Mi hanno segnalato (privacy, please!) che è stata aggiornata la scheda informativa sulle violazioni dei dati personali del Garante:
- https://www.garanteprivacy.it/regolamentoue/databreach.
Chi è più bravo di me capirà le differenze rispetto a prima. Per intanto penso che questa pagina sia molto utile.
Sicurezza delle informazioni, IT service management e qualità da Cesare Gallotti
sabato 17 agosto 2019
TIA e schema di audit (aggiornamento)
Alessandro Gaspari, poco dopo avermi aggiornato a fine luglio sulle certificazioni TIA (vedere post
http://blog.cesaregallotti.it/2019/08/qualche-considerazione-sulla-tia-942.html), ha visto che pochi giorni dopo (il 7 agosto) che TIA ha lanciato il proprio schema di certificazione, con il supporto dell'ente di accreditamento Certac (a me ignoto):
- https://www.tiaonline.org/press-release/tia-launches-ansi-tia-942-accreditation-scheme-for-certification-of-data-centers-selects-certac-to-manage-program/.
Alessandro mi dice che "questo ovviamente fa cadere le considerazioni precedenti", anche se credo che alcune siano ancora valide.
http://blog.cesaregallotti.it/2019/08/qualche-considerazione-sulla-tia-942.html), ha visto che pochi giorni dopo (il 7 agosto) che TIA ha lanciato il proprio schema di certificazione, con il supporto dell'ente di accreditamento Certac (a me ignoto):
- https://www.tiaonline.org/press-release/tia-launches-ansi-tia-942-accreditation-scheme-for-certification-of-data-centers-selects-certac-to-manage-program/.
Alessandro mi dice che "questo ovviamente fa cadere le considerazioni precedenti", anche se credo che alcune siano ancora valide.
giovedì 1 agosto 2019
Qualche considerazione sulla TIA-942
Recentemente ho scritto un articolo e fatto una presentazione sugli standard e le certificazioni per i data centre:
- articolo: https://www.ictsecuritymagazine.com/articoli/gli-standard-en-50600-e-iso-iec-ts-22237-per-i-data-center/;
- presentazione: http://www.cesaregallotti.it/Pubblicazioni.html.
A questo proposito Alessandro Gaspari di Euris mi ha scritto in merito alle "certificazioni" sulla TIA-942. Io nel seguito riporto quanto mi ha scritto.
La "certificazione" TIA-942 si dovrebbe in realtà chiamare "dichiarazione di conformità", visto che per la TIA non esiste un percorso di accreditamento. EPI si è inventata un "prodotto": il sito e bollino tia-942.org. TIA-942.org non è quindi un sito ufficiale TIA né la TIA riconosce alcuna Società come ente certificatore. La conformità al momento può essere rilasciata da chiunque, ma ovviamente, avendo promosso bene il servizio tia-942.org il risultato è che tutti finiscono li.
Come richiamato dalla pagina https://en.wikipedia.org/wiki/TIA-942, TIA non offre programmi di certificazione ("The Telecommunications Industry Association does not offer certification programs or certify compliance to TIA standards. In many cases, there are other organizations and consultants that can provide those services. However, TIA does not certify these organizations or consultants").
Per la precisione, EPI ha solo la licenza per erogare la formazione, come dichiarato nel sito ("…have entered into a licensing agreement that allows EPI to build and conduct international certified training courses for the ANSI/TIA-942 Telecommunications Infrastructure Standards for Data Centres. The courses will initially be launched in Asia, but will eventually become available to Data Centre professionals worldwide"):
- https://www.epi-ap.com/content/19/23/TIA_and_EPI_announce_Licensing_Agreement_for_ANSI/TIA-942_Training
A questo proposito, sono interessanti due articoli:
- https://www.capitoline.org/data-centre-audit-2/tia-942-audit-and-certification/;
- https://www.linkedin.com/pulse/standards-v-update-john-booth-mbcs-cdcap/.
Per concludere, Alessandro ci ha tenuto a ricordare che ha fatto la formazione e le relative certificazioni con EPI e che le loro persone sono molto competenti con esperienze internazionali di alto livello. Il punto chiave è quindi che EPI non ha "un'esclusiva" sulle certificazioni TIA-942.
- articolo: https://www.ictsecuritymagazine.com/articoli/gli-standard-en-50600-e-iso-iec-ts-22237-per-i-data-center/;
- presentazione: http://www.cesaregallotti.it/Pubblicazioni.html.
