martedì 26 marzo 2019

Microsoft Threat Modeling Tool

Qualche tempo fa, Glauco Rampogna (professionista della sicurezza delle informazioni e della privacy) mi ha segnalato che lui usa, per lo sviluppo del software sicuro, il Microsoft Threat Modeling Tool:
- https://docs.microsoft.com/en-us/azure/security/azure-security-threat-modeling-tool.

Si tratta di un modello basato su quello STRIDE ed è orientato all'analisi delle applicazioni informatiche.

Consiglio la lettura di questo materiale messo a disposizione da Microsoft per ragionare sugli approcci di valutazione del rischio. Anche se questo MTM è dedicato allo sviluppo di software, i suoi principi possono essere facilmente estesi ad ambiti più ampi come i sistemi di gestione per la sicurezza delle informazioni e il GDPR. Da notare che qui non è prevista l'assegnazione di valori per calcolare un livello di rischio (penso sia necessario assegnare valori qualitativi; purtroppo stanno riemergendo auditor che ripropongono la folle idea di approcci quantitativi senza che però ne siano disponibili e consigliati pubblicamente, a differenza di approcci qualitativi o, come questo, che non sono né l'uno né l'altro).

Il caso delle password in chiaro di Facebook

A fine marzo è emersa la notizia che Facebook conservava le password dei propri utenti in chiaro. Per questo segnalo questo articolo di Wired:
- https://www.wired.com/story/facebook-passwords-plaintext-change-yours/.

La notizia ufficiale di Facebook:
- https://newsroom.fb.com/news/2019/03/keeping-passwords-secure/.

Un commento, a mio parere molto interessante, su Twitter, che io intitolerei "Facebook is more secure than 99.9% of other websites":
- https://twitter.com/ErrataRob/status/1109557359360131072.

Non sono un fan di Facebook e, come molti sanno, il problema di Facebook è come usano i dati dei loro utenti.

Qui si è fatto grande clamore per una notizia fornita da Facebook stessa (che ha commissionato un'analisi tecnica dei propri sistemi, che ha evidenziato un errore tecnico del sistema di logging degli accessi) e non un bug scoperto da un "ricercatore indipendente" o evidenziato da una violazione dei dati.

Il caso della Boeing e del software

Credo sia nota a tutti la brutta notizia del Boeing dell'Ethiopian Airlines precipitato il 10 marzo 2019.

L'incidente, gravissimo, è stato originato da un bug del software. Incredibilmente i comandi del software non potevano essere contrastati da un'azione umana, contrariamente a quanto raccomandato per tutti gli impianti con impatto sulla sicurezza delle persone. Inoltre sembra che la correzione al bug fosse già disponibile, ma solo a pagamento.

Penso che ogni commento sia superfluo.

Un articolo sul fatto che i fix fossero a pagamento dal titolo "Doomed Boeing Jets Lacked 2 Safety Features That Company Sold Only as Extras":
- https://www.nytimes.com/2019/03/21/business/boeing-safety-features-charge.html.

Un'analisi sull'errore del software dal titolo "Storie di aerei caduti e del loro software":
- https://www.zeusnews.it/n.php?c=27193.

lunedì 25 marzo 2019

Rapporto di lavoro: incidenza dei comportamenti extralavorativi riprovevoli

Segnalo questo articolo di Altalex dal titolo "Rapporto di lavoro: incidenza dei comportamenti extralavorativi riprovevoli, anche anteriori":
- https://www.altalex.com/documents/news/2019/03/18/rapporto-di-lavoro-incidenza-dei-comportamenti-extralavorativi-riprovevoli-anche-anteriori.

Si tratta di un argomento che mi dà molto da pensare, dal punto di vista etico e da quello tecnico (i limiti imposti dal GDPR, la relazione tra comportamenti passati e quelli futuri).

sabato 16 marzo 2019

Rapporto Clusit 2019

Segnalo l'uscita (in occasione del Security summit a Milano) del Rapporto Clusit 2019 sulla sicurezza ICT in Italia:
- https://clusit.it/rapporto-clusit/.

Il Rapporto è in realtà una doppia pubblicazione. La prima è il rapporto vero e proprio con dati e analisi sugli eventi del 2018 e sulle previsioni per il 2019. Parere personale: la quantità di dati è enorme ma, alla fine, non aiutano a migliorare la sicurezza informatica (qualcuno potrebbe supporre che i "non esperti" potrebbero interessarsi a questi numeri e quindi avviare dei processi di miglioramento, ma la mia esperienza mi dice di no).

La seconda parte del rapporto è una raccolta di articoli, alcuni decisamente interessanti.

mercoledì 13 marzo 2019

Libro "Consapevolmente cloud"

E' stato pubblicato il libro "Consapevolmente cloud", a cura della Oracle Community for Security e con l'obiettivo di presentare alcuni aspetti utili alle organizzazioni che vogliono usare servizi cloud:
- https://consapevolmentecloud.clusit.it.

Lo segnalo perché ho partecipato come revisore. Non mi pare che il libro abbia contenuti particolarmente innovativi rispetto alle numerose pubblicazioni già a disposizione. Qualche spunto però l'ho colto e mi ha fatto piacere avere la possibilità di leggerlo e commentarlo in anteprima.

lunedì 11 marzo 2019

Sweep 2018: l'analisi dei Garanti sull'attuazione del GDRP

I Garanti europei hanno condotto nell'ultimo quadrimestre del 2018 un'indagine "a tappeto" sullo stato di attuazione del GDPR. Il nostro Garante ha pubblicato una sintesi dei risultati:
- https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9088164.

Si scopre che, in realtà, l'indagine non è veramente "a tappeto", visto che è stata condotta su soggetti selezionati. In Italia sono stati selezionati Regioni e Province autonome, nonché le rispettive società controllate. I risultati non sono particolarmente soprendenti, ma forniscono un'indicazione sui punti considerati più importanti dalle autorità Garanti.

martedì 5 marzo 2019

Articolo sul Cybersecurity Act

A dicembre è stato raggiunto l'accordo per il Regolamento europeo detto "Cybersecurity act".

Questo Regolamento è importante perché:
- affida ad ENISA un ruolo più operativo, in particolare per quanto riguarda la gestione degli incidenti;
- introduce lo schema di certificazione europeo per i prodotti e i servizi informatici (che dovrà comunque essere ulteriormente specificato).

Su questo tema, segnalo questo articolo (anche se usa malamente il termine "cibernetico") dal titolo "Cybersecurity Act, ecco cosa ci aspetta dopo la Direttiva NIS":
- https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/cybersecurity-act-ecco-cosa-ci-aspetta-dopo-la-direttiva-nis/.

Segnalo che non approfondisce gli schemi di certificazione dei prodotti. Oggi, come indicato, ne sono in vigore alcuni, ma basati su schemi diversi; in particolare in Italia sono usati i Common criteria (ISO/IEC 15408), mentre in altri Paesi sono stati introdotti altri requisiti. Sarebbe interessante fosse condotta un'analisi su questi schemi (nel caso fosse già stata fatta, invito a segnalarmela).

mercoledì 27 febbraio 2019

Violenza privata impedire all'internal audit di svolgere le proprie mansioni

Luca de Grazia mi ha segnalato questo articolo de Il quotidiano giuridico, dal titolo "È violenza privata impedire all'internal audit di entrare in azienda e svolgere le proprie mansioni", relativo ad un'interessante sentenza della Cassazione penale:
- http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/02/25/e-violenza-privata-impedire-all-internal-audit-di-entrare-in-azienda-e-svolgere-le-proprie-mansioni#.

