giovedì 30 aprile 2026

Incontro ACN e Clusit

Il 29 aprile c'è stato l'incontro "NIS2, dalle misure di base alla categorizzazione: guida ai prossimi passi del percorso di adeguamento", organizzato dal Clusit e con Maria Antonia Rizzi, Capo Servizio Regolazione dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

Marco Gemo mi ha fatto un ottimo riassunto. Io riporto i punti a mio parere più caldi e mi astengo quanto possibile da fare commenti.

*Primo argomento: categorizzazione.

Sappiamo che la determina del 9 aprile 2026 ha introdotto il modello di categorizzazione. Il modello identifica 10 macroaree tecniche. Per semplificare l'adempimento, l'ACN ha suggerito categorie di rilevanza preassegnate, ma il soggetto ha la facoltà di modificarle basandosi sulla propria Business Impact Analysis (BIA). È fondamentale menzionare l'introduzione della "macroarea residua", pensata per accogliere servizi specifici non mappati nelle categorie standard. Qualora il soggetto decida di declassare o elevare una categoria, deve conservare internamente i razionali logici della scelta per eventuali ispezioni future.

I livelli di classificazione sono 4. Le specifiche tecniche di base (quelle con scadenza ottobre 2026) rappresentano quelle per i livelli L1 (Minimo) e L2 (Basso).

Per le misure per i livelli Medio (L3) e Alto (L4), dette anche "a lungo termine", l'ACN pubblicherà il progetto di norma tecnica entro fine ottobre 2026, permettendo alle aziende di visionare i requisiti in tempo per l'allocazione dei budget 2027.

*Secondo argomento: notifica degli incidenti

Ha ribadito l'importanza della notifica degli incidenti (che vanno notificati entro le 24 ore dalla rilevazione, non dall'occorrenza!). L'importante non è l'accuratezza immediata della qualificazione del fatto, ma la tempestività della segnalazione una volta che l'evento è riconducibile a una perdita di integrità, disponibilità o riservatezza.

Per quanto riguarda i parametri di soglia per categorizzare gli incidenti (chiamati anche questi "SLA"), non devono coincidere necessariamente con gli SLA contrattuali o con i parametri di business continuity (RTO e RPO). Questi richiesti per la NIS devono permettere di stabilire quando una violazione è un incidente "rilevante" ai fini NIS. Formalizzare queste soglie internamente è l'unico modo per giustificare l'assenza di una notifica in sede di audit.

*Terzo argomento: mappatura dei fornitori rilevanti

[Ricordo che, per la determina del 13 aprile 2026, i fornitori da mappare sono di due tipi: quelli informatici (punti 8 e 9 dell'Allegato I del decreto NIS) e quelli non fungibili].

Un fornitore è "rilevante" in ambito informatico se la sua assenza impedisce l'erogazione del servizio NIS. In caso di acquisto tramite rivenditore, se la manutenzione e il supporto sono operati direttamente dal produttore, il soggetto deve listare il produttore.

Un fornitore può essere escluso se esiste fungibilità concreta (linee duplicate e attive) o astratta (clausole contrattuali che garantiscono il risultato tramite terzi).

La mappatura potrebbe rilevare impese (per esempio fornitori di servizi SOC) che avrebbero dovuto registrarsi come soggetti NIS. Si raccomanda quindi di registrarsi, se ricorrono le condizioni, ed evitare sanzioni. La mappatura potrebbe anche rilevare imprese che correttamente non dovevano registrarsi come soggetti NIS, ma potrebbero risultare "fornitori sistemici" ed essere attirati nel perimetro NIS 2 dall'ACN ai sensi dell'Articolo 3, comma 13, qualora gestiscano un numero critico di soggetti NIS.

*Quarto argomento: audit e certificazioni

Attualmente non esistono soggetti terzi autorizzati da ACN per audit o certificazioni NIS 2. Quindi diffidare di chi spaccia come tale.