A questo proposito Alessandro Gaspari di Euris mi ha scritto in merito alle "certificazioni" sulla TIA-942. Io nel seguito riporto quanto mi ha scritto.
La "certificazione" TIA-942 si dovrebbe in realtà chiamare "dichiarazione di conformità", visto che per la TIA non esiste un percorso di accreditamento. EPI si è inventata un "prodotto": il sito e bollino tia-942.org. TIA-942.org non è quindi un sito ufficiale TIA né la TIA riconosce alcuna Società come ente certificatore. La conformità al momento può essere rilasciata da chiunque, ma ovviamente, avendo promosso bene il servizio tia-942.org il risultato è che tutti finiscono li.
Come richiamato dalla pagina https://en.wikipedia.org/wiki/TIA-942, TIA non offre programmi di certificazione ("The Telecommunications Industry Association does not offer certification programs or certify compliance to TIA standards. In many cases, there are other organizations and consultants that can provide those services. However, TIA does not certify these organizations or consultants").
Per la precisione, EPI ha solo la licenza per erogare la formazione, come dichiarato nel sito ("…have entered into a licensing agreement that allows EPI to build and conduct international certified training courses for the ANSI/TIA-942 Telecommunications Infrastructure Standards for Data Centres. The courses will initially be launched in Asia, but will eventually become available to Data Centre professionals worldwide"):
- https://www.epi-ap.com/content/19/23/TIA_and_EPI_announce_Licensing_Agreement_for_ANSI/TIA-942_Training
A questo proposito, sono interessanti due articoli:
- https://www.capitoline.org/data-centre-audit-2/tia-942-audit-and-certification/;
- https://www.linkedin.com/pulse/standards-v-update-john-booth-mbcs-cdcap/.
Per concludere, Alessandro ci ha tenuto a ricordare che ha fatto la formazione e le relative certificazioni con EPI e che le loro persone sono molto competenti con esperienze internazionali di alto livello. Il punto chiave è quindi che EPI non ha "un'esclusiva" sulle certificazioni TIA-942.
Copertura assicurativa Cyber risk per Consip
Tommaso Assandri, mio lettore, mi ha segnalato che Consip ha assegnato una gara per dare a Sogei una copertura assicurativa sui "cyber risk".
La documentazione di gara si trova qui:
- http://www.consip.it/bandi-di-gara/gare-e-avvisi/gara-cyber-risk-ii-rischio-per-sogei.
Interessante, nella "Documentazione di gara", il documento "All. 4 Cyber Secondo rischio_DEF.pdf" perché finalmente sono riportati rischi informatici veri e propri e non solo quelli relativi a danneggiamenti fisici o furti di apparati o dispositivi.
Segnalo poi che Sogei ha dichiarato di avere ulteriori polizze:
- Frode Informatica-Infedeltà;
- RC professionale II rischio.
Sulle assicurazioni di sicurezza informatica e delle informazioni avevo scritto in precedenza con molte critiche. Penso che le critiche rimangano valide, ma almeno vedo qualcosa di nuovo.
La documentazione di gara si trova qui:
- http://www.consip.it/bandi-di-gara/gare-e-avvisi/gara-cyber-risk-ii-rischio-per-sogei.
Interessante, nella "Documentazione di gara", il documento "All. 4 Cyber Secondo rischio_DEF.pdf" perché finalmente sono riportati rischi informatici veri e propri e non solo quelli relativi a danneggiamenti fisici o furti di apparati o dispositivi.
Segnalo poi che Sogei ha dichiarato di avere ulteriori polizze:
- Frode Informatica-Infedeltà;
- RC professionale II rischio.
Sulle assicurazioni di sicurezza informatica e delle informazioni avevo scritto in precedenza con molte critiche. Penso che le critiche rimangano valide, ma almeno vedo qualcosa di nuovo.
Aggiornamento delle Disposizioni di Vigilanza di Banca d'Italia
La Banca d'Italia, a luglio 2019, ha aggiornato le Disposizioni di Vigilanza per le banche (segnalazione di Enzo Ascione di Intesa Sanpaolo):
- https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/normativa/archivio-norme/circolari/c285/index.html.
L'ultimo aggiornamento del 23 luglio 2019 riporta molte indicazioni sulla gestione, la sicurezza e la disponibilità dei sistemi informatici. A me non sembrano indicazioni particolarmente innovative, ma le ho lette molto superficialmente.
Per non impazzire e cercare i singoli cambiamenti, il file "Aggiornamento n. 28 del 23 luglio 2019" riporta solo le parti aggiornate, ossia quelle relative ai sistemi IT.