La sentenza l'ho trovata sul sito http://www.italgiure.giustizia.it/sncass/,
inserendo nel campo di ricerca 4779/2019.

ETSI TS 103 645 Cyber Security for Consumer Internet of Things

Segnalo questa pubblicazione di ETSI dal titolo "Cyber Security for Consumer Internet of Things":
- https://portal.etsi.org/webapp/workprogram/Report_WorkItem.asp?WKI_ID=54761.

E' scaricabile gratuitamente e senza registrazione.

Non l'ho studiata né confrontata con la mia lista di requisiti per l'IoT (lo farò quando mai dovrò lavorarci sopra), però mi pare interessante e scritta bene, con requisiti chiari e sintetici. Sapendo che ci hanno lavorato persone competenti, sicuramente sarà completa.

La sicurezza delle informazioni non è un'opportunità

E' stato pubblicato questo mio articolo per ICT security magazine, dal titolo "La sicurezza delle informazioni non è un'opportunità":
- https://www.ictsecuritymagazine.com/articoli/la-sicurezza-delle-informazioni-non-e-unopportunita/

Era nato come una risposta provocatoria ad un post su LinkedIn. Poi ho elaborato ulteriormente i concetti.

martedì 26 febbraio 2019

CrowdStrike Global Threat Report 2019

Non conoscevo questa CrowdStrike, ma anch'essa si è messa a pubblicare report sulla sicurezza (come segnalato dal SANS NewsBites del 22 febbraio 2019):
- https://www.crowdstrike.com/resources/reports/2019-crowdstrike-global-threat-report/.

Divertente leggere la classificazione dei gruppi di criminali sulla base della provenienza geografica e facendo uso di nomi come Kryptonite Panda o Vodoo Bear. Per il resto queste sono altre statistiche che non mi hanno insegnato niente (a me non sembra interessante sapere la velocità, peraltro alta, con cui, una volta compromessa una rete, i criminali possono acquisire i privilegi massimi).

Il SANS segnala, tra gli altri, questo sito che riporta i risultati in sintesi:
- https://www.fifthdomain.com/industry/2019/02/21/new-report-questions-effectiveness-of-cyber-indictments/.

Symantec Internet Security Threat Report 2019

Symantec, come segnalato dal SANS NewsBites del 22 febbraio ha pubblicato il suo Internet Security Threat Report:
- https://www.symantec.com/security-center/threat-report.

Dice qualcosa di nuovo? A me non sembra perché ricorda che gli attacchi più frequenti sono: formjacking (particolare forma di injection), Ransomware, IaaS in cloud mal configurati (in particolare S3), IoT. Non ho capito benissimo cosa siano gli attacchi Living off the Land, ma non vorrei siano gli attacchi condotti da persone interne (o comunque con accesso alla rete interna) con "normali" strumenti di amministrazione. Insomma... cose già viste e sentite.

Segnalo che non ho scaricato il report completo perché mi chiede i miei dati di contatto. Forse ci sono cose più interessanti e, se qualcuno ne dovesse avere notizia, lo prego di segnalarmelo.

venerdì 22 febbraio 2019

Prima bozza dei criteri per la certificazione GDPR

L'European Data Protection Board (EDPB) ha pubblicato la bozza ("versione per consultazione pubblica") delle "Guidelines 1/2018 on certification and identifying certification criteria in accordance with Articles 42 and 43 of the Regulation 2016/679":
- https://edpb.europa.eu/our-work-tools/our-documents/guidelines/guidelines-12018-certification-and-identifying-certification_en.

Siamo ancora lontani dall'avere i criteri di certificazione rispetto al GDPR. Questi sono i criteri per valutare i criteri di certificazione. Sono, insomma, meta-criteri.

BCI Horizon Scan Report 2019

Segnalo il BCI Horizon Scan Report 2019:
https://www.thebci.org/resource/horizon-scan-report-2019.html.

Un altro report con le impressioni e i sentimenti degli intervistati, che elencano i rischi che più temono. Cosa mi ha insegnato questo report? Niente. Ma io lo segnalo lo stesso perché so che a molti interessa.

mercoledì 20 febbraio 2019

Mio libro "Sicurezza delle informazioni" edizione 2019 (in italiano e inglese)

Ho pubblicato un aggiornamento del mio libro "Sicurezza delle informazioni". Ho voluto tradurlo in inglese (con l'aiuto di altra persona!) e, nel farlo, ho trovato cose da correggere o da aggiornare anche nell'edizione italiana.

Tutti gli aggiornamenti sono apparsi prima sul mio blog (http://blog.cesaregallotti.it/) e sulla newsletter (http://www.cesaregallotti.it/Newsletter.html) e quindi niente per cui correre a comprare la nuova edizione.

La cosa più importante è che ho accreditato in copertina l'aiuto che avevo ricevuto nel 2014 da Massimo Cottafavi e Stefano Ramacciotti; il mio ritardo è inqualificabile e me ne scuso.

Per acquistarlo, consiglio di comprarlo sul sito degli editori (fornitori di piattaforme di self-publishing):
- per pdf in A4 e epub in italiano e inglese: https://store.streetlib.com;
- per il formato cartaceo in italiano e inglese: www.lulu.com/shop.

Alcuni appunti:
- il libro è disponibile su tutte le librerie virtuali e credo si possa anche noleggiare;
- dovrebbe essere disponibile solo l'edizione del 2019, ma vi prego di prestare comunque attenzione all'edizione che acquistate, visto che siamo ancora in fase di transizione dalla vecchia del 2017 alla nuova e alcuni negozi virtuali le vendono tutte e due);
- su Lulu, c'è un'edizione cartacea più economica; per motivi a me ignoti, è possibile creare una versione più economica (avendo gli stessi guadagni) vendibile solo su Lulu e così ho fatto;
- Lulu in questo momento è molto lenta nell'inviare la versione in italiano (ho avuto conferma della spedizione il 31 gennaio ma non mi è ancora arrivato il 18 febbraio), mentre è stata molto celere con quella in inglese.

martedì 19 febbraio 2019

DM per sicurezza operatori TLC

Andrea Evangelista via LinkedIn mi ha segnalato la pubblicazione del DM del 12 dicembre 2018 del Ministero dello sviluppo economico e pubblicato in G.U. il 21 gen 2019 "Misure di sicurezza ed integrità delle reti di comunicazione elettronica e notifica degli incidenti significativi":
- www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/01/21/19A00317/s.

Andrea Evangelista mi dice "dettaglia l'art. 16bis e ter del Codice delle comunicazioni elettroniche. E' un po' l'equivalente del D. NIS per i servizi di comunicazione elettronica e i fornitori di reti e servizi di comunicazione".

