venerdì 1 marzo 2013

Attacco al sito web del Tribunale di Milano


Sandro Sanna mi ha segnalato il giorno dopo l'accaduto del web defacing del sito del Tribunale di Milano il 15 febbraio:
-
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/02/16/Attacco-hacker-sito-tribunale-Milano_8259442.html

Volevo trasmettere la notizia solo perché io sono di Milano. In realtà, casi del genere capitano molto spesso e riguardano i soli siti web delle vittime: il minimo previsto quando si sviluppa un'architettura informatica è separare molto bene il server del sito web da quelli degli altri servizi; apparentemente, anche il Tribunale di Milano ha fatto così, anche se non ho trovato approfondimenti successivi il 17 febbraio.

C'è chi manifesta legalmente in piazza o su Internet e c'è anche chi manifesta illegalmente. Questa volta, facendo danni molto limitati e ottenendo un certo ritorno di immagine.

martedì 19 febbraio 2013

Google e privacy


Enzo Ascione di Intesa Sanpaolo, mi ha inviato questo articolo dal titolo "Google, Garanti Privacy Ue pronti ad azione repressiva":
-
http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/19711_google-garanti-privacy-ue-pronti-ad-azione-repressiva.htm

Io continuo a temere questi fornitori di servizi, come ho già avuto modo di dire:
-
http://blog.cesaregallotti.it/2013/01/google-le-password-e-i-token.html
- http://blog.cesaregallotti.it/2013/01/accordi-con-i-servizi-esterni-cloud-e.html

Errori di configurazione del Cisco IOS


Sul Clusit Group di LinkedIn, Aldo Ceccarelli ha segnalato un link ad un articolo dal titolo "Top 10 Cisco IOS Configuration Mistakes":
-
http://www.petri.co.il/cisco-ios-configuration-mistakes.htm <http://www.petri.co.il/cisco-ios-configuration-mistakes.htm>

Capisco che la configurazione di un firewall non è materia per principianti, ma mi chiedo come si possa immettere sul mercato (e vendere a caro prezzo) prodotti che hanno meccanismi che non richiedono la conferma della password, Telnet di default al posto di SSH, parametri di sicurezza SNMP minimali.

E dire che poco fa mi lamentavo della poca professionalità di troppi sviluppatori!

Voglio sperare che l'articolo si riferisca a prodotti ormai obsoleti.

Privacy e AdS applicativi - Parte 2


Dopo l'articolo dal titolo "Privacy e AdS applicativi" in cui si riportavano le parole (verbali) di un rappresentante dell'ufficio del Garante in merito alle utenze applicative con poteri di amministrazione, Massimo Cottafavi di Reply mi ha segnalato un problema di interpretazione.

Come sappiamo, il Provvedimento sugli amministratori di sistema era seguito da delle FAQ. La FAQ 22 dà ragione all'interpretazione riportata:
- D: È corretto affermare che l'accesso a livello applicativo non rientri nel perimetro degli adeguamenti, in quanto l'accesso a una applicazione informatica è regolato tramite profili autorizzativi che disciplinano per tutti gli utenti i trattamenti consentiti sui dati?
- R: Si. L'accesso applicativo non è compreso tra le caratteristiche tipiche dell'amministratore di sistema

Evidentemente, visto che si tratta di un allegato al provvedimento sugli amministratori di sistema, è lecito esplicitare ulteriormente così: "L'accesso applicativo, *anche di power user*, non è compreso tra le caratteristiche tipiche dell'amministratore di sistema".

Però Max fa notare che questo è smentito dalla FAQ 1: "l'amministratore di sistema è assunto quale figura professionale dedicata alla gestione e alla manutenzione di impianti di elaborazione con cui vengano effettuati trattamenti di dati personali, compresi [...] i sistemi software complessi quali i sistemi ERP (Enterprise resource planning) utilizzati in grandi aziende e organizzazioni".

Quando un'applicazione diventa complessa e quindi i suoi AdS sono da considerare AdS? Se un power user pasticcia con le utenze di un sistema Zucchetti per medie imprese non viene registrato, mentre quello del SAP sì?