- https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/normativa/archivio-norme/circolari/c285/index.html.
L'ultimo aggiornamento del 23 luglio 2019 riporta molte indicazioni sulla gestione, la sicurezza e la disponibilità dei sistemi informatici. A me non sembrano indicazioni particolarmente innovative, ma le ho lette molto superficialmente.
Per non impazzire e cercare i singoli cambiamenti, il file "Aggiornamento n. 28 del 23 luglio 2019" riporta solo le parti aggiornate, ossia quelle relative ai sistemi IT.
giovedì 25 luglio 2019
Garante e prescrizioni per i trattamenti dei dati "particolari"
Il Garante ha pubblicato il "Provvedimento recante le prescrizioni relative al trattamento di categorie particolari di dati, ai sensi dell'art. 21, comma 1 del d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101 [9124510]":
- https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9124510.
Riassumendo: si tratta degli obblighi per il trattamento di particolari categorie di dati personali (ex "dati personali sensibili") nei rapporti di lavoro e per scopi di ricerca scientifica e nel caso degli organismi di tipo associativo, delle fondazioni, delle chiese e associazioni o comunità religiose.
Sostituisce le precedenti autorizzazioni generali, oggi non più previste dal GDPR. Alcune di queste sono state riprese dall'attuale provvedimento, altre no.
Infine l'autorizzazione generale sul trattamento dei dati giudiziari da parte di privati, enti pubblici economici e soggetti pubblici non è "rinnovata" (anche se, a mio parere, qualche chiarimento sarebbe stato necessario, visto gli orrori che vedo in giro).
- https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9124510.
Riassumendo: si tratta degli obblighi per il trattamento di particolari categorie di dati personali (ex "dati personali sensibili") nei rapporti di lavoro e per scopi di ricerca scientifica e nel caso degli organismi di tipo associativo, delle fondazioni, delle chiese e associazioni o comunità religiose.
Sostituisce le precedenti autorizzazioni generali, oggi non più previste dal GDPR. Alcune di queste sono state riprese dall'attuale provvedimento, altre no.
Infine l'autorizzazione generale sul trattamento dei dati giudiziari da parte di privati, enti pubblici economici e soggetti pubblici non è "rinnovata" (anche se, a mio parere, qualche chiarimento sarebbe stato necessario, visto gli orrori che vedo in giro).
venerdì 19 luglio 2019
Sanzioni GDPR (Google, Facebook, Marriott e BA) e riflessioni
In questi tempi si moltiplicano le notizie sulle sanzioni milionarie a seguito di violazioni di dati personali.
Google è stata multata per mancanza di trasparenza:
- https://www.bbc.com/news/technology-46944696;
- https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/google-e-facebook-con-la-privacy-non-si-scherza-piu-le-prime-avvisaglie-in-europa-e-usa.
E infine Facebook per diverse violazioni:
https://arstechnica.com/tech-policy/2019/07/facebooks-ftc-fine-will-be-5-billion-or-one-months-worth-of-revenue/.
Non ne ho parlato perché in definitiva non aggiungono niente di nuovo sulle "cose da fare".
Mi hanno invece incuriosito molto le vicende della Marriott e della British Airways, ambedue sottoposte a multe miliardarie dall'ICO, ossia il Garante UK.
Un articolo sulla multa alla catena di hotel Marriott:
- http://www.ictbusiness.it/cont/news/nuova-vittima-del-gdpr-maxi-multa-anche-per-marriott-international/43277/1.html.
L'annuncio dell'EDPB sulla multa alla Marriott:
- https://edpb.europa.eu/news/national-news/2019/ico-statement-intention-fine-marriott-international-inc-more-ps99-million_en.
Su questa c'è anche un articolo più tecnico sull'attacco alla Marriott:
- https://www.zdnet.com/article/marriott-ceo-shares-post-mortem-on-last-years-hack/.
Mi pare che quelli della Marriott abbiano dimostrato molta attenzione sulla vicenda e che siano stati loro stessi a renderla pubblica. In altre parole, non mi pare che la multa sia giustificata.
Anzi: quelli della Marriott usavano una tecnologia (IBM Guardium) dedicata a lanciare allarmi relativi a "strane" query sui database. IBM sarà contenta della pubblicità gratuita, ma mi pare interessante sapere che esistono queste tecnologie (temo però che al momento siano molto costose e difficili da mantenere).