Per completezza, il link al Codice delle comunicazioni elettroniche:
- www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2003-08-01;259!vig=

Qualche riflessione (cerco di unire le mie con quelle di Andrea; ogni errore e mio):
- i destinatari sono i "fornitori di servizi di reti e servizi di comunicazione elettronica", ossia i fornitori di connessione (Telco) e le società cosiddette "wholesale only", ossia quelle che hanno una concessione ex art. 25 del Codice delle comunicazioni elettroniche; non è indirizzato ai fornitori di contenuti;
- quando parla di incidenti (articolo 5), li intende solo come con impatto sulla disponibilità e non su integrità (dei dati) e riservatezza (ha come obiettivo di garantire la disponibilità e continuità dei servizi sulle reti e prevenire i cosiddetti incidenti significativi che creano "disservizi");
- interessante il sunto di un sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni dell'articolo 4 (anche se certe rigidità normative possono essere discusse);
- interessante anche quando all'art. 6 comma 2 tratta "dell'eventuale possesso di certificazioni di conformità...";
- meno apprezzabile il ricorso agli "asset" come base per la valutazione del rischio, concetto ormai ritenuto superato (ma va detto che il testo è sufficientemente ambiguo e può essere letto anche pensando alla necessità di descrivere correttamente i servizi e identificare i rischi non necessariamente per ciascun asset; usa termini come "potenzialmente in grado" e "asset propri o di terzi che contribuiscono anche parzialmente alla fornitura dei servizi...").

lunedì 18 febbraio 2019

Un altro articolo negativo su blockchain

Per quanto poco io capisca di blockchain o, come dicono quelli che vogliono essere "meno modaioli", di distributed ledger technology (DLT), penso che sia una boiata pazzesca (a differenza della Corazzata Potemkin, che è un grande film).

Il mio parere, come già scrissi tempo fa, è da prendere con prudenza. Ma quello di Bruce Schneier, uno degli esperti di sicurezza veramente competenti e che ragiona invece di ripetere a pappagallo quello che dicono altri, va preso molto seriamente (scrive anche benissimo, tra gli altri suoi pregi).

Quindi io segnalo il suo articolo "Blockchain and Trust":
- https://www.schneier.com/blog/archives/2019/02/blockchain_and_.html.

In sintesi, anche lui pensa che la blockchain sia un termine di moda e che, nella realtà, la sua tecnologia non migliora la sicurezza e sicuramente peggiora l'efficienza dei sistemi. Lui parla di blockchain pubblica, visto che quella privata è realizzabile in mille altri modi e tecnicamente avrebbe altri nomi (è indicata con il termine "blockchain" solo perché di moda).

Milano, 10 aprile 2019: DFA Open day 2019

Il 10 aprile pomeriggio si terrà a Milano l'annuale DFA Open day (gratuito). Per iscriversi:
- https://www.eventbrite.it/e/biglietti-dfa-open-day-2019-56637583537.

Il programma non lo abbiamo ancora stabilito completamente, ma parleremo di digital forensics (lato tecnologico e lato legale), di GDPR e chissà che altro.

Per la cronaca, sono presidente dell'associazione.

giovedì 14 febbraio 2019

ITIL 4 in uscita

In questi mesi (primo trimestre 2019) è prevista l'uscita di ITIL 4. Sicuramente è frutto di varie riflessioni (incluso il nome, dato che nel 2011 avevano decretato che le future versioni di ITIL non avrebbero più avuto una "versione" e invece oggi si parla di ITIL 4).

Per prepararsi (anche per capire come mantenere le certificazioni personali), segnalo questo articolo dal titolo "ITIL 4: aria di rinnovamento" che, mi pare, dica tutto:
- https://www.zerounoweb.it/cio-innovation/organizzazione/itil-4-aria-di-rinnovamento/.

La pagina ufficiale sull'aggiornamento di ITIL è quella del sito di Axelos:
- https://www.axelos.com/itil-update.

Cassazione: licenziamento lecito per troppo uso di Facebook

L'articolo ha titolo "Facebook per troppe ore al lavoro, la Cassazione ribadisce il licenziamento":
- https://www.repubblica.it/cronaca/2019/02/01/news/facebook_per_troppe_ore_la_cassazione_ribadisce_il_licenziamento-218017328

Notare che i giudici hanno stabilito che non c'è stata nessuna violazione delle regole sulla tutela della privacy. Spero qualcuno possa segnalare qualche articolo di maggiore riflessione in merito a questa sentenza.

ENISA e misure di sicurezza per le app per smartphone

ENISA pubblicò a inizio 2017 un documento dal titolo "Smartphone Secure Development Guidelines". Lo segnalo, con colpevole ritardo:
- https://www.enisa.europa.eu/publications/smartphone-secure-development-guidelines-2016.

Ora ha reso in formato xls le misure di sicurezza e, forse un po' troppo pomposamente, lo ha denominato SMASHING Tool. Al di là della mia ironia sull'eccesso di enfasi, penso che l'iniziativa sia più che apprezzabile:
- https://www.enisa.europa.eu/topics/iot-and-smart-infrastructures/smartphone-guidelines-tool.

domenica 10 febbraio 2019

Manutenzione impianti elettrici

La sicurezza degli impianti elettrici è un elemento, non principale e spesso dimenticato, della sicurezza informatica. Per questo, ricordando che le competenze in materia di sicurezza dei lavoratori e di sicurezza delle informazioni sono diverse, è bene saperne qualcosa.

Franco Vincenzo Ferrari di DNV GL mi ha segnalato questo articolo di PuntoSicuro dal titolo "Linee guida per la verifica e il controllo degli impianti elettrici":
- https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/linee-guida-buone-prassi-C-62/linee-guida-per-la-verifica-il-controllo-degli-impianti-elettrici-AR-18793/.

L'articolo riassume i punti salienti di una linea guida del CNPI sulla sicurezza degli impianti elettrici. La pagina del CNPI è la seguente:
- http://www.cnpi.eu/dal-cnpi-la-linea-guida-sulla-sicurezza-degli-impianti-elettrici/.

Nel 2008 avevo copiato un articolo di Filodiritto (www.filodiritto.it) che, ahimé, non riesco più a trovare. Segue quindi quanto avevo copiato (e forse sintetizzato... non ricordo). Segnalo che la linea guida del CNPI non cita il DPR 392 del 1994, che sembra comunque in vigore.

Il Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008 è stato emanato al fine di riordinare tutte le disposizioni in tema di attività di installazione e di sicurezza degli impianti all'interno di edifici di diversa tipologia. Il riordino delle disposizioni vigenti in materia ha comportato l'abrogazione delle norme contenute:
- nella Legge n. 46 del 5 marzo 1990 "Norme sulla sicurezza degli impianti" (ad eccezione degli articoli 8, 14, 16 sulle sanzioni applicabili);
- nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 447 del 6 dicembre 1991 "Regolamento di attuazione della legge 46/1990 in materia di sicurezza degli impianti";
- nel Capo V parte II artt. dal 107 al 121 "Norme per la sicurezza degli impianti" del Testo Unico in materia edilizia di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 6 giugno 2001.

Pertanto, a partire dal 27 marzo 2008 (data di entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 37/2008), tutta la materia dell'installazione e della sicurezza degli impianti è disciplinata:
- dal citato decreto 37/2008;
- dagli articoli 8, 14 e 16 della legge n. 46/1990;
- dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 392 del 18 aprile 1994 "Regolamento per la disciplina del procedimento di riconoscimento delle imprese ai fini dell'installazione, ampliamento e trasformazione degli impianti nel rispetto delle norme di sicurezza".

Per la manutenzione degli impianti di ascensori e montacarichi in servizio privato continuano, invece, ad applicarsi le disposizioni del Decreto del Presidente della Repubblica n. 162 del 30 aprile 1999 e le altre disposizioni specifiche in materia.

venerdì 8 febbraio 2019

Differenza tra sicurezza IT e OT

Ho scritto questo breve articolo dal titolo "Differenza tra sicurezza IT e OT":
- https://www.ictsecuritymagazine.com/articoli/differenza-tra-sicurezza-it-e-ot/.