L'Agenzia sta valutando la creazione di schemi per auditor qualificati (modello spagnolo), ma questo percorso non si concluderà prima della fine del 2027. La vigilanza preventiva inizierà solo dopo l'emanazione del DPCM sui poteri di esecuzione.

mercoledì 29 aprile 2026

Privacy filter di Open AI

Copio un messaggio di Renato Gambella, Idraulico della privacy, e lo ringrazio.

OpenAI ha rilasciato Privacy Filter, un modello aperto e gratuito pensato per individuare e mascherare dati personali o riservati nei testi. L’obiettivo è permettere a professionisti e aziende di preparare documenti “ripuliti” prima di usarli con modelli AI in cloud, come ChatGPT o altri servizi simili. Il rilascio è confermato dalla pagina ufficiale OpenAI: https://openai.com/index/introducing-openai-privacy-filter/.

La cosa importante è che Privacy Filter lavora in locale, cioè sul computer o sul server dell’utente. Questo significa che il documento originale non deve essere inviato subito a un servizio esterno per essere anonimizzato. Prima viene trattato internamente, poi eventualmente viene caricato su un sistema AI cloud in una versione con meno dati identificativi.

La pagina web riporta le pagine Hugging Face e Github per scaricare il prodotto.

Nota mia (Cesare): non l'ho provato, quindi aspetto eventuali commenti.

martedì 28 aprile 2026

IT-Grundschutz 2022

Un mio lettore (Alessandro Savino, che ringrazio) mi ha chiesto se il VERA usa le minacce dell'IT-Grundschutz del BSI (quello tedesco, non quello britannico). La risposta è no, ma ci ho ritrovato qualche cosa. 

In effetti, l'avevo letto tra il 1999 e il 2001 (era su pergamena) e forse qualcosa mi è rimasto appiccicato. Il difetto che trovai allora e ritrovo adesso è l'eccessiva lunghezza. Salvifica per il principiante che ero, spaventosa per l'informato che sono. 

Ad ogni modo, l'ultima edizione è quella del 2022 e la versione in inglese si trova qui: https://www.bsi.bund.de/EN/Themen/Unternehmen-und-Organisationen/Standards-und-Zertifizierung/IT-Grundschutz/it-grundschutz_node.html

 Il malloppo di quasi 1.000 pagine con credo 47 minacce e tanti controlli di sicurezza è il "IT-Grundschutz Compendium Edition 2022".

lunedì 27 aprile 2026

NIS e categorizzazione attività per ACN

ACN ha pubblicato la determinazione che richiede ai soggetti NIS di elencare le proprie attività e servizi: https://www.acn.gov.it/portale/w/nis-pubblicate-le-modalita-per-l-elencazione-e-la-categorizzazione-delle-attivita-e-dei-servizi.

La Determinazione è accompagnata da Linee guida e da due allegati e si trovano nella pagina che ho citato sopra, oltre alla pagina generale sulla normativa NIS (https://www.acn.gov.it/portale/nis/la-normativa) e alla pagina dedicata alla categorizzazione (https://www.acn.gov.it/portale/nis/categorizzazione).

In sostanza, ACN ha identificato 10 marco-aree organizzative comuni a tutte le organizzazioni e un loro livello di impatto ("Categoria di rilevanza"). Le organizzazioni, se ho capito bene, nella pagina di registrazione per i soggetti NIS, dovranno quindi riportare quali di queste aree ne fanno parte e il loro livello di impatto.

Se poi una o più di queste aree va suddivisa in più sottoaree (per esempio, conosco un'azienda che produce tappi e tapparelle, quindi con due linee di "Produzione di beni e servizi"), questo va riportato in un documento interno (che chiamano Business Impact Analysis o BIA), con il livello di rischio di ciascuna.

Non forniscono linee guida per assegnare i livelli di impatto (minimo, basso, medio, alto) e questo mi sembra curioso.

Continuo a rimanere perplesso di fronte a queste continue richieste da ACN per molti motivi: la moltiplicazione delle scadenze, la mancanza di un canale di allerta che non sia il sito web, la raccolta di informazioni che neanche il SISDE e il SISMI, la prospettata pubblicazione di misure minime alla faccia dell'accountability. Tutte cose che già ho detto in precedenza e quindi ci evito la ripetizione dei dettagli.