Dall'altra parte, l'ICO non si è preoccupata di rilevare gli investimenti fatti da Marriott e il livello di prevenzione adottato, ma, più o meno, ha detto: "poiché avete avuto un incidente, vuol dire che avete sbagliato e quindi dovete pagare". Non mi pare sia questo lo spirito del GDPR. Mi pare piuttosto sia di verificare se l'azienda ha fatto quanto possibile per evitare gli incidenti.
Caso simile è quello della British Airways. Qui il comunicato dell'EDPB sulla multa comminata dall'ICO:
- https://edpb.europa.eu/news/national-news/2019/ico-statement-intention-fine-british-airways-ps18339m-under-gdpr-data-breach_en.
Qui invece un articolo più tecnico che, in sostanza, dice che sarebbe stato molto ma molto difficile identificare l'attacco (sfortunatamente non spiega come prevenirlo in futuro):
- https://www.riskiq.com/blog/labs/magecart-british-airways-breach/.
Google è stata multata per mancanza di trasparenza:
- https://www.bbc.com/news/technology-46944696;
- https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/google-e-facebook-con-la-privacy-non-si-scherza-piu-le-prime-avvisaglie-in-europa-e-usa.
E infine Facebook per diverse violazioni:
https://arstechnica.com/tech-policy/2019/07/facebooks-ftc-fine-will-be-5-billion-or-one-months-worth-of-revenue/.
Non ne ho parlato perché in definitiva non aggiungono niente di nuovo sulle "cose da fare".
Mi hanno invece incuriosito molto le vicende della Marriott e della British Airways, ambedue sottoposte a multe miliardarie dall'ICO, ossia il Garante UK.
Un articolo sulla multa alla catena di hotel Marriott:
- http://www.ictbusiness.it/cont/news/nuova-vittima-del-gdpr-maxi-multa-anche-per-marriott-international/43277/1.html.
L'annuncio dell'EDPB sulla multa alla Marriott:
- https://edpb.europa.eu/news/national-news/2019/ico-statement-intention-fine-marriott-international-inc-more-ps99-million_en.
Su questa c'è anche un articolo più tecnico sull'attacco alla Marriott:
- https://www.zdnet.com/article/marriott-ceo-shares-post-mortem-on-last-years-hack/.
Mi pare che quelli della Marriott abbiano dimostrato molta attenzione sulla vicenda e che siano stati loro stessi a renderla pubblica. In altre parole, non mi pare che la multa sia giustificata.
Anzi: quelli della Marriott usavano una tecnologia (IBM Guardium) dedicata a lanciare allarmi relativi a "strane" query sui database. IBM sarà contenta della pubblicità gratuita, ma mi pare interessante sapere che esistono queste tecnologie (temo però che al momento siano molto costose e difficili da mantenere).
Dall'altra parte, l'ICO non si è preoccupata di rilevare gli investimenti fatti da Marriott e il livello di prevenzione adottato, ma, più o meno, ha detto: "poiché avete avuto un incidente, vuol dire che avete sbagliato e quindi dovete pagare". Non mi pare sia questo lo spirito del GDPR. Mi pare piuttosto sia di verificare se l'azienda ha fatto quanto possibile per evitare gli incidenti.
Caso simile è quello della British Airways. Qui il comunicato dell'EDPB sulla multa comminata dall'ICO:
- https://edpb.europa.eu/news/national-news/2019/ico-statement-intention-fine-british-airways-ps18339m-under-gdpr-data-breach_en.
Qui invece un articolo più tecnico che, in sostanza, dice che sarebbe stato molto ma molto difficile identificare l'attacco (sfortunatamente non spiega come prevenirlo in futuro):
- https://www.riskiq.com/blog/labs/magecart-british-airways-breach/.
giovedì 18 luglio 2019
Sistemi operativi per smartphone
Una cosa che mi preoccupa è la massa di dati che sto dando a Google. Sono già migrato a Qwant come motore di ricerca e ora sto cominciando ad usare il loro sistema di mappe (e non abbandono il mio vecchio TomTom).
Per quanto riguarda il cellulare potrei passare ad Apple, ma non sopporto la chiusura dell'iOS. Per Android sono incuriosito dai progetti di sistemi alternativi.
Uno l'ho visto segnalato da Luca Bonesini (mio collega di tanti anni fa). Si tratta del progetto /e/:
- https://e.foundation/.
Un altro progetto l'ho visto più di recente ed è il PostmarketOS:
- https://postmarketos.org/blog/2019/06/23/two-years/.
Dovrei studiare meglio la questione e, soprattutto, aspettare che gli smartphone di casa siano abbastanza obsoleti per fare qualche test. Per intanto mi appunto la questione.