Titolare e responsabile secondo il Garante (e i consulenti del lavoro)

Quest'estate era divampato il dibattito dal titolo "il consulente del lavoro è titolare o responsabile dei trattamenti svolti per i propri clienti?". Ne avevo scritto:
- http://blog.cesaregallotti.it/2018/07/circolare-dei-consulenti-del-lavoro.html.

Il Garante si è finalmente espresso su questo punto, dicendo (in accordo con tutti gli "esperti privacy" che io ritengo veramente tali e non con tanti altri cialtroni) che il consulente del lavoro ha il ruolo di responsabile quando tratta i dati per conto dei propri clienti:
- https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9080970.

Da notare che la risposta del Garante fornisce altri esempi di responsabili: il soggetto che fornisce servizi di localizzazione geografica, i servizi di posta elettronica, i servizi di televigilanza.

Aggiunge anche "la società capogruppo delegata da società controllate e collegate a svolgere adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale per i lavoratori", ma su questo ho i miei dubbi, visto che la capogruppo è solitamente non delegata "volontariamente" dalle controllate.

Il business della sicurezza (nelle scuola USA)

Segnalo questo articolo del Corriere della sera dal titolo "Usa, il business sicurezza nelle scuole":
- https://www.corriere.it/editoriali/19_febbraio_07/usa-business-sicurezza-scuole-667de962-2afb-11e9-8bb3-2eff97dced46.shtml.

Mi occupo di sicurezza delle informazioni e, con le dovute cautele, alcuni parallelismi li possiamo fare. In particolare ho riflettuto sull'unione di due direzioni contrapposte: da una parte quella della sfiducia completa nei confronti del prossimo, per cui è necessario armarsi di armi reali o di forme di controllo sempre più sofisticate, dall'altra quella della fiducia totale nei confronti dei venditori delle tecnologie che hanno già dimostrato di potersene approfittare (vedere caso di Cambridge Analytica).

E da questa storia si nota anche la tendenza a rifugiarsi, per la sicurezza, in tecnologie sempre più sofisticate, complesse da mantenere e che lasciano sempre più spazio di manovra ai fornitori. Un tempo era caratteristica degli informatici rispondere, ad ogni problema di sicurezza informatica, "ho un tool"; oggi sembra la risposta comune. Invece spesso basterebbe risparmiare su qualche gadget o consulente e investire di più negli stipendi del personale che c'è già, nella sua formazione e nella sua crescita numerica.

Penso che in molti casi costerebbero di meno (anche se, ahinoi, nelle spese fisse), e avrebbero maggiori benefici, due persone in più, con la riduzione dello stress in quelli che ci sono già e quindi degli errori, al posto del continuo ricorso a super-fornitori, super-consulenti e super-tecnologie.

Dico questo con l'esperienza di chi ha visto aziende con tanti tecnici sovraccarichi di lavoro e che investono in tecnologie spesso inutili (qualcuno si ricorda i DLP? oggi sono, a ragione, quasi dimenticati) e in consulenze altrettanto inutili (per esempio su fantistici modelli organizzativi che non vedono mai la luce, nonostante gli enormi costi sostenuti per farsi dire che è necessaria un'organizzazione "matriciale" (perché è così che finisce nella maggior parte dei casi; mi si scusi lo spoiler)).

martedì 5 febbraio 2019

Ampliamento Registro delle opposizioni

Luca de Grazia mi ha segnalato l'entrata in vigore del DPR 149 del 2018 che estende il Registro delle opposizioni alla posta cartacea. Il registro era già stato esteso, con la Legge 5 del 2018, ai numeri di cellulari.

Il DPR che istituisce il Registro delle opposizioni è il 178 del 2010 e su Normattiva si trova la sua versione aggiornata. Similmente, si trova la Legge 5 del 2018.

L'indirizzo web di Normattiva è:
- www.normattiva.it.

Il Registro delle opposizioni è il servizio concepito a tutela del cittadino, il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici, che decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato. Il suo indirizzo web è:
- http://www.registrodelleopposizioni.it/.

lunedì 4 febbraio 2019

Articolo sulle assicurazioni IT (un altro)

Recentemente segnalai e commentai un articolo del The Economist sulle assicurazioni IT:
- http://blog.cesaregallotti.it/2019/01/articolo-sulle-assicurazioni-it.html.

Pierfrancesco Maistrello, allora, mi ha segnalato un articolo di IAPP molto simile, dal titolo "Data breach insurance: A three-part problem":
- https://iapp.org/news/a/data-breach-insurance-a-three-part-problem/.

Prende le mosse da una sentenza (credo di un tribunale inglese) che ha imposto ad un'azienda di sottoscrivere un'assicurazione per le multe derivanti dal GDPR. Il fatto è che la questione non è banale per vari motivi: è in dubbio la possibilità di prevedere assicurazioni per inadempimenti legali, sono carenti le statistiche sugli incidenti, è incerta la definizione di "cyber risk", l'assicuratore può non pagare anche per minime carenze dell'assicurato nel seguire le procedure.

L'articolo parla, incidentalmente, anche delle assicurazioni da DPO dicendo che non sono sostanzialmente disponibili.

Due riflessioni:
- la cosa sull'impossibilità di assicurarsi per inadempimenti legali mi è nuova e spero di trovare ulteriori articoli in merito per approfondire la questione (pare purtroppo che gli esperti legali italiani trovino più gusto a ripetere il concetto di accountability);
- le altre cose le so da tempo, eppure troppi "esperti" continuano a proporle e mi chiedo come mai; non si aggiornano o non approfondiscono le cose di cui parlano? si aggiornano facendo affidamento a "esperti" che non sono esperti ma solo imbonitori? sono essi stessi imbonitori senza vera competenza?

venerdì 1 febbraio 2019

ENISA Threat Landscape 2018 report

Tempo di report (solitamente non molto utili, ma molto apprezzati) sulla sicurezza. Ecco il primo del 2019: "ENISA Threat Landscape 2018 report":
- https://www.enisa.europa.eu/news/enisa-news/exposure-to-cyber-attacks-in-the-eu-remains-high/.

Questo rapporto ha il pregio di elencare 15 minacce ritenute particolarmente significative (dal malware allo spionaggio) e di collegarle a misure di mitigazione.

La mia perplessità è che sembra (anche se è faticoso capirlo dal documento) che queste 15 minacce sono state selezionate non sulla base di dati, ma sulla base delle percezioni degli esperti di ENISA. Tutto ragionevole, ma da sapere.

ENISA e materiale di formazione tecnica

Ho notato la recente pubblicazione di ENISA del materiale di formazione tecnica "Introduction to network forensics".

Andando a vedere di cosa si tratta, ho visto che il materiale è pubblicato insieme a tante altre cose in una pagina "Online training material":
- https://www.enisa.europa.eu/topics/trainings-for-cybersecurity-specialists/online-training-material/technical-operational.

Mi sembra tutto molto interessante e pertanto lo segnalo.

ENISA e IoT

ENISA (l'agenzia europea per la sicurezza informatica) ha pubblicato negli anni alcuni documenti e raccomandazioni per l'IoT.

In una pagina web è possibile accedere alle raccomandazioni per gli ambiti finora trattati (città, automobili, industria, aeroporti, ospedali). Queste raccomandazioni possono anche essere scaricate in formato Excel.