I dubbi permangono, quindi.

L'articolo precedente:
-
http://blog.cesaregallotti.it/2013/02/privacy-e-ads-applicativi.html

Innovazione digitale (un caso pratico)


A pochi interesserà sapere che sono stato nominato Presidente di un seggio per le elezioni del 24 e 25 febbraio (a qualcuno in più interesserà sapere quanto si guadagna; non lo so; so che nel 2011, per 3 consultazioni e un totale di 7,5 giornate di lavoro ho guadagnato 340 Euro).

Fino al 2011, il Presidente di seggo riceveva una copia delle "Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione" almeno una settimana prima dell'inizio dei lavori, in modo che potesse prepararsi e garantire la speditezza delle operazioni.

Quest'anno non mi è arrivato nulla; ho telefonato all'Ufficio elettorale e mi hanno risposto che ora le istruzioni non sono più distribuite con anticipo (immagino per risparmiare sui lavori dei messi comunali): posso scaricarle dal sito del Ministero degli Interni.

Credo di essere un caso che si trova a metà tra quelli che ci erano arrivati da soli (magari con Google) e quelli che si presenteranno ai seggi senza un minimo di preparazione (i Presidenti che non hanno mai fatto questo mestiere) o senza quel poco ma necessario ripasso (i Presidenti con esperienza) utili a garantire l'auspicata speditezza delle operazioni.

Tutto questo per dire che questa piccola storia mi ha permesso di ripassare una nota, ma spesso dimenticata, lezione: "prima di introdurre innovazioni, è necessario istruire gli utenti per tempo".

Un'altra lezione che ho ripassato: il termine "istruire" non implica presentazioni in Powerpoint o filmati o grossi manuali o chissà che altro; nel caso specifico bastavano due righe sottolineate sulla lettera di nomina ("Il Presidente può consultare le Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione disponibili sul sito xxx").

Backdoor (sui prodotti Barracuda)


La notizia è ormai vecchia di un mese, ma la riporto brevemente: diversi prodotti della Barracuda Network (firewall, VPN, filtri antispam) hanno una backdoor non documentata che permette l'accesso a degli apparati da remoto.

Questo è l'articolo segnalato da Crypto-Gram (ma ce ne sono molti altri):
-
http://arstechnica.com/security/2013/01/secret-backdoors-found-in-firewall-vpn-gear-from-barracuda-networks/

Non sorprendiamoci troppo: basta andare in quasi qualunque reparto IT per vedere come la mentalità dell'artigiano (contrapposto, mi si perdoni, al "professionista") sia prevalente e come l'unica e sola guida sia il fatturato trimestrale.

giovedì 14 febbraio 2013

Furto di dati aziendali


Claudio Nasti di Chantecler mi ha segnalato questo interessante articolo dal titolo "Dati aziendali, sottrarli non è ritenuto sbagliato":
-
http://www.lineaedp.it/articolo/0000095971/30/8/Dati_aziendali_sottrarli_non_e_ritenuto_sbagliato.html#.UR1ChvJdCSp

Ecco alcuni dati di un recente studio di Symantec: il 50% dei dipendenti che lasciano un'azienda si copiano i dati dell'azienda stessa e, nel 40% dei casi, prevede di riutilizzarli dal suo nuovo datore di lavoro; solo il 38% dei dipendenti afferma che il loro manager vede la protezione dei dati come una priorità di business.

Brevissimo articolo che vale la pena di leggere (a patto di ricordarsi che, in questo contesto, IP non è l'Internet protocol, ma la intellectual property; cosa che non ho fatto ad una prima lettura).

Confesso che non sono un innocente. Ma mi è anche accaduto (ormai millenni or sono) di trovare qualcuno che mi chiedesse se potevo passargli documenti di un mio precedente datore di lavoro o di un mio ex cliente. Come se ormai fossero documenti pubblici. Ovviamente mi sono rifiutato. Ma la cosa fa pensare.