NB: non sono sicuro di aver capito benissimo il tutto. Se qualcuno avrà modo di migliorare o correggere la mia descrizione, ben venga.

domenica 26 aprile 2026

Bozze standard ETSI per CRA

Per il CRA è necessario assicurare determinate misure di sicurezza per i "prodotti con elementi digitali".

Se queste misure sono riportate da "norme armonizzate", si presume la loro adeguatezza. Sono quindi in fase di sviluppo le norme della serie EN 40000 per le misure "orizzontali", ossia comuni a tutti i prodotti, e, se ho capito bene, applicabili ai prodotti "standard" (ossia non quelli "importanti" e "critici" elencati dal CRA stesso).

Ho scoperto che la ETSI sta sviluppando degli standard "verticali" per i prodotti "importanti". Ho trovato una lista qui: https://approve-it.net/eu-etsi-releases-draft-cybersecurity-standards/, con anche il link ad alcune bozze.

Già che ci sono: il CRA riporta le categorie di prodotti "importanti" e "critici", ma la CE ha preparato anche il Regolamento di esecuzione 2025/2392 con la descrizione dettagliata di tali categorie, utile a capire meglio se un prodotto è incluso o meno (ma so già che i casi limite saranno tantissimi e oggetti di discussioni): https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32025R2392.

domenica 19 aprile 2026

Gli uomini possono fare tutto - Aprile 2026

Questo mese volevo raccontare di come uomini e donne possono fare tutto. Così un giorno ho potuto posticipare un incontro con un cliente per poter accompagnare un figlio a una visita medica programmata (ma non avevo programmato l'indisponibilità dei nonni) e mia moglie, un altro giorno in cui era a lavorare a casa mentre io ero fuori Milano, ha potuto accompagnare al pronto soccorso lo stesso figlio che si era lussato una spalla (primo grado, 2 settimane con il tutore).  

Invece ho fatto una riflessione e volevo renderla pubblica.  

Ho un figlio che gioca a calcio a 7 all'oratorio. La squadra è la Juvenilia. Il gruppo degli allenatori (quasi tutti padri di ragazzi che giocano) ha organizzato un incontro con un esperto per parlare di motivazione, crescita, rafforzamento del gruppo e altre cose che non riguardano il calcio giocato.  

Sono riuscito a intrufolarmi ed è stata un'esperienza interessantissima. L'esperto ci ha raccontato come funziona la capacità di apprendimento dei bambini e ragazzi dai 5 ai 15 anni e quali strategie seguire per allenarli. Cose come: dare loro riscontri immediati e positivi, dare loro poche regole, chiare e ripetute, correggere il comportamento e non l’identità, mantenere un clima giocoso, non puntare sui risultati ma farli sentire capaci, farli riflettere sulle cose che funzionano e non funzionano (non sugli errori!), lasciarli sbagliare perché così poi imparano.  

Ci ha anche portato l'esempio di come sono seguiti i settori giovanili di alcune squadre oggi rilevantissime a livello europeo (Barcellona, Monaco, Bilbao, Eindhoven, altre squadre norvegesi), dove mischiano i più bravi con i meno bravi, non fanno competizioni o classifiche fino a quando i ragazzi hanno 13 anni, promuovono più esperienze. Ci ha raccomandato il libro di Carol S. Dweck (Mindset. Cambiare forma mentis per raggiungere il successo).  

E io ho pensato che molte di queste cose le conoscevo già perché le avevo studiate per affrontare le difficoltà dei miei figli.  

Ed ecco qui la riflessione: tutte le cose che ho studiato per superare le difficoltà sono le stesse che servono per raggiungere l'eccellenza. Sdeng.  