La pagina "ENISA Good practices for IoT and Smart Infrastructures Tool":
- https://www.enisa.europa.eu/topics/iot-and-smart-infrastructures/iot/good-practices-for-iot-and-smart-infrastructures-tool

mercoledì 30 gennaio 2019

Articolo sulle assicurazioni IT

Roberto Gallotti (mio papà!) mi ha segnalato un articolo del The Economist dal titolo "The market for cyber-insurance is growing":
- https://www.economist.com/finance-and-economics/2019/01/26/the-market-for-cyber-insurance-is-growing.

La sostanza è che il mercato delle assicurazioni IT (o cyber-insurance) è ancora immaturo.

Ne avevo scritto già prima del 2011, poi nel 2011 e poi, grazie ad uno studio di ENISA, nel 2012 (http://blog.cesaregallotti.it/2012/08/assicurazioni-e-sicurezza-informatica.html). Nulla è cambiato, neanche quelli che, senza aver studiato l'argomento, continuano a promuovere assicurazioni ancora inadeguate.

lunedì 28 gennaio 2019

Pubblicata la nuova ISO/IEC 27008

E' stata pubblicata a gennaio 2019 la nuova versione della ISO/IEC 27008 dal titolo "Guidelines for the assessment of information security controls":
- https://www.iso.org/standard/67397.html.

La precedente versione era la ISO/IEC 27008:2011. Questa è stata indicata come "revisione maggiore", anche perché ora si basa sui controlli della ISO/IEC 27002:2013.

Questo standard non mi piace perché in alcuni punti coglie l'occasione per "migliorare" la ISO/IEC 27002.

Pubblicata la nuova ISO/IEC 27018

E' stata pubblicata a gennaio 2019 la nuova versione della ISO/IEC 27018 dal titolo "Code of practice for PII protection in public clouds acting as PII processors":
- https://www.iso.org/standard/76559.html.

La precedente versione era la ISO/IEC 27018:2014 e questa nuova versione è indicata come "revisione minore" e sembra dovuta al solo fatto che ci fossero dei riferimenti incrociati sbagliati (questo è quello che ho trovato scritto nella "giustificazione per la revisione").

Ricordo che questa norma riporta controlli privacy che possono essere usati per estendere quelli di sicurezza della ISO/IEC 27001 e ottenere una certificazione rispetto alla ISO/IEC 27001 "estesa" con la ISO/IEC 27018. È applicabile ai fornitori di servizi cloud pubblici, che agiscono con ruolo di responsabili (e non titolari!).

giovedì 24 gennaio 2019

Cassazione: accesso a Facebook con le credenziali della moglie

Luca De Grazia mi ha segnalato, con il titolo "Condannato per essere entrato nel profilo Facebook della moglie e aver fotografato una chat", una sentenza della Cassazione.

Il commento sintetico mi pare dica tutto: "Evidente, secondo i Giudici, l'interferenza compiuta dal marito ai danni della vita privata della consorte. Irrilevante il fatto che le credenziali di accesso fossero state fornite tempo addietro dalla donna al marito".

Segnalo questo articolo (il primo che ho trovato):
- http://www.studiolegalezuco.it/accesso-abusivo-sistema-informatico-615-ter-profilo-facebook-conoscenza-credenziali-cassazione-penale-2905-2019/.

Mi pare interessante, anche perché ritorna sul caso in cui una persona condivide le proprie password con un'altra. Anche questo caso ci insegna che è sempre una cattiva idea.

mercoledì 23 gennaio 2019

Google multata in Francia per 50 milioni per mancato rispetto del GDPR

Una prima multa milionaria per il mancato rispetto del GDPR. In questo caso, il Garante francese ha multato Google perché Android non presenta chiaramente i consensi necessari per il trattamento dei dati.

Un articolo in italiano dal titolo "Consenso alla privacy poco chiaro, in Francia multa da 50 milioni di euro per Google":
- https://www.lastampa.it/2019/01/21/tecnologia/consenso-alla-privacy-poco-chiaro-in-francia-multa-da-milioni-di-euro-per-google-aDmrdULxnqJU2oMdLJeBsI/pagina.html.

Un articolo in inglese dal titolo "GDPR: Google hit with €50 million fine by French data protection watchdog":
- https://www.zdnet.com/article/gdpr-google-hit-with-eur50-million-fine-by-french-data-protection-watchdog/.

Dipendente che usa registrazioni per scopi difensivi

Questa mattina un cliente mi ha fatto una domanda per cui sono dovuto andare a ricercare questa notizia di Filodiritto dal titolo "Cassazione Civile: è illegittimo il licenziamento del dipendente che utilizza le registrazioni fonografiche occulte per scopi difensivi":
- https://www.filodiritto.com/news/2018/licenziamento-cassazione-civile-illegittimo-il-licenziamento-del-dipendente-che-utilizza-le-registrazioni-fonografiche.html.

Penso che possa di essere interesse anche per i miei lettori.

Mi ha stupito il fatto che la sentenza faccia riferimento al GDPR. Infatti mi sembrava dovesse essere escluso in quanto non "trattamento interamente o parzialmente automatizzato di dati personali" o "di trattamento non automatizzato di dati personali contenuti in un archivio o destinati a figurarvi" e, anzi, "attività a carattere esclusivamente personale". Sicuramente ha ragione la Cassazione.

martedì 15 gennaio 2019

Foto dei figli sui social network

Da un tweet di @a_oliveri, segnalo questo articolo dal titolo "Foto sui social dei figli minorenni, i genitori rischiano fino a 10mila euro di multa":
- https://www.repubblica.it/tecnologia/2018/01/08/news/multa_foto_figli_social-186077784/.

Credo che queste vicende dicano tanto sulla cultura del "non abbiamo segreti per nessuno; anzi... facciamo vedere a tutti i fatti nostri!". Questa cultura va capita da chi si occupa di sicurezza delle informazioni e di privacy, perché si concretizza in violazioni di dati.

giovedì 10 gennaio 2019

Sensibilizzazione 04 - Materiale NCSC

Dark Reading Weekly segnala che lo statunitense National Counterintelligence and Security Center (NCSC) ha messo online del materiale di sensibilizzazione:
- https://www.dni.gov/index.php/ncsc-how-we-work/ncsc-know-the-risk-raise-your-shield/ncsc-awareness-materials.

I video mi sembrano molto interessanti. Non proprio divertentissimi, ma interessanti. Il resto del materiale mi sembra di difficile interpretazione (io, perlomeno, faccio fatica a capirlo). Tutto è in inglese, ma può isprirare inziative in italiano (per chi ne avesse voglia).

mercoledì 9 gennaio 2019

Differenze tra sicurezza IT e sicurezza ICS (e non solo)

Da un tweet di @yvetteagostini, segnalo questa breve riflessione dal titolo "IT+OT Cyber security experts?":
- lnkd.in/eE5j5qs.

In sostanza dice che chi si occupa di sicurezza informatica (orientata alla difesa di riservatezza, integrità e disponibilità) non può riutilizzare gli stessi concetti alla sicurezza industriale (sicurezza per OT o Operational technology o per ICS o Industrial Control Systems, di cui fanno parte gli SCADA). Infatti la sicurezza per OT si concentra sulla difesa di sicurezza fisica (safety), affidabilità (reliability) e produttività (productivity). A maggior ragione, non è pensabile una roba come la "convergenza di sicurezza IT e OT".