Per quanto riguarda il cellulare potrei passare ad Apple, ma non sopporto la chiusura dell'iOS. Per Android sono incuriosito dai progetti di sistemi alternativi.
Uno l'ho visto segnalato da Luca Bonesini (mio collega di tanti anni fa). Si tratta del progetto /e/:
- https://e.foundation/.
Un altro progetto l'ho visto più di recente ed è il PostmarketOS:
- https://postmarketos.org/blog/2019/06/23/two-years/.
Dovrei studiare meglio la questione e, soprattutto, aspettare che gli smartphone di casa siano abbastanza obsoleti per fare qualche test. Per intanto mi appunto la questione.
Minacce e attacchi: errore in un'applicazione di 7-Eleven
E' noto che non mi interesso molto delle notizie sugli attacchi, in quanto solitamente non riportano informazioni utili, ma solo generiche.
Questo articolo non è tanto migliore, ma ci ricorda che bisogna prestare molta attenzione anche alle applicazioni per dispositivi mobili:
- https://www.zdnet.com/article/7-eleven-japanese-customers-lose-500000-due-to-mobile-app-flaw/.
In poche parole: il 7-Eleven giapponese ha commissionato un'applicazione che permetteva i pagamenti veloci. Questa permetteva anche di richiedere l'azzeramento della password, e la sua conseguente modifica, senza verificare che il richiedente fosse l'utente titolare dell'account. Il risultato è che degli attaccanti hanno azzerato la password di alcuni clienti e hanno fatto acquisti con i loro soldi.
Questo articolo non è tanto migliore, ma ci ricorda che bisogna prestare molta attenzione anche alle applicazioni per dispositivi mobili:
- https://www.zdnet.com/article/7-eleven-japanese-customers-lose-500000-due-to-mobile-app-flaw/.
In poche parole: il 7-Eleven giapponese ha commissionato un'applicazione che permetteva i pagamenti veloci. Questa permetteva anche di richiedere l'azzeramento della password, e la sua conseguente modifica, senza verificare che il richiedente fosse l'utente titolare dell'account. Il risultato è che degli attaccanti hanno azzerato la password di alcuni clienti e hanno fatto acquisti con i loro soldi.
venerdì 12 luglio 2019
Mia intervista su ISO/IEC 27552
Elia Barbujani mi ha intervistato per Web radio ius law sulla ISO/IEC 27552:
- https://webradioiuslaw.it/speciale-adeguamento-privacy-iso-iec-27552-cosa-cambia-per-le-certificazioni-privacy/.
Notizia dell'ultima ora: forse la numerazione cambierà in ISO/IEC 27701. Giusto per rendere più semplici le cose...
- https://webradioiuslaw.it/speciale-adeguamento-privacy-iso-iec-27552-cosa-cambia-per-le-certificazioni-privacy/.
Notizia dell'ultima ora: forse la numerazione cambierà in ISO/IEC 27701. Giusto per rendere più semplici le cose...
sabato 29 giugno 2019
NIST NISTIR 8228 su IoT
Il NIST ha pubblicato il documento NISTIR 8228 dal titolo "Considerations for Managing Internet of Things (IoT) Cybersecurity and Privacy Risks":
- https://csrc.nist.gov/publications/detail/nistir/8228/final.
Tratta dell'IoT in modo generale, senza approfondire i campi di applicazione (industriale, automobili, sanità, eccetera).
A mio pare è più interessante la parte analitica sui rischi, mentre le misure di sicurezza sono espresse in modo troppo generale e approfondimenti li avrei graditi.
- https://csrc.nist.gov/publications/detail/nistir/8228/final.
Tratta dell'IoT in modo generale, senza approfondire i campi di applicazione (industriale, automobili, sanità, eccetera).
A mio pare è più interessante la parte analitica sui rischi, mentre le misure di sicurezza sono espresse in modo troppo generale e approfondimenti li avrei graditi.
lunedì 24 giugno 2019
Mio articolo su fornitori e GDPR
Segnalo questo mio articolo dal titolo "Fornitori, valutazione del rischio e adeguamento privacy: le linee guida":
- https://www.cybersecurity360.it/legal/privacy-dati-personali/fornitori-valutazione-del-rischio-e-adeguamento-privacy-le-linee-guida/.
Ho proposto un metodo semplice per affrontare la questione dei fornitori in relazione al GDPR e una critica all'uso dei questionari purtroppo sempre più diffusi.