Viene, ovviamente da pensare a come certi nostri atteggiamenti sulla scuola e sullo sport (richiedere la prestazione, volere i voti alti, segnalare gli errori, richiamare sempre i ragazzi, sottoporli a studi e allenamenti frequenti, eccetera) non solo non vanno bene per i ragazzi con difficoltà (e da qui possiamo trovare una risposta sulla numerosità dei ragazzi dislessici rispetto al passato), ma bloccano il raggiungimento dell'eccellenza, ossia l'obiettivo a cui troppi genitori aspirano.

venerdì 17 aprile 2026

Privacy: Modello di DPIA dell'EDPB

L'EDPB (ossia il consesso dei Garanti privacy europei) ha pubblicato il suo "EDPB DPIA Template": https://www.edpb.europa.eu/our-work-tools/documents/public-consultations/2026/edpb-dpia-template_en.

L'ho guardato e non l'ho ancora usato. Però mi sembra molto meglio di quello proposto tempo fa dalla CNIL. 

Ringrazio Chiara Ponti (Idraulica della privacy) per avermelo segnalato.

 

giovedì 16 aprile 2026

Nuova ISO 14001

Monica Perego mi ha segnalato che è stata pubblicata la nuova versione della ISO 14001: https://www.iso.org/standard/14001.  

Io non mi occupo per nulla di questo argomento, però è bene sapere che esiste.  

Vi segnalo quindi un suo articolo con riportate le principali (fa riferimento alla bozza finale, ma non possono esserci differenze tecniche con la versione definitiva): https://www.agendadigitale.eu/smart-city/iso-140012026-guida-alle-novita-per-le-aziende-certificate/.

Determinazioni ACN e la minaccia della categorizzazione delle attività

ACN ha pubblicato il 13 aprile 2026 due nuove determinazioni: https://www.acn.gov.it/portale/w/nis-online-le-determine-sugli-adempimenti-per-i-nuovi-soggetti-e-sulle-modalita-di-accesso-alla-piattaforma-acn.  

La prima è la 127434/2026 e stabilisce i nuovi termini che i soggetti inseriti per la prima volta nel 2026 nell’elenco dei soggetti NIS devono rispettare. Mi viene da pensare che potevano fare una cosa generale, valida anche per i soggetti inseriti per la prima volta negli anni successivi al 2025. Ma avranno avuto le loro ragioni.  

La seconda è la 127437/2026 (sostituisce la precedente Determinazione ACN 379887/2025) e mi mette un po' di paura perché regolamenta due nuovi punti.  

Il primo perché richiede ai soggetti NIS di indicare i fornitori rilevanti. Questo perché così c'è il rischio che non ci sia un vero limite a chi potrà essere o non essere designato come soggetto NIS (già adesso "esperti" fantasiosi richiedono che tutti i fornitori di un soggetto NIS siano soggetti NIS, anche gli organismi di certificazione!).  

Su questo ci sono poi due sottopunti, tra loro molto diversi, che cito al volo: il rischio di una banca dati così estesa che ACN sta creando, perché seguire una classificazione CPV (common procurement vocabulary, peraltro promosso dal Regolamento CE n. 2195/2002) quando anche nelle visure camerali si usa il NACE e ATECO.

Il secondo perché richiede ai soggetti NIS di elencare e categorizzare le proprie attività e i propri servizi. Qui temo il ritorno del censimento "tattico" degli asset (quando mai fu introdotto negli anni Ottanta!) e i minuziosi distinguo. Vedremo tra poco tempo i dettagli (è prevista a breve una nuova Determinazione).  

Ho visto alcuni post che elogiano questo approccio molto dirigista di ACN. Io ho le mie perplessità perché sicuramente non soddisfa il principio di responsabilizzazione che avrebbe dovuto permeare queste normative. E' vero che un approccio molto normativo, lo abbiamo visto con la privacy, aumenta l'attenzione delle imprese verso la sicurezza, ma allora era meglio non scrivere "accountability" sulla Direttiva.  

Temo anche la deriva verso eccessive richieste documentali (peraltro utili) e non verso misure operative, vero un approccio da grande società di consulenza per grandi imprese e non pragmatico per le PMI. Spero di sbagliarmi.