Non sono molto d'accordo (per esempio perché sono convinto che la sicurezza IT debba anche considerare la produttività e la sicurezza OT debba anche considerare la riservatezza; gli altri parametri sono sovrapponibili), ma trovo istruttivo questo sottolineare la differenza culturale tra le due materie.

È innegabile che, per affrontare bene una materia, è necessario capirne la cultura di fondo. Questo l'ho visto, per esempio, quando ho affrontato la qualità dopo essermi dedicato alla sicurezza delle informazioni e poi, nella mia crescita professionale, sono ritornato alla sicurezza delle informazioni e poi alla gestione dei servizi, alla continuità operativa, alla privacy, eccetera. Ogni materia ha le sue peculiarità e queste vanno capite e apprezzate prima di farle "convergere".

È anche per questi motivi che ho sempre cercato di non fare elenchi di correlazione tra norme sulla sicurezza (ISO/IEC 27001), sulla gestione dei servizi (ISO/IEC 20000-1), sulla privacy e altro. Ed è anche per questi motivi che evito l'uso dell'espressione "cybersecurity", visto che è usato in modo molto vago, per includere o escludere la sicurezza IT  o OT, a seconda dell'interlocutore.

Bufale su Internet

Penso che le bufale (o "fake news", come si usa dire oggi in inglese) siano un argomento non proprio pertinente il mio mestiere, ma comunque interessante.

Infatti siamo testimoni di bufale relative alle misure di sicurezza o adempimenti inesistenti (o non più inesistenti). Siamo anche testimoni di paure ingiustificate su possibili attacchi quasi impossibili (inclusi i terremoti a Milano) e di sottovalutazione di attacchi molto più probabili (come quelli su alcuni servizi accessibili dal web).

E' per questo che segnalo qualche link che @sramakk ha condiviso su Twitter sulle bufale su Wikipedia (forse in questi giorni avrà notato qualche esempio o avrà incontrato qualcuno troppo entusiasta di Wikipedia). Uno è di uno che è riuscito a far circolare false citazioni (sperando che a sua volta non sia una bufala):
- https://www.wired.it/internet/2014/01/15/come-ho-fregato-tg-politici-e-giornali-con-wikipedia/.

Un altro è su alcune bufale particolarmente significative:
- https://www.ilpost.it/2015/04/18/wikipedia-affidabilita/.

Più o meno negli stessi giorni, ho notato anche questo tweet di @Chronotope che suggeriva un articolo dal titolo "How Much of the Internet Is Fake? Turns Out, a Lot of It, Actually", dedicato al fatto che sono create misure, utenze e contenuti solo per generare numeri utili alla pubblicità (e al denaro, ovviamente):
- https://nymag.com/intelligencer/2018/12/how-much-of-the-internet-is-fake.html.

E sempre negli stessi giorni ho visto un tweet sulla propaganda politica e sull'uso distorto dei canali di comunicazione (la stessa foto, innocente, usata in più di 180 articoli razzisti!):
- https://twitter.com/bknsty/status/1081954569196879872.

domenica 6 gennaio 2019

GDPR: verificata dal Garante la conformità dei Codici deontologici

Il Garante ha aggiornato i codici deontologici per allinearli al GDPR:
- https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9069732.

Oggi si chiamano "Regole deontologiche". Se ho capito correttamente, non riportano novità rispetto alle precedenti versioni.

Per i più scrupolosi, la notizia è accompagnata da riflessioni sul fatto che non è stata avviata una consultazione pubblica.

Guide per avviare collaborazioni in materia di sicurezza IT

Il National Cyber Security Centre (NCSC) dei Paesi Bassi ha pubblicato delle guide per migliorare le collaborazioni settoriali, geografiche o di filiera in materia di sicurezza informatica:
- https://www.ncsc.nl/english/cooperation.

Questo può essere un ulteriore tassello per l'applicazione della Direttiva NIS (la notizia l'ho ricevuta da un tweet di @enisa_eu). Mi chiedo quanto questo argomento sarà sviluppato. In Italia abbiamo, come elemento positivo, una storia di distretti industriali da cui attingere. Penso però che, alla fine, a meno che qualche Pubblica amministrazione (come già succede in alcuni casi) non promuova alcune collaborazioni, i grandi fornitori di servizi IT metteranno sul mercato i loro servizi di SOC "generalisti".

Sono curioso di vedere come andranno le cose.

Guida ETSI per un SOC

Franco Vincenzo Ferrari di DNV GL mi ha segnalato che ETSI ha pubblicato la ETSI GS ISI 007 V1.1.1 (2018-12) dal titolo "Information Security Indicators (ISI); Guidelines for building and operating a secured Security Operations Center (SOC)":
- https://portal.etsi.org/webapp/workprogram/Report_WorkItem.asp?WKI_ID=50920.

Questo documento è importante perché la Direttiva NIS (recepita dal nostro D. Lgs. 65 del 2018) richiede ai fornitori di servizi essenziali di attivare processi di rilevazione, trattamento e segnalazione degli incidenti di sicurezza informatica, spesso compito di un SOC.

Personalmente, non credo che la lettura di una Linea guida come questa possa insegnare veramente come realizzare e operare un SOC (per questo ci sono sicuramente validi libri), ma è certamente un ottimo riferimento.

sabato 5 gennaio 2019

Guida alla sicurezza IT dell'US Dept. of Health and Human Services

Il SANS NewsBites del 4 gennaio (www.sans.org) segnala la pubblicazione della serie di documenti "Health Industry Cybersecurity Practices: Managing Threats and Protecting Patients" da parte dell'US Dept. of Health and Human Services:
- https://www.phe.gov/Preparedness/planning/405d/Pages/hic-practices.aspx.

Un commento di un curatore del SANS segnala che questa guida è un cambio di direzione perché si basa sulle "buone pratiche", non sul "rischio". Secondo molti è un male, ma secondo me è un bene, fino ad un certo punto. Come dice lo stesso curatore del SANS NewsBites, per una vera valutazione del rischio sono necessari tempo e competenze (oltre che soldi) e spesso i risultati non sono poi così strabilianti. Allora ben venga un elenco di "buone pratiche" su cui è possibile ragionare e non un vago richiamo (come oggi va di moda) alla valutazione del rischio senza una seria valutazione delle soluzioni oggi disponibili.

E' vero che domani le soluzioni saranno diverse, ma almeno qualcuno ci spiega quelle di oggi.

A dire il vero, non mi sembra che questa guida presenti cose particolarmente innovative o relative alla sanità (persino la "Cybersecurity Practice #9: Medical Device Security" non mi è sembrata particolarmente significativa). Però confesso di non averla letta con particolare attenzione.

sabato 22 dicembre 2018

Garante privacy e aggiornamenti sulle autorizzazioni generali

Il Garante privacy ha avviato i lavori relativi agli aggiornamenti sulle autorizzazioni generali. La notizia sulla newsletter fa il punto delle autorizzazioni che non sono più valide ("hanno cessato completamente i loro effetti"):
- https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9069012.

Il Provvedimento (doc. web 9068972), invece, fa il punto su quelli che risultano compatibili con il GDPR e prevede di avviare una consultazione pubblica per aggiornarle:
- https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9068972.

Quindi: siamo ancora all'idea di bozze. Ci saranno i soliti che si agiteranno, ma in realtà ci sarà da aspettare.