Per chi volesse approfondire il tema da un punto di vista legale, suggerisco di partire da Legge 633/1941 sul Diritto d'autore, Dlgs 30/2005 sulla proprietà industriale e CCNL.

venerdì 8 febbraio 2013

Quaderno su vulnerability assessment e penetration test


Isaca Venice Chapter ha pubblicato il suo primo quaderno dal titolo "Vulnerability Assessment e Penetration Test - Linee guida per l'utente di verifiche di terze parti sulla sicurezza ICT":
- http://www.isaca.org/chapters5/Venice/NewsandAnnouncements/Pages/Page1.aspx 

Ritengo sia un documento interessante perché ricorda una serie di argomenti che non sempre sono chiari ai responsabili di sicurezza informatica:
- differenza tra VA e PT
- normativa applicabile
- metodologie e tipi di PT
- requisiti per commissionare un PT
- schema di contratto

Una piccola e probabilmente inutile critica: troppa focalizzazione sui PT (i VA, ad un certo punto, sono quasi dimenticati).

Ringrazio Daniela Quetti di DFA per la segnalazione.

lunedì 4 febbraio 2013

Legge 4/2013 sulle "professioni non organizzate"


E' stata pubblicata la Legge 4/2013 dal titolo "Disposizioni in materia di professioni non organizzate".

Essa riguarda "l'attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale [...]" con l'esclusione delle professioni già regolamentate in ordini e collegi (avvocati, ingegneri, eccetera). Insomma, riguarda l'attività di consulenti, auditor e formatori in molte discipline.

La Legge prevede che "La professione e' esercitata in forma individuale, in forma associata, societaria, cooperativa o nella forma del lavoro dipendente".

All'articolo 2 sono regolamentate le associazioni professionali (codici deontologici, promozione della formazione permanente, sportello per fornire informazioni ai cittadini e utenti, eccetera). L'elenco delle associazioni che si auto-certificano come conformi alla Legge 4/2013 sarà disponibile sul sito del Ministero dello sviluppo economico.

Agli articoli 4 e 5 sono forniti ulteriori requisiti per le associazioni professionali, il primo delle quali riguarda la pubblicazione delle norme e regolamenti, inclusi, se pertinenti, quelli relativi al riconoscimento delle competenze dei propri associati, che le governano. E' anche consigliata, ma non obbligatoria, la certificazione ISO 9001 per le associazioni.

Ritengo che l'articolo 6 sia importante: "promuove l'autoregolamentazione volontaria" basata su norme tecniche "UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI". Sarà a questo punto importante (vedere anche l'articolo 9) quali saranno queste "norme tecniche UNI definite per ciascuna professione" per le quali un organismo di certificazione potrà rilasciare una certificazione: spero non si tratti della ISO 9001, visto che nei casi di singoli professionisti la sua applicazione sarebbe quanto meno discutibile.

Anche gli articoli 7 e 8 sono importanti perché specificano come un'associazione può rilasciare attestazioni relative alle competenze dei propri partecipanti.

Concludo dicendo che questa norma è importante. Forse qualche punto mi è ancora oscuro, ma sarà certamente chiarito con la sua applicazione.

Ho avuto notizia di questa Legge (ma senza il suo riferimento numerico!) dal CEPAS:
-
http://www.cepas.it/legge_professioni.asp

Segnalo anche il link dal sito di Accredia:
-
http://www.accredia.it/news_detail.jsp?ID_NEWS=1133&areaNews=95>emplate=default.jsp

La norma non è ancora disponibile su www.normattiva.it, ma è reperibile sulla Gazzetta Ufficiale 22 del 26 gennaio 2013 (http://www.gazzettaufficiale.it)

venerdì 1 febbraio 2013

Privacy e AdS applicativi


Con il mio lettore Matteo Bonfanti di Lutech ho scambiato qualche opinione sul come considerare gli utenti di un'applicazione con privilegi speciali, principalmente quelli di gestione delle utenze.

Nel dubbio, Matteo Bonfanti ha contattato l'Ufficio del Garante dal quale ha ricevuto la risposta: "il Provvedimento del 27 novembre 2008 non riguarda gli utenti applicativi anche se questi hanno privilegi speciali, a meno che non possano agire direttamente sullo schema del database".