Etilometri hackerati e la dipendenza tecnologica

Segnalo questo articolo dal titolo "Etilometri hackerati e migliaia di auto bloccate una settimana": https://www.libero.it/tecnologia/attacco-hacker-etilometri-alcolock-114369.  

Sembra che, negli USA, se ti fermano ubriaco alla guida, poi devi installare un aggeggio che ti rileva il fiato e blocca l'automobile se rileva un tasso di alcool troppo elevato.  

Il punto è che questo aggeggio è collegato a Internet, è stato compromesso e questo ha comportato il blocco delle automobili.  

Rilfessione (che copio dall'articolo): forse è eccessiva la presenza della tecnologia nella nostra vita.

CNIL e tempi di conservazione dei dati del personale

La CNIL ha pubblicato il "Référentiel: Les durées de conservation des données à caractère personnel - Gestion des ressources humaines": https://cnil.fr/fr/referentiel-durees-conservation-donnees-rh.  

E' chiaro che la legislazione francese è leggermente diversa dalla nostra, quindi il provvedimento va letto soprattutto per capire le scelte fatte dalla CNIL ed eventualmente tradurle per le nostre esigenze (confrontandosi anche con i consulenti del lavoro, per chi non lo è).  

Segnalo alcuni tempi:

- per i log degli accessi (p.e. con badge): 3 mesi, ma per quelli biometrici 6 mesi;

- videosorveglianza: 1 mese, tranne ovviamente se in uso per provvedimenti disciplinari. 

Ringrazio la newsletter di Project:IN Avvocati per aver riportato la notizia.

Rapporto Clusit 2026

A marzo di ogni anno il Clusit pubblica il suo "Rapporto sulla Cybersecurity in Italia e nel mondo": https://clusit.it/rapporto-clusit/.  

Solitamente è poi aggiornato a ottobre ed è accompagnato da altri rapporti settoriali (nel 2025 hanno pubblicato rapporti sul settore dell'energia, della sanità e della PA).  

Non ne sono un grande estimatore. E' una lettura quasi ipnotica che mette insieme percentuali, settori, tipologie di attaccanti, tipologie di attacchi e aree geografiche, con grafici di ogni genere e tipo, analisi tecniche di attacchi e poi... nessuna indicazione per la difesa.  

Certamente qualche parola c'è, ma è tutto riconducibile al "state accorti". Con un pizzico di perfidia, segnalo consigli come "elevare le tecniche di difesa".  

Segnalo anche il sempre inquietante capitolo a cura della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica.  

Raccomando la lettura dell'articolo "L’intelligenza artificiale per sviluppare software aziendale: conoscerne i rischi", a cura di Roberto Piazzolla e Alessandro Vallega. L'argomento l'avevo già toccato un paio di mesi fa dopo aver visto un loro webinar; adesso c'è questo articolo che si conclude, con mia gioia, con "Alcuni suggerimenti".  

Alcuni dei successivi articoli, più settoriali, qua e là non presentano solo dati, ma anche riflessioni interessanti e spunti di lavoro. Ma però detto che sono annegati in 424 pagine e quindi sono difficili da intercettare.

martedì 31 marzo 2026

ISO/IEC 27090 e 27091 sull'intelligenza artificiale

Nell'analizzare lo stato degli standard relativi alla sicurezza delle informazioni, a marzo non avevo citato queste due norme:

  • ISO/IEC 27090, Guidance for addressing security threats and compromises to artificial intelligence systems;
  • ISO/IEC 27091, Artificial intelligence – Privacy protection

La prima è molto interessante perché elenca 13 minacce all'IA e tecniche di mitigazione e ulteriori considerazioni. E' in stato di bozza finale, quindi dovrebbe essere pubblicata entro fine anno.

La seconda è simile e si concentra su 8 minacce. Mi convince molto meno ed è impostata, ahimè, in modo diversa dalla precedente. In questo caso specifico, poi, non ho visto una relazione tra minacce e misure. E' in stato di bozza, quindi dovrebbe essere pubblicata nel 2027.