Penale per Facebook per ritardo nella riattivazione di un account sospeso immotivatamente

Luca De Grazia mi ha informato di un'interessante sentenza: Facebook è stata punita perché disabilitò un'utenza senza assicurarle un minimo di diritto di difesa.

Luca De Grazia mi ha segnalato l'articolo su Quotidiano Giuridico:
- http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2018/12/20/sospensione-immotivata-dell-account-penale-per-facebook-in-caso-di-ritardo-nella-riattivazione#.

Segnalo altri due articoli sulla medesima questione. Uno è giornalistico da Italia Oggi:
- https://www.italiaoggi.it/news/stop-alle-censure-immotivate-da-parte-di-facebook-2321752.

Un altro è più tecnico, da Studio Cataldi:
- https://www.studiocataldi.it/articoli/32919-facebook-non-puo-disattivare-un-account-senza-motivo.asp.

venerdì 21 dicembre 2018

NIST Risk management framework

Il NIST ha pubblicato la rev. 2 del SP 800-37 dal titolo "Risk Management Framework for Information Systems and Organizations: A System Life Cycle Approach for Security and Privacy":
- https://csrc.nist.gov/publications/detail/sp/800-37/rev-2/final.

Solitamente apprezzo le pubblicazioni del NIST, ma questa mi pare un rifacimento di cose vecchie. In particolare ripropone una valutazione del rischio basata sugli asset senza ulteriori riflessioni.

Dal NIST, poi, speravo di ricevere un maggior numero di esempi, che invece non ci sono.

Come pragmatismo, infine, non posso non notare quanto si aggrovigli sui concetti di "autorizzazione", dedicandoci anche due appendici per un totale di 32 pagine. Se ho capito correttamente, si tratta di "approvazione del rischio residuo e del piano di trattamento" e, quindi, parte delle riflessioni riguardano le responsabilità dei sistemi, visto che spesso si intrecciano in forme non facilmente discernibili.

giovedì 20 dicembre 2018

Cyber lexicon

Enrico Luigi Toso mi ha segnalato questo Cyber Lexicon:
- http://www.fsb.org/2018/11/cyber-lexicon/.

E' stato preparato dall'FSB, quindi è indirizzato al settore finanziario. Però può essere di interesse per tutti.

mercoledì 19 dicembre 2018

Sicurezza nei sistemi missilistici USA

Giulio Boero su LinkedIn mi ha consigliato questa notizia dal lungo titolo "Security Controls at DoD Facilities for Protecting Ballistic Missile Defense System Technical Information DODIG-2019-034":
- http://www.dodig.mil/reports.html/Article/1713611/security-controls-at-dod-facilities-for-protecting-ballistic-missile-defense-sy/.

Gli ispettori del US Department of Defense (DOD) Office of Inspector General (OIG) hanno elencato le carenze in materia di sicurezza informatica presso l'US ballistic missile defense systems (BMDS).

In sintesi:
- non è presente un meccanismo di autenticazione a 2 fattori;
- le vulnerabilità di rete non sono state mitigate;
- i rack non sono chiusi a chiave;
- i media rimovibili non sono sufficientemente monitorati e protetti;
- le trasmissioni non sono cifrate;
- non è attivo un IDS sulla rete classificata;
- non sono disponibili giustificazioni scritte per elevare i privilegi degli utenti.

Nulla di nuovo o di specifico. Certamente alcune cose fanno paura.

Però segnalo che tutto manca di contesto. Per esempio: i rack non sono chiusi a chiave, ma l'accesso al data centre è controllato? quali vulnerabilità di rete non sono state mitigate e si tratta di vulnerabilità visibili all'esterno della rete?

Alcune cose, però, sono ingiustificabili, come per esempio l'assenza di 2FA e di trasmissioni cifrate.

Insomma: notizia che mi ha impressionato soprattutto perché vedo che negli USA rendono pubbliche queste cose.

martedì 18 dicembre 2018

Sicurezza da dilettanti

Bruce Schneier, nell'ultimo numero di Crypto-Gram, ha pubblicato un breve articolo dal titolo "Worst-Case Thinking Breeds Fear and Irrationality":
https://www.schneier.com/blog/archives/2018/11/worst-case_thin_1.html.

Ha colto l'idea da una notizia da Brighton: un tizio vede un adulto e una bambina e chiama la polizia dicendo di aver visto un adulto rapire una bambina; la polizia interviene con tutto l'armamentario del caso e poi scoprire che si trattava di un padre con la propria figlia.

Ultimamente sto notando l'ansia eccessiva intorno ai bambini e non mi stupisce che ci siano persone che o ne approfittano o dimostrano ulteriore ansia.

Io rifletto che le statistiche sono poche (pare che negli USA si parli di 105 casi all'anno; ma non ho trovato ricerche che diano dettagli sulle età, sui diversi tipi di sparizione, sulla certezza delle cause di sparizione, eccetera) e quasi nessuno legge le poche a disposizione; crescono le notizie false, i conseguenti allarmi falsi e la successiva ansia ingiustificata. Questo succede anche nella sicurezza delle informazioni (e lo si è visto con la "corsa al GDPR").

Bruce Schneier conclude dicendo che se ci si rivolge ai dilettanti, non bisogna stupirsi se poi si fa una sicurezza da dilettanti. Mi sembra un'ulteriore riflessione degna di nota.

sabato 15 dicembre 2018

Guida per la sicurezza informatica sulle navi

Dal SANS NewsBites del 14 dicembre, segnalo la notizia della pubblicazione, del documento "The guidelines on cyber security onboard ships":
- https://iumi.com/news/blog/bimco-the-guidelines-on-cyber-security-onboard-ships.

L'articolo di ZDnet suggerito dal SANS NewsBites si concentra troppo sugli incidenti registrati negli ultimi anni:
- https://www.zdnet.com/article/ships-infected-with-ransomware-usb-malware-worms/.

L'esercizio sugli attacchi è interessante non tanto per l'impatto giornalistico, ma perché evidenzia lo sforzo di analisi fatto. Questo sforzo si riflette anche sulla descrizione delle misure e sulle altre parti del documento, che ripetono sì le "solite cose", ma ben personalizzate per l'ambiente di riferimento. Questo include una breve riflessione sulla differenza tra i sistemi informatici tradizionali (IT system) e quelli industriali o, nel caso, della nave (Operational system o OT system).

Segnalo poi, accanto alla completezza, la sinteticità del documento: 56 pagine.

giovedì 13 dicembre 2018

Pentesting

Pentesting (con un piccolo e divertente gioco di parole):
- https://nymag.com/strategist/article/best-pens-gel-ballpoint-rollerball-felt-fountain.html.

E' vero: non c'entra niente con le notizie che do di solito. Però è divertente.

OWASP per applicazioni per dispositivi mobili

OWASP ha recentemente pubblicato due documenti interessanti sulla sicurezza delle applicazioni per dispositivi mobili. Sono gratuiti e si possono trovare sul sito di OWASP:
- https://www.owasp.org/index.php/OWASP_Mobile_Security_Testing_Guide.

Segnalo in particolare il pdf per la "Mobile Security Testing Guide (MSTG)" - 1.1.0 Release (406 pagine):
- https://github.com/OWASP/owasp-mstg/releases.

La "Mobile App Security Requirements and Verification" è ora alla versione 1.1 ed è di più rapida lettura (30 pagine). Si può scaricare direttamente dal sito di OWAS (dalla prima pagina indicata in questo post).

Le tabelle della "Mobile App Security Requirements and Verification" sono disponibili anche in Excel:
- https://github.com/OWASP/owasp-mstg/tree/master/Checklists.