Prendo atto e lo ringrazio molto

Occupandomi anche di sicurezza delle informazioni oltre alla privacy, rimango sempre nel dubbio che:
- elencare tali AdS non dovrebbe essere un problema,
- garantire la loro esperienza, capacità e affidabilità non dovrebbe essere un problema,
- l'applicazione dovrebbe registrare le azioni di tali AdS (anche se ci sono applicazioni che ahimé non lo fanno)
- i log non dovrebbero essere accessibili in scrittura agli AdS applicativi, ma solo a quelli sistemistici

Purtroppo ci sono applicazioni che non generano log e, ogni volta che le vedo, continuo a stupirmi.

lunedì 28 gennaio 2013

Google, le password e i token


La notizia sta circolando: Google sta studiando un metodo per sostituire il meccanismo di identificazione e autenticazione degli utenti basato sulla sola coppia userid e password.

Sandro Sanna mi ha segnalato un articolo che ho trovato chiaro e completo:
-
http://bits.blogs.nytimes.com/2013/01/17/critical-infrastructure-systems-seen-as-vulnerable-to-attack/?src=rechp

Segnalo anche due articoli ripresi dalla newsletter SANS NewsBytes:
-
https://www.computerworld.com/s/article/9235971/Google_sees_one_password_ring_to_rule_them_all?taxonomyId=17
- http://www.wired.com/wiredenterprise/2013/01/google-password/?cid=5394044

Da una parte, Google sta intraprendendo una bella iniziativa che potrà educare tutti gli utenti all'uso di meccanismi un po' più complessi ma più sicuri (da buon cittadino, trovo interessanti i film americani in cui gli abitanti di alcuni paesi non chiudono la porta a chiave, gesto per me consueto e banale).

Dall'altra parte, non posso fare a meno di notare che il meccanismo si baserebbe inizialmente su chiavi USB e Chrome, ricordandomi la guerra tra Google e Apple e il sospetto che ambedue vogliano tutti i nostri dati personali e che l'invio di un token a casa renderebbe ancora più sicura l'identificazione dell'utente e dell'autenticità dei suoi dati.

Ho il dubbio di star diventando paranoico...

Sistemi delle infrastrutture critiche


Le notizie sui sistemi IT delle infrastrutture critiche e non informatiche (soprattutto distributori d'acqua, elettricità, combustibile, energia) stanno aumentando. In parte perché questi mercati sono un obiettivo ancora non completamente presidiato da chi si occupa di sicurezza ("cherchez l'argent", mi viene da parafrasare), in parte perché le notizie di attacchi a questi sistemi (il più famoso è Stuxnet) hanno evidenziato le carenze presenti in questi sistemi.

Uno degli ultimi articoli l'ho trovato segnalato dalla newsletter SANS NewsBites e ha titolo "Critical Infrastructure Systems Seen as Vulnerable to Attack".

La notizia sconcertante è che il 91% degli attacchi inizia con una e-mail con allegato codice nocivo. Un esperimento condotto da una società di consulenza ha dimostrato che il 26% dei destinatari ha aperto l'allegato (su un campione di 70 persone, come viene onestamente dichiarato). Altro dato interessante: molti attacchi sono condotti dopo una breve ricerca su LinkedIn per creare e-mail fasulle il cui (falso) mittente è un contatto del destinatario.

Ho avuto modo di vedere aziende in cui i sistemi di controllo sono su una rete indipendente da quella utilizzata per lo scambio di e-mail e la navigazione sul web; ho visto aziende in cui i computer del personale sono bloccati rispetto a qualsiasi installazione di nuovo software; ho visto aziende in cui quasi tutti gli allegati alle e-mail sono sono bloccati così come le porte USB; ho visto aziende in cui il personale può ricevere e-mail solo su computer specifici. Ho visto cose che certi umani non possono immaginare, eppure dimostrano che non è tecnologicamente difficile fare sicurezza nei settori critici. Molti sono però frenati dal fatto che il personale potrebbe risentirsene. Forse, una maggiore consapevolezza del fatto che si lavora in settori critici potrebbe aiutare.