Visto come sono impostate, ossia con diversi dettagli tecnici, mi sembrano interessanti. Aspetterò le versioni finali (e poi li confronterò con quanto fatto con il Clusit qui: https://aisecurity.clusit.it/indice?categoria=Rischi+dell%27IA).

Nota amena: io non avevo fatto attenzione a queste due norme, però poi Fabio Guasconi ne ha parlato al Security summit nell'incontro "Gestire il rischio relativo alla Cybersecurity in ambito AI"; io non c'ero, ma subito qualcuno mi ha chiesto lumi e io ero completamente impreparato! Grazie quindi a Fabio per averne parlato.

lunedì 23 marzo 2026

Conservazione dei dati: i 7 errori comuni sanzionati dal garante

Chiara Ponti (degli Idraulici della privacy) mi ha segnalato questo post su LinkedIn: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7441050068780003328/.

Mi ha segnalato in particolare l'immagine (non so se generata dall'autore del post), che trovo decisamente utile. Infatti riporta le cose più importanti da osservare quando si parla di tempi di conservazione dei dati personali: vanno identificati i criteri con cui determinare i tempi di conservazione, non bisogna essere vaghi nell'informativa, non si possono conservare i dati "fino alla revoca", i tempi non devono essere "eccessivi", vanno differenziati i tempi in base alle categorie di dati personali, bisogna prestare attenzione ai dati temporanei e agli archivi storici. 

Non solo: sono anche riportati i riferimenti ai Provvedimenti. Cosa molto utile.

sabato 21 marzo 2026

Il tribunale di Roma annulla la multa del Garante e ChatGPT

Segnalo l'articolo "Tribunale Roma blocca maxi sanzione Garante Privacy contro OpenAI e ridisegna i confini del trattamento dati": https://assodigitale.it/tribunale-roma-blocca-maxi-sanzione-garante-privacy-contro-openai-e-ridisegna-i-confini-del-trattamento-dati/.

La notizia interessa sia per i suoi impatti sull'intelligenza artificiale, ma bisognerà leggere le motivazioni prima di dire alcunché.

Interesse ulteriore è l'annullamento da parte della giustizia ordinaria. In altre parole: il Garante può sanzionare, ma può anche essere contestato. Ovviamente, è bene ricordare che conviene sempre seguire le indicazioni del Garante per evitare lunghi e costosi procedimenti giudiziari, anche se poi si vincono. E' quando non conviene più seguirle che nascono i problemi (per il Garante, sembrerebbe in questo caso).

Grazie (ancora!) a Christian Bernieri per la segnalazione agli Idraulici della privacy.

Applicazioni che indicano la posizione

Segnalo questo articolo "U.S. soldiers are revealing sensitive and dangerous information by jogging": https://www.washingtonpost.com/world/a-map-showing-the-users-of-fitness-devices-lets-the-world-see-where-us-soldiers-are-and-what-they-are-doing/2018/01/28/86915662-0441-11e8-aa61-f3391373867e_story.html.

Mi chiedo perché attivare la geolocalizzazione e lo so già: non la si disattiva mai e le app che, per i motivi più strani, la vogliono usare, la usano. Non capisco neanche perché Strava registri la posizione dei suoi utilizzatori. Forse capisco perché gli utilizzatori non disabilitino questa funzionalità: perché si avvia di default ed è scomodo disabilitarla, oppure perché fa parte dei mille "sì" che bisogna fornire per avviarla.

E così gran parte degli incidenti nascono da produttori a cui non importa né della privacy né della sicurezza e da utilizzatori pigri.

Ringrazio Christian Bernieri per averlo segnalato agli Idraulici della privacy.

giovedì 19 marzo 2026

Bozza di linee guida per il CRA

Ricordo che il Regolamento UE 2024/2847, detto cyber resilience act (CRA) mira a garantire "che i prodotti con componenti digitali, ad esempio i prodotti dell'internet delle cose, siano resi sicuri lungo l'intera catena di approvvigionamento e per tutto il ciclo di vita". Aggiungo che riguarda anche i pacchetti software e le app.