Sviluppo sicuro: tipi di scansione

Segnalo questo articolo su ICT Security Magazine dal titolo "Sviluppo sicuro del codice… 4 semplici domande a 3 strati di una cipolla":
- https://www.ictsecuritymagazine.com/articoli/sviluppo-sicuro-del-codice-4-semplici-domande-a-3-strati-di-una-cipolla/.

Mi pare che questo articolo faccia chiarezza sulle 3 analisi di sicurezza del codice:
- scansione statica del codice, da fare con strumenti automatici in ambiente di sviluppo e test;
- scansione dinamica del codice, da fare con strumenti parzialmente automatici in ambiente di test;
- penetration test, da fare con vari strumenti in ambiente di produzione.

Mi piacciono le argomentazioni proposte, anche se mi rimangono alcune domande:
- la scansione dinamica va fatta coinvolgendo specialisti o può essere fatta dagli stessi sviluppatori (osservando che i PT rientrano nel primo caso)?
- quali strumenti sono oggi ritenuti più interessanti per le scansioni statiche e dinamiche?

martedì 11 dicembre 2018

Executive Perspectives on Top Risks for 2019 di Protiviti

Segnalo questo documento di Protiviti dal titolo "Executive Perspectives on Top Risks for 2019":
- https://www.protiviti.com/IT-it/insights/protiviti-top-risks-survey.

Io ho molte perplessità di fronte a queste indagini, visto che sono palesemente guidate. Inoltre trovo eccessivamente pomposo il sottotitolo "Key Issues Being Discussed in the Boardroom and C-Suite".

Però trovo interessante il lavoro preparatorio di selezione di 30 rischi da sottoporre agli intervistati. Sono convinto si tratti di una selezione condotta tra i vari consulenti e che quindi sia maggiormente significativa delle successive analisi sui 10 rischi "più significativi".

Molti sono rischi non operativi (per la qualità o la sicurezza delle informazioni), ma fanno parte del "contesto" di cui tanto si parla con gli standard relativi ai sistemi di gestione e basati sull'HLS (ISO 9001:2015, ISO/IEC 27001:2013, ISO/IEC 20000-1:2018 e così via). Consiglio quindi una lettura della tabella 1 (pagine 4, 5 e 6).

lunedì 10 dicembre 2018

Linea Guida EDPB sull'applicazione territoriale del GDPR

Questa "Guidelines 3/2018 on the territorial scope of the GDPR" dell'EDPB la segnalo perché l'applicazione territoriale del GDPR mi ha dato da pensare in un paio di occasioni:
- https://edpb.europa.eu/our-work-tools/public-consultations/2018/guidelines-32018-territorial-scope-gdpr-article-3_en.

Al momento è solo in inglese.

Non l'ho ancora letta, ma il testo di accompagnamento del nostro Garante copre i miei punti di attenzione:
- https://www.gpdp.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9065814#3.

giovedì 6 dicembre 2018

Articolo sulla blockchain

Mi ero ripromesso di non occuparmi più di blockchain, dopo aver visto che si tratta, nei casi che riguardano il mio lavoro, di una bufala. Ma come fare? Troppi articoli e troppa pubblicità; troppi venditori di fumo o, per chi apprezza l'importazione, di snakeoil.

Allora rilancio con un articolo dal programmatico titolo di "La blockchain è una tecnologia scadente e una pessima idea per il futuro":
- https://thevision.com/innovazione/blockchain/.

Segnalo ulteriori perplessità su questa tecnologia, riportate da un altro articolo che avevo segnalato ad agosto
(https://medium.com/@kaistinchcombe/decentralized-and-trustless-crypto-paradise-is-actually-a-medieval-hellhole-c1ca122efdec).

mercoledì 5 dicembre 2018

Pubblicata la ISO/IEC 29101 "Privacy architecture framework"

E' stata pubblicata la seconda edizione della ISO/IEC 29101 "Privacy architecture framework":
- https://www.iso.org/standard/75293.html.

Questa versione del 2018 sostituisce quella del 2013.

Nella prefazione è detto che la modifica più significativa è l'eliminazione dell'Appendice D, dove i "controlli privacy" erano correlati ai "controlli della ISO/IEC 27001:2005".

Personalmente pensavo che la versione del 2013 fosse una roba inutile. Continuo a pensarlo della versione del 2018.

Regolamento UE contro il geo-blocking

Ivo Trotti di Kantar Italia, visto il mio interesse in materia di accessibilità, mi ha segnalato questo:
- https://www.consorzionetcomm.it/notizie/entra-in-vigore-il-regolamento-sul-geoblocking.kl.

E' quindi possibile accedere alla pagina ufficiale della UE sulla materia:
- https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/faq/geo-blocking.

In sostanza, da quando entrerà in vigore il Regolamento, non sarà più possibile, per i siti di uno Stato membro, bloccare l'accesso o i pagamenti a utenti di altri Stati membri, pratica che è invece vista come discriminante.

lunedì 3 dicembre 2018

Linee guida ENISA per gli audit NISD

Franco Vincenzo Ferrari di DNV GL mi ha segnalato questa pubblicazione di ENISA dal titolo "Guidelines on assessing DSP security and OES compliance with the NISD security requirements":
- https://www.enisa.europa.eu/publications/guidelines-on-assessing-dsp-security-and-oes-compliance-with-the-nisd-security-requirements.

Si tratta di una guida per gli audit interni per i "Digital service provider" (DSP) e gli operatori di servizi essenziali (OES) che vogliono conformarsi ai requisiti della Direttiva NIS e per gli audit che potrebbero condurre le autorità nazionali (national competent authorities o NCA o, in Italia, le "autorità competenti NIS") sempre sulle società a cui è indirizzata la NIS.

Della NIS ne parlai tempo fa:
- http://blog.cesaregallotti.it/2018/06/direttiva-nis-in-vigore-veramente.html.

Ho trovato alcuni punti confusi qua e là (mi chiedo, per esempio, perché usare la definizione di audit dell'ISACA, che non richiama la conformità, e non altre, perché confondano metodologie di valutazione del rischio come il CRAMM con altri documenti come la ISO/IEC 27001; perché citino il CRAMM non più mantenuto dal 2003 o perché usino il termine "ecosistema"). Però ho trovato molto interessanti i due elenchi di misure da considerare perché presentano un elenco di misure che possiamo considerare come "minime" nell'ambito NIS.

Confermo quello che ho scritto: apprezzo questo lavoro che parte dalle basi e ne suggerisco la consultazione.

venerdì 30 novembre 2018

Libro "European Data Protection" di IAPP

Per prepararmi all'esame CIPP/E dell'IAPP ho letto il libro ufficiale dell'IAPP.

Ne consiglio la lettura perché mi pare scritto bene e in modo pragmatico, anche se si tratta sempre di un libro teorico.

Riporto il commento di Pierfrancesco Maistrello: "Mi ha insegnato cose che non sapevo, e ogni tanto fa sintesi concettuali che in italia o te le fai da solo, se hai tempo e sei capace, o te le scordi".

Penso che in Italia si paghino gli interventi troppo concettuali di questi anni.

Comunque... il libro si trova in versione digitale e cartacea sul sito dell'IAPP:
- (digitale) https://iapp.org/store/books/a191a000002FJK5AAO/;
- (cartacea) https://iapp.org/store/books/a191a000002F94uAAC/.