L'articolo:
-
http://bits.blogs.nytimes.com/2013/01/17/critical-infrastructure-systems-seen-as-vulnerable-to-attack/?src=rechp

Governo e sicurezza informatica


Sandro Sanna mi ha segnalato questa comunicazione del Governo italiano: è stato firmato il decreto per dotarsi della prima definizione di un'architettura di sicurezza cibernetica nazionale e di protezione delle infrastrutture critiche. Si parla di "un'architettura istituzionale che assicuri coerenza d'azione per ridurre le vulnerabilità dello spazio cibernetico, accrescere le capacità d'individuazione della minaccia e di prevenzione dei rischi e aumentare quelle di risposta coordinata in situazioni di crisi":
- http://www.governo.it/Presidenza/Comunicati/dettaglio.asp?d=70337

Il Decreto sarà pubblicato prossimamente in Gazzetta Ufficiale.

Confesso che non ho capito se si tratta del CERT nazionale previsto dall'Agenda digitale europea e di cui avevo scritto a dicembre:
-
http://blog.cesaregallotti.it/2012/12/cert-italia.html

Non rimane altro che osservare.

venerdì 18 gennaio 2013

Alla sicurezza non sfugge (quasi) niente


Enzo Ascione di Intesa Sanpaolo mi ha segnalato questa interessante notizia:
-
http://www.corriere.it/tecnologia/13_gennaio_17/softwerista-assenteista-lavoro-marchetti_5ff3373e-60b1-11e2-bd7d-debf946ea0b6.shtml

In poche parole: un programmatore, dipendente di un'azienda e con contratto di telelavoro, aveva in realtà subappaltato la propria attività ad un'azienda cinese. Nel tempo libero si dedicava al proprio hobby.

Enzo, ironicamente, dice "Beh però almeno il lavoro veniva fatto, no?".

L'articolo non fornisce indicazioni utili per capire a quali dati il programmatore aveva dato accesso a dei fornitori non autorizzati.

giovedì 17 gennaio 2013

Accordi con i servizi esterni (cloud e social network)


Nella newsletter Crypto-Gram di Bruce Schneier del 15 gennaio 2013 c'è un interessante articolo sugli accordi (terms of service) stipulati con servizi cloud e social network:
-
https://www.schneier.com/blog/archives/2012/12/terms_of_servic.html

Per capire meglio, vi segnalo questo articolo in italiano:
-
http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/12/18/news/instagram_le_foto_diventano_pubblicit_la_mano_di_facebook_sulla_nuova_privacy-49014541/

Cosa è successo: Facebook ha acquistato a metà 2012 la società Instagram che fornisce dei servizi di archiviazione foto. A dicembre 2012 è stato emesso un nuovo accordo con gli utenti che, in definitiva, lascia alla società molti più diritti su quanto archiviato dagli utenti rispetto all'accordo inizialmente sottoscritto. Questo ha scatenato molte proteste.

Bruce Schneier ha esteso la sua analisi anche al servizio cloud Prezi.

Ovviamente, le riflessioni sono 2:
- qualcuno ha letto con attenzione l'accordo sottoscritto con il fornitore del servizio?
- questo accordo può essere tale per cui in futuro esso possa essere modificato unilateralmente e senza preavviso?

E poi mi si chiede perché non voglio sincronizzare il mio cellulare con i contatti e l'agenda Google...

mercoledì 16 gennaio 2013

Ottobre rosso


Credo che il prossimo attacco di cui si parlerà tanto tanto sarà "Ottobre rosso".

Dall'articolo non ho capito come è stato possibile infettare le macchine; si capisce come l'attaccante sia riuscito a propagare l'attacco, ma non come sia riuscito a trovare la prima vittima. Eppure, sarebbe molto interessante.

L'analisi del Kaspersky Lab:
-
https://www.securelist.com/en/blog/785/The_Red_October_Campaign_An_Advanced_Cyber_Espionage_Network_Targeting_Diplomatic_and_Government_Agencies

martedì 15 gennaio 2013

Attacchi DDOS come "libera espressione"?