- https://www.cybersecurity360.it/legal/privacy-dati-personali/fornitori-valutazione-del-rischio-e-adeguamento-privacy-le-linee-guida/.
Ho proposto un metodo semplice per affrontare la questione dei fornitori in relazione al GDPR e una critica all'uso dei questionari purtroppo sempre più diffusi.
sabato 22 giugno 2019
Raccomandazione UE sulla cibersicurezza nel settore dell'energia
Segnalo questo articolo dal titolo "Cybersecurity nel settore energetico, ecco le raccomandazioni della Commissione europea":
- https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/cybersecurity-nel-settore-energetico-ecco-le-raccomandazioni-della-commissione-europea/.
Mi sembra interessante osservare che questa "Raccomandazione UE 2019/553 della Commissione del 3 aprile 2019 sulla cibersicurezza nel settore dell'energia" presenta indicazioni che potrebbero essere considerate anche in altri settori e nell'ambito industriale più generale.
Il link dell'articolo riporta alla raccomandazione in italiano. La pagina con le versioni nelle altre lingue dell'Unione è questa:
- https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32019H0553.
- https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/cybersecurity-nel-settore-energetico-ecco-le-raccomandazioni-della-commissione-europea/.
Mi sembra interessante osservare che questa "Raccomandazione UE 2019/553 della Commissione del 3 aprile 2019 sulla cibersicurezza nel settore dell'energia" presenta indicazioni che potrebbero essere considerate anche in altri settori e nell'ambito industriale più generale.
Il link dell'articolo riporta alla raccomandazione in italiano. La pagina con le versioni nelle altre lingue dell'Unione è questa:
- https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32019H0553.
Codice di condotta sulle valutazioni commerciali
Il Garante ha approvato il "Codice di condotta per il trattamento dei dati personali in materia di informazioni commerciali", ossia il codice che riguarda le aziende che analizzano le caratteristiche delle aziende per elaborare valutazioni a scopo commerciale:
- https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9119868.
Ho riscritto la definizione di "attività di informazione commerciale", sperando di essere stato chiaro. Ad ogni modo, è possibile usare la definizione "ufficiale". Inizialmente, erroneamente, pensavo si trattasse dei contact centre. La lettura mi ha smentito.
I codici di condotta sono regolati dall'articolo 40 del GDPR. Interessante (come anche da comunicato stampa del Garante) è il ruolo dell'Organismo di monitoraggio (OdM), previsto dall'articolo 41 del GDPR, che dovrà essere valutato in senso all'EDPB.
Ho avuto modo di rileggere il GDPR su queste cose e mi è sembrato strano il meccanismo degli OdM (unici per ciascun codice di condotta), molto differente da quello relativo agli organismi di certificazione (che sono in concorrenza tra loro e controllati da Accredia). Ci sarebbe materia per riflettere.
Per finire, visto che potrei aver scritto sciocchezze (vi prego di segnalarmele), invito a leggere direttamente la newsletter del Garante:
- https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9120035
- https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9119868.
Ho riscritto la definizione di "attività di informazione commerciale", sperando di essere stato chiaro. Ad ogni modo, è possibile usare la definizione "ufficiale". Inizialmente, erroneamente, pensavo si trattasse dei contact centre. La lettura mi ha smentito.
I codici di condotta sono regolati dall'articolo 40 del GDPR. Interessante (come anche da comunicato stampa del Garante) è il ruolo dell'Organismo di monitoraggio (OdM), previsto dall'articolo 41 del GDPR, che dovrà essere valutato in senso all'EDPB.
Ho avuto modo di rileggere il GDPR su queste cose e mi è sembrato strano il meccanismo degli OdM (unici per ciascun codice di condotta), molto differente da quello relativo agli organismi di certificazione (che sono in concorrenza tra loro e controllati da Accredia). Ci sarebbe materia per riflettere.
Per finire, visto che potrei aver scritto sciocchezze (vi prego di segnalarmele), invito a leggere direttamente la newsletter del Garante:
- https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9120035
martedì 18 giugno 2019
Presentazione "Gli standard EN 50600 e ISO/IEC TS 22237 per i data center"
Il 6 giugno ho tenuto una presentazione per un BCI Forum a Milano dal titolo "Gli standard EN 50600 e ISO/IEC TS 22237 per i data center".
Le slide sono disponibili anche dal mio sito:
- http://www.cesaregallotti.it/Pubblicazioni.html.
Le slide sono disponibili anche dal mio sito:
- http://www.cesaregallotti.it/Pubblicazioni.html.