Per una sua migliore interpretazione, la Commissione europea ha pubblicato, ancora in bozza, la "Commission guidance on the Cyber Resilience Act": https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/16959-Draft-Commission-guidance-on-the-Cyber-Resilience-Act_en (ringrazio la newsletter di Project:IN Avvocati).

Ne approfitto per ricordarci la scadenza del dicembre 2027 (e non ci sono proposte di deroga).

Sono poi in elaborazione alcuni standard europei di supporto tecnico, ossia le norme della serie EN 40000. Da monitorarne l'avanzamento.

Wiki AI Security del Clusit

Segnalo la wiki AI Security: https://aisecurity.clusit.it/.

Si tratta del lavoro di un ampio insieme di professionisti che hanno collaborato nella scelta e redazione delle voci (lemmi).

Segnalo che ho avuto un ruolo in tutto ciò, in particolare di revisione (insieme ad altri) dei contenuti. E' stata una bellissima esperienza, soprattutto quando obbligavo certi professionisti, molto bravi e preparati, ad aggiungere o migliorare lemmi. Come andare, con le dovute proporzioni, da Einstein e chiedergli di scrivere una paginetta su come è fatto un atomo.

Tutto può essere migliorato e abbiamo già alcune idee di lemmi da aggiungere e su come proseguire. Per intanto, ringrazio tutta la Clusit Community for Security.

lunedì 16 marzo 2026

Stato degli standard ISO/IEC 270xx

La settimana del 9 marzo si è tenuto a Norimberga l'incontro semestrale del  SC 27, che gestisce alcuni standard importanti per la sicurezza delle informazioni; in particolare la ISO/IEC 27001 e la ISO/IEC 27701. 

Non ci sono state grandi novità da segnalare. In particolare il WG 5, che si occupa di privacy, ha lavorato su alcuni standard per me di scarso interesse perché decisamente specialistici. 

Il WG 1, che si occupa degli standard relativi ai sistemi di gestione, ha lavorato sulle prossime versioni di:

  • ISO/IEC 27003, relativa all'interpretazione della ISO/IEC 27001; se ne prevede la pubblicazione a inizio 2028; 
  • ISO/IEC 27007 con indicazioni per la conduzione degli audit sulla ISO/IEC 27001, ulteriori rispetto a quelle già presenti nella ISO 19011; se ne prevede la pubblicazione a metà 2027.

Si è anche cominciato a discutere su come impostare le future versioni della ISO/IEC 27005 e ISO/IEC 27002. A mio parere si sta andando sempre più verso un'astrazione dei concetti, allontanandosi da praticità e quindi utilità dei documenti. 

Sulla ISO/IEC 27003, per esempio, c'è stata una discussione sulla differenza tra accettare e mantenere il rischio. Sicuramente intellettualmente importantissima, ma non per un utilizzo pratico (da dire poi che si prevede che invece la ISO 31000 cambierà molta terminologia, introducendo nuovamente il "trasferimento" al posto della "condivisione" del rischio, concettualmente scorretto).

martedì 10 marzo 2026

L'adolescenza dell'intelligenza artificiale

Dario Amodei, una delle menti dietro Anthropic, ossia del modello di IA Claude, ha scritto un saggio dal titolo "The Adolescence of Technology": https://www.darioamodei.com/essay/the-adolescence-of-technology.

Io non l'ho letto perché ho invece letto il bel riassunto con commento di Giovanna Panucci: https:/avvocatogiovannapanucci.substack.com/p/ladolescenza-della-tecnologia-il. 

Non ho letto il riassunto per pigrizia o chissà che, ma perché è il documento che mi ha fatto conoscere il saggio vero e proprio, che è anche abbastanza breve.

Chiara Ponti mi ha segnalato il riassunto, sempre in italiano, postato da Rosario Piazzese su LinkedIn (ci vuole, ahimè, la password): https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7436456707419017216/. 

Non oso riassumere niente a mia volta. Vale la pena leggere almeno uno dei link.