Sul gruppo "Clusit" su LinkedIn è stato pubblicato un post di Aldo Ceccarelli che segnala un articolo di Information Security News dal titolo "Anonymous chiede al governo Usa di riconoscere gli attacchi come libera espressione":
-
http://www.informationsecuritynews.it/news/anonymous-chiede-al-governo-usa-di-riconoscere-gli-attacchi-come-libera-espressione

In sostanza, Anonymous dice che un attacco DDOS che blocca l'accesso a dei sistemi IT è equiparabile ad una manifestazione di piazza che blocca l'accesso agli edifici. Ma non è un reato anche quello?

VERA 3.1


Gianluca Stretti mi ha segnalato un errore nelle istruzioni del VERA 3.0 italiano. In particolare, nelle istruzioni si diceva di dare valore 3 ad un controllo debole e valore 1 ad un controllo robusto. Il calcolo, però, prevedeva l'inversione di tali valori.

Bizzarro: nessuno l'aveva mai segnalato, eppure so per certo che qualcuno lo usa. Evidentemente, lo strumento è più intuitivo di quanto pensassi.

Ringrazio comunque Gianluca (che non conosco) per la segnalazione.

ISO 22313:2012 - Business continuity management systems - Guidance


Franco Ferrari del DNV Italia mi ha segnalato la pubblicazione, al 15 dicembre 2012, della ISO 22313 "Societal security — Business continuity management systems — Guidance". Si tratta della linea guida che accompagna la ISO 22301 (non capisco perché non l'abbiano numerata come ISO 22302, ma forse non è importante).

Si tratta di un documento di 58 pagine e costa 154 CHF (circa 125 Euro). L'ho sfogliato molto rapidamente e mi sembra ci siano diversi spunti interessanti, in particolare nel capitolo in cui si tratta dei requisiti per le risorse (persone, informazioni e dati, sedi e infrastrutture associate, apparecchiature e strumentazione, sistemi ICT, trasporti, liquidità economica, fornitori) e per le procedure (gestione operativa e strategica degli incidenti, comunicazione, sicurezza delle persone, continuità, ripristino dei sistemi ICT, ripristino delle attività).

Continuo però a pensare che sia preferibile lo studio della NIST SP800-34: 149 pagine gratuite, pubblicate da un prestigioso ente statunitense e con l'efficace stile che contraddistingue i manuali pubblicati negli USA.

Commenti sulla revisione della ISO/IEC 27001


Fabrizio Monteleone del DNV Italia, oltre ad essere mio amico, ha una grande esperienza di audit ISO/IEC 27001. A fronte delle mie segnalazioni sulla futura ISO/IEC 27001 ha fatto qualche commento che riporto di seguito.

1- Riguardo la 27001 suggerirei, anche se ciò non è possibile, di promuovere la revisione dell'Annex A con i controlli a livello annuale o biennale al massimo: stiamo parlando di IT cioè di un mondo che evolve talmente in fretta, che i controlli da mettere in campo dovrebbero essere riesaminati per capire se in grado di accogliere quanto succede. Inoltre, anche la lista minacce e vulnerabilità dovrebbe essere sempre aggiornata dalle imprese; ma quanti la aggiornano? Se non spinti da uno standard, non lo farebbero mai.

2- Sull'analisi dei rischi, nel tempo ho visto si sono fatti strada alcuni metodi più o meno accettabilmente applicati (per lo meno, per il primo audit...). Dopo 7 anni siamo arrivati a che ci sia un livello di competenze accettabile. Ora, con il cambiamento delle carte, abbiamo dei rischi di confusione e di nuovi "esperti" che esperti non sono.

3- Per quanto riguarda l'impegno della direzione, purtroppo è vero che la Direzione è spesso latitante e non partecipa all'analisi e valutazione dei rischi.

4- Sul fatto che le linee guida siano linee e basta mi trovi in accordo. Dovrebbero essere in numero inferiore (quindi meno soldi) e solo tecniche (gli esempi sulle misure sono indecenti).

5- Per il resto, giustamente, se l'auditor fa l'auditor, i problemi sono dell'azienda o vogliamo che tra il valore aggiunto chiesto all'auditor ci sia quello di fare il consulente? La realtà è che le aziende se lo aspettano, visto che pagano...