Presentazione "Come migliorare le proprie competenze"
Il 24 maggio ho tenuto una presentazione per una sessione di studio di AIEA a Milano dal titolo "Come migliorare le proprie competenze".
Le slide sono disponibili anche dal mio sito:
- http://www.cesaregallotti.it/Pubblicazioni.html.
Credo che i soci AIEA possano vedere il video. Gli altri potranno anche farne a meno senza problemi.
Le slide sono disponibili anche dal mio sito:
- http://www.cesaregallotti.it/Pubblicazioni.html.
Credo che i soci AIEA possano vedere il video. Gli altri potranno anche farne a meno senza problemi.
Strumenti per la sicurezza applicativa
Credo che gli strumenti per la sicurezza delle applicazioni software siano tra i meno considerati, anche se oggi sempre più necessari.
Tutto ha un'origine storica: inizialmente la sicurezza era solo una questione di infrastruttura informatica, non delle applicazioni. Per quanto oggi tutti siano consapevoli che non è più così (e da tempo) c'è ancora carenza di reale competenza, anche sugli strumenti che si possono utilizzare. Come consulente e auditor chiedo sempre se sono usati strumenti per il controllo del software: quasi mai sono usati strumenti per il controllo della sicurezza, qualche volta sono usati quelli per il controllo della qualità e spesso non è usato niente (anzi... sono guardato con sorpresa).
Non mi proclamo esperto e quindi non so giudicarlo appieno, ma segnalo questo articolo dal titolo "10 Hottest DevSecOps Tools You Need To Know About":
- https://www.crn.com/slide-shows/security/10-hottest-devsecops-tools-you-need-to-know-about/1.
Dovrebbe essere utile almeno come punto di partenza.
Tutto ha un'origine storica: inizialmente la sicurezza era solo una questione di infrastruttura informatica, non delle applicazioni. Per quanto oggi tutti siano consapevoli che non è più così (e da tempo) c'è ancora carenza di reale competenza, anche sugli strumenti che si possono utilizzare. Come consulente e auditor chiedo sempre se sono usati strumenti per il controllo del software: quasi mai sono usati strumenti per il controllo della sicurezza, qualche volta sono usati quelli per il controllo della qualità e spesso non è usato niente (anzi... sono guardato con sorpresa).
Non mi proclamo esperto e quindi non so giudicarlo appieno, ma segnalo questo articolo dal titolo "10 Hottest DevSecOps Tools You Need To Know About":
- https://www.crn.com/slide-shows/security/10-hottest-devsecops-tools-you-need-to-know-about/1.
Dovrebbe essere utile almeno come punto di partenza.
sabato 15 giugno 2019
Caso pratico di phishing di successo: i 15 milioni di Tecnimont.
Fabrizio Monteleone di DNV GL mi ha segnalato questo articolo dal titolo "Truffa del Ceo alla Tecnimont: falsa mail del capo fa partire un bonifico da 18 milioni di dollari":
- https://milano.fanpage.it/truffa-del-ceo-alla-tecnimont-falsa-mail-del-capo-fa-partire-un-bonifico-da-18-milioni-di-dollari/.
Il caso di phishing mirato (o "truffa del CEO") è da manuale e vale la pena ricordarla come caso di studio. Non è la prima (ne ho trovate altre con una semplice ricerca su Qwant) e per questo andrebbe usata come esempio per tutti.
- https://milano.fanpage.it/truffa-del-ceo-alla-tecnimont-falsa-mail-del-capo-fa-partire-un-bonifico-da-18-milioni-di-dollari/.
Il caso di phishing mirato (o "truffa del CEO") è da manuale e vale la pena ricordarla come caso di studio. Non è la prima (ne ho trovate altre con una semplice ricerca su Qwant) e per questo andrebbe usata come esempio per tutti.
venerdì 14 giugno 2019
Pubblicato il Cybersecurity Act
Franco Vincenzo Ferrari di DNV GL mi ha segnalato la pubblicazione del Cybersecurity Act sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Ora l'atto in italiano si chiama ufficialmente "Regolamento (UE) 2019/881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, relativo all'ENISA, l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza, e alla certificazione della cibersicurezza per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e che abroga il regolamento (UE) n. 526/2013 («regolamento sulla cibersicurezza»)" ed è scaricabile da qui:
- https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32019R0881.
Hanno tradotto con il brutto termine "cibersicurezza" e non con il termine sbagliato di "sicurezza cibernetica". C'è speranza.
