni. Qui dovremmo quindi ragionare sul ruolo delle autorità di vigilanza, che dovrebbero sì vigilare e, se il caso, anche sanzionare, ma anche accompagnare. Il ragionamento dovrebbe quindi essere esteso al bilanciamento tra regolamentazione e innovazione. Lo faccio in un altro post. 

Pubblicata la ISO/IEC 27018:2025

Grazie a un post di Fabrizio Cirilli su LinkedIn, segnalo che è stata pubblicata la SO/IEC 27018:2025 con titolo "Guidelines for protection of personally identifiable information (PII) in public clouds acting as PII processors": https://www.iso.org/standard/27018.

Si tratta della precedente versione del 2019 aggiornata per allineamento alla versione del 2022 della ISO/IEC 27002. In pochissime parole: non c'è nessun cambiamento significativo, ma ovviamente andrà prestata attenzione alle differenze per evitare pasticci.

Per chi non lo sapesse, la ISO/IEC 27018 aggiunge alla ISO/IEC 27002 i controlli di sicurezza dei dati personali, applicabili ai fornitori di servizi cloud pubblici. Questi controlli, per chi li volesse applicare, possono essere utilizzati anche per le certificazioni ISO/IEC 27001 e l’organizzazione certificata può avere sul certificato ISO/IEC 27001 una frase del tipo “Certificazione ISO/IEC 27001 con l’aggiunta dei controlli della ISO/IEC 27018”.

Per alcuni controlli già presenti nella ISO/IEC 27002, sono fornite linee guida per l’implementazione aggiuntive, specifiche per la sicurezza dei dati personali nell’ambito dei servizi cloud pubblici.

In questi ultimi anni, questa aggiunta è stata richiesta in molti contesti e in particolare per la Pubblica amministrazione. Purtroppo però la norma è stata interpretata in modo piuttosto fantasioso (per esempio con certificazioni dedicate o richiedendo di includere nel SOA anche le linee guida per l’implementazione aggiuntive), ma spero che l’ultima circolare Accredia in materia porti ordine.

martedì 26 agosto 2025

Microsoft usava programmatori cinesi per i sistemi della Difesa USA

Rimando a questo post di Bruce Schneier dal titolo "Another Supply Chain Vulnerability": https://www.schneier.com/blog/archives/2025/07/another-supply-chain-vulnerability.html.

In poche parole, Microsoft usava programmatori cinesi per i sistemi della Difesa USA. La Cina, ricordiamolo, per gli USA è un'avversaria potente nell'ambito dell'informatica. Allora Microsoft aveva previsto dei controlli da parte di personale USA, che però erano ex militari pagati al minimo e senza vere competenze di programmazione.

Ahinoi, per vincere una gara si fa quasi di tutto e per accettare il prezzo minimo si accetta quasi di tutto.

Ricordo ancora il mio amico che in campeggio ricordava ad alcuni: "hai voluto pagare poco la tenda, eh?".