Qualche mese fa avevo già segnalato un articolo (che usa malamente il termine "cibernetico" e non approfondisce gli schemi di certificazione dei prodotti):
- https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/cybersecurity-act-ecco-cosa-ci-aspetta-dopo-la-direttiva-nis/.
Avevo anche segnalato il comunicato stampa del Consiglio della UE, con alcuni punti significativi del provvedimento:
- https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2018/12/19/eu-to-become-more-cyber-proof-as-council-backs-deal-on-common-certification-and-beefed-up-agency/.
Ora l'atto in italiano si chiama ufficialmente "Regolamento (UE) 2019/881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, relativo all'ENISA, l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza, e alla certificazione della cibersicurezza per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e che abroga il regolamento (UE) n. 526/2013 («regolamento sulla cibersicurezza»)" ed è scaricabile da qui:
- https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32019R0881.
Hanno tradotto con il brutto termine "cibersicurezza" e non con il termine sbagliato di "sicurezza cibernetica". C'è speranza.
Qualche mese fa avevo già segnalato un articolo (che usa malamente il termine "cibernetico" e non approfondisce gli schemi di certificazione dei prodotti):
- https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/cybersecurity-act-ecco-cosa-ci-aspetta-dopo-la-direttiva-nis/.
Avevo anche segnalato il comunicato stampa del Consiglio della UE, con alcuni punti significativi del provvedimento:
- https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2018/12/19/eu-to-become-more-cyber-proof-as-council-backs-deal-on-common-certification-and-beefed-up-agency/.
mercoledì 12 giugno 2019
NIST Secure Software Development Framework (SSDF)
Il NIST ha pubblicato la bozza di un documento dal titolo "White Paper: Mitigating the Risk of Software Vulnerabilities by Adopting a Secure Software Development Framework (SSDF)":
- https://csrc.nist.gov/publications/detail/white-paper/2019/06/11/mitigating-risk-of-software-vulnerabilities-with-ssdf/draft.
Temevo fosse il solito documento "fai valutazione del rischio e arrangiati (noi autori, in realtà, non sappiamo niente di tecnologia, ma possiamo scrivere tomi su tomi sulla valutazione del rischio e sui processi)". Invece ho trovato alcuni elementi interessanti, anche se non c'è tantissima tecnologia. Però la sintesi aiuta.
In bibliografia ho trovato il riferimento ad un documento dal titolo "Fundamental Practices for Secure Software Development: Essential Elements of a Secure Development Life Cycle Program":
- https://safecode.org/news/safecode-publishes-fundamental-practices-secure-software-development-essential-elements-secure-development-life-cycle-program/.
Un altro documento abbastanza breve (38 pagine), in cui mi pare ci siano consigli pratici che non trovo facilmente in giro.
E questo documento mi ha fornito il link al "SEI CERT Coding Standards":
- https://wiki.sei.cmu.edu/confluence/display/seccode/SEI+CERT+Coding+Standards.
Penso non ci siano scuse per chi scrive in C, C++, Java, Perl e Android.
Se posso segnalare dei difetti: i siti, alla fine, si concentrano soprattutto sulla parte di codifica e poco sulla parte funzionale e su quella architetturale.
- https://csrc.nist.gov/publications/detail/white-paper/2019/06/11/mitigating-risk-of-software-vulnerabilities-with-ssdf/draft.
Temevo fosse il solito documento "fai valutazione del rischio e arrangiati (noi autori, in realtà, non sappiamo niente di tecnologia, ma possiamo scrivere tomi su tomi sulla valutazione del rischio e sui processi)". Invece ho trovato alcuni elementi interessanti, anche se non c'è tantissima tecnologia. Però la sintesi aiuta.
In bibliografia ho trovato il riferimento ad un documento dal titolo "Fundamental Practices for Secure Software Development: Essential Elements of a Secure Development Life Cycle Program":
- https://safecode.org/news/safecode-publishes-fundamental-practices-secure-software-development-essential-elements-secure-development-life-cycle-program/.
Un altro documento abbastanza breve (38 pagine), in cui mi pare ci siano consigli pratici che non trovo facilmente in giro.
E questo documento mi ha fornito il link al "SEI CERT Coding Standards":
- https://wiki.sei.cmu.edu/confluence/display/seccode/SEI+CERT+Coding+Standards.
Penso non ci siano scuse per chi scrive in C, C++, Java, Perl e Android.
Se posso segnalare dei difetti: i siti, alla fine, si concentrano soprattutto sulla parte di codifica e poco sulla parte funzionale e su quella architetturale.
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